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La fine dell’UE

eu

di: Gianni Petrosillo

Solo i moralisti vivono di pregiudizi e solo gli sciocchi, che solitamente coincidono con i primi, non cambiano idea, poiché basandosi su dogmi incontrastabili non hanno pensieri da approfondire ma riti da consumare. Il precetto non si discute anche quando è dannoso e chiaramente disastroso. Lo è, ad esempio, quello dell’Europa unita (su mere basi monetarie) a tutti i costi, così come pedissequamente accettato dalla nostra classe digerente stolida e rigorista col portafogli altrui. Eppure i nostri guai cominciano lì dove inizia l’euro e, probabilmente, non finiranno finché questa fisima valutaria non sarà derubricata da aspirazione inclusiva  qual era ad illusione storica qual è. Leggi Tutto…

La Bce e la giostra del denaro facile

bce

di: Loretta Napoleoni

E’ ripartita la giostra del denaro facile. La Banca centrale europea sta addirittura pensando di rilanciare le asset-backed securities, ve le ricordate? Quelle della bolla dei mutui spazzatura americani. Perché lo fa? E’ la domanda che tutti noi europei, vittime di due decenni di finanza ballerina e tre anni di austerità, dobbiamo chiederci. La risposta arriva dai bilanci delle banche europee dove i debiti cattivi, quelli in moratoria insomma, in questi lunghi e duri anni di magra si sono moltiplicati. Alla fine del 2012 ammontavano a ben 720 miliardi di euro, di cui 500 miliardi provenivano dai paesi della periferia di Eurolandia. Leggi Tutto…

Via D’Amelio, oggetto rosso non era agenda di Borsellino ma parasole per auto

di: Giuseppe Pipitone – 21 maggio 2013

E’ quanto ha accertato la Polizia Scientifica di Roma: quello che poteva sembrare il quaderno scomparso con all’interno gli appunti del giudice antimafia si è rivelato essere un parasole utilizzato per coprire i resti dell’agente di scorta Emanuela Loi.

borsellino

Un pannello parasole, di quelli di cartone pieghevole utilizzati sulle automobili per riparare il cruscotto dal calore estivo. Solo che questo era di colore rosso e dopo il botto di via D’Amelio si era staccato dall’automobile alla quale apparteneva, finendo a brandelli a pochi metri dai resti carbonizzati di Emanuela Loi, una dei cinque agenti di scorta che persero la vita insieme aPaolo Borsellino il 19 luglio del 1992. Sarebbe questa la macchia rossa individuata nel Leggi Tutto…

Muos, Niscemi resiste ai giochi di guerra

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di: Manlio Dinucci
La Lockheed Martin – compagnia aerospaziale e di «sicurezza globale» con 120mila dipendenti e vendite nette per 50 miliardi di dollari annui – ha appena consegnato il secondo satellite Muos a Cape Canaveral, da dove sarà lanciato a luglio. Il primo satellite è già operativo dal 2012. L’intera costellazione di quattro satelliti di questo nuovo sistema di comunicazioni della U.S. Navy sarà in orbita entro il 2015. Intanto la General Dymanics – altro gigante dell’industria bellica, con 90mila dipendenti e vendite annue per oltre 30 miliardi di dollari – costruisce le quattro stazioni terrestri del Muos: due in territorio Usa, in Virginia e nelle Hawaii, una in Australia e una in Sicilia. Dotata ciascuna di tre grandi parabole di 18 metri di diametro. La General Dynamics sta fornendo alle forze Usa le prime radio portatili An/Prc-155: degli smart phones per la guerra che, attraverso il Mobile User Objective System ad altissima frequenza, trasmettono in modo criptato, simultaneamente, voce, video e dati in streaming. Con il secondo satellite, il sistema sarà utilizzabile da oltre 20mila degli attuali terminali: successivamente essi saranno sostituiti con i nuovi, che trasmettono una mole di dati 16 volte superiore. Sottomarini e navi da guerra, cacciabombardieri e droni, veicoli militari e reparti terrestri saranno così collegati a un’unica rete di comando e comunicazioni, mentre sono in movimento, in qualsiasi parte del mondo si trovino. Leggi Tutto…

Crisi, non c’è speranza a meno che..

debito

di: Marcello Foa

Parto dai dati citati da uno dei nuovi blogger del Giornale, l’imprenditore Davide Erba, che in questo post, evidenzia come il risparmio privato degli italiani superi gli 8mila miliardi di euro, una cifra che è pari a 4 volte il debito pubblico italiano.

