Putin si conferma la “bestia nera” degli USA e di Israele

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di: Luciano Lago

La sensazione in queste ore è quella che il presidente Putin stia uscendo vincitore nel duro confronto a distanza con gli USA ed i suoi alleati europei nonché rispetto alle ingerenze turche e di quelle delle petromonarchie del golfo. Questa di Putin non è soltanto una vittoria della sua posizione di fermezza nei confronti delle pressioni fatte dal Dipartimento di Stato USA per imporre la soluzione americana al conflitto in Siria (che gli stessi americani hanno provocato) ma anche un importante successo della Russia di Putin nell’affermarsi sulla scena mondiale come difensore della non ingerenza, del rispetto del diritto internazionale e della sovranità dei paesi del Terzo Mondo. Continua a leggere

L’Europa concede, Letta “ringrazia”

letta

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di: Luciano Lago

Il governo “Alfetta “, composto dal duo Letta/Alfano, che ha sancito le “larghe intese” tra le principali forze politiche, ha salutato come un “successo” la chiusura della procedura d’infrazione per eccessivo deficit di bilancio sancita dalla Commissione Europea in questo fine Maggio 2013. Arrivata la notizia da Bruxelles, il presidente Letta ha subito dichiarato trionfante:

“ Siamo orgogliosi di questo risultato, questo è merito di tutti gli italiani e dell’azione dei precedenti governi, in particolare del governo Monti al quale va il mio personale ringraziamento. Ora rispetteremo gli obblighi europei ed il programma votato dalle Camere». Continua a leggere

Una lezione di “democrazia” dall’Ecuador di Rafael Correa

rafael correa

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di: Luciano Lago

Il presidente dell’Ecuador, Rafael Correa, parlando in una conferenza stampa dopo la sua rielezione, ha definito la Corte Interamericana dei Diritti Umani (CDH) come uno strumento della politica estera degli stati Uniti, in particolare come sistema di condizionamento usato contro i governi socialisti nazionali dell’America latina.

Il presidente Correa ha criticato energicamente la politica degli USA ed ha dichiarato che si rifiuta di firmare la convenzione interamericana dei diritti umani nonostante che questo organismo abbia la sua sede proprio in Ecuador e sia di fatto uno strumento di controllo verso le nazioni latinoamericane. Continua a leggere

L’Europa come una “mamma affettuosa”, secondo Letta

poverty

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di: Luciano Lago

Una doccia fredda per l’Italia. Arrivano dall’ISTAT i dati economici su primo trimestre dell’anno in corso e sono disastrosi, peggiori delle previsioni: “nel primo trimestre del 2013, il Pil italiano – corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato – è infatti diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e del 2,3% a confronto con il primo trimestre del 2012. Secondo l’Istat, che stamani ha diffuso gli ultimi dati aggiornati, la variazione acquisita per il 2013 – ovvero il risultato nel caso ci sia una variazione nulla fino alla fine dell’anno – è pari a -1,5%, mentre nel Documento di economia e finanza 2013 il Governo ha stimato una diminuzione dell’1,3 per cento. Continua a leggere

Immigrazione e mondialismo

ius soli

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di: Luciano Lago

Gli ultimi episodi di cronaca verificatisi in Italia portano ancora una volta alla ribalta l’immigrazione di massa come un problema di stretta attualità con le interpretazioni che di questo problema vengono fornite dalle varie forze politiche, dai media e dagli ambienti culturali più influenti.
Una cultura predominante vorrebbe l’accoglienza a tutti costi delle masse di diseredati che arrivano dall’Africa e da altri paesi (medio Oriente ed Asia) in cerca di prospettiva o che vedono l’Italia come un ambiente gradevole per insediarsi , visto la normativa altamente favorevole per loro e le complicazioni ed i costi che deriverebbero da eventuali provvedimenti di espulsione che non vengono mai eseguiti. Continua a leggere

Il Corriere, le minacce in rete e le foto ab minchiam

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di: Cat-so-infelix - http://cat-so-infelix.blogspot.it/ -

FOTOUn importante uomo politico scomparso pochissimi giorni fa diceva che «a pensare male si fa peccato ma spesso si indovina». Un altro proverbio dice invece che «il diavolo si nasconde nei dettagli». E sono questi adagi che tornano in mente sfogliando il Corriere della Sera del 4/05/2013.
A pagina 19, infatti, compare un articolo sulle minacce rivolte in rete alla Presidente della Camera Boldrini. L’articolo, per chi volesse leggerlo, è disponibile anche in versione online sul sito della prestigiosa testata. Continua a leggere

La Repubblica di ” Napisan”

presid

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di: Gaspare Serra - http://gaspareserra.blogspot.it -

IL GOVERNO “ALF-ETTA”: PIU’ BIANCO NON SI PUO’!

 “L’Italia è un paese da distruggere, un posto bello e inutile, destinato a morire, dove tutto rimane uguale, immobile, in mano a dinosauri…” (da La Meglio Gioventù)

“THE WINNER IS…”

Giorgio Napolitano! Finalmente il Parlamento, dopo prolungato travaglio, è riuscito a partorire un nuovo nome per lo scranno più alto di Roma.
Beh, “nuovo” non è forse l’aggettivo più indicato… Diciamo che, quantomeno, la benamata “partitocrazia” ha cavato fuori qualcosa dal cilindro! Continua a leggere

Andreotti fa paura anche da morto

andreotti

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di: Luciano Lago

Un atroce dubbio si diffonde a Roma nei palazzi della politica: Andreotti prima di morire avrebbe scritto un memoriale ed un testamento spirituale per alleggerirsi l’anima, lui cattolico praticante, prima di compiere il fatale passo.
Questo che è più di un sospetto (secondo indiscrezioni) agita i palazzi della politica poiché nel memoriale potrebbero essere contenute alcune rivelazioni scottanti su alcuni episodi mai chiariti della storia italiana ed in particolare sull’omicidio di Aldo Moro, sulla organizzazione Gladio e sulla “strategia della tensione”.
Relativamente all’omicidio di Aldo Moro, Andreotti potrebbe ad esempio aver scritto che la D.C. ricevette l’ordine di adottare la “linea dura” sulle trattative con le B.R. ( una vecchia questione sulla quale si è per anni discusso) e da quali centrali esterne sia venuta la disposizione di evitare di entrare in trattativa con le B.R.. Andreotti potrebbe averla finalmente chiarita nelle sue carte per alleggerirsi la coscienza. Furono forse i servizi segreti americani, la CIA? Il Mossad? Fu un ordine o un consiglio? Di sicuro Andreotti godeva di un rapporto privilegiato con Henry Kissinger ed altri esponenti del Dipartimento di Stato dell’epoca negli USA. Continua a leggere

Si squarcia il velo delle menzogne sulla Siria

armi chimiche

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di: Luciano Lago

Denuncia choc dell’incaricata dell’ONU per la Siria, Carla Del Ponte: nel corso di una trasmissione ai microfoni della Radio Svizzera, la Del Ponte ha affermato che “le Nazioni Unite hanno le prove che – finora – ad utilizzare “armi chimiche”, a partire dal letale “gas sarin”, in Siria sono stati gli insorti e non gli uomini fedeli al regime di Bashar al Assad”.
Inoltre ha aggiunto che “questo utilizzo e’ stato fatte da parte degli opponenti…dei ribelli e non dalle autorità governative”. La Del Ponte punta il dito però non sui siriani anti-Assad ma contro le frange qaediste sottolineando che, “il fatto non ci sorprende perché negli opponenti si sono infiltrati combattenti stranieri”. Continua a leggere

Decalogo contro l’intervento in Siria/ Stop the intervention in Syria

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di: mcc43

Siria: 10 Ragioni per opporsi all’intervento 

01 L’intervento in Siria avrà enormi conseguenze regionali e globali. Il conflitto si sta  già diffondendo in Libano e Turchia e potrebbe innescare una guerra regionale che coinvolgerebbe Arabia Saudita, Qatar, Iraq e Iran. Come l’ex segretario generale dell’ONU Kofi Annan ha ammesso “La Siria non è la Libia, non imploderà, esploderà al di là dei suoi confini.”
02 Nel corso degli ultimi dieci anni, la guerra al terrorismo ha drasticamente destabilizzato il Medio Oriente. L’intervento degli Stati Uniti e dei suoi alleati non ha portato altro che sangue e distruzione in Iraq e Afghanistan. Non vi è alcun motivo per credere che il risultato sarà diverso in Siria.
03 L’intervento straniero negherà al popolo siriano il diritto di determinare il proprio futuro. Si metterà la leadership dell’opposizione nelle mani delle potenze occidentali e dei loro alleati che agiranno nel loro stesso interesse.
04 Le molteplici violazioni del regime degli  Assad in materia di diritti umani non hanno preoccupato le potenze occidentali in passato. Gli Stati Uniti hanno inviato prigionieri  per interrogatori e torture in Siria come parte della “guerra globale al terrore”. Aerei militari siriani si sono uniti gli Stati Uniti ad attaccare l’Iraq nel 1991.
05 I principali alleati dell’Occidente nella intervento, in particolare l‘Arabia Saudita e Qatar, non hanno alcun interesse per la democrazia in Medio Oriente.Sono tra i regimi più autoritari della regione e hanno fatto del loro meglio per schiacciare il movimento democratico. Continua a leggere

Il cerchio si chiude intorno alla Siria

siria

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di: Luciano Lago

Israele lancia un nuovo attacco aereo sulla Siria. La tv di Stato siriana parla di immagini di una “palla di fuoco” proprio sul centro di ricerche che sarebbe stato colpito da razzi israeliani. Il primo attacco avrebbe avuto come obiettivo un carico d’armi destinato probabilmente agli Hezbollah libanesi. Non ci sono ancora conferme ma lo stesso Libano parla di oltre una quindicina di sorvoli di aerei israeliani nei due giorni del primo attacco.
La difesa aerea della Siria avrebbe abbattuto uno degli aerei israeliani che avevano lanciato l’attacco con missili e bombe contro obiettivi nei dintorni di Damasco durante la scorsa notte. I piloti sarebbero stati presi prigionieri. Le batterie di difesa siriane avevano individuato gli aerei israeliani e risposto al fuoco. All’attacco fatto con le possenti armi a disposizione di Israele, segue naturalmente la solita vergognosa manipolazione di notizie da parte dei media occidentali relativamente a presunte stragi ed efferatezze compiute dalla truppe lealiste dell’Esercito Nazionale Siriano, occultando il terrorismo dei “ribelli”, quello fatto con autobomba in centro città a Damasco e le tante esecuzioni di massa di civili favorevoli al regime di al Assad (documentate in decine di filmati e foto ignorate dai media allineati con gli USA ed Israele). Continua a leggere

Un segnale d’allarme per i politici del Palazzo

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di: Luciano Lago

castaDopo la cura del “governo tecnico” di Monti e della Fornero, “cura” che ha prodotto circa un milione di nuovi disoccupati in Italia, un numero stimato di circa 390.000 “esodati”, senza più né lavoro né pensione, qualche cosa come 50.000 aziende chiuse nel solo 2012, con la conseguenza di circa un milione di famiglie senza reddito, un numero di sfratti per pignoramento delle abitazioni in crescente aumento e tutto il corollario di una serie impressionante di suicidi di piccoli imprenditori, artigiani e disoccupati, ecco che arriva un giorno di “ordinaria follia” a Roma con sparatoria davanti a Palazzo Chigi di un disoccupato disperato che, secondo le prime indicazioni, aveva deciso di non suicidarsi da solo, mirava ai politici ma ha colpito dei carabinieri di guardia al palazzo. Continua a leggere

Perché l’Italia non è un paese democratico


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democraziadi: Andrea IaconoGli Idioti e Il Potere

Sono molteplici i motivi per cui il nostro paese può non essere considerato democratico.

La parola Democrazia deriva dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.

Le ragioni per cui l’Italia non può essere considerata una democrazia non sono indipendenti tra loro, ma l’effetto sinergico che ne deriva dall’interazione delle stesse ne amplifica il risultato definitivo.

Cominciamo dal primo (ed estremamente palese) motivo: la nostra legge elettorale.

Nel dicembre 2005 la legge formulata principalmente dall’allora Ministro per le Riforme Roberto Calderoli, che definì «una porcata» in un’intervista televisiva (per questo venne definita porcellum) viene approvata ed è attualmente in vigore. Continua a leggere

La ricorrenza del 25 Aprile ed il paradosso della Storia


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di: Luciano Lago

25 aprileLa ricorrenza del 25 Aprile dell’anno in corso, celebrata dai rappresentanti delle istituzioni con il solito fiume di retorica, quale data simbolica che vorrebbe rappresentare una presunta “liberazione” dell’Italia dalla dominazione tedesca e fascista, in realtà coincide in pieno con il massimo apice di una dominazione in Europa di cui si è resa protagonista la stessa Germania, oggi principale potenza economica ed industriale nel vecchio continente che detta la sua linea e le sue regole agli altri paesi europei.  In pochi forse si sono accorti del paradosso della Storia, quasi segnando in ritorno di un ciclo che sembrava superato dagli avvenimenti di 70 anni fa, confermando quasi le teorie di Vico dei cicli storici che si alternano nella evoluzione delle vicende dei popoli e delle Nazioni. Continua a leggere

Come le nostre menti vengono modellate dai media – Il modello di propaganda

PROPAGANDA

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di: Gli Idioti e Il Potere

Il modello di propaganda è una teoria avanzata da Edward S. Herman e Noam Chomsky che tenta di fornire un modello di funzionamento della propaganda.

