Le domande a Yoani Sánchez che i media non rivolgeranno

Domenica la giornalista, blogger e dissidente cubana Yoani Sánchez è stata contestata da un gruppo di italiani filo-castristi prima dell’evento a cui ha partecipato al Festival del Giornalismo di Perugia. I contestatori, circa una ventina di persone, l’hanno accusata di essere filo-americana e le hanno lanciato contro falsi dollari con disegnata sopra la sua faccia. Dopo la contestazione Sánchez ha ringraziato i suoi oppositori dicendo che si augura che anche nel suo paese i personaggi pubblici possano venire contestati. (IlPost.it)

di: Salim Lamrani

Il Professor Salim Lamrani, dalla Sorbona di Parigi, ha preparato 40 domande da fare alla blogger. Domande che i grandi media non le rivolgeranno.

1. Chi organizza e finanzia il suo tour mondiale? Continua a leggere

Il dovere d’evitare una guerra in Corea

kim corea

di: Fidel Castro Ruz

Alcuni giorni fa ho fatto un riferimento alle grandi sfide che affronta oggi l’umanità. La vita intelligente è sorta nel nostro pianeta circa 200.000 anni fa, se non appaiono nuove scoperte che dimostrino altre cose.

Non va confusa l’esistenza della vita intelligente con l’esistenza della vita che, dalle sue forme elementari nel nostro sistema solare, è sorta milioni di anni fa.
Esiste un numero praticamente infinito di forme di vita. Nel lavoro sofisticato dei più prestigiosi scienziati del mondo, si concepisce già l’idea di riprodurre i suoni che sono seguiti al Big Bang, la grande esplosione avvenuta più di 13.700 milioni di Continua a leggere

Abbiamo perso il nostro migliore amico

chavez fidel

di: Fidel Castro Ruz

Il 5 marzo, nel pomeriggio, è morto il  miglior amico che ha avuto il popolo cubano nella sua storia.  Una telefonata via satellite ha comunicato l’amara notizia.

E il significato della frase usata era inconfondibile. Anche se conoscevamo lo stato critico della sua salute, la notizia ci ha fortemente colpito. Ricordavo le volte che scherzava con me dicendo che quando tutti  e due avessimo terminato il nostro impegno rivoluzionario, mi avrebbe invitato a passeggiare lungo il fiume Arauca, in territorio venezuelano, che gli faceva ricordare il risposo che non ha mai avuto.

Abbiamo avuto l’onore di condividere con il leader bolivariano gli stessi ideali di giustizia sociale e di sostegno agli sfruttati. I poveri sono poveri in qualsiasi parte del mondo.

“Ditemi in cosa servire il Venezuela! In me ha un figlio”, aveva proclamato l’Eroe Nazionale e Apostolo della nostra indipendenza, José Martí, un viaggiatore che, senza togliersi di dosso la polvere del cammino, chiese dove si trovava la statua di Bolívar.

Martí aveva conosciuto il mostro, perchè aveva vissuto nelle sue viscere.

È possibile ignorare le profonde parole che aveva riversato nella lettera mai conclusa per il suo amico Manuel Mercato, prima della sua morte in combattimento?

“Già sono in pericolo ogni giorno di dare la mia vita per il mio paese e per il mio dovere-  cosa che intendo e che ho l’animo di realizzare – d’impedire a tempo, con l’indipendenza di Cuba, che si estendano per le Antille gli Stati Uniti e che ricadano con più forza sulle nostre terre d’America. Quello che  ho fatto sino ad oggi e farò, è per questo. Ed è stato fatto in silenzio e come indirettamente, perchè ci sono cose che per realizzarle devono restare occulte”.

Erano trascorsi allora 66 anni da quando il Libertador Simón Bolívar aveva scritto: “Gli Stati Uniti sembrano destinati dalla provvidenza a plagare l’America di miseria in nome della Libertà”.

Il 23 gennaio del 1959, 22 giorni dopo il trionfo rivoluzionario a Cuba, visitai il Venezuela per ringraziare il suo popolo  e il governo che aveva assunto il potere dopo la dittatura di Pérez Jiménez, per l’invio di 150 fucili, alla fine del 1958.  Dissi allora:

“Il Venezuela è la patria del Libertador, dov’è stata concepito l’ideale dell’unione dei popoli d’America.  Quindi il Venezuela dev’essere il paese leader dell’unione dei popoli d’America; noi cubani sosteniamo i nostri fratelli del Venezuela”.

Parlo di queste idee non perchè mi muova alcuna ambizione di tipo personale, nè tanto meno ambizioni di gloria perchè, in ogni modo, l’ambizione di gloria non smette d’essere una vanità e come ha detto Martí ‘tutta la gloria del mondo entra in un chicco di mais’.

Così che, parlando al popolo del Venezuela, lo faccio pensando onoratamente e profondamente che se vogliamo salvare l’America, se vogliamo salvare la libertà di ognuna delle nostre società, che in ogni modo sono parte di una grande società che è la società dell’America Latina, se vogliamo salvare la Rivoluzione di Cuba, la Rivoluzione del Venezuela,  la rivoluzione di tutti i paesi del nostro continente, dobbiamo avvicinarci e dobbiamo sostenerci solidamente, perchè soli e divisi, perderemo”.

Questo è quel che dissi quel giorno e oggi, 54 anni dopo, lo ratifico!

Devo solo includere in quella lista gli altri popoli del mondo che per mezzo secolo sono stati vittime dello sfruttamento e del saccheggio.

Questa è stata la battaglia di Hugo Chávez.

Nemmeno lui stesso sospettava quanto era grande.

Hasta la Victoria sempre, indimenticabile amico!

 Fidel Castro Ruz - 11 Marzo del 2013  -Ore 12 .35

Traduzione di: Gioia Minuti per Granma.cu

Fidel Castro sta agonizzando

di: Fidel Castro Ruz

È bastato un messaggio ai laureati del primo corso dell’Istituto di Scienze Mediche  “Victoria de Girón”, per far sì che il pollaio della propaganda imperialista si eccitasse e le agenzie di stampa si lanciassero voraci dietro la menzogna. Non solo questo, nei loro dispacci  hanno aggiunto al paziente le più insolite stupidaggini.Il quotidiano  ABC della Spagna,  ha pubblicato che un medico venezuelano che radica non si sa dove, ha rivelato che Castro aveva sofferto una forte embolia nell’arteria cerebrale destra. “Posso dire che non lo vedremo più pubblicamente”.

Il presunto medico, che se lo è, abbandonerebbe per primo i suoi stessi compatrioti, ha definito lo stato di salute di Castro come “molto vicino allo stato neurovegetativo”.

Anche se molte persone nel mondo sono ingannate dagli organi dell’informazione, quasi tutti nelle mani di privilegiati e ricchi che pubblicano queste stupidaggini, i popoli credono sempre meno in loro. A nessuno piace essere ingannato; anche il più terribile bugiardo spera che gli dicano la verità.

Tutto il mondo ha creduto nell’aprile del 1961,  alle notizie pubblicate dalle agenzie di stampa sul fatto che invasori mercenari di Girón o Baia dei Porci, come la si vuole chiamare, stavano giungendo a L’Avana quando in realtà alcuni di loro cercavano infruttuosamente di andare in barca alle navi da guerra degli yankee che li scortavano.

I popoli imparano e la resistenza cresce di fronte alle crisi del capitalismo che si ripetono ogni volta con maggior frequenza.

Nessuna menzogna, repressione e nuove armi, potranno impedire il crollo di un sistema di produzione sempre più disuguale e ingiusto.

Pochi giorni fa, vicino al 50º anniversario della Crisi d’Ottobre,  le agenzie hanno segnalato tre colpevoli: Kennedy, recentemente giunto alla presidenza dell’impero, Jruschov e Castro.Cuba non ebbe nulla a che vedere con l’arma nucleare, nè con il massacro inutile di Hiroshima e Nagasaki perpetrato dal presidente degli Stati Uniti,  Harry S. Truman, stabilendo la tirannia delle armi nucleari.

Cuba difendeva il suo diritto all’indipendenza e alla giustizia sociale.

Quando accettammo l’aiuto sovietico in armi, petrolio, alimenti e altre risorse, fu per difenderci dai piani yankee d’invadere la nostra Patria, sottoposta ad un sudicia e sanguinosa guerra che questo paese capitalista ci ha imposto sin dai primi mesi e che è costata migliaia di vite e di mutilati.

Quando  Jruschov  ci propose d’installare proiettili a gettata media – simili a quelli che gli Stati Uniti avevano in Turchia – più vicini alla URSS che Cuba agli Stati Uniti, come una necessità solidale, Cuba non esitò nell’accettare quel rischio. La nostra condotta è  stata eticamente inappuntabile.

Non chiederemo scusa mai a nessuno per quello che abbiamo fatto. Di sicuro c’è che è passato mezzo secolo e siamo ancora qui con la fronte in alto.

Mi piace scrivere e scrivo; mi piace studiare e studio. Ci sono molti compiti nell’area delle conoscenze e  mai le scienze, per esempio, avevano avanzato ad una così sbalorditiva  velocità.

Ho smesso di pubblicare le Riflessioni, perchè non era di certo il mio ruolo occupare le pagine della nostra stampa, dedicata ad altri compiti che il paese necessita.

Uccello del mal augurio!

Non mi ricordo neanche di un mal di testa. Come testimonianza di quanto sono bugiardi, offro le foto che accompagnano questo articolo.

Fidel Castro Ruz
21 Ottobre 2012
Ore 10.12

Granma.cu –  Traduzione Gioia Minuti

Conversazioni con Fidel Castro: Hiroshima e i pericoli di una guerra nucleare

di: Fidel Castro Ruz e Michel Chossudovsky

Questo testo è stato originariamente pubblicato nel novembre 2010

Nota introduttiva

Dal 12 al 15  ottobre 2010, ho avuto approfondite e dettagliate conversazioni con Fidel Castro a L’Avana, riguardanti i pericoli di una guerra nucleare, la crisi economica globale e il carattere del Nuovo Ordine Mondiale. Questi incontri hanno portato ad una ampia e fruttuosa intervista.

La prima parte di questa intervista, pubblicata da Global Research e da CubaDebate, è focalizzata sui pericoli di una guerra nucleare.

Il mondo è a un bivio pericoloso. Abbiamo raggiunto un  punto di cruciale importanza nella nostra storia.

Questa intervista con Fidel Castro fornisce una comprensione della natura della guerra moderna:  se venisse avviata un’operazione militare contro la Repubblica islamica dell’Iran, gli Stati Uniti e i suoi alleati potrebbero non essere in grado di vincere una guerra convenzionale ed esiste la possibilità che questa guerra si evolva verso una guerra nucleare.

I dettagli degli attuali preparativi della guerra all’Iran sono stati sottratti all’opinione pubblica.

Come affrontare la diabolica e assurda tesi, portata avanti dall’amministrazione statunitense, che l’uso di armi nucleari tattiche contro l’Iran  “renderà il mondo un posto più sicuro”?

Un concetto centrale portato avanti da Fidel Castro nell’intervista è la “Battaglia delle Idee“. Il leader della Rivoluzione cubana ritiene che solo una profonda” Battaglia delle Idee” possa cambiare il corso della storia del Mondo. L’obiettivo è quello di prevenire l’impensabile, ovvero una guerra nucleare che minaccia di distruggere la vita sulla terra.

I media corporativi sono coinvolti in atti di camuffamento. Gli effetti devastanti di una guerra nucleare vengono o sottovalutati o non affatto menzionati. In questo contesto, il messaggio di Fidel al mondo deve essere ascoltato; tutti, a livello nazionale e internazionale, dovrebbero capire la gravità della situazione attuale e agire con forza a tutti i livelli della società per invertire la marea della guerra.

La “Battaglia delle Idee” fa parte di un processo rivoluzionario. Contro una raffica di disinformazione dei media, la volontà di Fidel Castro è quella di diffondere la parola in lungo e in largo, per informare l’opinione pubblica mondiale, per poter “rendere possibile l’impossibile“, per contrastare un’avventura militare che, nel vero senso della parola, minaccia il futuro dell’umanità.

Quando una guerra nucleare, sponsorizzata dagli USA, diventa uno “strumento di pace“, condonata e accettata dalle istituzioni mondiali e dalle più alta autorità, comprese le Nazioni Unite, non si può più tornare indietro: la società umana è stata precipitata a capofitto sul sentiero dell’ auto – distruzione. 

La “Battaglia delle Idee” di Fidel si deve tradurre in un movimento mondiale. La gente deve mobilitarsi contro questa diabolica agenda militare.

Questa guerra può essere evitata se i popoli fanno pressioni sui loro governi e rappresentanti eletti, si organizzano a livello locale nelle città, nei villaggi e nei comuni, diffondono la parola, informano i loro concittadini in merito alle implicazioni di una guerra termonucleare, avviano un dibattito e una discussione all’interno delle forze armate .

Quello che serve è un movimento di massa di persone che contestino con forza la legittimità della guerra, un movimento globale di persone che criminalizzi la guerra.

Nel suo discorso del 15 ottobre, Fidel Castro ha avvertito il mondo riguardo i pericoli di una guerra nucleare:

Ci sarebbe un” danno collaterale “, come  affermano sempre i leader politici e militari statunitensi, per giustificare la morte di persone innocenti. In una guerra nucleare il ” danno collaterale “sarebbe la vita di tutta l’umanità. Dobbiamo avere il coraggio di proclamare che tutte le armi nucleari e convenzionali, tutto ciò che viene utilizzato per fare la guerra, deve sparire! “

La “Battaglia delle Idee” consiste nell’affrontare i criminali di guerra che occupano posizioni di rilievo, nello spezzare il consenso guidato a favore di una guerra globale, nel cambiare la mentalità di centinaia di milioni di persone, nel condurre ad una abolizione delle armi nucleari. In sostanza, la “Battaglia delle Idee” consiste nel ristabilire la verità e porre le fondamenta della pace nel mondo.

Michel Chossudovsky, Global Research, Center for Research on Globalization (CRG),

Montreal -Hiroshima Day, 6 agosto 2012 - Montreal – Remembrance Day, 11 novembre 2010.

CONVERSAZIONI

Professor Michel Chossudovsky: Sono molto onorato di avere questa opportunità di scambiare opinioni sulle diverse questioni fondamentali che riguardano la società umana nel suo insieme. Penso che il concetto che Lei ha sollevato nei suoi recenti testi, relativo alla minaccia contro l’Homo sapiens, sia fondamentale. Qual è questa minaccia, il rischio di una guerra nucleare e la minaccia per gli esseri umani, all’ Homo sapiens?

Comandante in Capo Fidel Castro Ruz: Da parecchio tempo, direi anni, ma in particolare da alcuni mesi, ho cominciato a preoccuparmi per l’imminenza di una probabile e pericolosa guerra che possa rapidamente evolversi verso una guerra nucleare. Prima di allora avevo concentrato tutti i miei sforzi sull’analisi del sistema capitalistico in generale e dei metodi che la tirannia imperiale ha imposto all’umanità. Gli Stati Uniti applicano al mondo la violazione dei principali diritti fondamentali.