Riprendo un altro post interessante di Maurizio Mazziero, che dimostra come “l’aggiustamento dei conti pubblici in un quadro di finanze sane” vantato dal governo sia illusorio. I dati di bilancio rivelano che nei primi 3 mesi del 2013 l’Italia il debito pubblico è aumentato di altri 46 miliardi, e se si considera che in tutto il 2012 l’incremento è stato di 81 miliardi, il dato è catastrofico. tanto piû che, sempre nei primi tre mesi, lo Stato ha registrato incassi per 91 miliardi e pagamenti per 105 ovvero non ha tagliato la spesa pubblica che continua a crescere. Leggi Tutto…

L’Europa come una “mamma affettuosa”, secondo Letta

poverty

Articolo inviato al blog

di: Luciano Lago

Una doccia fredda per l’Italia. Arrivano dall’ISTAT i dati economici su primo trimestre dell’anno in corso e sono disastrosi, peggiori delle previsioni: “nel primo trimestre del 2013, il Pil italiano – corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato – è infatti diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 2,3% a confronto con il primo trimestre del 2012. Secondo l’Istat, che stamani ha diffuso gli ultimi dati aggiornati, la variazione acquisita per il 2013 – ovvero il risultato nel caso ci sia una variazione nulla fino alla fine dell’anno – è pari a -1,5%, mentre nel Documento di economia e finanza 2013 il Governo ha stimato una diminuzione dell’1,3 per cento. Leggi Tutto…

Luttwak 1996: “L’Italia? meglio senza Euro”

LUTTWAK
Ecco un Edward Luttwak profetico. Nel 1996 prevedeva il disastro: l’Europa di Maastricht, l’Euro, la follia dell’austerity di Mario Monti. 17 anni dopo, è attuale.
14 ottobre 1996 – Corriere Economia – PROFEZIE . LUTTWAK CRITICA GLI ESTREMISTI MONETARI: “PROVOCHERANNO UN MASSACRO “

di: Riccardo Orizio.

«Finirà come nel 1940. Allora l’Italia non aveva alcuna convenienza ad entrare in guerra, ma l’istinto del gregge fece sì che Mussolini, che pure l’aveva intuito, facesse questo errore. Si diceva: tutte le potenze mondiali entrano nel conflitto, perché noi dobbiamo starne fuori? Siamo forse di serie B? E così l’Italia commise un grande errore. Maastricht è paragonabile a quel momento storico: sarà un massacro e l’Italia, per paura di finire come la Grecia e perdere la faccia, andrà al massacro economico programmato dagli estremisti ai quali avete affidato l’unificazione monetaria. D’altra parte, nella loro storia gli europei si sono sempre fatti travolgere da tragiche passioni concettuali». Leggi Tutto…

La Difesa e il missile verso il nulla, sono pazzi questi generali?

missili

di: Toni De Marchi

Aviation Week & Space Technology è la più importante rivista mondiale del settore dell’aeronautica e della difesa. Una fonte autorevole, come si dice. Il personaggio citato in un recente articolo, il segretario generale della Difesa generale di squadra aerea Claudio Debertolis, lo è ancor più, autorevole. Ebbene, secondo la rivista statunitense, il nostro tristellato generale vorrebbe acquistare (con i soldi degli italiani, non i suoi) almeno una batteria di missili MEADS “per la difesa di Roma”.

La notizia sarebbe in sé trascurabile, se non fosse che il missile MEADS non esiste. O meglio, come lo ha definito la senatrice repubblicana Kelly Ayotte, è un “missile to nowhere”, un missile verso il nulla (per inciso, la Ayotte non è una pacifista, anzi è una sostenitrice pura e dura del diritto di portare armi: due settimane fa ha rifiutato di incontrare la vedova di un uomo ucciso in una sparatoria, per dire).

Il MEADS è un missile verso il nulla per la semplice ragione che gli statunitensi hanno deciso di sospenderne tutti i finanziamenti e il programma cesserà di esistere dopo l’ultimo lancio di prova nella seconda metà di quest’anno. Lasciando gli italiani e i tedeschi, co-finanziatori del progetto, con il cerino in mano.