Con il termine propaganda definiamo il conscio, metodico e pianificato utilizzo di tecniche di persuasione per raggiungere specifici obbiettivi atti a beneficiare coloro che organizzano il processo nei mass media (ivi incluse le forme di pregiudizio sistemico).

« Il XX secolo è stato caratterizzato da tre sviluppi di grande importanza politica: la crescita della democrazia, la crescita del potere economico, e la crescita della propaganda per proteggere il potere economico dalla democrazia »

(Alex Carey, Taking the Risk out of Democracy: Corporate Propaganda versus Freedom and Liberty, University of Illinois Press, 1997, p.19) Continua a leggere

Una Repubblica fondata sulla “Stabilità Finanziaria”

euro

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di: Luciano Lago

Nella giornata del 16 aprile il dr. Grilli, ministro dell’Economia e delle Finanze del governo “tecnico” di Monti e soci, a proposito dei debiti della Pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, ha espressamente dichiarato che” il limite del 3% sul deficit di bilancio è un numero sacro ed inviolabile, per noi è come la Bibbia”. Non ha aggiunto “ce lo ha chiesto l’Europa” ma è stato chiaro a tutti che questo intendeva come massimo ossequio ai trattati. Continua a leggere

“Lacrime di coccodrillo” di Bersani e soci

sinista

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di: Luciano Lago

Grazie al governo Monti, alle riforme pasticciate della Fornero, il paese si trova oggi in profonda recessione con migliaia di imprese chiuse ed un milione di nuovi disoccupati e senza prospettiva per il futuro, grazie alle politiche di rigore approvate, per “ossequiare l’eurocrazia di Bruxelles, dagli stessi signori che oggi reclamano in piazza a parole la “lotta alla povertà”.
Bene ma questa povertà, vorremmo chiedere a Bersani e soci, non è forse il frutto avvelenato dei provvedimenti da voi Continua a leggere

I “BRICS”, alternativa al predominio degli USA?

brics

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di: Luciano Lago

Si è svolta recentemente a Durban (26/27 marzo), senza molto clamore e quasi ignorata dai media in Italia, la riunione dei paesi appartenenti al gruppo dei cosi detti BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) ovvero il gruppo dei paesi emergenti la cui importanza economica, industriale e politica avanza di anno in anno sulla scena globale.
Questi cinque Paesi del gruppo BRICS si propongono di fatto come una alternativa al predominio unipolare degli USA e dei paesi occidentali (OCSE) ed alle istituzioni economiche e geopolitiche globali esistenti. Continua a leggere

Lo scivolamento verso l’Africa

povertà

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di: Luciano Lago

A Civitanova Marche, causa l’emarginazione e difficoltà economiche, si suicida una coppia di anziani senza lavoro e senza reddito ed a questo segue il suicidio del fratello di lei. [http://www.giornalettismo.com/archives/862847/i-tre-suicidi-di-civitanova-marche/]

Neanche nei periodi più bui della storia d’Italia si era arrivati ad una catena impressionante di suicidi come quella a cui stiamo assistendo in questo periodo. Continua a leggere

L’eurocrazia di Brussels pianifica nuovi strumenti di controllo

euro

Segue ” La fine dell’Europa” di Salvatore Santoru

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di: Luciano Lago

L’oligarchia europea che comanda a Brussels e Francoforte, dopo l’operazione di prelievo forzoso attuata a Cipro, si appresta ad esportare questo modello di intervento in altri paesi (indovinate quali?) del sud Europa che presentano una forte situazione debitoria. Inutile aggiungere che trattasi della Spagna, del Portogallo e dell’Italia.

Nonostante le prime smentite ufficiali (fatte per “calmierare” i mercati), il portavoce della Commissione Europea Olivier Bailly, ha rilasciato dichiarazioni all’agenzia Reuters circa una bozza di legge della stessa commissione con la quale si prevede la possibilità di istituzionalizzare il sistema di prelievo forzoso sui conti bancari anche in tutti i paesi dell’eurozona.

Questo sistema , secondo le affermazioni di questo signore, dovrebbe consentire alla finanza di consolidare i debiti delle banche ed integrare il sistema bancario europeo.

A questo proposito sono molto indicative le affermazioni fatte ultimamente dalla Cristine Lagarde, direttrice del FMI, la quale ha sostenuto, in un recente suo intervento, che “ci stiamo muovendo verso un’era illuminata della grande finanza globale e della regolamentazione basata sull’esperienza e sulla ragione”.

Secondo la relazione del FMI, una delle priorità per l’eurozona consiste nel trovare” modalità e disposizioni governative per ricapitalizzare il MES” o ESM (meccanismo di stabilità) quel meccanismo a cui soltanto l’Italia dovrà corrispondere 127 miliardi di euro e che servirà per finanziare gli stati in difficoltà (accordo sottoscritto dal governo Monti e ratificato dal parlamento nel Luglio 2012).
[http://pensareliberi.com/2011/12/17/mes-meccanismo-europeo-di-stabilita-un-colpo-di-stato-in-17-paesi/]

In pratica l’Italia dovrà bussare alle grandi banche (FMI, Goldman Sachs,Morgan Stanley, ecc.) per avere il finanziamento delle quote da versare al MES che sarà poi utilizzato quanto prima dall’Italia stessa per finanziare il proprio debito. Indovinate chi ci guadagna in questo meccanismo che addebiterà interessi sugli interessi?

La banche naturalmente.

Avevate forse dei dubbi?

Vietato però sostenere o affermare che ci troviamo nel grande “sistema dell’usura” e della dittatura bancaria poiché si potrebbe passare per “anti europeisti” ed essere accusati da Repubblica, Corriere della Sera, dalla Stampa e dall’Unità di “complottismo” e disfattismo anti europeo.

La Commissione Europea e gli altri centri di potere tuttavia non si fermano a questo, sembra che siano sempre in perenne attività di pianificazione e mettono quindi allo studio altri meccanismi per vincolare sempre di più gli Stati e sottrarre a questi ogni possibile autonomia arrivando ad un controllo totale della gestione finanziaria.

Ecco quindi che hanno previsto un nuovo organismo: l’European Resolution Autorithy (ERA), una entità indipendente ed autonoma che avrà il compito di monitorare le banche con poteri superiori ad ogni autorità statale.
[http://www.reuters.com/article/2012/10/22/us-europe-banking-barnier-idUSBRE89L0AN20121022]

L’ultima creatura nella “diabolica” mente degli eurocrati sarà poi L’SSM (Single Resolution Mecanism), altro organismo di supervisione che avrà la finalità di consentire al MES di ricapitalizzare autonomamente le banche e che avrà caratteristica di segreto professionale per chi lavora ed opera all’interno di questo organismo. Da notare che anche per il MES è previsto di operare nella totale riservatezza con funzionari di alto livello che godranno di una tale immunità nelle funzioni svolte.

In pratica assistiamo al fenomeno di una vera e propria oligarchia tecno finanziaria europea (non eletta da nessuno) che pianifica una serie di “strumenti finanziari” appositamente predisposti per assumere su di sé ogni potere di decisione e controllo, sottraendo ogni sovranità agli Stati Nazionali ed ai Parlamenti delle singole nazioni che avranno l’esclusivo compito di ratificare decisioni già prese a Brussels e a Francoforte.

Lo hanno realizzato e capito e questo fenomeno i nuovi movimenti di protesta come il “5 Stelle” che recentemente hanno conquistato posti e visibilità sulla scena politica italiana? Ci vengono dei forti e ragionevoli dubbi.

Naturalmente questi nuovi organismi europei ci vengono “venduti” come meccanismi che permetteranno una sempre “maggiore integrazione europea”; si certo pensiamo noi ma integrazione di che, delle banche a spese dei cittadini, come facilmente dimostrato dagli esempi di Cipro e della Grecia.

I sostenitori di questa Europa non si rendono conto che questa “eurocrazia” è totalmente protesa a tutelare gli interessi delle grandi banche e non ha nulla a che vedere con l’Europa dei popoli . Piuttosto questa eurocrazia costituisce una “trappola” della grande finanza nella quale sono caduti i cittadini europei che vengono vessati e derubati nei loro risparmi e nei loro diritti.

Questo avviene grazie alla complicità di classi politiche vendute in toto agli interessi di questi gruppi che sono talmente forti da poter controllare i media, da inserire i loro fiduciari all’interno dei governi e dei più importanti organismi pubblici in modo da esercitare ogni forma di pressione e di influenza orientata a rendere “irreversibili” le decisioni e le scelte attuate dall’eurocrazia.

Arriverà però il momento della presa di coscienza delle persone e dei cittadini ed è facile prevedere che, come sempre succede nella Storia, cambiare e rivoltare questo sistema (che si va sempre più consolidando) non sarà indolore e presenterà dei costi e dei sacrifici notevoli che sperimenteranno per primi coloro che avranno il coraggio di fare opposizione e sfidare quella cappa di conformismo e di assuefazione che è precisamente la miglior difesa dell’oligarchia insediatasi a Brussels e Francoforte.

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di: Salvatore Santoru

L’Europa è finita.Oh meglio,questa Europa unita è finita.La pessima gestione della crisi greca e cipriota  sancisce il  definitivo abbandono di quel sogno europeista che ci è stato  propagandato per anni.Ma d’altronde non poteva durare più di così.Non poteva durare più di così  un’Europa basata su un’unificazione forzata invece che spontanea,sull’omologazione invece che sul rispetto di differenze e diversità,su una base fortemente oligarchica e tecnocratica invece che democratica.Una sua implosione era nell’aria,e questo era talmente evidente,che solo gli euroburocrati non se ne sono accorti,continuando ostinatamente con le loro politiche fallimentari,sordi ad ogni minima critica.Ormai si è giunti a un bivio:abbandonare questo progetto ormai moribondo e pensare a un’altra Europa,oppure continuare su questa via verso la costruzione del “superstato” europeo,con tutti gli effetti collaterali connessi.Ai posteri l’ardua sentenza.

http://informazioneconsapevole.blogspot.it

La guerra sporca in Siria ed il piano degli USA in M.O.

SIRIA

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di: Luciano Lago

La cronaca di questi giorni fa registrare un nuovo attacco terroristico realizzato all’università di Damasco, con relativo massacro di alcuni studenti inermi che si trovavano nella facoltà di Agraria. Questo è soltanto l’ultimo dei tanti attacchi terroristici che si stanno verificando nel paese, quello precedente era stato fatto mediante razzi e colpi di mortaio fatti esplodere nel centro di Damasco mietendo parecchie vittime civili.

Il fronte dei ribelli siriani la “coalizione nazionale siriana “ sta intensificando gli attacchi contro il regime di Al Assad senza alcuna remora di colpire obiettivi civili ma anzi con la precisa strategia di seminare il panico e la sfiducia tra la popolazione ed incrinare la resistenza e la compattezza dei questa a favore del governo legittimo. 

Bisogna capire che quello che avviene attualmente in Siria è occultato da un’ opera di massiccia disinformazione e di manipolazione mediatica che non ha paragoni con altre situazioni recenti se non con la guerra in Irak e con l’operazione fatta a suo tempo in Libia.

Nonostante questa intensa campagna di propaganda svolta da giornali e TV in Occidente (anche con l’apporto di televisioni come di Al Jatzera e Al Arabiya finanziate dagli emiri del Golfo), quella che in un primo tempo si è cercato di far apparire come una “rivolta popolare” contro il regime di Assad, risultata ormai evidente che trattasi di una macchinazione delle grandi potenze USA, GB, Francia ed Israele, per destabilizzare la Siria e favorire gli interessi geo strategici ed energetici delle potenze occidentali.

Si sapeva già da diversi anni che il Pentagono aveva i piani nel cassetto che prevedevano la destabilizzazione della Siria fin dai tempi del secondo intervento in Iraq ( anche quello mascherato dal pretesto delle “armi di distruzione di massa”). L’azione contro la Siria è parte di una “roadmap militare“, una sequenza di operazioni militari. Secondo quanto rivelato da l’ex comandante generale della NATO, Wesley Clark, il Pentagono aveva chiaramente individuato a suo tempo,oltre all’Iraq, ed alla Libia, anche Siria e Libano come paesi bersaglio di un intervento USA-NATO. Si tratta di una strategia ad ampio raggio che prevede il controllo della regione coinvolgendo anche altri paesi quali Sudan e Somalia.
[http://epineo.blogspot.it/2012/06/il-generale-wesley-clark-gioca-fare-il.html]

Vedi:Testimonianza scioccante di un siriano alla radio francese:

L’intervento in Siria era iniziato più di un anno fa con l’infiltrazione nel territorio siriano, attraverso Giordania e Turchia, di gruppi di miliziani con il preciso compito di effettuare azioni di guerriglia contro i militari e forze di polizia siriane e massacri di civili per gettane poi la responsabilità sull’esercito lealista attraverso la falsificazione della propaganda. Il piano però ha funzionato soltanto in parte e le forze ribelli, distintesi per crudeltà ed efferatezza (dei veri “tagliagole”) sono state respinte.