Durante la Guerra Fredda, nessuno parlava della guerra, cosi come delle armi nucleari. Si parlava di una pace apparente, vale a dire quella tra l’URSS e gli Stati Uniti garantita dal famoso MAD (Mutual Assured Destruction, Distruzione Mutua Assicurata) . Sembrava che il mondo avrebbe goduto dei piaceri di una pace che sarebbe durata per un tempo illimitato.

Michel Chossudovsky: … Questo concetto di “ Distruzione Mutua Assicurata” si è concluso con la guerra fredda e ha portato quindi alla ridefinizione della dottrina nucleare , dato che, in realtà, non abbiamo mai pensato a una guerra nucleare durante la Guerra Fredda. Beh, ovviamente, c’era un pericolo, come affermò anche Robert McNamara ad un certo punto. Ma, dopo la Guerra Fredda e in particolare dopo l’11 settembre [2001], la dottrina nucleare americana cominciò ad essere riformulata.

Fidel Castro Ruz:  Lei mi ha chiesto quando è stato che siamo venuti a conoscenza del rischio imminente di una guerra nucleare e questo risale al periodo di cui ho parlato di in precedenza, appena sei mesi fa. Una delle cose che maggiormente ha richiamato la nostra attenzione per quanto riguarda un pericolo di guerra, è stato l’affondamento della Cheonan durante una manovra militare.  Era il fiore all’occhiello della Marina sudcoreana, una nave estremamente sofisticata. Fu in quei giorni che trovammo su GlobalReasearch un articolo che offriva una informazione chiara e veramente coerente riguardo l’affondamento della Cheonan, che non poteva essere opera di un sottomarino che era stato prodotto dall’ Unione Sovietica più di sessanta anni fa , il quale aveva a bordo una tecnologia obsoleta e che non richiedeva apparecchiature sofisticate per poter essere intercettato dalla Cheonan, durante una manovra congiunta con le navi più moderne degli Stati Uniti. La provocazione nei confronti della Repubblica democratica di Corea si sommava alle nostre precedenti preoccupazioni riguardo un’aggressione contro l’Iran. Abbiamo seguito attentamente il processo politico in quel paese. Conoscevamo perfettamente quanto accaduto durante gli anni ’50, quando l’Iran nazionalizzò le attività della British Petroleum, che all’epoca si chiamava Anglo Persian Oil Company. A mio parere, le minacce contro l’Iran divennero imminenti nel mese di giugno [2010], dopo l’adozione della risoluzione 1929 del 9 giugno 2010, quando il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite condannò l’Iran per le sue ricerche e  produzione di piccole quantità  di uranio arricchito al 20 per cento, accusandolo di essere una minaccia per il mondo. La posizione adottata da ogni singolo membro del Consiglio di Sicurezza è nota: 12 Stati membri hanno votato a favore (cinque di essi avevano il diritto di veto), uno si è astenuto e Brasile e Turchia hanno votato contro. Poco dopo che la risoluzione venne adottata – la più aggressiva di tutte le risoluzioni – una portaerei degli Stati Uniti in assetto da combattimento, oltre a un sottomarino nucleare, attraversarono, con l’aiuto del governo egiziano, il Canale di Suez. Si unirono poi le unità navali di Israele , dirigendosi verso il Golfo Persico e nei mari vicino l’ Iran. Le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dai loro alleati della NATO contro l’Iran erano assolutamente illegali e ingiuste. Non riesco a capire il motivo per cui la Russia e la Cina non posero il veto a quella pericolosa risoluzione 1929 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. A mio parere, questo ha terribilmente complicato la situazione politica e ha posto il mondo sull’orlo della guerra. Mi ricordo di precedenti attacchi israeliani contro i centri di ricerca nucleare arabi . Prima attaccarono e distrussero quello in Iraq nel giugno 1981. Non chiesero il permesso a nessuno, non parlarono con nessuno. Semplicemente attaccarono e gli iracheni dovettero sopportare i colpi. Nel 2007 fecero lo stesso contro un centro di ricerca che si stava costruendo in  Siria. C’è qualcosa in questo episodio che davvero non capisco: quello che non mi era chiaro erano le tattiche di base e le ragioni per cui la Siria non denunciò l’attacco israeliano contro quel centro di ricerca in cui, senza dubbio, stavano facendo qualcosa, stavano lavorando su qualcosa per la quale, come è noto,  ricevevano una certa cooperazione da parte della Corea del Nord. Quella era una cosa legale e non si stava commettendo alcuna violazione. Lo dico qui e voglio essere molto onesto: non capisco perché questo non venne denunciato, perché, a mio parere,  sarebbe stato importante. Si tratta di due precedenti molto importanti. Credo che ci siano molte ragioni per pensare che cercheranno di fare lo stesso contro l’Iran: distruggere i suoi centri di ricerca o centri di generazione di energia del paese. Come è noto, i residui dell’uranio della generazione di energia sono la materia prima per produrre plutonio.

Michel Chossudovsky: E’ vero che la risoluzione del Consiglio di Sicurezza sta in qualche modo contribuendo ad annullare il programma di cooperazione militare che Russia e la Cina hanno con l’Iran, in particolare la Russia collabora con l’Iran nel contesto del sistema di difesa aerea fornendogli il suo Sistema S-300. Ricordo che appena dopo la decisione del Consiglio di Sicurezza, con l’avvallo di Cina e Russia, il ministro degli esteri russo disse: “Beh, abbiamo approvato la risoluzione, ma non abbiamo intenzione di invalidare la nostra cooperazione militare con l’Iran”. Era il mese di giugno. Ma pochi mesi dopo, Mosca ha confermato che la cooperazione militare [con l'Iran] stava per essere bloccata, così ora l’Iran sta affrontando una situazione molto grave, perché ha bisogno di tecnologia russa per mantenere la sua sicurezza, ossia il suo sistema [S-300] di difesa aerea. Ma penso che tutte le minacce contro  Russia e la Cina siano finalizzate ad impedire ai due paesi di farsi coinvolgere nella questione Iran. In altre parole, se c’è una guerra con l’Iran, le altre potenze, ovvero la Cina e la Russia, non interverranno in alcun modo;  congeleranno la loro cooperazione militare con l’Iran e quindi questo è un modo [per gli Stati Uniti e la NATO] di estendere la loro guerra in Medio Oriente senza che vi sia un confronto con Cina e Russia. Credo che, più o meno, sia questo lo scenario in questo momento. Ci sono molteplici tipi di minacce dirette contro la Russia e la Cina. Il fatto che i confini della Cina siano militarizzati- il Mar del Sud della Cina, il Mar Giallo, il confine con l’Afghanistan, e anche lo Stretto di Taiwan- è in qualche modo una minaccia per dissuadere Cina e Russia dal giocare il ruolo di potenze nella geopolitica mondiale, aprendo così la strada e persino la creazione di consenso verso una guerra contro l’Iran che si trova ora col suo sistema di difesa aerea indebolito [Con il congelamento dell' accordo di cooperazione militare con la Russia]. L’Iran è una “anatra seduta” dal punto di vista della sua capacità di difendersi utilizzando il suo sistema di difesa aerea.

Fidel Castro Ruz: A mio modesto e sereno parere, sulla risoluzione sarebbe dovuto essere stato posto il veto. Perché, sempre secondo me, questo ha, in diversi modi, reso tutto più complicato. Militarmente, a causa di quello che Lei sta spiegando, ad esempio, col fatto che esisteva un’impegno e che era stato firmato con l’Iran un contratto per la fornitura del sistema S-300, che sono, prima di tutto, armi anti-aeree molto efficaci. Poi ci sono altre cose riguardanti le forniture di carburante, che sono molto importanti per la Cina, in quanto quest’ultimo è il paese con la più alta crescita economica. La sua economia in crescita genera una sempre maggiore domanda di petrolio e di gas. Anche se ci sono accordi con la Russia per le forniture, i cinesi stanno anche sviluppando l’energia eolica e altre forme di energia rinnovabile. Hanno inoltre enormi riserve di carbone e l’ energia nucleare non crescerà molto, solo circa il 5% per molti anni. In altre parole, la necessità di gas e petrolio per l’economia cinese è enorme e non riesco a immaginare, davvero, come saranno in grado di ottenere tutta questa energia e a quale prezzo, se il paese dove hanno importanti investimenti viene distrutto dagli Stati Uniti. Ma il rischio peggiore è la natura stessa di questa guerra in Iran. L’Iran è un paese musulmano che ha milioni di combattenti addestrati e che sono fortemente motivati. Ci sono decine di milioni di persone che si stanno formando militarmente, vengono educati e preparati politicamente, uomini e donne. Ci sono milioni di combattenti addestrati e determinati a morire. Queste sono persone che non si faranno intimidire. Poi ci sono gli afghani, che stanno venendo uccisi dai droni americani, ci sono i pakistani, gli iracheni, che hanno visto uno- due milioni di connazionali morire a causa della guerra antiterrorismo inventata da Bush. Non si può vincere una guerra contro il mondo musulmano, è pura follia.

Michel Chossudovsky: Questo è vero, le loro forze convenzionali sono imponenti, l’Iran può mobilitare in un solo giorno diversi milioni di soldati, dispiegati al confine con l’Afghanistan e l’Iraq. E anche se ci fosse una guerra lampo, gli Stati Uniti non possono evitare una guerra convenzionale condotta molto vicino alle sue basi militari nella regione.

Fidel Castro Ruz: Il fatto è che gli Stati Uniti questa guerra convenzionale la perderebbero. Il problema è che nessuno può vincere una guerra convenzionale contro milioni di persone. Questi non concentrerebbero le loro forze in gran numero in un unico luogo per farsi uccidere dagli americani. Beh, ero un guerrigliero e ricordo che ho dovuto pensare seriamente a come utilizzare le forze che avevamo a disposizione e mai avrei commesso l’errore di concentrarle in un unico luogo, perché più sono concentrate, maggiori saranno le vittime causate da armi di distruzione di massa ….

Michel Chossudovsky: Come accennato in precedenza, una questione della massima importanza: la decisione della Russia e della Cina nel Consiglio di Sicurezza, il loro sostegno alla risoluzione 1929, è infatti nociva anche per loro, perché, in primo luogo, la Russia non ha la possibilità di esportare le armi, congelando cosi la sua principale fonte di reddito. L’Iran è stato uno dei principali clienti e acquirenti di armi russe ed era un’importante fonte di reddito in valuta che sosteneva l’economia dei beni di consumo della Russia, coprendo così le esigenze della sua popolazione. D’altro canto, la Cina ha bisogno, come menzionato, di accesso alle fonti di energia. Il fatto che Cina e Russia abbiano accettato l’accordo al Consiglio di sicurezza dell’ONU, equivale a dire: “Accettiamo che si uccida la nostra economia e, in qualche modo, i nostri accordi commerciali con un paese terzo“.Questo è molto grave perché questa [la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU] non rappresenta solo un danno per l’Iran, ma danneggia anche questi due paesi e, suppongo, anche se non sono un politico, che ci devono essere divisioni enormi all’interno della leadership, sia in Russia e in Cina, perché questo accada, perchè la Russia accetti di non usare il suo potere di veto nel Consiglio di Sicurezza. Ho parlato con i giornalisti russi, i quali mi hanno riferito che quello non era esattamente un accordo all’interno del governo, era più una linea guida. Ma ci sono persone nel governo con un diverso punto di vista per quanto riguarda gli interessi della Russia e la sua posizione in Consiglio di sicurezza dell’ONU. Come vedete questo?

Fidel Castro Ruz: Come vedo la situazione generale? L’alternativa in Iran, anzi, mi permetta di metterla in questo modo- la guerra convenzionale sarebbe persa dagli Stati Uniti e la guerra nucleare non è un’alternativa per nessuno. D’altra parte, la guerra nucleare diventerebbe inevitabilmente globale. Quindi il pericolo esistente, a mio parere, con la situazione attuale in Iran e tenendo conto delle ragioni che stanno presentando e molti altri fatti, mi porta alla conclusione che la guerra finirebbe per essere una guerra nucleare.

Michel Chossudovsky: In altre parole, poiché gli Stati Uniti e i suoi alleati non sono in grado di vincere la guerra convenzionale, hanno intenzione di usare le armi nucleari. Ma anche quella sarebbe una guerra che non potrebbero vincere, perché perderemmo tutto.

Fidel Castro Ruz: Perderebbero tutti, è una guerra che perderebbero tutti. Cosa avrebbe guadagnato la Russia se si scatenasse una guerra nucleare laggiù? Cosa avrebbe guadagnato la Cina? Che tipo di guerra sarebbe, come reagirebbe il mondo? Quale  effetto avrebbe sull’economia mondiale? Lei lo ha spiegato all’università quando parlò del sistema centralizzato di difesa progettato dal Pentagono. Sembra fantascienza, ma non assomiglia neanche lontanamente all’ultima guerra mondiale. L’altra cosa molto importante è il tentativo [del Pentagono] di trasformare le armi nucleari  in armi convenzionali tattiche. Oggi, 13 ottobre [201o], stavo leggendo, proprio a riguardo di questo, una nota di un’agenzia che riportava che i cittadini di Hiroshima e Nagasaki avevano dato luogo a forti proteste per il fatto che gli Stati Uniti avevano appena effettuato test nucleari sub – critici. Vengono definiti sub – critici in quanto si utilizza l’arma nucleare senza distribuire tutta l’energia che può essere ottenuta con la massa critica. Dice: ” Indignazione a Hiroshima e Nagasaki per un test nucleare degli Stati Uniti.” …”Le città giapponesi di Hiroshima e Nagasaki, vittime di un attacco nucleare alla fine della seconda guerra mondiale, hanno condannato oggi il test nucleare effettuato dagli Stati Uniti il settembre scorso, denominato sub- critico in quanto non scatena reazioni nucleari a catena“. ”Il test, il primo di questo tipo in quel paese dal 2006, ha avuto luogo il 15 settembre in qualche parte nel Nevada, Stati Uniti. E’ stato ufficialmente confermato dal Dipartimento per l’energia americano, come riportato dal Japan Times. “

Che cosa ha scritto quel giornale?

Sono profondamente deplorato perché speravo che il presidente Barack Obama assumesse la leadership nell’ eliminazione delle armi nucleari“,ha dichiarato il governatore di Nagasaki, Hodo Nakamura, in una conferenza stampa.

Seguono una serie di notizie relative.

Il test ha anche causato diverse proteste tra i cittadini di Hiroshima e Nagasaki, tra cui alcuni superstiti degli attacchi atomici che hanno devastato le due città nel mese di agosto del 1945“.

Non possiamo tollerare alcuna azione degli Stati Uniti che tradisce la promessa del presidente Barack Obama di andare avanti verso un mondo senza armi nucleari, ha dichiarato Yukio Yoshioka, il vice direttore del Consiglio per le Vittime della Bomba Atomica di Hiroshima”.