Come ho già scritto qualche tempo fa, il progetto è già costato circa 4 miliardi di dollari (oltre mezzo miliardo a carico dell’Italia) ed è in ritardo di un quindicina di anni rispetto alla tabella di marcia. A febbraio gli Stati Uniti hanno stanziato gli ultimi 381 milioni di dollari per completare l’attuale fase di sviluppo ed evitare di dover pagare le penalità per la fuoriuscita anticipata dal progetto.

E mentre gli Usa se ne vanno e i tedeschi hanno già detto che comunque non intendono comperare il missile, cosa vuol fare il generale Debertolis? Acquistarne una batteria per difendere Roma.

Persino l’articolista di Aviation Week si sorprende della proposta “nonostante i piani di austerità decisi dai politici italiani”. Se mai dovesse trovare qualcuno nel governo o nel Parlamento disposto ad assecondarla, la bizzarra idea del potentissimo responsabile degli approvvigionamenti della Difesa italiana, farebbe infatti di questa solitaria batteria il missile più costoso della storia.

Perché, a parte i quattro miliardi già spesi, dovremmo buttare nella voragine svariate altre centinaia di milioni. Molti elementi del MEADS non sono infatti ancora completamente sviluppati. Persino il radar MFCR, considerato l’elemento più importante del progetto, viene definito dal rapporto Assessments of Selected Weapon Programs 2013 del Government Accountability Office statunitense soltanto un “prototipo a basso costo con solo il 50 per cento delle componenti attive di trasmissione e ricezione” .

L’articolo della rivista americana sostiene che Debertolis e la Lockheed (sempre lei!), sperano di coinvolgere nella prosecuzione del progetto la Polonia e forse il Giappone. Al momento non vi sono notizie che confermino queste intenzioni, se non una generica dichiarazione alla rivista di un dirigente della Lockheed stessa. Ma, al di là del fatto che comunque non si sa quanto costerebbe l’ulteriore sviluppo del MEADS (finora gli Usa vi avevano contribuito per il 58%, noi per il 17 e la Germania per il restante 25), c’è il piccolo dettaglio che l’Italia ha già un missile in servizioche ha le stesse capacità del sistema trinazionale. Capacità effettive, non futuribili. Basato sul missile italo-francese Aster, è già operativo in Francia, Italia, Gran Bretagna, Singapore, Arabia Saudita. All’inizio dello scorso marzo, l’arma è stata la prima a ottenere la certificazione NATO per il cosiddetto Interim Ballistic Missile Defence, intercettando un bersaglio simulante un missile balistico tattico. Anche a seguito di questo test, la Francia ha deciso di proseguire lo sviluppo della versione NT dell’Aster (capace di intercettare missili balistici a più lunga gittata) e successivamente del cosiddetto Block 2, ancora più performante.

Né Debertolis, né il Ministero della Difesa hanno smentito la rivista statunitense. Dunque dobbiamo ritenere che la folle idea del generale sia condivisa. Ma finora nessuno ha chiarito perché il missile verso il nulla debba essere realizzato. Conoscendo le singolari dinamiche delle rivalità tra le Forze armate italiane, l’unica ragione che vedo in questa ostinazione è che l’Aeronautica militare (a cui il MEADS avrebbe dovuto essere destinato) vuole un missile diverso da quello che è già in servizio nell’Esercito. Ma questa non sarebbe una ragione, sarebbe pura e semplice pazzia. E lo sarebbe anche se non avessimo un’economia in recessione da sette trimestri, o se avessimo i soldi (ma non li abbiamo) per pagare la cassa integrazione straordinaria agli operai senza lavoro. O anziché quattrocento generali ne avessimo soltanto cento.

FONTE:  Il Fatto Quotidiano - Blog di Toni De Marchi

Eni, lo Stato italiano è in minoranza

mattei

Le azioni dei fondi d’investimento anglofoni sono superiori a quelle del Tesoro e della CDP. Il pericolo di un assorbimento da parte di compagnie concorrenti tipo la Exxon. Venduta tutta la quota della Snam

di: Andrea Angelini

Enrico Mattei si starà rivoltando nella tomba. Nella “sua Eni, sua nel senso di creata da lui, le quote dell’azionista pubblico (30,10%) sono ormai inferiori a quelle (30,98%) dei fondi di investimento privati. Non si tratta quindi dei piccoli azionisti che si limitano ogni anno ad incassare il dividendo ma di tutti quei grandi investitori che prima dell’assemblea dei soci convocata per approvare il bilancio e per votare altre decisioni prese dal consiglio di amministrazione, escono allo scoperto e depositano le azioni presso le banche in maniera tale che si possano contare. L’avvenimento, seppure sia stato passato senza troppi clamori sulla stampa, rappresenta una svolta epocale che potrebbe preludere ad un passaggio di proprietà di quella che era e continua ad essere un gioiello dell’industria pubblica. Un’azienda che opera in tutto il mondo e che ha funzionato molto spesso come un vero e proprio Ministero degli Esteri. Una seconda Farnesina in grado di contare più dell’originale e di aprire ad altre aziende italiane, pubbliche e private, le porte di molti Paesi che, senza l’apporto del gas e del petrolio, sarebbero rimaste impenetrabili. Leggi Tutto…