Ultimamente gli americani hanno ammesso apertamente di aver organizzato l’invio massiccio di armamenti al fronte dei ribelli siriani con la complicità di Arabia Saudita, Qatar ed altre monarchie del Golfo, armi e rifornimenti che arrivano attraverso un ponte aereo e successivamente vengono inviate, attraverso la Giordania, il Libano e la Turchia, in territorio Siriano.

Erano stati espliciti gli avvertimenti lanciati l’anno scorso dalla Clinton ad Al Assad perché rassegnasse le dimissioni e favorisse un avvicendamento alla presidenza della repubblica Siriana con un personaggio “gradito” agli USA, minacciando un attacco catastrofico contro la Siria in caso non ottemperanza agli “ordini” del gendarme USA.
[http://www.lastampa.it/2012/07/08/esteri/hillary-clinton-avviso-ad-assad-rischia-un-attacco-catastrofico-RGjKEqzYRf9Jg2yWzlKTGN/pagina.html]

Neanche a voler nascondere la pesante ingerenza del dipartimento di stato USA nella “guerra sporca” pianificata in Siria per deporre Assad e destabilizzare il paese.

Ed in effetti, visto che le forze ribelli sono state sbaragliate sul campo dall’esercito lealista Siriano e rimaste isolate, anche per l’appoggio dato dalla popolazione al presidente Assad, negli USA si è deciso un cambio di strategia con l’invio diretto di armamenti e rifornimenti alla guerriglia.

Gli USA negli ultimi mesi hanno organizzato e diretto un ponte aereo, mediante il quale sono state trasportate, secondo un calcolo approssimato, più di 3500 tonnellate di armi. I primi voli sono stati effettuati, con aerei militari da trasporto C-130, dal Qatar in Turchia. Successivamente sono stati utilizzati i giganteschi aerei cargo C-17, forniti dagli Usa al Qatar, che hanno fatto la spola tra la base di Al Udeid e quella turca di Esenboga. Particolare non secondario: la base aerea qatariana di Al Udeid è la stessa ove trovasi il quartier generale avanzato del Comando centrale Usa, con un organico di almeno 10mila militari, funzionando da base pilota per tutte le operazioni in Medio Oriente.

In Turchia e Giordania sono presenti campi di addestramento delle milizie affluite da altri paesi, in particolare da Libia, Tunisia, Algeria e Giordania con la presenza di istruttori militari e supervisione di istruttori militari della CIA e Britannici. I “volontari”, che sono in realtà mercenari finanziati dalla monarchia Saudita, non provengono soltanto da paesi arabi ma anche da paesi occidentali e perfino dalla Cecenia . Vedasi l’episodio dell’uccisione del figlio del capo della guerriglia cecena per opera dell’esercito siriano a dimostrare la provenienza internazionale dei miliziani. [http://www.adnkronos.com/IGN/Aki/Italiano/Sicurezza/Siria-figlio-capo-guerriglia-cecena-combatteva-con-ribelli-morto-in-battaglia_313620813472.html]

I volontari sono miliziani, quasi tutti fanatici integralisti di fede salafita, la più oscurantista delle sette islamiche, fortemente rivale degli alawiti e degli sciiti (questi ultimi visti come infedeli) che sono le confessioni di appartenenza rispettivamente del presidente Assad e dell’Iran. Non si perdona alla Siria di essere un regime laico, multi confessionale e tollerante verso tutte le confessioni e dove esiste anche una numerosa comunità cristiana.

Questo spiega quindi anche la preoccupazione dell’Iran che, alleato e sostenitore della Siria, in caso di una caduta del regime di Assad si vedrebbe circondato alla sue frontiere da ovest e da est da paesi ostili.

Le “finte” rivolte organizzate inizialmente in Siria, in particolare a Daraa ( città di confine a 10 Km dalla Turchia) non hanno avuto il successo sperato e si sono risolte con incendi e saccheggi e scontri a fuoco con le forze di polizia. Quello che è emerso da questi rapporti iniziali, è che molti dei manifestanti non erano manifestanti, ma terroristi coinvolti in atti premeditati di assassinio e di incendi dolosi. Dal titolo della notizia di fonte israeliana si evidenzia quello che è successo: Siria: sette poliziotti uccisi, Edifici incendiati nelle Proteste.

(Si veda Michel Chossudovsky, SYRIA: Who is Behind The Protest Movement? Fabricating a Pretext for a US-NATO “Humanitarian Intervention“, http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=24591 Global Research, 3 maggio 2011)

Lo stesso è accaduto quando l’azione delle milizie integraliste si è spostato nella piccola città di Jisr al-Shughour sempre nelle vicinanze del confine turco. I miliziani si sono scontrati con le forze di polizia e dell’esercito ma non c’è stata alcuna manifestazione di massa se non nelle false notizie inviate dai media occidentali e da Al Jazeera. La popolazione presa nel fuoco incrociato si è riversata fuggendo al confine, ingrossando il numero dei rifugiati nei campi profughi.

Al contrario nella capitale a Damasco l’azione dei miliziani è sempre rimasta isolata con attentati a colpi di mortaio ed auto bomba mentre si sono svolte manifestazioni di massa, mai viste prima, (del tutto oscurate dai media occidentali) a sostegno del presidente Assad.

Questo non toglie che il regime siriano non si può certo considerare un sistema democratico (che non esiste in Medio Oriente), tuttavia è chiaro che l’obiettivo dell’azione di sostegno degli USA-NATO al fronte dei ribelli siriani, in accordo con Israele, non è “promuovere la democrazia”. Un pretesto risibile vista la connotazione fanatica ed integralista del fronte dei ribelli.

Il vero obiettivo di Washington è quello d’installare alla fine in Siria un regime fantoccio che sia confacente ai propri interessi. Questi consistono essenzialmente nell’accerchiare ed isolare l’Iran e preparare un possibile intervento militare contro la nascente “potenza nucleare” persiana.

In secondo piano non si può escludere anche l’ottenere il controllo dei giacimenti di gas naturale nel Mediterraneo prospicienti alle coste della Siria da poco scoperti.

La strategia della disinformazione mediatica è quella di demonizzare il presidente al-Assad, e più in generale, destabilizzare la Siria quale stato laico.

Esiste però un fronte antagonista agli interessi degli USA e di Israele ed è rappresentato (oltre all’Iran) essenzialmente dalla Russia di Putin, alleata di ferro del regime siriano, considerando anche che la Russia mantiene una importante base nel Mediterraneo sulle coste siriane e Putin ha manifestato chiaramente un altolà alle possibili ingerenze militari dirette degli USA e della Nato sulla Siria, in particolare l’avviso è stato dato ad Erdogan, il premier Turco, in occasione di alcuni incidenti avvenuti al confine Turco Siriano.
Putin ha avvisato il “turco” che , se anche un solo soldato Nato dovesse entrare nei confini siriani, Mosca valuterebbe questo come un atto ostile contro la Russia e questa reagirebbe con tutta la sua forza con “orribili effetti” per un intervento in Siria.
[http://internacional.elpais.com/internacional/2012/02/08/actualidad/1328696203_037940.html]

Questa volta gli USA e la Nato non avranno la partita facile come avvenuto in Libia e Obama (nobel per la pace) è avvisato che in Siria gli USA ed i loro alleati stanno “scherzando con il fuoco.”

Aisha Gheddafi: il complotto della Gran Bretagna e i media “volatili”

Articolo inviato al blog

di: mcc43

Ne Gli Uccelli, del maestro del brivido Alfred Hitchcock , i corvi si raggruppano improvvisamente e senza un’apparente ragione. Lo stesso accade ai media dei nostri giorni. Inaspettatamente  compare lo stormo delle testate su qualche argomento o persona. L’assalta a colpi di non-notizie in un crescendo  che suscita  aspettative di una  rivelazione ventura sempre deluse. Poi lo stormo mediatico s’invola, scompare e  torna. Altrettanto inaspettatamente e inspiegabilmente avendo nel becco  nuovamente solo delle non-notizie. Tramontato da noi e ridotto al minimo ovunque il giornalismo d’inchiesta,  i media attingono,  vien voglia di dire becchettano, dalle notizie delle agenzie.
C’è un modo più comodo per far battere le ali dei media e guidarli là dove si vuole  attirare l’occhio del pubblico?

I Sopravvissuti del clan Gheddafi

La storia dei figli e della vedova di Muhammar Gheddafi è ampiamente trattata in vari post di questo questo blog, in particolare per due di loro.**n.1 in calce

SAIF,  in anomala detenzione presso una tribù libica e pedina del gioco delle parti,  chi deve o non deve processarlo, fra Governo e Corte Penale Internazionale.gheddafi In realtà questo  processo pericoloso per un paese ancora destabilizzato come la Libia – che del suo caos accusa artatamente i gheddafiani e li bandisce dall’esercizio dei doveri civili-  tutti hanno  l’interesse a rimandare.
AISHA, la cui vita sembra scritta da un fantasioso sceneggiatore – da “principessa” dei libici ad ambasciatrice ONU di buona volontà, da icona del jet-set ad avvocato di notorietà internazionale giù fino alla tragicità delle morti che hanno falcidiato la sua famiglia, la fuga in Algeria, gli appelli alla Corte Penale  per un’indagine sull’uccisione del padre, il silenzio imposto  e  il mandato diWanted Person da parte dell’Interpol.

Questi snodi nella vita di Aisha vennero trattati dai media come episodi slegati, dopodiché calò il silenzio fino al’autunno scorso. L’inizio di novembre 2012 fu un susseguirsi di articoli  fotocopia sui “Gheddafi che forse non sono più in Algeria”.  Rimando a  Dov’è Aisha Gheddafi lo sa Hilary Clinton  che ricostruiva questo spinning sul mistero della loro destinazione. Un “mistero”  in contemporaneità non rilevata dai media con la visita della Clinton in Algeria il 29 ottobre, e “opportunamente” preceduta il 20 da uno strano articolo della BBC che, senza darne motivo,  titolava “Il Clan Gheddafi: dov’è ora?” e  nel testo semplicemente elencava nomi e biografie.

I Gheddafi nella rete della Gran Bretagna

Di nuovo  la BBC ha dato il via il 21 marzo 2013  alla formazione di uno stormo mediatico. L’articolo Safia, Hannibal, Mohamed and Aisha Gaddafi ‘non più  in Algeria’  è uscito  in tempo per consentire  al Sultanato dell’ OMAN la tempestiva dichiarazione: sono qui, abbiamo dato loro asilo per “ragioni umanitarie” a patto che non si occupino di politica. 

Dei  ricercati da Interpol  possono essersi spostati  in gruppo (genitori  nonna  numerosi bambini,  ovviamente  oltre alle guardie del corpo dei due paesi )  o anche alla spicciolata, ma con quali documenti,   inosservati   dalle varie intelligence?  Nemmeno Hithcock saprebbe renderlo credibile.[**n.2 in calceL’interessante, pertanto, sarebbe comprendere per quale ragione non sia stata lasciata nel segreto la faccenda. Una qualche oscura  necessità di  non farli dimenticare dalle smemorate opinioni  pubbliche? Confermare  ai dubbiosi che sono tuttora in vita?

Nonostante l’evidenza di un depistaggio, finora nessun giornalista sembra porsi l’ovvia questione  “cui prodest?”. Quale partita si gioca sulla testa della combattiva  Aisha?

L’Algeria ha voluto liberarsi di loro o le è stato imposto?  Può impunemente un paese dare asilo umanitario a un ricercato da Interpol, su richiesta delle autorità libiche? E perché proprio la Libia dichiara di non aver per ora intenzione di chiederne l’estradizione? Che ruolo ha in tutto questo l’avvocato Israeliano di Aisha, Nick Kaufman che rifiuta di commentare e si tira fuori “Sono stato assunto solo per seguire la richiesta di investigazioni sulla morte di Muhammar Gheddafi”

Tutta questa commedia mediatica, che sempre parte dalla BBC, è realmente contro o a favore dei Gheddafi?  Si può escludere la possibilità che essi detengano notizie e/o fondi finanziari che hanno l’effetto di un salvacondotto presso i paesi che hanno voluto l’intervento in Libia?

Perché “accolti” nel Sultanato di  Oman?

La Gran Bretagna è stata in prima fila nella coalizione contro Gheddafi. La Gran Bretagna  esercita sul sultanato di Oman un’influenza tale che esso può essere considerato paese a sovranità limitata.  La Gran Bretagna, per bocca di David Cameron, definisce quel fazzoletto di terra strategicamente disposto   in fondo alla penisola arabica  “un partner del Regno Unito del calibro di India e Paesi del Commonwealth”. L’intesa tra ‘Oman e Regno Unito è ferrea, sia per  le origini secolari che  per intensità ed estensione dei settori di cooperazione! Si può dunque credere che oggi  Oman accolga sua sponte  un clan di “nemici” della Gran Bretagna?