Il governo ha dichiarato che non ha alcuna intenzione di protestare.” Lascia la protesta ad un ambito sociale e prosegue: “Con questo, il numero di test nucleari sub – critici  compiuti dagli Stati Uniti raggiunge la cifra di 26 dal luglio 1997, data in cui venne effettuato il primo di questi test“.

Continua:

Washington ritiene che questi test non violano il Trattato per la Proibizione Completa dei Test Nucleari (CTBT) , in quanto non scatenano alcuna reazione a catena e quindi non rilasciano  energia nucleare. Per cui possono essere considerati test di laboratorio.”

Gli Stati Uniti sostengono di dover effettuare questi test in quanto necessari per mantenere la “sicurezza del loro arsenale nucleare“, che è analogo a dire: dato che abbiamo questi imponenti arsenali nucleari, facciamo questi test per garantire la nostra sicurezza.

Michel Chossudovsky: Torniamo alla questione della minaccia contro l’Iran, perché Lei ha detto che gli Stati Uniti e i suoi alleati non sono in grado di vincere una guerra convenzionale. Questo è vero, ma le armi nucleari potrebbero essere utilizzate come alternativa alla guerra convenzionale e questa è evidentemente una minaccia contro l’umanità, come avete sottolineato nei vostri scritti. Il motivo della mia preoccupazione è che, dopo la Guerra Fredda, è  stata sviluppata l’idea delle armi nucleari con un “volto umanitario“, dicendo che quelle armi non sono veramente pericolose, che non danneggiano i civili, cambiando cosi, in qualche modo, l’etichetta di queste armi. Pertanto, secondo i loro criteri, le armi nucleari [tattiche] non sono diverse dalle armi convenzionali ed ora i manuali militari dicono che le armi nucleari tattiche sono armi che non rappresentano alcuna minaccia per i civili. Quindi, potremmo ritrovarci nella situazione in cui, chi decide di attaccare l’Iran con armi nucleari, non sarebbe consapevole delle conseguenze che questo potrebbe avere per il Medio Oriente, per l’Asia centrale, ma anche per l’intera umanità, dato che direbbero: “Beh, secondo i nostri criteri, queste armi nucleari [tattiche, quindi sicure per i civili] sono diverse da quelle impiegate durante la Guerra Fredda e, quindi, possiamo usarle contro l’Iran come un arma che non minaccia la sicurezza globale”.  Come vede questo? E’ estremamente pericoloso, perché credono alla loro stessa propaganda. Si tratta di propaganda all’interno delle forze armate e all’interno dell’apparato politico. Quando le armi nucleari tattiche sono state riclassificate nel 2002-2003, il senatore Edward Kennedy disse che si trattava di un modo per offuscare il confine tra le armi convenzionali e quelle nucleari. Ma la situazione in cui siamo giunti oggi è questa, siamo in un’ era in cui le armi nucleari vengono considerate al paro dei Kalashnikov. Sto esagerando, ma in qualche modo le armi nucleari fanno ora parte della cassetta degli attrezzi, la cassetta degli attrezzi è il termine che usano, da cui poi si sceglie il tipo di arma da utilizzare. Così,un’arma nucleare potrebbe essere utilizzata in un teatro di guerra convenzionale, guidandoci all’ impensabile, ovvero uno scenario di guerra nucleare a livello regionale ma con ripercussioni anche a livello globale.

Fidel Castro Ruz: Ho ascoltato quello che Lei ha detto al programma La Mesa Redonda [sulla TV cubana] riguardo tali armi, presumibilmente innocue per persone che vivono in prossimità delle aree in cui verrebbero usate e la cui la potenza potrebbe variare da una terzo di quella venne sganciata su Hiroshima fino a sei volte la potenza di quella stessa arma. Oggi sappiamo benissimo il terribile danno che provocò quella bomba. Una sola bomba uccise all’istante 100.000 persone. Provate a immaginare una bomba che ha sei volte la potenza di quella di Hiroshima o due volte superiore, oppure con una potenza equivalente o con una potenza del 30 per cento. E ‘assurdo. Bisogna poi anche tenere a mente quello che Lei ha spiegato all’università, riguardo il tentativo di presentarla come un’ arma umanitaria che potrebbe anche essere disponibile per le truppe durante le operazioni. Così, in ogni momento, qualsiasi comandante nel teatro delle operazioni potrebbe essere autorizzato ad utilizzare l’arma perchè  più efficiente delle altre, qualcosa che sarebbe considerato suo dovere secondo la dottrina militare e la formazione che ricevono nelle accademie militari.

Michel Chossudovsky: In questo senso, non credo che questa arma nucleare possa essere utilizzata senza l’approvazione, diciamo, del Pentagono, vale a dire le sue strutture di comando centralizzate [ad esempio, il comando strategico].Penso invece che potrebbe essere utilizzata senza l’approvazione del Presidente degli Stati Uniti e comandante in capo delle forze armate. In altre parole, non è proprio la stessa logica che prevalse durante la Guerra Fredda, dove c’era il telefono rosso e …

Fidel Castro Ruz: Capisco, professore, quello che Lei dice riguardo l’uso di quell’arma, che il suo uso debba avere l’approvazione dai piani alti del Pentagono, e mi sembra giusto che Lei faccia questo chiarimento in modo che non potranno accusarla di esagerane i pericoli.  Però, dopo che si è imparato a conoscere gli antagonismi e le argomentazioni tra il Pentagono e il Presidente degli Stati Uniti, non ci sono davvero troppi dubbi su quale sarebbe la decisione del Pentagono se il capo del teatro delle operazioni ne richiedesse l’uso perché lo ritiene necessario o indispensabile.

Michel Chossudovsky: C’è anche un altro elemento. Ad ora, il dispiegamento di armi nucleari tattiche, per quanto ne so, è stato intrapreso da diversi paesi europei che appartengono alla NATO. È il caso di Belgio, Olanda, Turchia, Italia e Germania.Quindi, ci sono un sacco di queste “piccole bombe nucleari” molto vicino al teatro di guerra. E poi abbiamo anche Israele. Ora, non credo che Israele stia per iniziare una guerra per conto suo, che sarebbe impossibile in termini di strategia e processo decisionale. Nella guerra moderna, con la centralizzazione delle comunicazioni e della logistica e tutto il resto, iniziare una grande guerra sarebbe una decisione centralizzata.Tuttavia, Israele potrebbe agire se gli Stati Uniti gli concedessero il via libera per lanciare il primo attacco. Fa parte delle possibilità, anche se ci sono alcuni analisti che ora dicono che la guerra contro l’Iran avrà inizio in Libano e in Siria con una guerra convenzionale di confine e sarà questo a fornire il pretesto per una escalation delle operazioni militari.

Fidel Castro Ruz: Ieri, il 13 ottobre [2010], una moltitudine di persone ha accolto Ahmadinejad in Libano come un eroe nazionale. Stavo leggendo una notizia questa mattina a riguardo. Inoltre, conosciamo anche le preoccupazioni di Israele , in considerazione del fatto che i libanesi sono persone molto combattive, che dispongono oggi di un numero di missili reattivi tre volte superiore a quelli che avevano nel precedente conflitto con Israele ed era una grande preoccupazione per Israele, perché, come hanno affermato i tecnici israeliani, hanno bisogno dell’aviazione per affrontare quell’arma. E quindi dichiarano che potrebbero attaccare l’Iran solo per un numero limitato di ore, non tre giorni, perché dovrebbero prestare attenzione a tale pericolo. Questo è il motivo per cui, da questi punti di vista, ogni giorno che passa sono sempre più interessati, dato che queste armi fanno parte dell’arsenale iraniano di armi convenzionali. Per esempio, tra le armi convenzionali, hanno centinaia di lanciarazzi per combattere le navi da guerra di superficie in quella zona del Mar Caspio. Dalla guerra delle Falkland siamo a conoscenza del fatto che una nave da guerra di superficie è in grado di schivare uno, due o tre razzi. Ma come può però una grande nave da guerra difendersi contro una pioggia di armi di questo tipo?. Quelle sono navi veloci, gestite da persone ben addestrate, perché gli iraniani stanno formando personale da 30 anni e hanno sviluppato efficienti armi convenzionali. Lei stesso sa e conosce quello che è accaduto durante l’ultima guerra mondiale, prima della comparsa delle armi nucleari. Cinquanta milioni di persone sono morte a causa del potere distruttivo delle armi convenzionali. Oggi la guerra non è come la guerra che fu combattuta nel XIX secolo, prima della comparsa delle armi nucleari. E le guerre erano allora già altamente distruttive. Le armi nucleari fecero la loro comparsa all’ultimo minuto perché Truman voleva usarle. Ha voluto testare la bomba di Hiroshima, creando la massa critica di uranio e l’altra a Nagasaki, creando una massa critica di plutonio. Le due bombe uccisero immediatamente circa 100.000 persone . Non sappiamo poi quante sono state ferite e colpite dalle radiazioni e poi morte in seguito o quelle che hanno sofferto per lunghi anni questi effetti. Inoltre, una guerra nucleare creerebbe un inverno nucleare. Sto parlando riguardo i pericoli di una guerra, considerando il danno immediato che potrebbe causare. Ne basta un numero ridotto, le armi di cui dispone una delle due potenze minori, l’India ed il Pakistan. La loro esplosione sarebbe sufficiente a creare un inverno nucleare, da cui nessun essere umano potrebbe sopravvivere, dal momento che durerebbe tra gli 8 e i 10 anni. In poche settimane la luce del sole non sarebbe più visibile. L’umanità ha meno di 200.000 anni. Finora rientrava tutto nella normalità. Venivano soddisfatte le leggi della natura, le leggi della vita si sono sviluppate sul pianeta Terra da più di 3 miliardi di anni. Gli uomini, l’Homo sapiens, gli esseri intelligenti, non esistevano quando erano trascorsi 8 decimi di un milione di anni, secondo tutti gli studi. Duecento anni fa, era tutto era praticamente sconosciuto. Oggi sappiamo le leggi che governano l’evoluzione della specie. Oggi scienziati, teologi, anche i più devoti religiosi che inizialmente facevano l’eco alla campagna lanciata dalle grandi istituzioni ecclesiastiche contro la teoria darwiniana,  accettano le leggi dell’evoluzione come reali, senza che questo impedisca la loro sincera pratica delle loro credenze religiose in cui, molto spesso, le persone trovano conforto per le loro maggiori difficoltà. Credo che nessuno sulla Terra voglia che la specie umana sparisca. E questa è la ragione per cui io sono del parere che ciò che dovrebbe sparire non siano solo le armi nucleari, ma anche quelle convenzionali. Dobbiamo fornire una garanzia per la pace a tutti i popoli, senza distinzione, agli iraniani e agli israeliani. Le risorse naturali devono essere distribuite.Loro dovrebbero! Non voglio dire che lo farebbero, o che sarebbe stato facile farlo. Ma non ci sarebbe altra alternativa per l’umanità, in un mondo di dimensioni e risorse limitate, anche se si sviluppasse tutto il potenziale scientifico per creare fonti di energia rinnovabili. Siamo quasi 7 miliardi di abitanti e abbiamo quindi bisogno di implementare una politica demografica. Abbiamo bisogno di molte cose e, quando poi le metti tutte insieme, ti chiedi : saranno gli esseri umani in grado di capire questo e superare tutte queste difficoltà? Ti rendi conto che solo l’entusiasmo può veramente portare una persona a dire che affronterà e risolverà facilmente un problema di tali proporzioni.

Michel Chossudovsky: Quello che Lei ha appena detto è estremamente importante, quando parlavate di Truman. Truman disse che Hiroshima era una base militare e che non ci sarebbe stato alcun danno per i civili. Questa nozione di danno collaterale riflette la continuità della dottrina nucleare [dell'America] dal 1945  ad oggi. Cioè, non al livello della realtà, ma a livello di dottrina e propaganda [militare]. Voglio dire, nel 1945 si diceva: Salviamo l’umanità uccidendo 100.000 persone e neghiamo il fatto che Hiroshima era una città popolata, affermando che si trattava di una base militare. Ma oggi le falsità sono diventate molto più sofisticate, più diffuse e le arme nucleari sono ad un livello più avanzato. Così, stiamo trattando il futuro dell’umanità e la minaccia di una guerra nucleare a livello globale. Le bugie e le finzioni sottostanti il discorso politico e militare [U.S.A] ci guiderebbero ad una catastrofe mondiale, dove i politici nemmeno si renderebbero conto delle loro stesse menzogne. Lei ha detto che gli esseri umani intelligenti esistono da 200.000 anni, ma quella stessa intelligenza, incorporata in varie istituzioni, vale a dire i media, i servizi segreti, le Nazioni Unite… sarà proprio quello che ci distruggerà. Perché crediamo alle nostre bugie che ci conducono verso una guerra nucleare, senza renderci conto che questa sarebbe l’ultima guerra, come disse chiaramente Einstein. Una guerra nucleare non può garantire la continuità dell’umanità, è una minaccia contro il mondo.

Fidel Castro Ruz: Ottimo discorso professore. Il danno collaterale, in questo caso, potrebbe essere l’umanità. La guerra è un crimine e non c’è bisogno di alcuna nuova legge per descriverla come tale perché, a partire da Norimberga, la guerra è già stata considerata un crimine, il più grande crimine contro l’umanità e la pace e il più orribile di tutti i crimini.

Michel Chossudovsky – I testi di Norimberga lo dicono chiaramente: “.. La guerra è un atto criminale, è l’atto definitivo di guerra contro la pace“. Questa parte dei testi di Norimberga viene spesso citata. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, gli Alleati volevano usarla contro i vinti e non sto dicendo che non avesse validità, ma i crimini che hanno commesso loro, compresi i crimini commessi contro la Germania e il Giappone, non vengono mai menzionati. E, nel caso del Giappone, con l’uso di un’arma nucleare. E’ una questione estremamente importante per me e se stiamo parlando di una “contro-alleanza per la pace”, la criminalizzazione della guerra mi sembra essere un aspetto fondamentale. Sto parlando dell’ abolizione della guerra, un atto criminale che deve essere eliminato.

Fidel Castro Ruz – Beh.. e chi giudicherebbe i principali criminali?

Michel Chossudovsky - Il problema è che controllano anche il sistema giudiziario e i tribunali. In tal modo anche i giudici sono criminali. Che cosa possiamo fare?

Fidel Castro Ruz: Dico che questo fa parte della “Battaglia delle Idee“. Bisogna esigere che il mondo non venga guidato in una catastrofe nucleare. Si tratta di preservare la vita.  Non lo sappiamo, ma si presume che se l’uomo diventa consapevole della propria esistenza, quella del suo popolo, quella dei suoi cari, anche i capi militari statunitensi sarebbero coscienti del risultato, anche se sono stati educati per seguire gli ordini, spesso genocidi, come l’uso di armi nucleari tattiche o strategiche, perché questo è ciò che gli è stato insegnato nelle accademie [militari]. Mentre tutto questo è pura follia, nessun politico è esente dal dovere di trasmettere queste verità al popolo. Bisogna credere in loro, altrimenti non ci sarebbe nulla per cui lottare.