Sigonella: marines in Sicilia per la Libia, prossimo Iraq

helicopter

di: Toni De Marchi

L’arrivo a Sigonella degli Osprey, quelle strane macchine volanti che non sono né aerei, né elicotteri, ha suscitato giustamente emozione e un po’ di sconcerto. Sono un pessimo segnale di quello che si sta preparando alle porte di casa nostra, in Libia certamente ma anche altrove in quel calderone ribollente che è oggi il nord Africa.

Con gli Osprey del Marine Medium Tiltrotor Squadron 365 sono arrivati anche alcuni Marine delSpecial-Purpose Marine Air-Ground Task Force, Crisis Response (SP-MAGTF CR). Un’unità trasferitasi all’inizio di aprile dagli Usa alla base aerea spagnola di Moron de la Frontera per servire da unità di intervento immediato per l’Africa Command statunitense.  Leggi Tutto…

Immigrazione e mondialismo

ius soli

Articolo inviato al blog

di: Luciano Lago

Gli ultimi episodi di cronaca verificatisi in Italia portano ancora una volta alla ribalta l’immigrazione di massa come un problema di stretta attualità con le interpretazioni che di questo problema vengono fornite dalle varie forze politiche, dai media e dagli ambienti culturali più influenti.
Una cultura predominante vorrebbe l’accoglienza a tutti costi delle masse di diseredati che arrivano dall’Africa e da altri paesi (medio Oriente ed Asia) in cerca di prospettiva o che vedono l’Italia come un ambiente gradevole per insediarsi , visto la normativa altamente favorevole per loro e le complicazioni ed i costi che deriverebbero da eventuali provvedimenti di espulsione che non vengono mai eseguiti. Leggi Tutto…

A Roma forze speciali di «pace»

bonino

di: Manlio Dinucci

Nell’incontro col segretario di stato John Kerry, il ministro degli esteri Emma Bonino ha ribadito il fermo impegno dell’Italia nel contribuire a un accordo di pace israelo-palestinese e, in generale, al processo di pace in Medio Oriente.
Che l’Italia sia impegnata è indubbio, bisogna però vedere per che cosa.
Lo ha messo in evidenza, due giorni dopo, un incidente aereo. Sabato è precipitato nel savonese, durante un test di certificazione, un prototipo del caccia M-346 dell’Alenia Aermacchi (Finmeccanica), che dal 2014 verrà fornito a Israele in 30 esemplari. Considerato l’addestratore più avanzato oggi esistente al mondo, il bireattore M-346 potrà essere usato dall’aeronautica israeliana non solo per preparare i piloti ad attacchi ancora più micidiali, ma anche come caccia da combattimento «per ruoli operativi a costi contenuti», ossia per attacchi aerei low cost contro Gaza, la Siria e altri paesi: l’M-346 può infatti trasportare 3 tonnellate di bombe e missili. L’Alenia assicurerà il supporto logistico. Così l’Italia contribuisce al processo di pace in Medio Oriente che, secondo la Bonino, si sta accelerando grazie all’«impressionante dinamismo dell’amministrazione Usa».  Leggi Tutto…

Scacco a Obama

Boston, le bombe israeliane su Damasco, la crisi (subito sopita) tra USA e Corea del Nord: segnali di una crisi più vasta, e anche Obama è in crisi.

obama

di Giulietto Chiesa.