Si aggiunga al quadro una notizia che nell’autunno scorso sembrava priva di rilievo: il 2 ottobre 2012, poco più di venti giorni prima della visita della Clinton in Algeria e il formarsi dello stormo mediatico,  il Ministro della difesa britannico era in visita in Oman. 

Ricapitolando il possibile iter è stato: all’inizio dell’ottobre 2012, Il Ministro della Difesa britannico comunica a Oman la decisione di inviargli i ricercati internazionali. A fine ottobre Clinton avvisa gli Algerini che saranno sollevati   (in cambio di che?) dall’incarico di custodi. I media ignari e distratti imbastiscono un mistero imbeccati dalla BBC che ora da il via alla soluzione del “mistero” portandoci tutti in Oman. Un mistero che  si scioglie per i distratti, ma  si infittisce per chi segue con un pò di attenzione.

Una trama, questo è indubitabile, non  ancora possibile  comprendere se  in essa Aisha intreccia i suoi fili o se,  insieme alla sua famiglia, sta subendo impotente un complotto.

Non è una vicenda privata, è un capitolo dello stravolgimento della Libia, che è costato vite e ancora ne divora. Se i giornalisti non hanno interesse  a capire ciò che riferiscono a noi, in che cosa si risolve il loro lavoro?

§§§

**n1 Tag Saif   Aisha 

**n2 – aggiornamento da Times of Oman del 26 marzo
- Il trasferimento sarebbe avvenuto con la piena conoscenza da parte di tutti i paesi: Algeria, Libia (!), Oman e con l’emissione di un passaporto diplomatico (!) .  Parte della famiglia di Hannibal sarebbe invece andata in Libano.
Anche Saadi Gheddafi riparato in Niger fin dal 2011, starebbe  per raggiungere il clan in Oman.

FONTE: http://mcc43.wordpress.com/2013/03/26/aisha-gheddafi-il-complotto-della-gran-bretagna-e-i-media-volatili/

Chi tocca i fili…rischia

fili

Articolo inviato al blog

di: Luciano Lago

Il bravo Blogger di contro informazione Claudio Messora, conosciuto prima per i suoi interventi tramite il Blog Byo Blu e successivamente anche attraverso qualche invito nella trasmissione di Paragone, L’Ultima Parola, ultimamente ingaggiato come consulente in comunicazione anche da Beppe Grillo, inizia a sperimentare di persona quali siano i rischi quando si diventa esposti sui media per aver espresso opinioni “difformi” rispetto alle questioni fondamentali quali il sistema dell’euro, la grande finanza, i poteri delle Banche,ecc.. Partita l’azione delle Procure per “indagare ed accertare “, c’è sempre in questi casi il pretesto di una segnalazione, una spiata, una registrazione, altrimenti perché lo Stato disporrebbe dei servizi, gli agenti segreti devono pur lavorare anche loro e guadagnarsi lo stipendio che percepiscono. [http://www.voceditalia.it/articolo.asp?id=93037&titolo=M5S%20Claudio%20Messora%20e%27%20indagato]

Chi svolge opera di comunicazione deve sapere che, quando esprimi opinioni non in linea con il sistema di potere e ne contesti i “dogmi”, urti delle suscettibilità, tocchi interessi troppo grandi, allora subentra una strategia già predisposta delle centrali di potere, dei loro comunicatori e portaborse che consiste in tre fasi:

1)Ridicolizzare il soggetto attribuendogli la qualifica di “complottista”, farneticante e visionario (citare la Spectre,i Templari, ecc.), 2) Emarginazione di fatto con esclusione dai media che contano,mettendo nell’angolo il soggetto come “ininfluente”, 3) (quando il soggetto acquista rilevanza) parte il braccio armato del sistema che può utilizzare alcune Procure, i servizi segreti, i giornali come ,fra i più maligni, Repubblica, L’Espresso che assolvono il compito di squalificare il soggetto, inventare inchieste con indizi di corruzione, legami con mafia, accuse di “fascismo” o di razzismo.

Niente di meglio poi che una inchiesta giudiziaria” pilotata” che tiene bloccato per anni un potenziale nemico del sistema o avversario politico impedendogli di incidere e di nuocere a determinati interessi (lo ha provato ultimamente anche Ottaviano Del Turco, ex presidente Regione Abruzzo, da 5 anni indagato per fase accuse ed emarginato dalla scena politica).

Ci sono innumerevoli esempi nella storia della Repubblica di personaggi (politici o manager) che hanno subito questa sorte e di casi anche estremi (sequestro ed assassinio, suicidio o incidente “fortuito”) quando appaiono inevitabili (Calvi e Sindona sono 2 esempi ma anche Raul Gardini e Gabriele Cagliari) in altri casi si fa passare per “pazzo” il soggetto, come ad esempio sta sperimentando l’ex magistrato Paolo Ferraro che ha indagato sulla massoneria e sui riti satanici all’interno delle strutture militari.

Non vogliamo certo augurare a nessuno e tanto meno a Claudio Messora un siffatto destino ma lo invitiamo a essere molto attento poiché ci sono questioni con le quali non è possibile scherzare e qualcuno lo ha imparato a proprie spese.

L’Italia sappiamo bene che si presenta come una “finta” democrazia, dominata dalle centrali di potere della finanza e degli interessi esterni dove tutto si muove con una sua logica, dietro avvenimenti senza apparente spiegazione, c’è quasi sempre una strategia, accompagnata da una continua manipolazione dell’opinione pubblica, grazie ad un sistema di media, giornali e TV, quasi totalmente controllato dai grandi gruppi economici, finanziato da questi ed orientato sempre a tutela degli interessi prevalenti.

Si provvede a distrarre l’opinione pubblica con campagne fatte ad arte come ad esempio la lotta all’evasione fiscale, naturalmente quella del piccolo commerciante, del ristoratore dell’idraulico o del meccanico, mai quella della Banca (caso M.P. S. insegna), meno ancora dei grandi costruttori collegati alla politica (Caltagirone o Ligresti) o delle società che gestiscono il gioco d’azzardo (90 miliardi d’evasione), si parla piuttosto di casi di cronaca nera e si imbastiscono processi mediatici infiniti ma si evita di affrontare le questioni essenziali come chi controlla l’emissione monetaria, il signoraggio delle banche, gli interessi dell’industria farmaceutica, gli interessi dei grandi petrolieri.

A nostro avviso fanno bene i “grillini” del 5 stelle, come ultimi arrivati, a rifiutare il dialogo con i giornalisti poiché lo stesso Grillo e Casaleggio hanno chiaro che questi sarebbero “sbranati” dai marpioni dell’informazione e d’altra parte molti di loro appaiono piuttosto sprovveduti ed anche francamente poco preparati.

Non vogliamo sembrare facili profeti ma lo avevamo anche scritto (Grillo e Casaleggio sanno cosa li aspetta? http://coriintempesta.altervista.org/blog/casaleggio-e-grillo-sanno-cosa-li-aspetta/).

Non vorremmo essere pessimisti ma rimaniamo quindi in attesa di assistere allo spettacolo, speriamo non troppo scontato, di come il sistema riuscirà anche stavolta a fagocitare la protesta e il dissenso.

Salsi: ” Grillo? Un emissario di Casaleggio”

ferica salsi
Articolo inviato al blog
di: Gaspare Serra - http://gaspareserra.blogspot.it -

SPECIALE DOPO-ELEZIONI: INTERVISTA A FEDERICA SALSI

Quali scenari prospettare dopo l’incredibile risultato elettorale?

Che futuro attende il Movimento Cinque Stelle? Chi (o cosa) ha permesso la sua inarrestabile ascesa politica?

Ne parliamo con Federica Salsi, consigliere comunale di Bologna ed “epurata” eccellente del Movimento Cinque Stelle:

(SALSI E LA SUA “SALITA IN POLITICA”)

Federica Salsi, Lei è un classico esempio di donna dei nostri tempi: al contempo moglie, madre (di ben tre figli) e lavoratrice (in un’azienda pubblicitaria). Cosa l’ha spinta a “salire in campo”, ovvero a dedicarsi anche alla politica?

Nel 2008 è caduto l’ennesimo governo. Quella volta toccò a Prodi e capii che la classe politica non era in grado di governare il paese e che era necessario impegnarsi in prima persona, poiché chi lo aveva fatto fino a quel momento aveva miseramente fallito. Pensavo ai miei figli e al futuro che li avrebbe aspettati.

Cosa l’ha spinta a militare nel Movimento Cinque Stelle e credere nel “Verbo” grillino?

Da un paio di anni leggevo il Blog di Beppe Grillo, apprezzavo le sue denunce e decisi di andare a conoscere il gruppo degli “Amici di Beppe Grillo” di Bologna. Incontrai persone che volevano occuparsi attivamente del territorio, fare qualcosa di concreto.Nel 2009 ci sarebbero state le elezioni amministrative, il modo migliore per iniziare con i fatti ad incidere sulle politiche locali. Così organizzammo la lista civica Beppegrillo.it, nella quale mi candidai. Fui eletta quasi per caso consigliere nella circoscrizione Navile di Bologna: in Comune raggiungemmo appena il 3% necessario a fare entrare un consigliere, Favia, ma nelle circoscrizioni ottenemmo un risultato inaspettato, il 6%. Il mio mandato fu brevissimo: iniziò a Luglio 2009 e terminò a Febbraio 2010, in seguito alle dimissioni del Sindaco Flavio Delbono, coinvolto nel Cinzia-gate. Nonostante la breve esperienza capii l’importanza di essere dentro alle istituzioni per incidere veramente sulle decisioni politiche della città. Nel frattempo nacque il vero e proprio Movimento 5 Stelle. Dopo il lungo commissariamento della città (durato quasi due anni), ci ripresentammo alle elezioni amministrative del 2011 e fui eletta consigliere comunale.

Molti azzardano paragoni tra il M5S e la Lega Nord delle origini, forse sottovalutando l’elettorato grillino, solitamente molto più giovane ed istruito di quello leghista. Quali analogie e differenze coglie tra i due movimenti? E cosa distingue il M5S dai partiti tradizionali?

Il M5S, come la Lega Nord, nascono entrambe in momenti in cui la classe politica sta dando il peggio di sé. Nascono come alternativa a dei governi corrotti e lontani dai cittadini, con il buon proposito di rimettere le cose a posto. Fanno leva sul malcontento generale, denunciano le storture del sistema, usano un linguaggio comprensibile a tutti entrando in empatia con le persone. Sono entrambe due forze che hanno aggregato persone attorno al carisma del loro leader, attraverso le piazze (internet è una piazza virtuale), luoghi accessibili a tutti. Grillo, usando la rete e complice l’ennesima crisi della classe politica, è riuscito ad ottenere un risultato politico eccellente e in meno tempo rispetto alla Lega, motivo per cui il suo elettorato è anche più giovane ed istruito.
Dopo quest’ultima tornata elettorale, però, credo non ci siano più differenze tanto marcate in questo senso. Grillo nell’ultimo anno ha cambiato modo di comunicare e, con la sua ampia presenza diretta nelle piazze e indiretta in televisione, ha raggiunto un pubblico molto più ampio ed eterogeneo di quanto non potesse fare con il suo blog.
Le differenze sono sicuramente in molti contenuti, e nell’aver dimostrato con i fatti che è possibile fare politica in maniera più austera. Altre differenze sostanziali sono la mancanza di una struttura organizzata. A livello locale i gruppi si autogestiscono, lavorano in maniera partecipata e sono indipendenti l’uno dall’altro. A livello nazionale, invece, tutto è gestito da Grillo e Casaleggio e la partecipazione si riduce a puro e inutile commentarismo (quando non diventano insulti, diffamazione e minacce) sui social-netwok.

Il M5S è raffigurato come un Movimento di protesta, eppure in alcune realtà locali già governa da mesi, come a Parma e, di fatto, in Sicilia. Come giudica le prime esperienze degli eletti “a Cinque Stelle”?