Michel Chossudovsky -Penso che quello che Lei sta dicendo è che, al momento attuale, il grande dibattito nella storia umana dovrebbe concentrarsi sul pericolo di una guerra nucleare che minaccia il futuro dell’umanità stessa e che qualsiasi discussione che abbiamo riguardo i bisogni primari o dell’ economia richieda che impediamo il verificarsi di questa guerra e che si instauri la pace globale, in modo da poter poi pianificare il tenore di vita in tutto il mondo sulla base delle esigenze primarie. Ma se non risolviamo il problema della guerra, nemmeno il capitalismo sopravviverà, o no?

Fidel Castro Ruz – No, non può sopravvivere, dopo tutte le analisi che abbiamo condotto, non può sopravvivere. Il sistema capitalista e l’economia di mercato che soffocano la vita umana, non scompariranno durante la notte, ma è l’imperialismo basato sulla forza, sulle armi nucleari e su quelle convenzionali con la tecnologia moderna, che deve scomparire se vogliamo che l’umanità sopravviva. Ora, c’è qualcosa che sta avvenendo in questo momento e che caratterizza il processo di disinformazione in tutto il mondo, ed è il seguente: in Cile, 33 minatori sono rimasti intrappolati a 700 metri di profondità e il mondo è in festa alla notizia che questi uomini sono stati portati in salvo. Beh, semplicemente, cosa farebbe  il mondo se si rendesse conto che 6,877,596,300 di persone hanno bisogno di essere salvate. Se 33 uomini hanno creato  gioia universale e tutti i mass media parlano solo di questo in questi giorni, perché non salvare i quasi 7 miliardi di persone intrappolate dal terribile pericolo di perire in una morte orribile come quella di Hiroshima e Nagasaki?

Michel Chossudovsky - Questo è anche, chiaramente, la questione della copertura mediatica che viene data a diversi eventi e la propaganda proveniente dai media. Penso che sia stata un incredibile operazione umanitaria quella intrapresa dai cileni, ma è vero anche che, se c’è una minaccia per l’umanità, come Lei ha detto, dovrebbe essere sulla prima pagina di tutti i giornali del mondo dato che la società umana, nella sua totalità, potrebbe essere vittima di una decisione che è stata presa, anche da un generale a tre stelle, ignaro delle conseguenze delle armi nucleari. Ma qui stiamo parlando di come i media, in particolare quelli Occidentali, offuschino il problema più grave che interessa potenzialmente il mondo di oggi, che è il pericolo di una guerra nucleare e questo dobbiamo prenderlo sul serio, perché sia Hillary Clinton che Obama hanno detto di aver contemplato una cosiddetta guerra preventiva contro l’Iran con armi nucleari. Ebbene, come possiamo rispondere? Cosa dice a Hillary Clinton e Barak Obama riguardo le loro dichiarazioni sull’uso unilaterale delle armi nucleari contro l’Iran, un paese che non comporta pericoli per nessuno?

Fidel Castro Ruz – Sì, sono a conoscenza di due cose.  Di quello che è stato discusso. Questo è stato pubblicato recentemente, le discussioni in seno al Consiglio di Sicurezza degli Stati Uniti. Questo è il valore del libro scritto da Bob Woodward, in quanto ha rivelato come si sono verificate tutte queste discussioni. Conosciamo le posizioni di Biden, di Hillary, di Obama, e in effetti, in queste discussioni, colui che si è mostrato più fermo contro l’estensione della guerra, che è stato in grado di discutere con i militari, è stato Obama. Questo è un fatto. Sto scrivendo l’ultima riflessione, in realtà, a tale proposito. L’unico che è arrivato li e gli diede un consiglio, è stato un avversario, data la sua appartenenza al Partito Repubblicano: Colin Powell. Gli ha ricordato che lui era il Presidente degli Stati Uniti d’America. Un consiglio incoraggiante. Penso che dovremmo far si che che questo messaggio arrivi a tutti, che tutti possano leggere quello che abbiamo discusso. Credo che siano in molti a leggere i suoi articoli su Global Research. Sono felice ogni volta che argomentate, ragionevolmente, e portate avanti questi problemi, in quanto ritengo esista un deficit reale di informazioni per i motivi che Lei stesso ha spiegato. Ora, dobbiamo inventare. Quali sono i modi per far conoscere tutto questo? Al tempo dei Dodici Apostoli, che erano 12 e non di più,  fu dato loro il compito di diffondere gli insegnamenti che un predicatore gli aveva trasmesso. Certo, avevano centinaia di anni davanti a loro. Noi no. Ma stavo guardando l’elenco delle personalità che hanno collaborato con Global Research e ci sono più di 20 persone di spicco, gente di prestigio, che pone le stesse domande. Ma anche loro hanno poco tempo a disposizione.

Michel Chossudovsky - Il movimento contro la guerra negli Stati Uniti, in Canada e in Europa è diviso. Alcune persone pensano che la minaccia venga dall’Iran, altri dicono che [gli iraniani] sono terroristi e c’è molta disinformazione nel movimento stesso. Inoltre, in occasione del World Social Forum, il problema della guerra nucleare non rientra nel dibattito tra le persone di sinistra o progressisti. Durante la Guerra Fredda si parlava del pericolo di un conflitto nucleare e la gente ne aveva consapevolezza. Nell’ultima riunione tenutasi a New York sulla non proliferazione, alle Nazioni Unite, l’attenzione è stata posta sulla minaccia nucleare proveniente da entità non statali, da terroristi. Il presidente Obama ha affermato che la minaccia proveniva da Al Qaeda, che dispone di armi nucleari. Inoltre, se qualcuno legge i suoi discorsi, quello che il Presidente sembra insinuare è che questi terroristi abbiano la capacità di produrre piccole bombe nucleari, quelle che chiamano “bombe sporche“. Beh, è un modo di distorcere i problemi e spostarne l’attenzione.

Fidel Castro Ruz – Questo è ciò che gli raccontano, questo è ciò che il suo stesso popolo gli racconta e glielo fanno credere.  [...]

Michel Chossudovsky - Ho una domanda, perché c’è un aspetto importante legato alla Rivoluzione cubana. A mio parere, il dibattito sul futuro dell’umanità è anche parte di un discorso rivoluzionario. Se la società nel suo complesso dovesse essere minacciata dalla guerra nucleare, è necessario avere, in qualche forma, una rivoluzione del pensiero, nonché delle azioni, contro questo evento[vale a dire la guerra nucleare].

Fidel Castro Ruz - Dobbiamo dire, ripeto, che l’umanità è intrappolata a 800 metri sotto terra e che dobbiamo uscire, dobbiamo fare un’operazione di salvataggio. Questo è il messaggio che dobbiamo trasmettere a un gran numero di persone. Se saranno in tanti a crederci a questo messaggio, faranno quello che Lei sta facendo e sosterranno quello che Lei sta sostenendo. Non dipenderà più da chi è a dirlo, ma sul fatto che qualcuno  lo dica. Bisogna capire come si possono raggiungere le masse informate. La soluzione non è rappresentata dai giornali. C’è l’Internet, Internet è più economico, Internet è più accessibile. Io mi sono avvicinato a voi tramite Internet mentre ero alla ricerca di notizie, non attraverso le agenzie, non attraverso la stampa, non dalla CNN.  Tramite newsletter ricevo giornalmente più di 100 pagine di articoli. Ieri stavate sostenendo che negli Stati Uniti, qualche tempo fa, i due terzi dell’opinione pubblica erano contro la guerra in Iran e, oggi, circa il cinquanta per cento è favorevole all’azione militare contro l’Iran.

Michel Chossudovsky - E’ quello che è accaduto, anche negli ultimi mesi, dove si diceva: “Sì, la guerra nucleare è molto pericolosa, è una minaccia, ma la minaccia viene dall’Iran“, e c’erano manifessti a New York con su scritto: “Di no al nucleare iraniano” e il messaggio di questi manifesti è stato quello di presentare l’Iran come una minaccia alla sicurezza globale, anche se la minaccia non esiste perché non hanno alcuna arma nucleare. Comunque la situazione è questa e il The New York Times, all’inizio di questa settimana, ha pubblicato un articolo sostenendo che , sì, gli omicidi politici sono legali. Poi, quando abbiamo una stampa che ci dà cose del genere, con la distribuzione che hanno, il lavoro che dobbiamo fare è enorme. Abbiamo capacità limitate per invertire questo processo [della disinformazione dei media] con la limitata distribuzione dei mezzi di comunicazione alternativi. In aggiunta a ciò, oggi, molti di questi media alternativi vengono finanziati dall’establishment economico.

Fidel Castro Ruz - Eppure dobbiamo combattere.

Michel Chossudovsky - Sì, continuiamo a lottare, ma il messaggio era quello che Lei ha detto ieri. Che nel caso di una guerra nucleare, il danno collaterale sarebbe l’umanità nel suo insieme.

Fidel Castro Ruz - Sarebbe l’umanità, l’esistenza dell’umanità.

Michel Chossudovsky - E’ anche vero che Internet deve continuare a funzionare come strumento di sensibilizzazione per evitare la guerra.

Fidel Castro Ruz - Beh, è l’unico mezzo con cui siamo in grado di impedirlo. E’ come l’esempio che ho citato: ci sono quasi 7 miliardi di persone intrappolate a 800 metri di profondità, dobbiamo usare il fenomeno del Cile per rivelare queste cose.

Michel Chossudovsky – Paragonate il salvataggio dei 33 minatori, dicendo che ci sono questi uomini sotto terra che devono essere soccorsi, che hanno ricevuto un’ampia copertura mediatica e che allo stesso tempo ci sono quasi 7 miliardi di persone che sono a 800 metri di profondità e non capiscano cosa sta succedendo, ma dobbiamo salvarli, perché l’umanità nel suo insieme è minacciata dalle armi nucleari degli Stati Uniti e dei suoi alleati, dato che sono loro che dicono di volerne far uso.

Fidel Castro Ruz – E le useranno [le armi nucleari] se non ci sara alcuna opposizione, se non ci sarà alcuna resistenza. Vengono ingannati, sono drogati di superiorità militare e di tecnologia moderna e non sanno cosa stanno facendo. Non capiscono le conseguenze e ritengono di poter continuare cosi. È impossibile.

Michel Chossudovsky – Oppure credono che questa sia semplicemente una sorta di arma convenzionale.

Fidel Castro Ruz – Sì, sono ingannati e credono che si possa ancora usare quell’arma. Credono di essere in un’altra epoca, non ricordano cosa disse Einstein quando affermava che non sapeva con quali armi si sarebbe combattuta la terza guerra mondiale ma la quarta sarebbe stata combattuta sicuramente con bastoni e pietre. Ci ho aggiunto: “… solo che non ci sarebbe  nessuno ad usare i bastoni e le pietre”. Questa è la realtà, l’ho scritto lì nel breve discorso che mi ha suggerito di sviluppare.

Michel Chossudovsky - Il problema che vedo è che l’uso di armi nucleari non comporta necessariamente la fine del genere umano da un giorno all’altro, perché l’impatto radioattivo è cumulativo.

Fidel Castro Ruz – Può ripetere, per favore.

Michel Chossudovsky – L’arma nucleare comporta diverse conseguenze: una è l’esplosione e la distruzione nel teatro di guerra, che è il fenomeno di Hiroshima, e l’altra sono gli effetti delle radiazioni che aumentano nel tempo.

Fidel Castro Ruz – Sì, l’ inverno nucleare, come lo chiamiamo noi. Il prestigioso ricercatore americano, dell’Università di Rutgers (New Jersey), il Professore Emerito Alan Robock, ha inconfutabilmente dimostrato che lo scoppio di una guerra tra due delle otto potenze nucleari che possiedono la minima quantità di armi di questo tipo, si tradurrebbe in un “inverno nucleare“. Ha lavorato con un gruppo di ricercatori che hanno utilizzato modelli computerizzati ultra-scientifici. Sarebbe sufficiente che esplodano 100 delle 25.000 armi nucleari strategiche possedute dalle otto potenze menzionate per far si che si generino temperature sotto lo zero in tutto il pianeta e una lunga notte che durerebbe circa otto anni. Il professor Robock sostiene che è così terribile che le persone stiano cadendo in uno “stato di negazione“, non vogliono pensarci, è più facile far finta che non esista “. Me lo disse personalmente durante una conferenza internazionale che stava tenendo e dove ho avuto l’onore di conversare con lui. Parto da un presupposto: se scoppia una guerra in Iran, sarà inevitabilmente una guerra nucleare e una guerra globale. Ecco perché ieri si diceva che non era giusto permettere un tale accordo nel Consiglio di Sicurezza, perché rende tutto questo più facile, capite? Una guerra in Iran oggi non resterebbe confinata a livello locale, perché gli iraniani non si piegherebbero. Se rimane convenzionale, sarebbe una guerra che gli Stati Uniti e l’Europa non possono vincere e, sostengo, si trasformerebbe rapidamente in una guerra nucleare. Se gli Stati Uniti dovessero commettere l’errore di usare armi nucleari tattiche, si creerebbe una situazione di sdegno a livello mondiale e gli USA alla fine perderebbero il controllo della situazione. Obama ha avuto una accesa discussione con il Pentagono su cosa fare in Afghanistan; immaginate ora Obama, con i soldati americani e israeliani, combattere contro milioni di iraniani. I sauditi non stanno andando a combattere in Iran, né i soldati pakistani o qualsiasi altro paese arabo o musulmano. Quello che potrebbe accadere è che gli yankee abbiano gravi conflitti con le tribù pachistane che stanno attaccando e uccidendo con i loro droni, e loro lo sanno. Quando sferrano un colpo contro quelle tribù, prima attaccano e poi avvertono il governo, senza dire nulla in anticipo e questa è una delle cose che più irrita i pakistani. C’è un forte sentimento antiamericano lì.  E’ sbagliato pensare che gli iraniani si arrendano se venissero colpiti con armi nucleari tattiche. Il mondo sarebbe davvero scioccato ma potrebbe essere troppo tardi.

Michel Chossudovsky - Non possono vincere una guerra convenzionale.

Fidel Castro Ruz – Non possono vincere.

Michel Chossudovsky - E questo possiamo vederlo in Iraq, in Afghanistan. Possono distruggere un intero paese ma non possono vincere da un punto di vista militare.

Fidel Castro Ruz – Ma distruggerlo [un paese] a che prezzo, a quale prezzo per il mondo, a quali costi economici, in marcia verso la catastrofe? I problemi che Lei ha citato si aggravano, il popolo americano reagirebbe , perché il popolo americano è spesso lento a reagire ma alla fine lo fanno. Gli americani reagiscono alle vittime, ai morti. Un sacco di gente ha sostenuto l’amministrazione Nixon durante la guerra in Vietnam, lui suggerì anche l’uso di armi nucleari a Kissinger, ma lui lo dissuase poi dal compiere quel passo criminale. Gli Stati Uniti furono costretti dal popolo americano a porre fine alla guerra, ma hanno dovuto negoziare e consegnare il Sud. L’Iran dovrebbe rinunciare al petrolio nella zona. Adesso sono di nuovo in Vietnam, comprando petrolio, negoziando. In Iran perderebbero molte vite e, forse, gran parte degli impianti petroliferi della zona sarebbero distrutti. Nella situazione attuale, è probabile che non capiscano il nostro messaggio. Se scoppia la guerra, la mia opinione è che, sia essi che il resto del mondo, non ci guadagnerebbero nulla. Se fosse solo una guerra convenzionale, che è molto improbabile, perderebbero irrimediabilmente e se  questa si trasforma in una guerra nucleare globale, avrebbe perso l’umanità .