L’attentato di Boston, i bombardamenti israeliani su Damasco, la crisi (scongiurata subito) tra Stati Uniti e Corea del Nord sembrano eventi del tutto scollegati, disconnessi tra loro. Io penso che non lo siano e che, anzi, siano tutti segnali del convergere - perfino piu’ rapido del prevedibile verso una crisi di più vaste proporzioni.
Mi pare di vedere una mano – più invisibile di quella, famosa, del “mercato” – che preme perché si verifichi una resa dei conti. Forse piu’ di una resa dei conti: diverse e lontane, ma riconducibili a un unicum di impressionante squilibrio, un “buco nero” nel quale stiamo andando tutti nel piu’ disastrante caos di idee dell’ultimo secolo. Ma più grande di quello che condusse alla seconda guerra mondiale. Leggi Tutto…

Il Corriere, le minacce in rete e le foto ab minchiam

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di: Cat-so-infelix - http://cat-so-infelix.blogspot.it/ -

FOTOUn importante uomo politico scomparso pochissimi giorni fa diceva che «a pensare male si fa peccato ma spesso si indovina». Un altro proverbio dice invece che «il diavolo si nasconde nei dettagli». E sono questi adagi che tornano in mente sfogliando il Corriere della Sera del 4/05/2013.
A pagina 19, infatti, compare un articolo sulle minacce rivolte in rete alla Presidente della Camera Boldrini. L’articolo, per chi volesse leggerlo, è disponibile anche in versione online sul sito della prestigiosa testata. Leggi Tutto…

Finanza, i robot e i nostri risparmi nelle sabbie della Cornovaglia

trading

di: Loretta Napoleoni

Le coste della Cornovaglia sono oggi oggetto di grande interesse da parte di società finanziariee di telecomunicazione. Ed infatti, nel 2012, la Crown Estate, impresa che gestisce il fondale marino nel Regno Unito e che vende licenze per tutto ciò che lo attraversa, ha registrato un aumento delle entrate del 104 per cento. Circa il 95 per cento delle notizie finanziarie viaggiano via cavo e non via satellite e questo spiega perché ogni anno si investono intorno ai 2 miliardi di dollari per produrre 50 mila chilometri di autostrade di fibre ottiche, lungo le quali viaggiano le notizie finanziarie al altissima velocità. L’arteria più importante è quella che attraversa l’Atlantico. I cavi partono dalla costa est e riemergono in Portogallo ed in Cornovaglia. Anche se il primo è il paese più vicino agli Stati Uniti, è sempre stato un mercato finanziario marginale, mentre in Gran Bretagna si trova la piazza affari più importante d’Europa. Leggi Tutto…

Debito pubblico: l’Italia migliore d’Europa (e non è uno scherzo)

debito

di: Marcello Foa

La fonte è molto autorevole: la Neue Zürcher Zeitung (Nzz). L’autore dello studio molto competente in materia: l’economista Bernd Raffelhüschen, professore di Scienze finanziarie presso l’Università di Friburgo, in Germania. La conclusione è molto sorprendente: l’Italia è il Paese che ha il debito pubblico più sostenibile d’Europa.

Possibile? Sì, se si considera oltre al debito esplicito anche quello implicito ovvero gli impegni già presi dallo Stato per i decenni a venire e legati in particolare all’invecchiamento della popolazione: dunque le pensioni in maturazione nei prossimi anni, la spesa sanitaria che dovrà essere sopportata da una popolazione più anziana; il tutto considerando il saldo primario dello Stato. Leggi Tutto…

Politiche di austerità in Europa intensificano le divisioni nazionali

austerity

di: Stefan Steinberg

Questo articolo è stato precedentemente pubblicato in inglese il 6 maggio 2013

Durante le ultime settimane, negli ambienti politici e nei media, ha imperversato il dibattito sul valore dell’attuazione delle misure di austerità in Europa.La causa delle polemiche è il rapido peggioramento della crisi economica e l’emergere di un’opposizione di massa alle politiche di austerità.

Le elezioni italiane del mese di febbraio sono state la più recente e più chiara espressione della crescente ostilità all’austerità. Il regime tecnocrate, non eletto, di Mario Monti, che aveva effettuato una serie di drastici tagli alla spesa pubblica per volere dell’Unione Europea e delle banche, ha subìto una sconfitta devastante. La destra populista del comico Beppo Grillo è stata la beneficiaria iniziale del diffuso sentimento anti-governativo, che ha esposto l’avversione di milioni, non solo verso il governo Monti, ma verso tutti i partiti tradizionali. Leggi Tutto…

La Repubblica di ” Napisan”

presid

Articolo inviato al blog

di: Gaspare Serra - http://gaspareserra.blogspot.it -

IL GOVERNO “ALF-ETTA”: PIU’ BIANCO NON SI PUO’!