Sono esperienze interessanti e, allo stesso tempo, difficili. Trovarsi a governare senza mai essere stato dentro ad un’istituzione è veramente complicato. Improvvisamente uno comprende la complessità della macchina amministrativa, e capisce che, per quanto buone siano le idee, esistono “cause di forza maggiore” per cui non è possibile realizzarle.
E’ presto per fare un bilancio, per capire se le amministrazioni pentastellate saranno all’altezza delle aspettative. Parma, ad esempio, è arrivata ad elezioni in condizioni disastrose, ci vuole tempo per risollevarla…

(SALSI E L’“EPURAZIONE PUBBLICA” DAL M5S)

Lei è divenuta famosa dopo la sua discussa partecipazione alla trasmissione televisiva “Ballarò”. Perché ha accettato l’invito di Floris? A posteriori, giudica quella scelta coraggiosa o politicamente suicida? Se potesse tornare indietro, la rifarebbe?
Io sono divenuta famosa il 31 ottobre grazie a Grillo e al suo vergognoso post “Il talk Show ti uccide”, quello sul punto G. Il mio telefono ha iniziato a squillare ininterrottamente dalle ore 15 in poi (poco dopo la pubblicazione del post) ed erano tutti giornalisti.
Ero stata ad altre trasmissioni televisive nazionali, Grillo stesso nel 2011 diceva di andare nei talk show. Non c’erano divieti o regole in merito, ma solo la raccomandazione a fare attenzione e a non mettere in secondo piano il nostro mandato. Quella volta, come tutte le altre in cui sono andata con l’intento di portare una testimonianza diretta del M5S.
L’immagine “televisiva” del M5S è quella di Grillo che urla nelle piazze o che attraversa lo stretto di Messina a nuoto, ma quella è solo una parte del movimento. Accanto a Grillo che dà la sveglia nelle piazze, ci sono persone come me che entrano nelle istituzioni e lavorano concretamente. Per questo è importante che gli elettori conoscano, oltre al leader, anche chi già lavora nel territorio e ne comprendano il metodo di lavoro. Quando vado in TV parlo al pubblico a casa: mi sembra una cosa di buon senso e non vedo perché non dovrei farlo o tantomeno dovrei essere pentita di averlo fatto…

Le argomentazioni con cui Grillo ha giustificato la sua “cacciata” potrebbe sintetizzarsi in un sillogismo:

 (premessa maggiore) ogni Movimento di popolo, specie se giovane, per “stare a galla” necessita di un timone ben fermo ed un timoniere ben riconoscibile;
 (premessa minore) il timone del M5S sono le regole del suo “non Statuto”, tra cui il divieto di partecipare ai talk show, mentre il timoniere è indiscutibilmente lo stesso Grillo;
 (conclusione) chi coscientemente disattende queste regole, più che rischiare l’espulsione, semplicemente si pone da sé al di fuori del Movimento.
Cosa trova di illogico in questo ragionamento?
E’ tutto illogico! Un movimento popolare deve decidere insieme al popolo: il ruolo del timoniere è mettere le persone in condizioni di decidere, non sostituirsi a loro!
Non c’è nessuna regola, da nessuna parte, che mi vieti di partecipare ad un talk show: chi continua a sostenere questo dice il falso. Inoltre la Costituzione Italiana sancisce la libertà di espressione.
Leggendo i commenti a Lei dedicati sul blog di Grillo, i “più teneri” la accusano di vanità, opportunismo, personalismo, egoismo, facile arrivismo, presuntuosità camuffata dalla rivendicazione di maggiore democrazia… Cosa risponde a queste critiche?
Sono le loro “opinioni” o meglio “giudizi”, non hanno capito nulla e danno ragione a Grillo per partito preso.
Giovanni Favia, altro epurato eccellente del M5S, ha scelto di candidarsi alle politiche con la lista “Rivoluzione Civile”. A prescindere dal risultato ottenuto, come giudica la sua scelta? Ha ricevuto anche lei richieste di candidature? E cosa l’ha spinta a rimanere a Bologna?
Non giudico la scelta di Favia, la rispetto e basta. Quando è caduto l’ultimo Governo, poco dopo dichiarai che non mi sarei candidata per il Parlamento. Ero stata eletta in Comune e quello è il mio posto. Inoltre ritengo che per andare in Parlamento servano competenze ed esperienza che io ora non ho. Diverse forze politiche mi hanno lanciato segnali di apertura nei miei confronti, ma io ho sempre dichiarato che non mi sarei candidata.
Se quel 30 ottobre ormai famoso lei fosse rimasta a casa, piuttosto che partecipare a Ballarò, dove s’immaginerebbe oggi? A festeggiare con Grillo il successo elettorale o seduta in Parlamento fra gli “eletti pentastellati”?
Non lo so dove sarei, sicuramente non in Parlamento! Io ho sempre detto quello che pensavo e quando avevo delle critiche da fare le ho sempre fatte. Chissà, forse mi avrebbero cacciata comunque.
Sempre per ipotesi, se domani Grillo riconoscesse d’avere agito d’impulso nei suoi confronti e le chiedesse di ricucire lo strappo col Movimento, lei cosa risponderebbe?
Per quanto mi riguarda considerare tutto l’accaduto alla stregua di una scaramuccia personale lo trovo riduttivo e fuorviante. Si sono sovrapposte due vicende parallele: una vicenda personale e una politica. Prima ancora di risolvere quella personale, va risolta quella politica. Con le elezioni nazionali è emerso che il movimento è capitanato da Casaleggio che fa le regole, le fa rispettare, decide i contenuti, decide chi sta dentro e chi sta fuori, e Grillo è il suo emissario. Siamo di fronte ad una forza politica che ha il 25% ed è interamente gestite da una SpA, da un’agenzia di marketing. Prima di tutto dovrebbe cambiare questo sistema.
(GRILLO E LA “DEMOCRAZIA INTERNA” AL M5S)
“Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Così recita l’art. 49 della nostra Costituzione. Un principio che ritiene ancora attuale?

Attualissimo, è la base della democrazia. Che poi le associazioni siano partiti, movimento o qualsiasi altra forma di aggregazione è secondario…

Ha fatto discutere la sua equiparazione tra il M5S e “Scientology”. Quali sarebbero le assonanze tra il Movimento di Grillo e la setta di Hubbard?

Io non ho detto che il M5S è come Scientology, ho detto che non voglio che si trasformi in Scientology. Ho detto questo perché quando ho visto il post sul punto G e la marea di offese nei miei confronti, fatte da persone che non mi hanno mai visto e non sanno nemmeno chi io sia, ho capito che qualsiasi cosa avesse detto Grillo loro gli sarebbero andati dietro acriticamente. Questo è un atteggiamento settario, e Scientology è la setta per eccellenza. Per quello ho usato quel paragone, volevo fosse chiaro il pericolo che si stava correndo.

Dopo le critiche sulla democrazia interna al M5S, un “Grillo furioso” ha pronunciato questa sentenza: “Fuori dalle palle chi critica me e Casaleggio!”. Lei crede che l’opinione pubblica avrebbe accolto con la stessa imperturbabilità tale minaccia se fosse stata rivolta, ad esempio, da Bersani a Renzi?

Non credo che quelle parole siano passate inascoltate. A Bologna il M5S ha preso 6 punti percentuali in meno rispetto alla media nazionale, il che deve far riflettere…

Se esistesse una “Tavola dei comandamenti” del M5S, c’è da scommettere che il primo reciterebbe“Non esiste altro leader all’infuori di Grillo”, mentre il secondo “Non nominare il nome di Grillo invano” (non a caso Casaleggio è arrivato ad equiparare la forza virale del messaggio di Grillo a quella evangelica di Gesù!). Tutto ciò non è in contraddizione col principio “Uno vale uno”?

Uno vale uno, ma Grillo vale un po’ di più!

Lei ha accusato Grillo e Casaleggio di aver fatto “business” con la politica, tramite la gestione del loro blog (il M5S è l’unica lista in Italia ad avere un indirizzo web nel simbolo) e la proprietà del marchio “Cinque Stelle” (sulle orme di Berlusconi e l’ex Forza Italia). Ha anche parlato di“un’evidente distanza tra chi gestisce il Movimento e gli attivisti che lavorano sul territorio, tra chi fa business e chi fa politica”. Come si misura tale distanza?

Il blog di Grillo ha un valore commerciale, la pubblicità che c’è sopra genera utili: più aumenta il traffico sul blog, più genera profitti. Ma su tutto questo, sul volume d’affari che ci ruota attorno, sui guadagni dei prodotti editoriali, non si sa nulla. Viene normale, allora, chiedersi se la linea politica decisa dall’alto sia funzionale ad aumentare il traffico del blog (quindi il suo valore) o all’attuazione di un vero progetto politico. In un post come quello sul punto G, ad esempio, ci sono più di 2.500 commenti: molto più rispetto a quelli di qualsiasi altro post di contenuto prettamente politico…

(GRILLO E IL RAPPORTO COI MEDIA)

La democrazia diretta, da realizzare online, è uno dei capisaldi del Movimento Cinque Stelle. L’insuccesso delle parlamentarie (dove hanno votato in soli 30 mila utenti), però, ha lanciato un segnale d’allarme. Lei crede che un Movimento di massa, come oramai è divenuto il M5S, possa essere gestito via web?

Il web è uno strumento tanto potente quanto utile, ma va affiancato a incontri veri e propri tra persone. Come si fa a scegliere un candidato da un video di tre minuti e un curriculum? Io vorrei incontrale queste persone, fare un dibattito, porre loro delle domande, conoscerle… mica sono degli avatar!

Grillo ha dato prova di sapersi servire dei media a proprio uso e consumo: forse ispirato dal Nanni Moretti di “Ecce Bombo”, ha ben capito come lo si sarebbe notato di più non andando in tv (con l’ulteriore vantaggio di parlare a un Paese intero evadendo ogni forma di contraddittorio). Per la prima volta si è smentito il detto di Nenni “piazze piene, urne vuote”! Crede che il leader del M5S proseguirà su questa strada oppure ci sorprenderà sdoganando la televisione?

Grillo è imprevedibile, non faccio pronostici.

Piazza San Giovanni “strapiena” alla vigilia delle elezioni ha rappresentato lo spot perfetto per la conclusione della campagna elettorale del M5S, specie se contrapposta all’autoreferenzialità dei cinema, hotel e teatri “occupati” dai vari Monti, Bersani & Berlusconi. Perché oggi Grillo è l’unico leader capace di riavvicinare gli italiani alla politica?

Perché è un uomo di spettacolo, un grande comunicatore, ed è divertente. Se lei dovesse scegliere come passare un pomeriggio, va in piazza ad ascoltare Grillo o Prodi?

(ELEZIONI 2013: “CLOWN”, VINCITORI E VINTI…)

All’indomani delle elezioni, l’impressione è che Bersani ne esca da peggior vincente, Berlusconi da miglior perdente, Monti da professorino bocciato al primo esame e Grillo da unico, vero vincitore. Condivide?

Si, condivido.

L’aspirante cancelliere tedesco, il socialdemocratico Steinbrück, ha dichiarato di sentirsi inorridito dalla vittoria di due “clown” in Italia. Sottoscriverebbe questo giudizio?

No, io non sono inorridita, piuttosto sono preoccupata.

Alla domanda “Per chi ha votato?” lei ha mantenuto un assoluto riservo, rintanandosi dietro il principio della segretezza del voto. Se non posso porle questa domanda, posso almeno chiederle se questo è il risultato elettorale che si augurava?

Sinceramente non so cosa mi auguravo, mi sarei aspettata un risultato più basso per Monti e Berlusconi e più alto per Ingroia e Bersani.

Molti continuano a qualificare il voto al M5S come un “voto di protesta”, tra le proteste, a loro volta, di eletti ed  attivisti del Movimento. Come lo giudica lei?

E’ un voto di protesta e di speranza. Protesta perché molte persone, pur di non votare Bersani e Berlusconi, avrebbero votato qualsiasi cosa! Speranza perché la solita classe politica continua a fallire, e si spera che il nuovo possa essere diverso…

Oggi il Paese si ritrova un elettorato arrabbiato, un Parlamento “balcanizzato” e una prospettiva di stallo politico che rischia di gettar benzina sul fuoco del malessere sociale. Come ritiene si possa uscire da questo “cul de sac”? Crede che tocchi al M5S vestire i panni di forza di governo responsabile oppure che spetti a quelle stesse forze politiche che ci hanno condotto in questo vicolo cieco indicare una via d’uscita?

Spetta a tutte le forze politiche che siedono in Parlamento assumersi la responsabilità di governare, sono state votate per questo.

Una giovane elettrice del M5S, Viola Tesi, ha suscitato scalpore per una  lettera a Beppe Grillo, già sottoscritta da oltre 150 mila internauti, con la quale suggeriva al comico genovese di sottoporre a Bersani un “papello” di 10 proposte concrete cui condizionare la concessione della fiducia ad un eventuale governo. Qual è il suo giudizio? E come spiega il fatto che la 24enne fiorentina è divenuta oggetto di feroci critiche e pesanti insinuazioni da parte del Movimento (c’è chi addirittura l’ha tacciata di essere una “infiltrata”)?

Funziona così, o sei allineato col “Grillo pensiero” o ti coprono di insulti.

Il più grande merito di Berlusconi è stato aver introdotto in Italia la democrazia dell’alternanza. La più grande ambizione di Monti era superare questo bipolarismo, disgregando i due poli e ponendosi come forza d’attrazione per un grande Centro. Adesso rischia Grillo di infliggere un colpo mortale al bipolarismo italiano?

Non credo che il problema sia il bipolarismo, ma la scarsa credibilità della classe politica a decretare il suo stesso colpo mortale. Che i poli siano due o tre cambia poco, hanno comunque fallito ed ha vinto chi non ha un passato politico, ovvero il M5S.

(GRILLO, IL M5S ED I 163 GRILLINI IN PARLAMENTO)

L’unica certezza post-elettorale è l’ingresso di una folta schiera di “grillini” in Parlamento. Quale sarà il loro ruolo e grado di autonomia? Saranno semplici cittadini “infiltrati” nelle Istituzioni o portavoce del leader?