Michel Chossudovsky -L’Iran ha le forze convenzionali … significative.

Fidel Castro Ruz – Sono milioni.

Michel Chossudovsky - Forze di terra, ma anche razzi e anche l’Iran ha la capacità di difendersi.

Fidel Castro Ruz – E finche rimarrà un solo uomo con una pistola, questo sarà un nemico che dovranno sconfiggere.

Michel Chossudovsky -E sono parecchi milioni ad avere le pistole.

Fidel Castro Ruz - Milioni, e saranno costretti a sacrificare molte vite americane. Purtroppo, sarebbe solo in quel momento che gli americani reagirebbero. Se non lo fanno ora lo faranno più tardi, quando sarà troppo tardi. Dobbiamo scrivere, dobbiamo divulgare questo tanto quanto possiamo. Ricordate che i cristiani sono stati perseguitati, portati nelle catacombe, li uccisero, li gettarono in pasto ai leoni, ma sono riusciti a mantenere le loro credenze per secoli e in seguito fecero lo stesso ai musulmani e questi non si piegarono mai. C’è una vera e propria guerra contro il mondo musulmano. Perché queste lezioni di storia vengono dimenticate? Ho letto molti degli articoli che ha scritto sui rischi di questa guerra.

Michel Chossudovsky - Torniamo alla questione dell’Iran. Credo che sia molto importante che l’opinione pubblica mondiale comprenda lo scenario di guerra. È chiaro che perderebbero la guerra, quella convenzionale, la stanno perdendo in Iraq e in Afghanistan e l’Iran dispone di molte più forze convenzionali rispetto a quelle della NATO in Afghanistan.

Fidel Castro Ruz - Molto più esperte e motivate. Gli USA ora sono in conflitto con quelle forze in Afghanistan e in Iraq e con una che non menzionano: i pakistani dello stesso gruppo etnico di quelli della resistenza in Afghanistan. Nelle discussioni alla Casa Bianca, essi ritengono che la guerra sia persa, questo è ciò che il libro di Bob Woodward, “Obama Wars“, ci dice. Immaginate poi se, oltre a questo, si aggiunge una guerra per liquidare quello che resterà dopo i primi colpi in Iran. Così si ritroveranno o in una situazione di guerra convenzionale che non possono vincere, o saranno costretti a condurre una guerra nucleare globale, con una forte sollevazione a livello mondiale. E io non so chi può giustificare il tipo di guerra che devono condurre, hanno 450 obiettivi segnalati in Iran e, alcuni di questi, secondo loro, dovranno essere attaccati con testate nucleari tattiche a causa della loro posizione in zone di montagna e a causa della profondità [sotterranea] in cui sono situate. Moriranno nello scontro anche tanti russi e persone di altre nazionalità che stanno collaborando con loro. Quale sarà la reazione dell’opinione mondiale di fronte a questo attacco che oggi viene irresponsabilmente promosso dai media con l’appoggio di molti americani?

Michel Chossudovsky - Un’ altra questione è che  Iran, Iraq, Afghanistan, sono tutti i paesi limitrofi in un certo modo. L’Iran confina con l’Afghanistan e con l’Iraq e gli Stati Uniti e la NATO hanno strutture militari nei paesi che occupano. Cosa succederà? Suppongo che le truppe iraniane passeranno immediatamente la frontiera.

Fidel Castro Ruz -Beh, non so quale tattica utilizzeranno ma, al loro posto, consiglierei di non concentrare le loro truppe, perché se le truppe sono concentrate saranno vittime di attacco con armi nucleari tattiche. In altre parole, da come viene descritta la minaccia, la cosa migliore per loro sarebbe di utilizzare una tattica simile a quella che adottammo nel sud dell’Angola, quando sospettavamo che il Sud Africa disponesse di armi nucleari. Abbiamo creato gruppi tattici di 1000 uomini con potenza di fuoco terrestre e anti-aerea . Le armi nucleari non avrebbero mai potuto raggiungere un gran numero di soldati. Razzi antiaerei  e altre armi simili sostenevano le nostre forze. Le armi e le condizioni del del terreno cambiano e la tattica deve continuamente cambiare.

Michel Chossudovsky: Dispersi.

Fidel Castro Ruz - Dispersi, ma non con gli uomini isolati, vi erano circa 1000 uomini con armi adeguate, il terreno era sabbioso, ovunque arrivavano dovevano scavare e proteggersi, mantenendo sempre la massima distanza tra i componenti. Al nemico non venne mai data la possibilità di assestare un colpo decisivo contro i 60.000 soldati cubani e angolani nel sud dell’Angola. Quello che abbiamo fatto in quel fraterno paese fu quello che avrebbe fatto un esercito con un centinaio di migliaia di forti soldati e operando con criteri tradizionali. Noi non eravamo in 100000 nel sud dell’Angola, c’erano 60.000 uomini, angolani e cubani. Per esigenze tecniche, i gruppi tattici erano principalmente costituiti da cubani, poichè sapevano guidare carri armati, usare missili, cannoni antiaerei, le comunicazioni; ma la fanteria era composta da soldati cubani e angolani, con grande spirito combattivo, che non esitarono nemmeno un secondo nel confrontarsi con l’esercito bianco dell’ Apartheid sostenuto dagli Stati Uniti e Israele. Chi gestiva le numerose armi nucleari che avevano in quel momento? Nel caso dell’Iran, giungono sempre notizie secondo cui gli iraniani stanno scavando nel terreno e quando gli si fanno domande relative a ciò rispondono che stanno costruendo cimiteri per seppellire gli invasori. Non so se è ironia, ma penso che dovrebbero scavare parecchio per proteggere le loro forze dall’attacco che li sta minacciando.

Michel Chossudovsky - Vero, ma l’Iran ha la possibilità di mobilitare milioni di truppe.

Fidel Castro Ruz – Non solo truppe, ma anche i posti di comando sono decisivi. A mio parere, il decentramento è molto importante. Gli attaccanti cercheranno di prevenire la trasmissione di ordini. Ogni unità di combattimento deve sapere in anticipo cosa fare in circostanze diverse. L’attaccante cercherà di colpire e destabilizzare la catena di comando, con le sue armi radio-elettroniche . Tutti questi fattori devono essere tenuti in considerazione. L’umanità non ha mai vissuto una situazione simile. In ogni caso, l’Afghanistan, cosi come l’Iraq, sono “sciocchezze”  quando confrontate con quello con cui stanno andando a sbattere in Iran: l’armamento, l’addestramento, la mentalità, il tipo di soldato … Se 31 anni fa i combattenti iraniani ripulivano i campi minati avanzandoci spora, oggi gli iraniani saranno senza dubbio gli avversari più temibili che gli Stati Uniti abbiano mai incontrato.

I nostri ringraziamenti e apprezzamento a CubaDebate per la trascrizione e la traduzione dallo spagnolo.

Messaggio di Fidel sui pericoli della guerra nucleare

Registrato l’ultimo giorno delle conversazioni, il 15 ottobre 2010, il video originale di Global Research / Cuba Debate (copyright nostro) è stato rimosso per presunte violazioni del copyright insieme a molti altri video da Youtube.

Pubblichiamo un video di RT del nostro video originale:

TRASCRIZIONE

L’uso di armi nucleari in una nuova guerra significherebbe la fine dell’umanità. Questo fu previsto dallo scienziato Albert Einstein, che era in grado di misurare la loro capacità distruttiva nel generare milioni di gradi di calore, che vaporizzano tutto all’interno di un ampio raggio di azione. Questo brillante ricercatore aveva promosso lo sviluppo di questa arma in modo da non renderla a disposizione del genocida regime nazista.

I singoli governi in tutto il mondo hanno l’obbligo di rispettare il diritto alla vita di ogni nazione e della totalità dei popoli del pianeta.

Oggi c’è un rischio imminente di guerra con l’uso di questo tipo di arma e non ho il minimo dubbio che un attacco da parte degli Stati Uniti e di Israele contro la Repubblica islamica dell’Iran evolverebbe verso un conflitto nucleare globale.

I popoli del mondo hanno l’obbligo di esigere dai loro leader politici il diritto di vivere. Quando la vita del genere umano, del tuo popolo e delle persone a te più care corrono un tale rischio, nessuno può permettersi di restare indifferente, non un solo minuto può essere perso nel chiedere rispetto di tale diritto. Domani sarà troppo tardi.

Lo stesso Albert Einstein ha dichiarato inequivocabilmente: “Non so con quali armi sarà combattuta la III guerra mondiale ma la IV guerra mondiale  sarà combattuta con bastoni e pietre”. Siamo pienamente consapevoli di quello che voleva trasmetterci e aveva assolutamente ragione. Ma sulla scia di una guerra nucleare globale, non ci sarebbe nessuno per usare quei bastoni e quelle pietre.

Ci sarebbe un “danno collaterale”, come affermano sempre i leader politici e militari statunitensi, per giustificare la morte di persone innocenti.

In una guerra nucleare il “danno collaterale” sarebbe la vita di tutta l’umanità.

Dobbiamo avere il coraggio di proclamare che tutte le armi nucleari e convenzionali, tutto ciò che viene utilizzato per fare la guerra, deve sparire!

Fidel Castro Ruz

15 ottobre 2010

LINK: Conversations with Fidel Castro: Hiroshima and the Dangers of a Nuclear War

DI: Coriintempesta

Il Premio Nobel della Pace

di: Fidel Castro Ruz

Parlerò appena del popolo cubano che un giorno  spazzò via della sua Patria il dominio degli Stati Uniti, quando il sistema imperialista aveva raggiunto la cupola del suo potere.

Si sono visti sfilare uomini e donne delle più diverse età il 1º maggio, per le piazze più simboliche di tutte le province dell’Isola.

La nostra Rivoluzione è sorta nel luogo meno aspettato dall’impero, in un emisfero dove agiva da padrone assoluto Cuba è passata dall’essere l’ultimo paese a liberarsi dal giogo coloniale spagnolo, al primo a scuotersi di dosso l’odiosa tutela imperialista.

Oggi penso soprattutto alla fraterna Repubblica bolivariana del Venezuela, alla sua lotta eroica contro il saccheggio spietato delle risorse che la natura ha concesso a questo nobile e abnegato popolo che un giorno portò i suoi soldati negli angoli più appartati di questo continente per mettere in ginocchio il potere militare spagnolo.

Cuba non necessita spiegare perchè siamo stati solidali, non solo con tutti i paesi di questo emisfero, ma anche con molti dell’Africa e di altre regioni del mondo.

La Rivoluzione bolivariana è stata solidale a sua volta con la nostra Patria e il suo appoggio al nostro paese si è trasformato in un fatto di grande importanza negli anni del periodo speciale. Questa cooperazione, senza dubbio, non è stata frutto di alcuna sollecitudine da parte di Cuba, così come non furono stabilite condizioni di sorta ai popoli che necessitavano i nostri servizi d’educazione o di medicina. Al Venezuela avremmo offerto in qualsiasi circostanza il massimo aiuto.

Cooperare con altri popoli sfruttati e poveri è sempre stato, per i rivoluzionari cubani, un principio politico e un dovere verso l’umanità.

Mi soddisfa enormemente osservare, come ho fatto ieri attraverso la Venezuelana di Televisione e TeleSur, il profondo impatto che ha prodotto nel fraterno popolo del Venezuela la Legge Organica del Lavoro promulgata dal leader bolivariano e presidente della Repubblica, Hugo Chávez Frías. Non avevo mai visto nulla di simile nello scenario politico del nostro emisfero.

Ho prestato attenzione  all’enorme folla che si è riunita nelle piazze e nelle strade di Caracas, e soprattutto alle parole spontanee dei cittadini intervistati. Poche volte ho visto, e forse mai prima, il livello d’emozione e di speranza che costoro ponevano nelle loro dichiarazioni. Si poteva osservare con chiarezza che l’immensa maggioranza della popolazione è costituita da umili lavoratori. Una vera battaglia delle idee si sta sferrando con forza.

Rafael Correa, presidente dell’Ecuador, ha dichiarato coraggiosamente che, più che in un’epoca di cambio, stiamo vivendo un cambio d’epoca. Tutti e due, Rafael Correa e Hugo Chávez sono cristiani. Obama in cambio, che cos’è? In cosa crede?

Nel primo anniversario dell’assassinio di Bin Laden, Obama compete con il suo rivale Mitt Romney nel giustificare quell’azione perpetrata in un’installazione prossima all’ Accademia Militare del Paquistan, un paese musulmano alleato degli Stati Uniti.

Marx e Engels non parlarono mai di assassinare i borghesi: nel vecchi concetti i giudici giudicavano e i boia facevano le esecuzioni.

Non ci sono dubbi che Obama è stato cristiano; con una delle specificità  di questa religione ha imparato il mestiere di trasmettere le sue idee, un’arte che ha significato molto nella sua ascesa accelerata nella gerarchia del suo partito.

Nella dichiarazione dei principi di Filadelfia nel luglio del 1776 si affermava che tutti gli uomini nascono liberi ed uguali e a tutti, il loro creatore, concedeva determinati diritti.

Per quel che si conosce, tre quarti di secolo dopo l’indipendenza, gli schiavi negri continuavano ad essere venduti nelle pubbliche piazze con le loro mogli e i figli, e quasi due secoli dopo Martin Luther King, premio Nobel della Pace, fece un sogno, ma fu assassinato.

A Obama, il tribunale di Oslo ha ossequiato il suo, e si era trasformato quasi in una leggenda.  Senza dubbio, milioni di persone devono aver visto le scene. Il Premio Nobel Barack Obama ha viaggiato rapidamente in Afganistan, come se il mondo non fosse al corrente degli omicidi di massa, dei libri sacri per i musulmani bruciati e degli oltraggi ai cadaveri delle persone uccise.

Nessuno, se è onesto, sarà mai d’accordo con le azioni di terrorismo.

Ma il presidente degli Stati Uniti ha forse il diritto di giudicare e il diritto d’uccidere, di trasformarsi in tribunale e anche in boia, e compiere tanti crimini in un paese e contro un popolo situato al lato opposto del pianeta?

Abbiamo visto il presidente degli Stati Uniti salire trottando gli scalini di una ripida scala in maniche di camicia, avanzare  a passo svelto per un corridoio mobile e fermarsi a predicare un discorso ad un nutrito contingente di militari che applaudivano svogliatamente le parole dell’illustre presidente. Quegli uomini non erano tutti nati cittadini nordamericani. Pensava nelle colossali spese che questo implica e che il mondo paga, perchè, chi si fa carico di questa enorme spesa che gia supera i 15 miliardi di dollari?