 “L’Italia è un paese da distruggere, un posto bello e inutile, destinato a morire, dove tutto rimane uguale, immobile, in mano a dinosauri…” (da La Meglio Gioventù)

“THE WINNER IS…”

Giorgio Napolitano! Finalmente il Parlamento, dopo prolungato travaglio, è riuscito a partorire un nuovo nome per lo scranno più alto di Roma.
Beh, “nuovo” non è forse l’aggettivo più indicato… Diciamo che, quantomeno, la benamata “partitocrazia” ha cavato fuori qualcosa dal cilindro! Leggi Tutto…

Le mani invisibili del potere

andreotti

di: Manlio Dinucci

I «misteri della Repubblica» che Andreotti si è portato nella tomba non sono così misteriosi. Basta leggere il libro «La repubblica delle stragi impunite» del magistrato Ferdinando Imposimato, oggi presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione. Resta da vedere se quella dei «misteri» sia una pagina ormai chiusa della storia italiana.

Imposimato, in base a documenti, mette sul banco degli imputati il gruppo Bilderberg. Nato nel 1954 per iniziativa di «eminenti cittadini» statunitensi ed europei, esso ha svolto un ruolo fondamentale nelle operazioni segrete in Europa durante e dopo la guerra fredda. «Il gruppo Bilderberg – conclude il magistrato – è uno dei responsabili della strategia della tensione e quindi anche delle stragi» a partire da quella di Piazza Fontana nel 1969. Di concerto con la Cia e i servizi segreti italiani, con Gladio e Stay Behind, con la P2 e le logge massoniche Usa nelle basi Nato, con i gruppi neofascisti e le gerarchie vaticane.  Leggi Tutto…

L’Impero Finanziario e il carcere globale dei debitori

finanza

di: Jerome Roos

Non ci devono essere dubbi: viviamo nell’ epoca dell’ Impero Finanziario. A differenza delle conquiste militari che hanno guidato le espansioni territoriali degli imperi del passato, il moderno Impero Finanziario non consiste nell’esercizio visibile dell’ideologia del Grande Bastone (anche se, indubbiamente, l’imperialismo militare continua anche oggi), ma piuttosto assume la forma di una mano invisibile . Mentre alla fine del 19° e all’ inizio del 20° secolo  la logica del dominio è stata guidata dal potere strumentale degli stati imperiali, l’Impero del 21 ° secolo non ha più bisogno di alcun bastone per sottomettere gli stati sovrani: attraverso i meccanismi globali di applicazione della disciplina di mercato e dalle condizioni del FMI, il potere strutturale del capitale finanziario ora garantisce che tutti si inchineranno davanti ai mercati monetari. Leggi Tutto…

Andreotti fa paura anche da morto

andreotti

Articolo inviato al blog

di: Luciano Lago

Un atroce dubbio si diffonde a Roma nei palazzi della politica: Andreotti prima di morire avrebbe scritto un memoriale ed un testamento spirituale per alleggerirsi l’anima, lui cattolico praticante, prima di compiere il fatale passo.
Questo che è più di un sospetto (secondo indiscrezioni) agita i palazzi della politica poiché nel memoriale potrebbero essere contenute alcune rivelazioni scottanti su alcuni episodi mai chiariti della storia italiana ed in particolare sull’omicidio di Aldo Moro, sulla organizzazione Gladio e sulla “strategia della tensione”.
Relativamente all’omicidio di Aldo Moro, Andreotti potrebbe ad esempio aver scritto che la D.C. ricevette l’ordine di adottare la “linea dura” sulle trattative con le B.R. ( una vecchia questione sulla quale si è per anni discusso) e da quali centrali esterne sia venuta la disposizione di evitare di entrare in trattativa con le B.R.. Andreotti potrebbe averla finalmente chiarita nelle sue carte per alleggerirsi la coscienza. Furono forse i servizi segreti americani, la CIA? Il Mossad? Fu un ordine o un consiglio? Di sicuro Andreotti godeva di un rapporto privilegiato con Henry Kissinger ed altri esponenti del Dipartimento di Stato dell’epoca negli USA. Leggi Tutto…

E intanto l’Italia versa altri 2,8 miliardi al Fondo Salva Stati (e banche)

euro
di: Paolo Cardenà
In questi giorni gli italiani  sembrano particolarmente interessati al matrimonio di Valeria Marini, piuttosto che allo scudetto della Juventus, o alla morte di Andreotti.
Le cose serie, come al solito,  vengono poste in secondo piano grazie alla complicità della stampa sussidiata che non ne parla affatto, o che, nella migliore delle ipotesi, riserva minimi spazi alle notizie che invece meriterebbero maggior risalto e una profonda riflessione da parte di tutti: mondo politico in primis. Leggi Tutto…

I segreti di Wikileaks e il governo Letta

alfano letta

di: Matteo Guinness

Per capire meglio alcune caratteristiche del governo Letta è utile spulciare alcuni documenti riservati diffusi da Wikileaks.