Questo lo scopriremo solo vivendo… Le premesse non sono delle migliori. In questo momento la linea politica nazionale è decisa da Casaleggio, e Grillo fa da portavoce. I parlamentari hanno sottoscritto una condizione in virtù della quale s’impegnano ad affidare a Grillo la gestione della comunicazione e del budget parlamentare ad esso destinato (si parla di cifre che si aggirano intorno ai 10 milioni di euro l’anno!). Grillo sceglierà a quale agenzia affidare l’incarico. Sarà l’agenzia al servizio dei parlamentari o sarà l’agenzia a dettare la linea politica ai parlamentari?

Montecitorio e Palazzo Madama si trasformeranno ben presto in arene per gli eletti del M5S, mentre il vero gladiatore, Beppe Grillo, rimarrà fuori dal Palazzo. Lei crede che la verginità ed innocenza politica degli eletti grillini possa essere la loro principale virtù o il loro punto debole? Rischiano di fare la fine di giovani agnellini sacrificati sull’altare della “real politik” o sapranno farsi rispettare facendo gruppo?

Anche questo lo scopriremo solo vivendo…

(LE PROSPETTIVE DEL MOVIMENTO CINQUE STELLE)

Il M5S è cresciuto puntando tutto sulla protesta, gettando benzina sull’indignazione popolare contro una classe politica percepita come inaffidabile e “malaffarista”. Ma le famose “Cinque Stelle” (acqua pubblica, mobilità sostenibile, sviluppo, connettività ed ambiente) basteranno ad offrire una proposta di governo credibile per il Paese?

Le 5 stelle erano il punto di partenza, tutto il resto lo si sarebbe dovuto costruire insieme, come da art. 4 del “Non Statuto”, ma al momento non stanno così le cose. Su tutti i temi mai affrontati dal Movimento, ma che i parlamentari si troveranno ad affrontare in Aula, c’è una grossa incognita.

Il M5S “strizza l’occhio” più agli elettori di sinistra o di destra?

Strizza gli occhi in maniera trasversale: un’indagine dell’Istituto Cattaneo spiega che l’elettorato di Grillo proviene per il 46% da sinistra, per il 40% da destra e per il restante 14% dall’astensionismo.

(LA CRISI ECONOMIA E LE RICETTE DELLA POLITICA)

Il Paese attraversa un momento di estrema difficoltà (Pil e produzione industriale sono in caduta libera, è record di pressione fiscale e indebitamento pubblico, 100 mila imprese sono fallite lo scorso anno e 500 mila italiani hanno rinfoltito la schiera dei quasi 3 milioni di disoccupati). A chi addebitare la responsabilità di questa crisi?

Le responsabilità sono di tanti: da Tangentopoli in avanti non è stato fatto nulla, se non trovare il modo di rubare meglio!

La campagna elettorale è stata monopolizzata dalla questione fiscale, forse trascurando l’emergente questione sociale. Non ritiene imperdonabile come alcuni grandi temi (quali la scuola, l’università, la ricerca, il turismo, l’agricoltura, la green economy) siano stati palesemente accantonati?

Abbiamo passato una campagna elettorale a smacchiare giaguari, restituire l’imu e non andare in televisione. La questione fiscale, soprattutto in un momento di crisi, fa presa su molte persone. Chi non ha un lavoro, ha il problema di come sopravvivere e tutto il resto viene in secondo piano. Ma se non s’investe nel futuro (scuola, ricerca, cultura) non ci sarà nessun futuro.

Al governo tecnico non erano chiesti miracoli, ovvero il rilancio di un’economia ferma da oltre un  decennio.Quantomeno di arrestarne il declino, invece, si: i risultati economici dell’ultimo anno, al contrario, sono impietosi. Lei crede che il governo Monti abbia fatto tutto il possibile per rassicurare, oltre i mercati, anche le famiglie in difficoltà, le imprese in carenza d’ossigeno ed i giovani in carenza di futuro?

Il governo Monti ha ridato un po’ di credibilità politica all’Italia e forse ne ha impedito il default.

(LA CASTA ED I TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA)

Ogni democrazia ha un costo, tanto fisiologico quanto insopprimibile. In Italia, però, questo ha raggiunto livelli “patologici”: la politica è divenuta il principale terreno fertile per sprechi e privilegiQuali azioni riterrebbe prioritarie per tagliare i costi della politica e la spesa pubblica più improduttiva e parassitaria?
Partirei almeno con l’eliminazione dei rimborsi elettorali!
(GIUSTIZIA E QUESTIONE MORALE)
Nel ‘93 eravamo convinti di aver toccato il fondo del malcostume politico. Tutti gli scandali emersi in questi mesi, invece, dimostrano il contrario: i casi Penati, Lusi, Belsito, Fiorito, Formigoni, Fitto, De Gregorio sono la punta di un iceberg dalle proporzioni forse inimmaginabili! Un dato su tutti: nel ‘95 l’Italia era 33sima nella classifica di Transparency International per grado di corruzione percepita, oggi siamo al 72simo posto. Sarà mai possibile affrontare la “questione morale” senza divisioni puramente ideologiche?

Un vecchio adagio diceva: “fammi indovino che ti farò ricco….”

(MERITOCRAZIA E ROTTAMAZIONE)

Molti additano la legge elettorale, il cd. “Porcellum”, di aver contribuito allo scadimento del livello della classe politica instaurando un sistema di “cooptazione” dei candidati. Come andrebbe cambiato la legge elettorale? E può una riforma elettorale essere indipendente da una contestuale riforma istituzionale?

Io credo sia fondamentale inserire il voto di preferenza e abbassare le soglie di sbarramento, per rispettare il più possibile l’espressione degli elettori.

Miracolosamente recitano ancora un ruolo da protagonista sul palcoscenico politico personaggi “evergreen” quali Berlusconi, Tremonti, Casini, Bersani, Bindi… Il rinnovo generazionale è solo una questione di forma o di sostanza in questo Paese?

L’essere giovane o vecchio non sono di per sé valori positivi o negativi: i valori negativi sono il mancato turn over a favore dei soliti noti (in questo caso “evergreen”). A Bologna, ad esempio, ci sono Consiglieri al sesto mandato e sono cinquantenni: anagraficamente ancora giovani, politicamente già obsoleti!

(DONNE E POLITICA)

Beppe Grillo, definendo i talk show come un “punto G”, un dispensatore di orgasmi femminili, ha arricchito la lunga serie di episodi di becero maschilismo, ai limiti della misoginia, che non si contano più in politica… Ha fatto notizia, ad esempio, la scelta del sindaco grillino di Mira di sostituire il proprio assessore, Roberta Agnoletto, “a causa della gravidanza”, ritenendo il suo stato interessante incompatibile con l’esercizio della sua funzione. Lei crede che per una donna sia più facile o più difficile rispetto ad un uomo far politica in Italia?

Indipendentemente da quanto accaduto nello specifico, è un dato di fatto che in Italia il mondo del lavoro, il mondo della politica siano ambienti prevalentemente maschili.

FONTE: http://gaspareserra.blogspot.it/2013/03/speciale-dopo-elezioni-2013-intervista.html

 

 

L’euro, le risposte che non ti daranno

euro

Articolo inviato al blog

di: Luciano Lago

I cittadini europei devono oggi iniziare a chiedersi cosa è veramente l’euro? Soltanto una moneta comune o piuttosto un sistema? Siamo compartecipi di questa unione monetaria o ne dobbiamo soltanto subire le conseguenze?

La risposta che i sostenitori del partito unico dell’euro non ti daranno mai:

Il sistema dell’euro e dell’Unione Monetaria , dietro la facciata, è in realtà un nuovo ordine sociale totalitaristico, programmato già molti anni addietro, completato poi nel corso degli anni 90 mediante l’istituzione di più importanti trattati europei (Maastricht nel 92 e Lisbona nel 2009) .

Questo nuovo ordine prevede che non vi siano più Stati sovrani, prevede che debba scomparire il concetto di Stato sovrano e di Nazione sovrana, che il potere debba essere interamente trasferito ad una elite, una classe di tecnocrati finanziari che prende ogni potere di controllo sulle questioni fondamentali come l’emissione monetaria, la regolamentazione delle banche, il bilancio di ogni stato e quindi le spese destinate alla previdenza, alle spese sociali, all’istruzione, la regolamentazione dei settori chiave come quelli del credito, della concorrenza, delle imprese, delle assicurazioni, del commercio, dell’agricoltura, della pesca, ecc..

Un sistema che diventa totalitario nel momento in cui una oligarchia non eletta da nessuno si arroga il diritto di decidere su tutte le materie fondamentali per la vita dei cittadini senza doverli consultare in alcun modo.

I parlamenti nazionali sono esautorati (con l’eccezione del Bundestag tedesco) e svuotati dei loro poteri legislativi, limitandosi alla ratifica delle norme europee che rivestono un carattere di “preminenza” sulle normative nazionali.

Questa caratteristica totalitaria ed opprimente del sistema europeo è stata rilevata anche da intellettuali di un certo spessore come Enzensberger in Germania
http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&view=article&id=232690:enzensberger-lintellettuale-piu-lucido-deuropa-contro-leuropa&catid=35:worldwide&Itemid=152

Anche in Francia molte voci discordi con il totalitarismo europeo come ad es. Jean Paul Fitoussi, intellettuale di molto seguito, si è espresso molto criticamente nei confronti del sistema europeo descrivendolo come assolutista che non risponde ai cittadini e che riveste tutti i caratteri della dittatura.

In Italia viene rotto il silenzio uniforme dei media (tutti asserviti al partito dell’euro) da economisti non allineati come Loretta Napoleoni, Alberto Bagnai, Claudio Moffa o dalla stessa scienziata ed antropologa Ida Magli che ha recentemente pubblicato un libro denuncia molto chiaro dal titolo “La Dittatura Europea”.
http://www.disinformazione.it/dittatura_europea.htm

Risulta facile intuire l’enorme consistenza di interessi che sussiste dietro ogni decisione dell’oligarchia di Brussels : in pratica è la gestione diretta del grande capitale finanziario attraverso dei fiduciari (presenti nella Commissione) per orientare a proprio favore ogni regolamentazione ed ogni normativa favorendo il sistema dei “mercati aperti”, sistema fondamentale per la libera circolazione dei capitali e quindi per i movimenti incontrollati della grande finanza speculativa e per il business delle grandi corporations internazionali.

Funzionali a questo sistema sono organismi interni come la Commissione Europea, la Corte di Giustizia e la BCE oltre a quelli esterni come il Fondo Monetario Internazionale, il WTO, la Banca Mondiale ed altre entità finanziarie collegate alle grandi banche come le agenzie di rating che operano le loro classificazioni ai fini del credito, dell’affidabilità dei singoli stati ed istituzioni pubbliche dei singoli paesi.

Un meccanismo diabolico che permette a queste entità finanziarie di esercitare la loro supervisione su ogni governo e ricattare i singoli stati mediante il controllo dell’emissione monetaria ,lo “spread” e le classificazioni del credito.

Il ricatto è tanto più pressante nei confronti dei paesi considerati economie deboli come i paesi mediterranei e l’Irlanda sui quali ha un gioco facile la speculazione finanziaria e l’imposizione di tassi di interesse da usura sul finanziamento del debito e sulla stessa emissione monetaria.

Allo stesso tempo ma in forme diverse vengono oggi attaccati e ricattati quei paesi che non hanno aderito al sistema ed hanno tentato di sottrarsi a questo controllo come l’Islanda e L’Ungheria, rifiutando le direttive economiche della oligarchia finanziaria e cercando un loro percorso di politica economica a salvaguardia della propria sovranità nazionale.

Questo è in sintesi il sistema dell’euro ed i cittadini di molti paesi dell’Europa, stritolati dalla crisi provocata dalla grande finanza e dalle sue manovre speculative, iniziano ad accorgersi sulla loro pelle dei grandi “vantaggi” che sono stati ottenuti da questo sistema a suo tempo esaltato e magnificato come “grande conquista” dei popoli europei che in realtà sta gettando sul lastrico in ogni paese migliaia di persone e famiglie per assenza di lavoro e prospettive ed ha prodotto il più pauroso arretramento nei diritti e nelle condizioni di vita per le popolazioni negli ultimi 70 anni di storia dell’Europa.

Basteranno a smuovere questa situazione i movimenti di protesta che stanno sorgendo massicciamente nei vari paesi come Alba dorata in Grecia, il movimento 5 Stelle di Grillo in Italia ed altri in Spagna e Portogallo?

Questo è l’interrogativo di fondo per le prospettive del futuro ma bisogna considerare che molte tematiche dei movimenti di protesta hanno come epicentro e come obiettivo primario la classe politica “la casta” che è stata al governo negli ultimi 15 anni ed alla quale si imputa buona parte della responsabilità del disastro. Questo potrebbe risultare fuorviante poiché la dimensione del disastro in termini sia economici che di perdita di sovranità è tale che non può essere stata causata soltanto dalle classi politiche al potere, per quanto corrotte ed incapaci. Risulta importante non perdere di vista che esiste una oligarchia sopranazionale che ha imposto le scelte ed a questa si sono adeguati i politici nazionali in una funzione di “camerieri” del potere.

Quando la minestra è acida non puoi prendertela soltanto con il cameriere ma devi individuare il cuoco che l’ha cucinata.