Questo è quello che offre all’umanità l’illustre Premio Nobel della Pace.

Granma.cu

Quello che Obama conosce

di: Fidel Castro Ruz

L’articolo più demolitore che ho letto in questo momento sull’America Latina, è stato scritto da Renán Vega Cantor, professore titolare dell’ Università Pedagogica Nazionale di Bogotà e pubblicato 3 giorni fa nel sito web Rebelión, con il titolo “Echi del Vertice delle  Americhe”.

È  breve e non devo fare versioni; gli studiosi del tema lo possono cercare nel sito indicato.

In più di un’occasione ho citato l’infame accordo che gli USA imposero ai paesi dell’America Latina e dei Caraibi nel creare la OEA, in quella riunione dei ministri degli Esteri che si svolse a Bogotà, nel mese d’aprile del 1948.

In quella data, per puro caso, io ero là promuovendo un congresso latinoamericano di studenti, i cui obiettivi fondamentali erano la lotta contro le colonie europee e le sanguinose tirannie  imposte dagli Stati Uniti in questo emisfero.

Uno dei più brillanti leaders della  Colombia, Jorge Eliécer Gaitán, che con crescente forza aveva unito i settori più progressisti della Colombia che si opponevano alla creazione yankee e della cui vicina vittoria elettorale nessuno dubitava, offerse il proprio appoggio al congresso studentesco. Fu vilmente assassinato e la sua morte provocò la ribellione che è seguita per più di mezzo secolo.

Le lotte sociali si sono prolungate per i millenni, quando gli esseri umani con la guerra disposero di un eccedente di produzione per soddisfare le necessità essenziali della vita.

Come si sa, gli anni di schiavitù fisica, la forma più brutale di sfruttamento, si estesero in alcuni dei nostri paesi sino a poco più di un secolo fa, com’è avvenuto nella nostra stessa Patria nella tappa finale del potere coloniale spagnolo.

Negli stessi Stati Uniti, la schiavitù dei discendenti africani si è prolungata sino alla presidenza di  Abraham Lincoln. L’abolizione di questa brutale forma di sfruttamento è avvenuta solo 30 anni prima che a Cuba.

Martin Luther King sognava l’uguaglianza dei negri negli Stati Uniti appena 44 anni fa, quando fu vigliaccamente assassinato, nell’aprile del 1968.

La nostra epoca si caratterizza per l’avanzare accelerato della scienza e la tecnologia. Ne siamo coscienti o meno, questo è quel che determina il futuro dell’umanità e si tratta di una tappa interamente nuova.

La lotta reale della nostra specie per la propria sopravvivenza è quello che prevale in tutti gli angoli del mondo globalizzato.

Nell’immediato, tutti i latinoamericani e soprattutto il nostro paese, saranno danneggiati dal processo che si sta svolgendo in Venezuela, culla del Liberatore dell’America.

Necessito appena ripetere quello che conoscete: i vincoli stretti del nostro popolo con il popolo venezuelano, con Hugo Chávez, promotore della  Rivoluzione Bolivariana, e con il Partito Socialista Unito creato da lui.

Una delle prime attività promosse dalla Rivoluzione bolivariana è stata la cooperazione medica di Cuba, un campo nel quale il nostro paese ha ottenuto un prestigio speciale, riconosciuto oggi dall’opinione pubblica internazionale. Migliaia di centri dotati con attrezzature d’alta tecnologia che l’industria mondiale  specializzata somministra, sono stati creati dal Governo bolivariano per assistere il suo popolo.

Chávez non ha selezionato costose cliniche private per curare la propria salute: l’ha messa nelle mani del servizio sanitario che ha offerto al suo popolo.

I nostri medici inoltre hanno dedicato una parte del loro tempo alla formazione di medici venezuelani, in aule debitamente equipaggiate dal Governo per questo compito.

Il popolo venezuelano, indipendentemente dalle sue entrate personali, ha cominciato a ricevere i servizi specializzati dei nostri medici, ponendosi tra i meglio assistiti del mondo, ed i suoi indici di salute hanno cominciato a migliorare visibilmente.

Il Presidente Obama conosce tutto questo molto bene e lo ha commentato con alcuni dei suoi visitatori. A uno di loro ha detto con franchezza che il problema è che gli Stati Uniti inviano soldati e Cuba in cambio invia medici.

Chávez, un leader, che in dodici anni non ha conosciuto un minuto di riposo, e con una salute di ferro, senza dubbio si è visto colpito da un’inattesa malattia, scoperta e trattata dallo stesso personale specializzato che lo assisteva, e non è stato facile persuaderlo della necessità di prestare la massima attenzione alla sua stessa salute.

Da allora, con esemplare condotta, segue strettamente le misure pertinenti, senza smettere di svolgere i suoi doveri come capo di Stato e leader del paese.

Oso definire il suo atteggiamento eroico e disciplinato. Dalla sua mente non si allontanano nemmeno per un solo minuto i suoi obblighi, in occasioni sino allo sfinimento.

Posso testimoniare questo, perchè non ho mai smesso di stare in contatto e intercambiare con lui. La sua feconda intelligenza non ha mai smesso di dedicarsi allo studio e all’analisi dei problemi del paese.

Lo divertono la bassezza e le calunnie dei portavoce dell’oligarchia e dell’impero. Non gli ho mai sentito insulti nè volgarità, parlando dei suoi nemici.

Non è il suo linguaggio.

Il nemico conosce bene il suo carattere e moltiplica gli sforzi destinati a calunniare e colpire il Presidente Chávez.

Da parte mia non dubbi ad affermare che, nella mia modesta opinione, espressa in più di mezzo secolo di lotta, che l’oligarchia non potrà mai più governare in questo paese  e per questo è preoccupante che il governo degli Stati Uniti abbia deciso in tali circostanze di promuovere la caduta del governo bolivariano.

D’altra parte insistere nella calunniosa campagna che nell’alta direzione del governo bolivariano esiste una disperata lotta per la presa del comando del governo rivoluzionario se il presidente non riesce a superare la malattia, è una volgare menzogna.

Al contrario, ho potuto osservare la più stretta unità della direzione della Rivoluzione bolivariana.

Un errore di Obama in queste circostanze può provocare un fiume di sangue in Venezuela. Il sangue venezuelano è sangue ecuadoriano, brasiliano, argentino, boliviano, cileno, uruguaiano, centroamericano, dominicano e cubano.

Si deve partire da questa realtà, analizzando la situazione politica del Venezuela.

Si comprende perchè l’Inno dei Lavoratori esorta a cambiare il mondo affondando l’impero borghese?

LINK: What Obama Knows

DI: http://www.granma.cu

Il meraviglioso mondo del capitalismo

di: Fidel Castro Ruz

La ricerca della verità politica sarà sempre un compito difficile, anche in questi nostri tempi in cui la scienza ha posto nelle nostre mani una quantità enorme di conoscenze. Una delle più importanti è stata la possibilità di conoscere e studiare il favoloso potere dell’energia contenuta nella materia.

La persona che ha scoperto la presenza di questa energia e il suo possibile uso era un uomo pacifico e amabile che, pur essendo contro la violenza e la guerra, chiese agli Stati Uniti di svilupparla. Il presidente degli Stati Uniti di allora era Franklin D. Roosevelt, noto per le sue posizioni antifasciste, leader di un paese che stava attraversando una profonda crisi e che ha contribuito a salvare attraverso l’adozione di misure forti che gli valsero l’odio dell’ estrema destra della sua stessa classe. Oggi, questo Stato impone al mondo la tirannia più brutale e pericolosa che la nostra fragile specie abbia mai conosciuto.

Le notizie provenienti dagli Stati Uniti e dai loro alleati della NATO fanno riferimento ai loro misfatti e a quelli dei loro complici.

 Le città più importanti degli Stati Uniti e in Europa sono il teatro di continui scontri tra manifestanti e forze di polizia, ben addestrate e ben nutrite, dotate di carri armati ed elmetti, riprese mentre picchiano, prendono a calci e lanciano gas contro donne e uomini, torcono mani e colli di giovani e vecchi, mostrando così al mondo le codarde azioni che si commettono contro i diritti e la vita dei cittadini dei propri paesi.

Per quanto tempo ancora dureranno questi atti barbarici?

Non mi dilungherò su questo, dal momento che queste tragedie continueranno ad essere viste, sempre di più, sulla televisione e su tutta la stampa, saranno come il pane quotidiano che viene negato a coloro che né hanno meno. Mi limiterò a citare qualche notizia ricevuta oggi da un’importante agenzia giornalistica occidentale:

“Gran parte della costa del Giappone nel Pacifico potrebbe essere colpita da un maremoto di oltre 34 metri (112 piedi) se si originasse un potente terremoto lungo le sue coste, secondo le stime rivedute di un gruppo di lavoro governativo.”

“Ogni tsunami innescato da un terremoto di magnitudo 9 nella fossa di Nankai, che si estende dalla principale isola giapponese di Honshu all’isola meridionale di Kyushu, potrebbe raggiungere i 34 metri di altezza, ha riferito la commissione.”

“Un precedente calcolò del 2003 stimò che l’altezza massima dell’onda sarebbe stata inferiore ai 20 metri (66 piedi).”

“L’impianto di Fukushima era stato progettato per resistere ad uno tsunami di 6 metri (20 piedi), meno della metà dell’altezza dell’onda che colpì l’impianto l’ 11 marzo 2011″.

Tuttavia non ci sono motivi di preoccupazione. Un’altra notizia di qualche giorno fa, il 30 marzo, potrebbe darci un pò di tranquillità. E’ stata pubblicata da un media molto bene informato. La riassumo in poche parole: “Se tu fossi un calciatore, uno sceicco arabo o un dirigente di una grande multinazionale, quale tipo di tecnologia desidereresti?

“Recentemente, alcuni famosi negozi di lusso di Londra hanno inaugurato una sezione interamente dedicata agli amanti della tecnologia con portafogli gonfi.

“Televisori da un milione di dollari, videocamere digitali Ferrari e sottomarini individuali sono solo alcuni dei feticci per deliziare i milionari”.

“Il televisore da un milione di dollari è il gioiello della corona”.

“Nel caso della ‘Apple’, l’azienda si è impegnata a fornire i suoi nuovi prodotti lo stesso giorno del lancio sul mercato.”

“Supponiamo che abbiamo lasciato la nostra casa e siamo già stanchi di starcene in giro con il nostro yacht, limousine, elicottero o jet. Abbiamo ancora la possibilità di acquistare un sottomarino individuale o per due persone. “

L’offerta continua a pubblicizzare cellulari con carcassa in acciaio inox, processori da 1.2 GHz e 8GB  di memoria, tecnologia NFC per effettuare pagamenti attraverso i telefoni cellulari e videocamere Ferrari.

Il capitalismo, compatrioti, è una cosa davvero meravigliosa! Forse è colpa nostra che ogni cittadino non ha il suo sottomarino privato sulla spiaggia.

Sono loro, non io, chi ha mescolato gli sceicchi arabi e i dirigenti delle grandi multinazionali con i calciatori. Questi ultimi, almeno, appassionano milioni di persone e non sono nemici di Cuba; questo devo dirlo molto chiaramente.

Fidel Castro Ruz

1 Aprile, 2012

08:35

 LINK: The Wonderful World of Capitalism

DI: Coriintempesta

La frutta che non è mai caduta

di: Fidel Castro Ruz

Cuba è stata costretta a lottare per la propria esistenza di fronte ad una potenza espansionista, ubicata a poche miglia dalle coste, che proclamava l’annessione della nostra isola, il cui unico destino era cadere nel loro seno come frutta matura. Eravamo condannati a non esistere come nazione.

Nella gloriosa legione di patrioti che durante la seconda metà del XIX secolo lottò contro l’abominabile dominazione spagnola per 300 anni, Josè Martì è stato chi con più chiarezza percepì questo drammatico destino.

Così lo ha reso noto nelle ultime righe che scrisse quando, alla vigilia del forte combattimento previsto contro una coraggiosa e ben equipaggiata colonna spagnola, dichiarò che l’obiettivo principale delle loro lotte era: “… impedire in tempo con l’indipendenza di Cuba, che gli Stati Uniti si estendano per le Antille e cadano, con la loro forza, sulle nostre terre di America. Quanto ho fatto fino ad oggi e farò, è per tutto ciò”.

Senza capire questa profonda verità, oggi non si potrebbe essere patriota, né rivoluzionario.

I mass media, il monopolio delle molte risorse tecniche, e gli abbondanti fondi destinati a ingannare ed abbrutire le masse, costituiscono, senza dubbio, considerevoli ostacoli, ma non invincibili.

Cuba ha dimostrato che – dalla sua condizione di fattoria coloniale yankee, in congiunto all’analfabetismo ed alla povertà generalizzata del suo popolo –, era possibile affrontare il paese che minacciava con il definitivo assorbimento della nazione cubana. Nessuno può affermare che esistesse una borghesia nazionale che si opponeva all’impero, si è sviluppata talmente vicina all’impero che inviò negli Stati Uniti, poco dopo il trionfo della Rivoluzione, quattordicimila bambini senza protezione, anche se questa decisione è stata associata alla perfida bugia che sarebbe stata tolta la Patria Potestà, che la storia registrò come operazione Peter Pan ed è stata qualificata come la miglior manovra di manipolazione di bambini con finalità politica ricordata nell’emisfero occidentale.

Il territorio nazionale è stato invaso, appena due anni dopo il trionfo rivoluzionario, da forze mercenarie, – integrate da antichi soldati di Batista, e figli dei latifondisti e borghesi – armati e scortati dagli Stati Uniti con navi della loro flotta, inclusi portaerei con strumenti pronti a entrare in azione, che accompagnarono gli invasori fino alla nostra isola. La sconfitta e la cattura di quasi il totale dei mercenari in meno di settantadue ore e la distruzione dei loro aerei che operavano dal Nicaragua e i loro mezzi di trasporto navali, costituì un’umiliante sconfitta per l’impero e i loro alleati latinoamericani che sottovalutarono la capacità di lotta del popolo cubano.

L’URSS davanti all’interruzione del rifornimento di petrolio da parte degli Stati Uniti, l’ulteriore sospensione totale della quota storica di zucchero nel mercato di quel paese, e il divieto di commercio creato per più di cento anni, rispose a ognuna delle misure fornendo combustibile, acquistando il nostro zucchero, facendo commercio con il nostro paese e finalmente fornendo le armi che Cuba non poteva acquistare in altri mercati.

L’idea di una campagna sistematica d’attacchi pirata organizzati dalla CIA, i sabotaggi e le azioni militari di bande create e armate da loro, prima e dopo l’attacco mercenario, che finirebbe in un’invasione militare degli Stati Uniti contro Cuba, diedero origine agli avvenimenti che posero il mondo al bordo d’una guerra nucleare totale, con la quale nessuna delle due parti e la stessa umanità avrebbe potuto sopravvivere.