Nella Public library of US diplomacy, aggiornata proprio dalla piattaforma che diffonde i segreti di alcuni apparati diplomatici, è possibile leggere due telegrammi dell’ex ambasciatore Usa Ronald Spogli, in cui questo comunica al ministro degli esteri Condoleeza Rice alcune mosse per ricondurre alla ragione il governo Prodi riguardo la guerra in Iraq. Infatti Prodi, spinto da alcuni nella sua coalizione, il 18 maggio 2006 chiedendo la fiducia al Senato, dichiarò che la guerra in Iraq era stato un errore e annunciava un veloce ritiro delle truppe. Leggi Tutto…

Non chiamatelo populista! Nigel Farage va preso sul serio

nigel farage

di: Marcello Foa

Sarà perché sono cresciuto alla scuola di Indro Montanelli, ma a me quelli che parlano chiaro e hanno il coraggio di esporsi in persona piacciono; li ammiro anche quando non sono del tutto d’accordo con loro o lo sono solo in parte. Nigel Farage, il leader del Independence party (Ukip) che ha appena vinto alle elezioni britanniche, appartiene a questa stirpe. Lo seguo da tempo ammirandone l’eloquio, straordinario, e l’audacia dei suoi interventi all’Europarlamento contro le lobby e la nomenklatura che domina l’Europa. Ogni volta che l’ho ascoltato, ho pensato: questo ha una marcia in più. Leggi Tutto…

Si squarcia il velo delle menzogne sulla Siria

armi chimiche

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di: Luciano Lago

Denuncia choc dell’incaricata dell’ONU per la Siria, Carla Del Ponte: nel corso di una trasmissione ai microfoni della Radio Svizzera, la Del Ponte ha affermato che “le Nazioni Unite hanno le prove che – finora – ad utilizzare “armi chimiche”, a partire dal letale “gas sarin”, in Siria sono stati gli insorti e non gli uomini fedeli al regime di Bashar al Assad”.
Inoltre ha aggiunto che “questo utilizzo e’ stato fatte da parte degli opponenti…dei ribelli e non dalle autorità governative”. La Del Ponte punta il dito però non sui siriani anti-Assad ma contro le frange qaediste sottolineando che, “il fatto non ci sorprende perché negli opponenti si sono infiltrati combattenti stranieri”. Leggi Tutto…

Decalogo contro l’intervento in Siria/ Stop the intervention in Syria

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di: mcc43

Siria: 10 Ragioni per opporsi all’intervento 

01 L’intervento in Siria avrà enormi conseguenze regionali e globali. Il conflitto si sta  già diffondendo in Libano e Turchia e potrebbe innescare una guerra regionale che coinvolgerebbe Arabia Saudita, Qatar, Iraq e Iran. Come l’ex segretario generale dell’ONU Kofi Annan ha ammesso “La Siria non è la Libia, non imploderà, esploderà al di là dei suoi confini.”
02 Nel corso degli ultimi dieci anni, la guerra al terrorismo ha drasticamente destabilizzato il Medio Oriente. L’intervento degli Stati Uniti e dei suoi alleati non ha portato altro che sangue e distruzione in Iraq e Afghanistan. Non vi è alcun motivo per credere che il risultato sarà diverso in Siria.
03 L’intervento straniero negherà al popolo siriano il diritto di determinare il proprio futuro. Si metterà la leadership dell’opposizione nelle mani delle potenze occidentali e dei loro alleati che agiranno nel loro stesso interesse.
04 Le molteplici violazioni del regime degli  Assad in materia di diritti umani non hanno preoccupato le potenze occidentali in passato. Gli Stati Uniti hanno inviato prigionieri  per interrogatori e torture in Siria come parte della “guerra globale al terrore”. Aerei militari siriani si sono uniti gli Stati Uniti ad attaccare l’Iraq nel 1991.
05 I principali alleati dell’Occidente nella intervento, in particolare l‘Arabia Saudita e Qatar, non hanno alcun interesse per la democrazia in Medio Oriente.Sono tra i regimi più autoritari della regione e hanno fatto del loro meglio per schiacciare il movimento democratico. Leggi Tutto…