La lobby dei magistrati si ritiene insindacabile

magistrato

Articolo inviato al blog

di: Luciano Lago

Gli avvenimenti di questi giorni focalizzano l’attenzione dell’opinione pubblica per l’ennesima volta sulle questioni giudiziarie di Silvio Berlusconi , i suoi processi, le nuove accuse e la Procure da Milano a Napoli che giocano al “gatto con il topo” per incastrare definitivamente il cavaliere ed annientarlo politicamente, così come la stessa magistratura riuscì a fare a suo tempo con Craxi e con altri esponenti della prima Repubblica.

Niente di nuovo sotto il sole, si direbbe, se non fosse che la magistratura si sta prestando ad operare come la “leva giudiziaria” che viene utilizzata per finalità politiche che nulla hanno a che vedere con la ricerca della giustizia.

Questo nulla toglie alle responsabilità di Berlusconi, alla sua inadeguatezza al ruolo di personaggio politico ed ai suoi conflitti di interessi ma la vera questione ( una volta tolto di mezzo Berlusconi) sta nella affidabilità di una magistratura che sempre di più si dimostra una lobby corporativa incline a esercitare un ruolo “missionario” sulla scena nazionale ed incapace di fare autocritica sui propri comportamenti.

D’altro canto viene passata in secondo piano l’ennesima condanna dell’Italia da parte della Corte Europea di Giustizia per un caso di procedura fallimentare durata 16 anni in unico grado e viene non evidenziato dai media l’esito dei processi ad Ottaviano Del Turco, l’esponente socialista arrestato ed inquisito cinque anni addietro dai giudici per accuse che si sono rivelate una “bufala”. Uno dei tanti personaggi politici eccellenti distrutti dalle inchieste frettolose e sensazionali dei alcuni magistrati.
[http://notizie.radicali.it/articolo/2013-03-13/editoriale-direttore/giustizia-sempre-pi-emergenza-l-emblematico-caso-del-turco-]

Se in Italia ci fosse stata una legge sulla responsabilità civile dei magistrati per i casi di dolo, di colpa grave e superficialità nelle indagini, Del Turco avrebbe avuto diritto ad un indennizzo ed il magistrato responsabile dell’inchiesta avrebbe dovuto rispondere dei danni e delle sofferenze provocate (carcerazione preventiva).

Niente di tutto questo si continua a parlare soltanto “dell’acqua calda” e si lanciano anche dal colle i soliti moniti sull’”autonomia, autonomia ed autonomia” della magistratura ma si evita accuratamente di parlare di imparzialità e di responsabilità dei magistrati nei loro atti.

Certo rimane l’impressione che, dopo le ultime vicende delle liste di partito fatte da Ingoia ed altri magistrati, sembrerebbe quasi una barzelletta parlare dell’imparzialità dei giudici.

Pochi si ricordano che, anche sulla questione della responsabilità dei giudici, c’era stato un referendum popolare ed i cittadini si erano espressi chiaramente ma la classe politica (sempre ricattabile) si era ben guardata di procedere alle riforme della Giustizia.

Si aspetta di vedere come la pensino i “grillini” sulla questione giustizia, salvo la scontata indisponibilità già manifestata di non concedere l’immunità parlamentare ai politici.

Anche Grillo sappia tuttavia che lui stesso potrebbe essere presto oggetto di “attenzione” da parte delle procure e dei servizi e di questo dovrebbe essere ben consapevole a meno che faccia affidamento su qualche “protezione”.

Niente si muove per caso in questo paese.

Casaleggio e Grillo sanno cosa li aspetta?

grillo

Articolo inviato al blog

di: Luciano Lago

Dalle interviste e dichiarazioni rilasciate dai “grillini” nonché dal Casaleggio, grande “ guru “della comunicazione nel movimento 5 stelle, una cosa appare certa: il Grillo ed i giovani parlamentari eletti risultano quasi tutti (con qualche eccezione) sprovvisti di nozioni di diritto costituzionale relative al funzionamento delle istituzioni della Repubblica e tanto mento dei regolamenti parlamentari.

Sono anche molto improvvisati quanto a nozioni di economia e scienza delle finanze, nozioni che richiederebbero un attento studio comparato per arrivare a capire il funzionamento delle Istituzioni e della formazione del Bilancio dello Stato.

Inoltre i “grillini” non hanno ancora probabilmente compreso che la macchina dello Stato è enormemente più complessa di quello che sembra e che il vero potere determinante non risiede nelle aule parlamentari che anzi hanno subito un processo di esautoramento di fatto dovuto 1) alle normative europee che sono considerate preminenti rispetto alle norme nazionali in tutti i settori fondamentali (banche, assicurazioni, imprese, concorrenza, commercio, agricoltura, alimenti,ecc.), 2) alla Corte Costituzionale che può facilmente annullare gli effetti di qualsiasi norma o decreto per difetto di costituzionalità, 3) alla possente macchina della giustizia amministrativa che, per mezzo di sentenze dei Tar e del Consiglio di Stato, può rendere inoperanti norme o decreti emanati dal governo, 4) dall’attività giurisdizionale (tribunali e Corti d’Appello) e dalle sentenze della Corte di Cassazione che, come noto,fanno giurisprudenza.

Poco probabile quindi effettuare delle serie riforme se non si tiene conto di questo apparato (lo ha capito alla fine perfino Berlusconi che dispone di fior fiore di avvocati) che si mette di traverso non appena si toccano interessi precostituiti (come ad es. le retribuzioni dei magistrati o manager pubblici o i diritti acquisiti nelle pubbliche amministrazioni).

Detto questo, al Grillo o al Casaleggio non manca la possibilità di inserire nel loro organico degli esperti come consulenti in queste materie, al fine di non fare “brutte figure” in Parlamento e di studiare il modo di far passare alcune proposte di legge come il reddito di cittadinanza o lo stop agli inceneritori ed i tagli alle spese della burocrazia.

Diverso il discorso delle norme europee: in quel caso si è di fronte ad una scelta se ratificare o non ratificare specialmente quelle norme come il pareggio di bilancio (fiscal compact) o lo stanziamento di parecchi miliardi per il fondo di stabilità europeo ( ESM ) già approvate dai precedenti governi e che impegnano lo Stato italiano a versare molte decine di miliardi a discapito di spese sociali e di investimenti in infrastrutture o manutenzione che potrebbero dare ossigeno all’occupazione.

Quale sarà la scelta del Grillo? In quel caso o si accetta di dipendere dalla oligarchia tecno finanziaria di Brussels e Francoforte o si rifiuta con tutte le conseguenze. Non ci sono vie di mezzo.

I “grillini” in Parlamento dovranno essere consapevoli che le chiacchiere nei comizi o le frasi sul web valgono zero.

Serviranno gli atti trascritti sulla gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Sceneggiata all’italiana

vota antonio

Articolo inviato al blog

di: Luciano Lago

Oggi , Domenica 24 Febbraio, è iniziata la “sceneggiata elettorale” che porterà alcuni milioni di cittadini italiani a segnare una croce sul simbolo prescelto o “consigliato” .

Ingenuo pensare che la situazione italiana possa seriamente cambiare per effetto di queste elezioni che, sicuramente, modificheranno si gli equilibri politici nell’assetto parlamentare, ma avranno un effetto quasi nullo sulle questioni essenziali che riguardano il paese.

 All’indomani della consultazione elettorale sono già predisposte e puntate sull’Italia le armi e “l’artiglieria pesante” del grande capitale finanziario. Possiamo facilmente indovinare quali sono: la minaccia della risalita dello “spread”, le solerti agenzie di rating come Moody’s o Standards & Poor’s (consociate con le grandi banche USA), le azioni mirate della BCE, le direttive della Commissione Europea, l’offerta di “aiuto finanziario” del FMI (tipo corda al collo degli usurai).

Oltre a questo poi sono in agguato le manovre speculative dei grandi gruppi finanziari come Goldman Sachs (ex datore di lavoro di Mario Monti e di Mario Draghi), come Black Rock (i cui fiduciari sono in Italia in questi giorni), come JP Morgan e Morgan Stanley, tutti pronti ad acquistare o vendere titoli emessi dallo Stato italiano per determinare la risalita dei tassi.
Queste descritte sono tutte armi micidiali puntate contro un “povero paese” che non dispone di una Banca di emissione autonoma, che dipende dalle banche private per approvvigionarsi di una moneta, l’euro, (che di fatto è una valuta estera) sulla quale paga interessi già per il semplice fatto di utilizzarla e farsela stampare (signoraggio sulla moneta), un paese che dispone di un governo che, qualunque sarà, dovrà uniformarsi a quanto previsto dai trattati capestro quali il fiscal compact ed il MES (fondo di stabilità monetaria).

Questa è la reale situazione ed è sicuro che la grande finanza ed i poteri ad essa collegati non abbiano alcuna intenzione di “mollare la presa” anche perché la preda in questo momento è “in primis” il risparmio italiano depositato nelle banche (quello che rimane dopo i salassi del governo Monti) che dovrà essere prosciugato e dirottato verso le casseforti delle banche tedesche, olandesi e francesi a garanzia dei crediti, per secondo il “bottino” previsto con le privatizzazioni di aziende para-pubbliche quali ENI, Finmeccanica, Enel ed altre come già successo ne 93 (grazie a Draghi, Amato, Ciampi e Prodi), che sarà nel programma del prossimo governo (qualunque esso sia).

D’altra parte il parlamento italiano di fatto non conta più nulla poiché, in base al trattato di Lisbona, le norme europee hanno un valore preminente sulle leggi italiane e le camere hanno soltanto l’obbligo di ratificarle. Superfluo osservare che la normativa europea è vincolante in tutte le regolamentazioni essenziali quali il settore bancario, le normative sugli appalti che riguardano le grandi imprese multinazionali, le norme sull’agricoltura, la pesca, il commercio, ecc..

L’Italia fra l’altro risulta già aver subito un vero e proprio “golpe finanziario” ,un anno fa circa, con intervento di forze esterne e con l’appoggio di Napolitano come emerge anche da dichiarazioni e da relazioni riservate dei servizi dell’IRAN e della Russia che hanno attentamente studiato la situazione italiana e che dispongono di informazioni che la stampa italiana certo non trasmette.
http://italian.irib.ir//notizie/politica5/item/121585- )

Non c’è quindi via d’uscita e, se ci fosse, ovvero se si affermasse una formazione politica che volesse rivedere i trattati ed, ad es. uscire dall’euro, allora prevediamo che sarebbe questa una vera rivolta popolare che potrebbe avere poi dei risvolti cruenti con intervento delle forze di repressione (Eurogendfor) con omicidi mirati, con carcerazioni preventive su accuse costruite abilmente da qualche procura “compiacente”, con possibili atti di terrorismo per spaventare l’opinione pubblica, ecc..Il grande capitale non ha scrupoli umanitari e si affida anche ai servizi ed ai mercenari ben addestrati e preparati.

La strategia della tensione in Italia tra gli anni 70 ed 80 dovrebbe avere insegnato qualche cosa. Di conseguenza restiamo a vedere quali saranno gli sviluppi ma, in ogni caso, quella che ci attende non sarà una “passeggiata”.

Speciale Elezioni 2013: “Berlusconi, il sogno & il grande incubo…” – INTERVISTA ALL’ON. LARA COMI

Articolo inviato al blog
di: Gaspare Serra - http://gaspareserra.blogspot.it -
lara comi

Un altro governo Berlusconi è possibile? È credibile? È auspicabile?

Cosa verrà fuori dal “caos” politico pre-elettorale?

Ne parliamo con Lara Comi, europarlamentare del Pdl e volto emergente della politica italiana:

(LA CRISI ECONOMIA E LE RICETTE DELLA POLITICA)

On. Comi, il Paese vive momenti difficili, per alcuni versi drammatici, senza che s’intraveda alcuna luce in fondo al tunnel.

Di chi è la responsabilità di questa crisi, prima puramente finanziaria, oggi economico-sociale?

“Questa crisi, la più grave dal ’29, ha avuto origine negli Usa. Da crisi finanziaria, poi, è divenuta crisi economica, investendo tutta l’Europa, in particolare chi era più vulnerabile a causa di un alto debito pubblico, tra questi l’Italia. Dunque è diventata guerra dei debiti sovrani, aprendo il fianco alla speculazione. Il macigno del debito pubblico italiano risale però agli anni 80, quando il rapporto debito/pil è raddoppiato. Le responsabilità, allora, sono di chi ci ha lasciato quasi 2 mila miliardi di debito, più di 30 mila euro a testa”.

Il premier Monti si è presentato per la prima volta in Parlamento, il 21 novembre 2011, inneggiando al rigore, allo sviluppo ed all’equità. Passato oltre un anno, i risultati economici del suo governo sono “impietosi” (Pil e produzione industriale in caduta libera, record di pressione fiscale e indebitamento pubblico, 100 mila imprese fallite, 500 mila nuovi disoccupati ed un numero ancora imprecisato di esodati…).

Tutta colpa del Professore o responsabilità di chi lo ha preceduto?