Questi avvenimenti, senza dubbio, costarono la carica a Nikita Jruschov, che aveva sottovalutato l’avversario e tralasciò criteri che gli sono stati trasmessi e non consultò per la sua decisione finale, coloro che stavamo in prima linea. Quella che poteva essere un’importante vittoria morale, divenne così un costoso rovescio politico per l’URSS. Per molti anni continuarono a realizzare le peggiori aggressioni contro Cuba e non poche, come il criminale bloqueo, si commettono ancora.

Jruschov fece gesti straordinari verso il nostro paese. In quell’occasione io criticai senza titubanze l’accordo inconsulto con gli Stati Uniti, ma sarebbe ingrato e ingiusto non riconoscere la sua straordinaria solidarietà nei momenti difficili e decisivi per il nostro popolo nella sua storica battaglia per l’indipendenza e la rivoluzione, di fronte al poderoso impero degli Stati Uniti. Capisco che la situazione era terribilmente tesa e lui non voleva perdere un minuto, quando prese la decisione di ritirare i proiettili e gli yankee s’impegnarono, molto segretamente, a rinunciare all’invasione.

Nonostante i decenni trascorsi, che sono ormai mezzo secolo, la frutta cubana non è caduta nelle mani degli yankee.

Le notizie che adesso giungono dalla Spagna, Francia, Iraq, Afghanistan, Pakistan, Iran, Siria, Inghilterra, le Malvine e altri numerosi punti del pianeta, sono serie, e tutte fanno pensare ad un disastro politico ed economico per l’insensatezza degli Stati Uniti e dei loro alleati.

Parlerò di pochi temi. Devo rilevare, stando a quello che molti raccontano, che la selezione di un candidato repubblicano per aspirare alla presidenza di questo globalizzato e inclusivo impero, è a sua volta, e lo dico seriamente, la maggior competizione d’idiozie e d’ignoranza che si sia mai ascoltata. Siccome ho diverse cose da fare, non posso dedicare tempo a questo tema. Sapevo comunque molto bene che sarebbe stato così.

Illustrano di più alcuni articoli che desidero analizzare perché mostrano l’incredibile cinismo che genera la decadenza dell’Occidente. Uno di questi, con sbalorditiva tranquillità, parla di un prigioniero politico cubano, che, come si afferma, è morto dopo uno sciopero della fame durato cinquanta giorni. Un giornalista di Granma, Juventud Rebelde, di un giornale radio o qualsiasi mezzo d’informazione rivoluzionario, si può sbagliare in qualsiasi apprezzamento su qualsiasi tema, pero non fabbrica mai una notizia o inventa una menzogna.

Nella nota di Granma si afferma che non c’è stato questo sciopero della fame; era un recluso per un delitto comune, condannato a quattro anni per un’aggressione, che provocò lesioni al viso di sua moglie; che la stessa suocera aveva richiesto l’intervento delle autorità; che i familiari più stretti hanno seguito tutti i procedimenti utilizzati nel trattamento medico e che erano grati per gli sforzi degli specialisti che l’avevano assistito. È stato ricoverato, dice la nota, nel miglior ospedale della regione orientale, come si fa con tutti i cittadini. È morto per un problema multi organico secondario, associato ad un processo respiratorio settico severo.

Il paziente aveva ricevuto tutte le attenzioni che si applicavano in un paese che possiede uno dei miglior servizi medici al mondo, che si offrono gratuitamente, nonostante il bloqueo imposto dall’imperialismo alla nostra Patria. È semplicemente un dovere che si compie in un paese dove la Rivoluzione è orgogliosa di aver rispettato sempre, durante più di cinquanta anni, i principi che le hanno dato la sua invincibile forza.

Sarebbe meglio che il governo spagnolo, visti gli ottimi rapporti che ha con Washington, viaggi negli Stati Uniti e se informi di quanto occorre nelle prigioni yankee, la condotta spietata che applica ai milioni di prigionieri, la politica eseguita con la sedia elettrica, e gli orrori che si commettono con i detenuti nelle carceri e quelli che protestano nelle strade.

Ieri, lunedì 23 gennaio, un forte editoriale di Granma, intitolato “Le verità di Cuba” in una pagina completa di questo giornale, spiegò dettagliatamente l’insolita sfacciataggine della campagna bugiarda scatenata contro la nostra rivoluzione da alcuni governi “tradizionalmente compromessi con la sovversione contro Cuba”.

Il nostro popolo conosce bene le norme che hanno retto il comportamento irreprensibile della nostra Rivoluzione dal primo combattimento, che non è stata mai infangata durante più di mezzo secolo. Sa anche che non potrà essere mai incalzato né ricattato dai nemici. Le nostre leggi e le norme si compieranno con sicurezza.

È bello segnalarlo con tutta chiarezza e franchezza. Il governo spagnolo e la scalcinata Unione Europea, immersa in una profonda crisi economica, devono sapere a cosa attenersi. Fa pena leggere nelle agenzie di notizie le dichiarazioni di ambedue quando utilizzano le loro sfacciate bugie per attaccare Cuba. Occupatevi prima di salvare l’euro, se potete. Risolvete la disoccupazione cronica che in numero ascendente soffrono i giovani, e rispondete agli indignati sui quali la polizia si avventa e colpisce costantemente.

Non ignoriamo che adesso in Spagna governano gli ammiratori di Franco, ci ha inviato membri della Divisione Azzurra insieme agli SS ed agli SA nazisti per uccidere i sovietici. Quasi cinquantamila di loro parteciparono nella cruenta aggressione. Nell’operazione più crudele e dolorosa di quella guerra: l’assedio di Leningrado, dove morirono un milione di cittadini russi, la Divisione Azzurra fecce parte delle forze che cercarono di strangolare l’eroica città. Il popolo russo non perdonerà mai quell’orrendo crimine.

La destra fascista di Aznar, Rajoy e altri servitori dell’impero, deve sapere qualcosa delle sedicimila perdite che hanno avuto i predecessori della Divisione Azzurra e le Croci di Ferro con le quale Hitler premiò gli ufficiali ed i soldati di quella divisione. Non ha nulla di strano quello che fa oggi la polizia gestapo con gli uomini e le donne che domandano il diritto al lavoro ed al pane nel paese con più disoccupazione di Europa.

Perché mentono così sfacciatamente i mass media dell’impero?

Quelli che gestiscono questi media, s’impegnano ad ingannare ed abbruttire il mondo con le grossolane bugie, pensando forse che costituisce una risorsa principale per mantenere il sistema globale di dominazione e saccheggio imposto, ed in modo particolare alle vittime vicine alla sede della metropoli, i quasi seicentomilioni di latinoamericani e caraibici che vivono in questo emisfero.

La repubblica sorella del Venezuela è diventata l’obiettivo fondamentale di quella politica. La ragione è ovvia. Senza il Venezuela, l’impero avrebbe imposto il trattato di libero commercio a tutti i popoli del continente che ci sono al Sud degli Stati Uniti, dove si trovano le maggiori riserve di terra, acqua dolce, e minerali del pianeta, così come grandi risorse energetiche che, somministrate con spirito solidario verso gli altri popoli del mondo, costituiscono risorse che non possono né devono cadere nelle mani delle multinazionali che impongono un sistema suicida ed infame.

Basta, per esempio, guardare la cartina geografica per capire la criminale spoliazione che significò per Argentina toglierle un pezzo del suo territorio nell’estremo sud del continente. Lì hanno impiegato i britannici, il loro decadente apparato militare per uccidere inesperti reclute argentine che indossavano le uniformi estive mentre si era già in pieno inverno. Gli Stati Uniti ed il loro alleato Augusto Pinochet diedero all’Inghilterra uno supporto svergognato. Adesso, alla vigilia dell’Olimpiade di Londra, il loro primo ministro David Cameron proclama anche, come lo aveva già fatto Margaret Tatcher, il loro diritto di usare i sottomarini nucleari per uccidere gli argentini. Il governo di quel paese non sa che il mondo è in cambiamento, e il disprezzo del nostro emisfero e della maggioranza dei popoli verso gli oppressori aumenta ogni giorno.

Il caso delle Malvine non è l’unico. Qualcuno conosce per caso come finirà il conflitto in Afghanistan? Pochi giorni fa i soldati statunitensi oltraggiavano i cadaveri dei combattenti afgani, uccisi dai bombardieri senza pilota della NATO.

Tre giorni fa un’agenzia europea pubblicò che “il presidente afgano Hamid Karzai, diede il suo avallo ad un negoziato di pace con i Talebani, sottolineando che questo fatto deve essere risolto dai cittadini dello stesso paese”.

Poi aggiunse: “… il processo di pace e riconciliazione appartiene alla nazione afgana e nessun paese o organizzazione straniera può togliere agli afgani questo diritto.”

D’altra parte, un comunicato pubblicato dalla nostra stampa comunicava da Parigi che “Francia sospese oggi tutte le operazioni di formazione ed aiuto al combattimento in Afghanistan e minacciò con anticipare il ritiro delle truppe, dopo che un soldato afgano ultimasse quattro militari francesi nella valle Tgahab, della provincia di Kapisa […] Sarkozy diede istruzioni al ministro di difesa Gerard Longuet per spostarsi immediatamente a Kabul, e vide la possibilità di un ritiro anticipato del contingente.”

Sparita l’URSS ed il Campo Socialista, il governo degli Stati Uniti concepiva che Cuba non poteva sostenersi. George W. Bush aveva già preparato un governo controrivoluzionario per presiedere il nostro paese. Lo stesso giorno che Bush iniziò la sua criminale guerra contro l’Iraq, io chiesi alle autorità del nostro paese la cessazione della tolleranza che si applicava ai capi controrivoluzionari che in quei giorni chiedevano istericamente un’invasione contro Cuba. In realtà la loro attitudine costituiva un atto di tradimento alla Patria.

Bush e le sue stupidaggini imperarono durante otto anni e la Rivoluzione cubana ha perdurato ormai da più di mezzo secolo. La frutta matura non è caduta nel seno dell’impero. Cuba non sarà una forza in più con cui potrà allargarsi l’impero sui popoli d’America. Il sangue di Martì non si è versato invano.

Domani pubblicherò un’altra Riflessione come complemento di quest’ultima.

LINK:  La fruta que no cayó

DA: Prensa Latina -Agenzia di Stampa LatinoAmericana

La marcia verso l’abisso

di: Fidel Castro Ruz

Non è questione di ottimismo o pessimismo, sapere o ignorare cose elementari, essere responsabili o no degli avvenimenti. Quelli che pretendono considerarsi politici dovrebbero essere lanciati nella spazzatura della storia quando, come è norma, di questa attività ignorano tutto o quasi tutto quello che a cui fa riferimento.

Non parlo ovviamente di quelli che durante vari millenni trasformarono i temi  pubblici in strumenti di potere e ricchezze per le classi privilegiate, attività nella quale i record di crudeltà sono stati imposti durante gli ultimi otto o diecimila anni e su questo esistono prove certe della condotta sociale della nostra specie, la cui esistenza come esseri pensanti, secondo gli scienziati, appena oltrepassa i 180 mila anni.

Non è mio proposito imbottigliarmi in questi temi che sicuramente annoierebbero quasi al 100% delle persone continuamente bombardate con notizie attraverso mezzi che vanno dalla parola scritta fino alle immagini tridimensionali che cominciano ad esibirsi in costosi cinema, e non è lontano il giorno in cui predomineranno nella televisione, che già di per se, produce favolose immagini. Non è casuale che la chiamata industria dello svago abbia la sua sede nel cuore dell’impero che tiranneggia tutti.

Quello che pretendo è situarmi nel punto di partenza attuale della nostra specie per parlare della marcia verso l’abisso. Potrei parlare perfino di una marcia “inesorabile” e sarebbe sicuramente più vicino alla realtà. L’idea di un giudizio finale è implicita nelle dottrine religiose più diffuse tra gli abitanti del pianeta, senza che nessuno li qualifichi per questo come pessimisti. Considero, al contrario, dovere elementare di tutte le persone serie e sagge che sono milioni, lottare per posporre e, forse ostacolare, questo drammatico e prossimo avvenimento nel mondo attuale.

Numerosi pericoli ci minacciano, ma due di questi, la guerra nucleare ed il cambiamento climatico, sono decisivi ed ambedue sono sempre più lontani dall’avvicinamento ad una soluzione.

La tiritera demagogica, le dichiarazioni ed i discorsi della tirannia imposta al mondo dagli Stati Uniti ed i suoi poderosi ed incondizionati alleati, in entrambi i temi, non ammettono il minore dubbio al riguardo.

Il 1° gennaio 2012, anno nuovo occidentale e cristiano, coincide con l’anniversario del trionfo della Rivoluzione in Cuba e l’anno in cui si compie il 50° Anniversario dalla Crisi di Ottobre del 1962, che portò il mondo sull’orlo della guerra mondiale nucleare, fatto che mi obbliga a scrivere queste linee.

Le mie parole non avrebbero senso se avessi come obbiettivo imputare alcuna colpa al popolo nordamericano, od a quello di qualunque altro paese alleato degli Stati Uniti nell’insolita avventura; loro, come gli altri popoli del mondo, sarebbero le vittime inevitabili della tragedia. Fatti recenti accaduti in Europa ed in altri luoghi mostrano le indignazioni di massa di quelli a cui la disoccupazione, la carestia, le riduzioni delle loro entrate, i debiti, la discriminazione, le bugie e la politica, conducono alle proteste ed alle brutali repressioni dei guardiani dell’ordine stabilito.

Con frequenza crescente si parla di tecnologie militari che colpiscono la totalità del pianeta, unico satellite abitabile conosciuto a centinaia di anni luce da un altro che forse risulti adeguato se ci muoviamo alla velocità della luce, trecento mila chilometri per secondo.

Non dobbiamo ignorare che se la nostra meravigliosa specie pensante sparisse trascorrerebbero molti milioni di anni prima che ne sorga nuovamente un’altra capace di pensare, in virtù dei principi naturali che dirigono la natura stessa, come conseguenza dell’evoluzione delle specie, scoperta da Darwin in 1859 e che oggi riconoscono tutti gli scienziati seri, credenti o non credenti.

Nessuna altra epoca della storia dell’uomo conobbe gli attuali pericoli che affronta l’umanità. Persone come me, con 85 anni compiuti, eravamo approdati ai 18 col titolo di un diploma prima che finisse l’elaborazione della prima bomba atomica.

Oggi degli artefatti di questo carattere pronti per il loro impiego -incomparabilmente più poderosi di quelli che produssero il calore del sole sulle città di Hiroshima e Nagasaki – ce ne sono a migliaia.

Le armi di questo tipo che si mettono in magazzini aggiuntivamente, addizionate a quelle già dichiarate in virtù di accordi, raggiungono cifre che superano i venti mila proiettili nucleari.