Torture e 11 settembre 2001: stretta interconnesione

11 settembre

di: Giulietto Chiesa

Sono lieto di annunciare, con largo anticipo che, a cominciare dal prossimo settembre, dodicesimo anniversario dell’attentato terroristico dell’11/9, partirà su scala mondiale una campagna di sensibilizzazione promossa da ben 12 organizzazioni, in maggioranza statunitensi. E’ utile darne l’elenco per fare in modo che tutti coloro che vogliono possano verificare la solidità del loro lavoro. Leggi Tutto…

Il cerchio si chiude intorno alla Siria

siria

Articolo inviato al blog

di: Luciano Lago

Israele lancia un nuovo attacco aereo sulla Siria. La tv di Stato siriana parla di immagini di una “palla di fuoco” proprio sul centro di ricerche che sarebbe stato colpito da razzi israeliani. Il primo attacco avrebbe avuto come obiettivo un carico d’armi destinato probabilmente agli Hezbollah libanesi. Non ci sono ancora conferme ma lo stesso Libano parla di oltre una quindicina di sorvoli di aerei israeliani nei due giorni del primo attacco.
La difesa aerea della Siria avrebbe abbattuto uno degli aerei israeliani che avevano lanciato l’attacco con missili e bombe contro obiettivi nei dintorni di Damasco durante la scorsa notte. I piloti sarebbero stati presi prigionieri. Le batterie di difesa siriane avevano individuato gli aerei israeliani e risposto al fuoco. All’attacco fatto con le possenti armi a disposizione di Israele, segue naturalmente la solita vergognosa manipolazione di notizie da parte dei media occidentali relativamente a presunte stragi ed efferatezze compiute dalla truppe lealiste dell’Esercito Nazionale Siriano, occultando il terrorismo dei “ribelli”, quello fatto con autobomba in centro città a Damasco e le tante esecuzioni di massa di civili favorevoli al regime di al Assad (documentate in decine di filmati e foto ignorate dai media allineati con gli USA ed Israele). Leggi Tutto…

L’austerità prosegue imperterrita in Italia

inciucio

di: Chris Marsden

Questo articolo è stato precedentemente pubblicato in inglese il 2 maggio 2013

Ci sono voluti solo un giorno e una visita a Berlino, per rendere chiaro che le promesse del nuovo primo ministro italiano Enrico Letta di passaggio dalle politiche di austerità alla crescita economica sono una miscela di false promesse, manovre diversive e pure bugie.

Letta, del Partito Democratico (PD), è a capo di una grande coalizione che include il PdL (Popolo della Libertà), del magnate dei media Silvio Berlusconi. La coalizione è stata costituita per volontà del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, un vecchio stalinista, al fine di continuare le feroci misure di austerità, imposte dal precedente governo tecnocratico non eletto di Mario Monti. ?Compito non facile, data la straordinaria crisi in cui versa il capitalismo italiano. Leggi Tutto…

Bolivia, “cacciata” agenzia Usa per lo sviluppo. Morales: “Cospiratori”

bolivia

Usaid dovrà lasciare il Paese. “Così noi intendiamo farci rispettare da chi ha ancora una mentalità di dominio e di sopraffazione”, ha spiegato il presidente. Stesso destino nel 2008 anche per l’ambasciatore degli Stati Uniti e la Dea (Drug Enforcement Administration)

di: Angela Nocioni

Evo Morales ha deciso che l’agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale Usaid deve lasciare la Bolivia. L’accusa è di “cospirare contro il governo”. Per le stesse ragioni fu espulso nel settembre del 2008 l’ambasciatore americano Philip Goldberg. “Confabula con l’opposizione”, fu allora la spiegazione del governo. Cacciata in quel periodo, per lo stesso motivo, anche l’agenzia statunitense antidroga Dea che operava soprattutto nel Chapare, zona di produzione di foglie di coca. Morales, nell’annunciare la decisione, ha detto: “Così noi intendiamo farci rispettare da chi ha ancora una mentalità di dominio e di sopraffazione”. E ancora: “E’ una protesta nei confronti del ministro degli esteri (il segretario di Stato, John Kerry n.d.r.), che dice che l’America latina è il cortile di casa degli Stati uniti”. Leggi Tutto…

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