L’impiego di appena un centinaio di queste armi sarebbe sufficiente per creare un inverno nucleare che provocherebbe in breve tempo una morte spaventosa per tutti gli esseri umani che abitano il pianeta, come ha spiegato brillantemente e con dati digitali lo scienziato nordamericano e professore dell’Università di Rutgers, in New Jersey, Alan Robock.

Quelli che vogliono leggere le notizie ed analisi internazionali serie, conoscono come i rischi dell’esplosione di una guerra con impiego di armi nucleari si incrementano man mano che la tensione cresce nel Vicino Oriente, dove nelle mani del governo israelita si accumulano centinaia di armi nucleari in piena disposizione combattiva, ed il cui carattere di forte potenza nucleare né si ammette né si nega. Cresce ugualmente la tensione intorno alla Russia, paese di indiscutibile capacità di risposta, minacciata da un ipotetico scudo nucleare europeo.

Mi fa ridere l’affermazione yankee che lo scudo nucleare europeo è per proteggere anche la Russia dall’Iran e dalla Corea del Nord. Tanto debole è la posizione yankee in questo delicato tema che neanche il suo alleato Israele si prende il disturbo di garantire consultazioni previe su misure che possano far scoppiare la guerra.

L’umanità, invece, non gode di nessuna garanzia. Lo spazio cosmico, nelle prossimità del nostro pianeta, è saturo di satelliti degli Stati Uniti destinati a spiare quello che succede perfino nelle terrazze delle abitazioni di qualunque nazione del mondo. La vita ed abitudini di ogni persona o famiglia sono passate ad essere oggetto di spionaggio; l’ascolto di centinaia di milioni di cellulari, ed il tema delle conversazioni che abbordi qualunque utente in qualunque parte del mondo smette di essere privato per trasformarsi in materiale di informazione per i servizi segreti degli Stati Uniti.

Questo è il diritto che continua a rimanere ai cittadini del nostro mondo in virtù degli atti di un governo la cui costituzione, promossa nel Congresso di Filadelfia nel 1776, stabiliva nonostante che gli uomini nascevano liberi ed uguali ed a tutti concedeva loro il Creatore determinati diritti, dei quali non le rimane già, né agli stessi nordamericani né a nessun cittadino del mondo, quello di comunicare per telefono a familiari ed ad amici i suoi sentimenti più intimi.

La guerra, tuttavia, è una tragedia che può succedere, ed è molto probabile che succeda; in più, se l’umanità fosse capace di ritardarla un tempo indefinito, un altro fatto altrettanto drammatico sta succedendo già con crescente ritmo: il cambiamento climatico. Mi limiterò a segnalare quello che eminenti scienziati ed espositori di rilievo mondiale hanno spiegato attraverso documenti e film che nessuno discute.

È ben conosciuto che il governo degli Stati Uniti si è opposto agli accordi di Kyoto sull’ecosistema, una linea di condotta che neanche conciliò coi suoi più vicini alleati, i cui territori soffrirebbero tremendamente ed alcuni dei quali, come l’Olanda, sparirebbero quasi interamente.

Il pianeta cammina oggi senza politica su questo grave problema, mentre i livelli del mare si alzano, le enormi cappe di ghiaccio che coprono l’Antartide e la Groenlandia, dove si accumula più del 90% dell’acqua dolce del mondo, si sciolgono con crescente ritmo, e già l’umanità, il passato 30 novembre 2011, ha raggiunto ufficialmente la cifra di 7 mila milioni di abitanti, che nelle aree più povere del mondo continua a crescere in forma sostenuta ed inevitabile. È che per caso quelli che si sono dedicati a bombardare paesi ed ammazzare milioni di persone durante gli ultimi 50 anni possono preoccuparsi per il destino degli altri popoli?

Gli Stati Uniti sono oggi non solo il promotore di quelle guerre, ma anche il maggiore produttore ed esportatore di armi nel mondo.

Come è conosciuto, questo poderoso paese ha sottoscritto un accordo per somministrare 60 mila milioni di dollari nei prossimi anni al regno dell’Arabia Saudita, dove le multinazionali degli Stati Uniti ed i suoi alleati estraggono ogni giorno 10 milioni di barili di petrolio leggero, cioè, mille milioni di dollari in combustibile. Che cosa sarà di questo paese e della regione quando queste riserve di energia si esauriscano? Non è possibile che il nostro mondo globalizzato accetti senza protestare il colossale spreco di risorse energetiche che la natura tardò centinaia di milioni di anni a creare, e la cui dilapidazione rincara i costi essenziali. Non sarebbe in assoluto degno del carattere intelligente attribuito alla nostra specie.

Negli ultimi 12 mesi tale situazione si aggravò considerevolmente a partire dai nuovi avanzamenti tecnologici che, lontano da alleviare la tragedia proveniente dallo spreco dei combustibili fossili, l’aggrava considerevolmente.

Scientifici ed investigatori di prestigio mondiale venivano segnalando le conseguenze drammatiche del cambiamento climatico.

In un eccellente documentario del direttore francese Yann Arthus-Bertrand, intitolato ‘Home’, ed elaborato con la collaborazione di prestigiose e ben informate personalità internazionali, reso pubblico a metà dell’anno 2009, mostrò al mondo con dati irrefutabili quello che stava succedendo. Con solidi argomenti esponeva le conseguenze nefaste di consumare, in meno di due secoli, le risorse energetiche create dalla natura in centinaia di milioni di anni; ma la cosa peggiore non era il colossale spreco, bensì le conseguenze suicide che avrebbe avuto per la specie umana. Riferendosi alla stessa esistenza della vita, rimproverava alla specie umana: ‘…Stai utilizzando un favoloso lascito di 4 000 milioni di anni somministrato dalla Terra.

Hai solamente 200 000 anni, ma hai già cambiato la faccia del mondo.”

Non incolpava né poteva incolpare nessuno fino a questo punto, segnalava semplicemente una realtà obiettiva. Tuttavia, oggi dobbiamo incolparci tutti quelli che lo sappiamo e non facciamo niente per tentare di rimediarlo.

Nelle sue immagini e concetti, gli autori di questa opera includono memorie, dati ed idee che abbiamo il dovere di conoscere e prendere in considerazione.

In mesi recenti, un altro favoloso materiale filmico esibito è stato ‘Oceanos’, elaborato da due registi francesi, considerato il migliore film dell’anno a Cuba; forse, a mio giudizio, il migliore di questa epoca.

È un materiale che stupisce per la precisione e bellezza delle immagini mai prima filmate da nessuna telecamera: 8 anni e 50 milioni di euro sono stati investiti per produrlo. L’umanità dovrà ringraziare per questa prova della forma in cui si presentano i principi della natura adulterati dall’uomo. Gli attori non sono esseri umani: sono quelli che popolano i mari del mondo. Un Oscar per loro!

Quello che motivò il dovere di scrivere queste linee non sorse dai fatti riferiti fino a qui, che di una forma o un’altra ho commentato anteriormente, bensì di altri che, manipolati dagli interessi delle multinazionali, stanno uscendo alla luce in piccole dosi negli ultimi mesi e servono secondo me come prova definitiva della confusione e del caos politico che impera nel mondo.

Appena alcuni mesi fa lessi per la prima volta alcune notizie sull’esistenza del gas di scisto. Si leggeva che gli Stati Uniti disponevano di riserve per supplire le loro necessità di questo combustibile per 100 anni. Dal momento che dispongo attualmente di tempo per indagare su temi politici, economici e scientifici che possono essere realmente utili ai nostri popoli, mi comunicai discretamente con varie persone che risiedono a Cuba o all’estero del nostro paese. Curiosamente, nessuna di queste aveva ascoltato una parola sul tema. Non era naturalmente la prima volta che questo succedeva. Uno si meraviglia di fatti importanti di per sé che si nascondono in un vero mare di informazioni, mischiate con centinaia o migliaia di notizie che circolano per il pianeta.

Ho persistito, nonostante, nel mio interesse sul tema. Sono trascorsi solo vari mesi ed il gas di scisto non è già notizia. In vigilis del nuovo anno si conoscevano già sufficienti dati per vedere con ogni chiarezza la marcia inesorabile del mondo verso l’abisso, minacciato da rischi tanto eccessivamente gravi come la guerra nucleare ed il cambiamento climatico. Del primo, parlai già; del secondo, in onore della brevità, mi limiterò ad esporre dati conosciuti ed alcuni per conoscere che nessun quadro politico o persona sensata deve ignorare.

Non vacillo nell’affermare che osservo entrambi i fatti con la serenità degli anni vissuti, in questa spettacolare fase della storia umana che hanno contribuito all’educazione del nostro popolo coraggioso ed eroico.

Il gas si misura in TCF, che possono riferirsi a piedi cubi o metri cubi -non sempre si spiega se è uno o l’altro – dipende dal sistema di misure che si applichi in un determinato paese. D’altra parte, quando si parla di miliardi normalmente si riferiscono al miliardo spagnolo che significa un milione di milioni; tale cifra in inglese si qualifica come trilione cosa deve tenersi in conto quando si analizzano le quantità riferite al gas che normalmente sono in volumi. Tenterò di segnalarlo quando sia necessario.

L’analista nordamericano Daniel Yergin, autore di un voluminoso classico di storia del petrolio affermò, secondo l’agenzia di notizie IPS che già un terzo di tutto il gas che si produce negli Stati Uniti è gas di scisto.

‘..lo sfruttamento di una piattaforma con sei pozzi può consumare 170.000 metri cubi di acqua e perfino provocare effetti dannosi come avere influenza su movimenti sismici, inquinare acque sotterranee e superficiali, e colpire il paesaggio’.

Il gruppo britannico BP informa da parte sua che ‘le riserve provate di gas convenzionale o tradizionale nel pianeta sommano 6.608 miliardi -milioni di milioni- di piedi cubi, circa 187 miliardi di metri cubi, […] ed i depositi più grandi sono in Russia (1.580 TCF), Iran (1.045), Qatar (894), ed Arabia Saudita e Turkmenistan, con 283 TCF ognuno’. Si tratta del gas che si veniva producendo e commercializzando.

‘Uno studio dell’EIA –un’agenzia governativa degli Stati Uniti sull’energia- pubblica in aprile del 2011 che trovò praticamente lo stesso volume (6.620 TCF o 187,4 miliardi di metri cubi) di shale gas ricuperabile in appena 32 paesi, ed i giganti sono: Cina (1.275 TCF), Stati Uniti (862), Argentina (774), Messico (681), Sudafrica (485) ed Australia (396 TCF)”. Shale gas è il gas di scisto. Si osservi che d’accordo a quello che si conosce, Argentina e Messico ne possiedono quasi quanto gli Stati Uniti. Cina, coi maggiori giacimenti, possiede riserve che equivalgono quasi al doppio di questi ed un 40% in più degli Stati Uniti.

‘…paesi da secoli dipendenti di fornitori stranieri conterebbero su un’ingente base di risorse in relazione col loro consumo, come Francia e Polonia che importano 98 e 64%, rispettivamente, del gas che consumano, e che avrebbero in rocce di scisto o “lutite” riserve superiori a 180 TCF ognuno.”

‘Per estrarre le ‘lutite” -segnala IPS- si ricorre ad un metodo battezzato ‘fracking ‘ (frattura idraulica), con l’iniezione di grandi quantità di acqua con sabbie ed additivi chimici. L’impronta di carbonio (proporzione di biossido di carbonio che libera nell’atmosfera) è molto maggiore che quella generata con la produzione di gas convenzionale.

‘Quando si tenta di bombardare cappe della crosta terrestre con acqua ed altre sostanze, si incrementa il rischio di danneggiare il sottosuolo, suoli, cappe idriche sotterranee e superficiali, il paesaggio e le vie di comunicazione se le installazioni per estrarre e trasportare la nuova ricchezza presentano difetti o errori di maneggio’.

Basti segnalare che tra le numerose sostanze chimiche che si iniettano con l’acqua per estrarre questo gas si trovano il benzene ed il toluene che sono sostanze terribilmente cancerogene

L’esperto Lourdes Melgar, dell’Istituto Tecnologico e degli Studi Superiori di Monterrey, pensa che:

‘È una tecnologia che genera molto dibattito e sono risorse ubicate in zone dove non c’è acqua ‘….

‘Le lutite gassose -afferma IPS- sono cave di idrocarburi non convenzionali, incagliate in rocce che le proteggono, per questo si applica la frattura idraulica (conosciuta in inglese come ‘fracking ‘) per liberarle a grande scala.”

“La generazione di gas shale include alti volumi di acqua e lo scavo e frattura generano grandi quantità di residui liquidi che possono contenere chimici sciolti ed altri agenti inquinanti che richiedono un trattamento prima di essere buttato.”

“La produzione di scisto saltò da 11.037 milioni di metri cubi nel 2000 a 135.840 milioni nel 2010. Nel caso che l’espansione continui questo ritmo, nel 2035 arriverà a coprire il 45% della domanda di gas generale, secondo l’EIA.

“Investigazioni scientifiche recenti hanno allertato sul profilo ambientale negativo del gas lutite.

“L’accademico Robert Howarth, Renee Santoro ed Anthony Ingraffea, dell’Università statunitense di Cornell, conclusero che questo idrocarburo è più inquinante del petrolio ed il gas, secondo il loro studio ‘Metano e l’impronta di gas ad effetto serra del gas naturale proveniente da formazioni di shale ‘, pubblicato nell’aprile scorso sulla rivista Climatic Change.

“‘L’orma carbonica è maggiore che quella del gas convenzionale o il petrolio, visti in qualunque orizzonte temporaneo, ma particolarmente in un lasso di 20 anni. Comparata col carbone, è almeno un 20% maggiore e forse più del doppio in 20 anni’, risaltò la relazione.”

“Il metano è uno dei gas ad effetto serra più inquinanti, responsabili dell’aumento della temperatura del pianeta.”

“‘In aree attive di estrazione (uno o più pozzi in un chilometro), le concentrazioni medie e massime di metano in pozzi di acqua potabile si incrementarono con prossimità al pozzo gassoso più vicino e furono un pericolo di esplosione potenziale ‘, cita il testo scritto da Stephen Osborn, Avner Vengosh, Nathaniel Warner e Robert Jackson, della Università statale di Duke.

“Questi indicatori mettono in discussione l’argomento dell’industria che lo scisto può sostituire il carbone nella generazione elettrica e, pertanto, una risorsa per mitigare il cambiamento climatico.

“‘È un’avventura troppo prematura e rischiosa ‘.”

“Nell’aprile del 2010, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha messo in moto l’Iniziativa Globale di Gas Shale per aiutare i paesi che cercano approfittare di questa risorsa per identificarlo e svilupparlo, con un eventuale beneficio economico per le multinazionali di quella nazione.”

Sono stato inevitabilmente esteso, non avevo un’altra opzione. Redigo queste linee per il sito web Cubadebate e per Telesur, una delle emittenti di notizie più serie ed oneste del nostro rassegnato mondo.

Per abbordare il tema ho lasciato passare i giorni festivi del vecchio e del nuovo anno.

LINK: La marcha hacia el abismo

TRADUZIONE DI: Prensa Latina -Agenzia di Stampa LatinoAmericana