“Monti aveva detto che non si sarebbe impegnato in politica, poi ha cambiato idea: legittimo, per carità, ma l’inversione di rotta ha sorpreso. Oggi promette di abbassare le tasse ma in un anno le ha alzate di circa tre punti. Le indicazioni della Bce e del Fmi suggerivano un’azione in senso opposto. Risultato? Tutti gli indicatori economici sono in picchiata. È pur vero che si è trovato ad operare in un contesto molto difficile, con la pressione della speculazione finanziaria, ma obiettivamente ha messo troppe imposte a cominciare da quella sulla prima casa che ha avuto effetti recessivi in molti settori, penso all’edilizia. Alcuni ministri del suo governo, poi, non si sono dimostrati all’altezza: la legge Fornero è una riforma deludente e ha pesato il veto della Cgil; quella delle pensioni è stata molto importante ma ha determinato il grave problema degli esodati, oltre 300 mila. Non mi pare che in materia di liberalizzazioni e di privatizzazioni si siano prodotti grandi risultati. Lo spread è calato, ma è stata determinante l’azione di Draghi”.

Fino a poche settimane fa Mario Monti si presentava al Paese come un “deus ex machina”, destinato a venire accolto con tutti gli onori al Quirinale o ad esser implorato di ritornare a Palazzo Chigi. Tutti i sondaggi, invece, rivelano che oggi gli elettori preferirebbero al bocconiano più amato dai mercati persino un barzellettiere amatoriale (Berlusconi) o un comico professionista (Grillo)!

Il Professore rischia d’aver fatto male i conti con la sua “salita in campo”?

“I sondaggi dicono che la ‘salita in campo’ di Monti ha riscosso scarso successo. Lo stesso ‘Financial Times’ ha scritto che una delle previsioni più sicure che si possono fare sulle elezioni italiane è che la coalizione di Monti arriverà ultima tra i quattro principali contendenti”.

La ricetta economica del centrodestra storicamente si può riassumere in “meno Stato, più iniziativa privata”, ovvero riduzione della pressione fiscale, sburocratizzazione e liberalizzazioni.

Come spiegare ai vostri elettori che pressione fiscale e debito pubblico sono aumentati durante i governi Berlusconi, le uniche timide liberalizzazioni di questi anni sono state quelle di Bersani mentre l’unica grande riforma della pubblica amministrazione porta il nome di Bassanini?

“Negli ultimi 15 anni sinistra e centrodestra hanno governato circa 7 anni a testa. Berlusconi ha dovuto governare in periodi di recessione, nel  2011 dopo l’attacco alle Torri Gemelle e dal 2008 con la crisi innescata dai mutui subprime. Eppure ancora nel 2011 il Pil era positivo, + 0,4%, e le promesse fatte sono state mantenute. A cominciare dal milione di posti di lavoro creati dal 2001 al 2006, come confermano i dati Istat. Berlusconi ha iniziato l’ultimo mandato nel 2008 con la pressione fiscale al 42,6% e lo ha forzosamente terminato nel 2011 con la pressione fiscale al 42,5%: in 3 anni e mezzo sostanzialmente invariata. Mentre è stato il governo Monti a farla aumentare di oltre 3 punti. I dati dell’Istat dicono che è al 45,7%”.

La campagna elettorale del Cavaliere è monopolizzata dalla questione fiscale. Non crede sia controproducente, però, trascurare l’emergente questione sociale? E non ritiene imperdonabile come alcuni grandi temi (quali la scuola, l’università, la ricerca, il turismo, l’agricoltura, la green economy) siano del tutto assenti dal dibattito pubblico?

“Non credo che sia snobbata la questione sociale, tutt’altro. Sul lavoro il Pdl ha un programma ben preciso a cominciare dalla cancellazione della riforma Fornero, che ha contribuito a determinare mezzo milione di disoccupati nel 2012, e il ritorno alla legge Biagi. C’è la proposta poi di abolizione dell’Irap, gabella voluta dalla sinistra, l’incentivo ad assumere giovani a tempo indeterminato attraverso la detassazione dei contributi per i primi 5 anni. Sugli altri temi il Pdl ha idee precise, faccio l’esempio del turismo, con la proposta di ricondurlo tra le competenze concorrenti di Stato e Regioni, e dell’abbassamento dell’Iva. Purtroppo la campagna elettorale tende a privilegiare le questioni maggiori”.

 

(LA CASTA ED I TAGLI ALLA SPESA PUBBLICA)

Ogni democrazia ha un costo, tanto fisiologico quanto insopprimibile. In Italia, però, questo ha raggiunto livelli “patologici”: la politica è divenuta il principale terreno fertile per sprechi e privilegi.

Cosa proponete per tagliare i costi della politica e la spesa pubblica improduttiva e parassitaria?

“Nel programma del Pdl c’è l’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. Inoltre ogni candidato ha firmato un patto con cui si impegna a non restare in carica per più di due legislature e a votare per il dimezzamento degli emolumenti e del numero di parlamentari.  Sulla spesa pubblica, che è di 800 miliardi, proponiamo una riduzione del 10% in 5 anni, 16 miliardi all’anno”.

Per ridurre la pressione fiscale e realizzare un minimo di politiche industriali, tutti riconoscono l’improrogabilità di tagliare la spesa pubblica, pochi indicano dove e come attuare dei tagli. Le propongo qualche pillola di “spending review”:

- dimezzamento degli eletti ed accorpamento dei comuni minori;

- abolizione di province e prefetture;

- cancellazione di ogni finanziamento pubblico ai partiti ed ai gruppi politici;

- riduzione del peso delle società pubbliche e soppressione degli enti inutili (o “non indispensabili”);

- taglio alle spese militari (si vedano gli F-35 o le missioni di pace all’estero);

- razionalizzazione delle forze di pubblica sicurezza (l’Italia dispone di ben cinque distinti corpi di polizia);

- cancellazione di ogni forma di finanziamento in favore delle scuole ed università private (fatto salve le scuole materne);

- cancellazione dei privilegi fiscali concessi alla Chiesa (si veda l’ingannevole meccanismo di ripartizione dell’8X1000).

Quale di queste pillole il centrodestra sarebbe disposto a far ingerire ai suoi elettori?

“Come ho già specificato, alcuni punti sono nel programma del Pdl. Aggiungo l’abolizione delle province. Sul finanziamento alle scuole private c’è tanta demagogia: in realtà lo Stato italiano, in questo modo, risparmia circa 6 miliardi l’anno. Io sono per la libertà educativa”.

 

(GIUSTIZIA E QUESTIONE MORALE)

Nel ‘93 eravamo convinti di aver toccato il fondo del malcostume politico. Tutti gli scandali emersi in questi mesi, invece, dimostrano che ci siamo sbagliati: i casi Penati, Lusi, Belsito e Fiorito sono solo la punta di un iceberg dalle proporzioni ancora incalcolabili. Nel ‘95 l’Italia era 33sima nella classifica di Transparency International per grado di corruzione percepita: oggi siamo scesi al 72simo posto!

Non pensa che il centrodestra in questi anni abbia sottovalutato la “questione morale”, forse perché distratto o condizionato dagli scandali giudiziari di Silvio Berlusconi?

“La questione morale c’è e riguarda tutti i partiti, basti vedere  lo scandalo Mps che ha investito il Pd. Detto questo, c’è anche una questione giustizia che non funziona, basterebbe dire che ci sono 9 milioni di processi pendenti. L’Italia ha il più alto numero di condanne della Corte europea dei Diritti dell’uomo per l’irragionevole durata dei processi.  Ma le criticità sono tante, a cominciare dall’abuso della carcerazione preventiva”.

Il suo Partito, con l’operazione “liste pulite”, ha fatto fuori d’un colpo Cosentino. Spulciando le liste del Pdl, però, si scopre che permangono altre candidature discutibili (si veda Cesaro in Campania e Dalì in Sicilia).Secondo l’istituto Piepoli, il Pdl risulterebbe il partito con il più alto tasso (il 5%) di candidati “non immacolati” (indagati, con procedimenti penali pendenti o con condanne alle spalle).

Non crede che mere ragioni di “opportunità politica” sconsiglierebbero certe candidature? Facendo appello sempre al “garantismo”, poi, non si fa confusione tra il giudizio penale (che spetta solo alla magistratura) e quello politico (spettante ai partiti)?

Sull’incandidabilità c’è una legge ben precisa approvata dal Parlamento. Il Pdl ha istituito una commissione ad hoc che ha deciso caso per caso, ma senza sostituirsi al giudizio dei magistrati. Un avviso di garanzia non è una condanna. Noi siamo garantisti anche perché lo dicono i numeri: il 40% dei detenuti è ancora in attesa di giudizio e il 50% viene poi riconosciuto innocente”.

 

(MERITOCRAZIA E ROTTAMAZIONE)

In un’intervista concessami nel 2011, Sara Giudice dichiarava che “la candidatura della Minetti sarebbe stato un esempio estremamente negativo per i giovani, una dimostrazione di facile arrivismo, di ricorso a scorciatoie e compromessi per puntare alla scalata sociale”.

Gli sviluppi successivi sono noti: il Cavaliere ha difeso a spada tratta la Minetti, mentre il Pdl ha scaricato la giovane consigliera municipale fattasi interprete di un diffuso malessere della base. Un errore imperdonabile?

“La candidatura della Minetti è stata un errore, ma non facciamo di lei la causa di tutti i mali”.

Molti additano l’attuale legge elettorale, il “Porcellum”, di aver contribuito allo scadimento del livello della classe politica italiana, instaurando un sistema di “cooptazione” dei candidati.

È mai possibile che nessuno voglia oggi assumersi la paternità di una legge così illiberale? Per rimediare parzialmente al danno, non sarebbe un utile espediente anche per il Pdl il ricorso alle primarie?

“Io sono per le preferenze, perché è l’unico modo per avvicinarci al cittadino. Sono stata eletta al Parlamento europeo con 63 mila preferenze. È un peccato non avere trovato l’accordo tra i partiti per cambiare il ‘Porcellum’ ma non mi sembra che la sinistra si sia stracciata le vesti per riformarla… Sulle primarie ero favorevole, ma nel momento in cui Berlusconi è ritornato in pista sono diventate inutili. Non siamo il Pd che doveva chiarirsi sulla leadership. Nel Pdl la leadership è chiarissima”.

Non la mette in imbarazzo far campagna elettorale anche per la rielezione di Razzi e Scilipoti, due tra i personaggi politici più discussi degli ultimi anni (famosi per il “salto della quaglia” dall’Idv al Pdl)?

“Mi mettono più in imbarazzo le candidature di certe ‘parentele’. E ce ne sono…”.

Miracolosamente recitano ancora un ruolo da protagonista sul palcoscenico politico italiano personaggi “evergreen” quali Berlusconi, Tremonti, Fini, Casini, Bersani, Bindi… Come convincerebbe un paziente in coma dal ’94 e risvegliatosi solo oggi che sono trascorsi diciannove anni?

“Mi pare che Fini e Casini stiano da trent’anni in Parlamento, dunque in questa classifica svettano. Vedo poi che la sinistra cerca di rispolverare Prodi. A proposito di nuovo che avanza…”.

 

(IL BIPOLARISMO ALL’ITALIANA)

Il più grande merito di Berlusconi è stato aver introdotto anche in Italia il bipolarismo e la democrazia dell’alternanza. Il più grande merito di Monti, invece, rischia di essere quello di distruggere queste conquiste, disgregando i due poli e ponendosi come forza d’attrazione per la costruzione di un grande Centro.

Il bipolarismo italiano ha già “fatto le ossa” o ha le ore contate?

“Se vogliamo mantenere il bipolarismo occorre votare le due colazioni che si contendono la vittoria e lasciare perdere gli altri partiti, come sostiene il nostro presidente Berlusconi”.

 

(BERLUSCONI E IL FUTURO DEL CENTRODESTRA)

In campagna elettorale Berlusconi è sembrato muoversi a ritmo di valzer, alternando passi “avanti” (l’annuncio della sua sesta ridiscesa in campo), poi “indietro” (la disponibilità a cedere il passo a Monti), poi ancora “laterali” (l’indicazione di Alfano alla successione): prima l’avallo delle primarie (con tanto di candidature e raccolta firme), poi la loro cancellazione…

Crede che il Cavaliere sia ancora una risorsa o sia divenuto una “zavorra” per il centrodestra?

“In pochi mesi, grazie a Berlusconi, il Pdl ha effettuato una straordinaria rimonta, ed oggi alcuni sondaggisti danno le due coalizioni maggiori sostanzialmente appaiate. Che altro dire?”.

Silvio Berlusconi è stato il Presidente del Consiglio più longevo della nostra storia repubblicana. In nove anni di governo, però, il centrodestra non è stato capace: di realizzare alcun “miracolo economico” (negli ultimi 10 anni, il Pil italiano nel mondo è cresciuto di più solo di Haiti!), di liberalizzare l’economia, di alleggerire il “carrozzone” della pubblica amministrazione, di ridurre la pressione fiscale, di sanare il gap infrastrutturale del nostro Paese, di ammodernare la Costituzione…

Perché mai, allora, un elettore deluso di centrodestra dovrebbe riporre la propria fiducia nel Cavaliere?

“Perché solo il centrodestra ha un programma concreto che si basa su meno spesa pubblica, meno tasse e riduzione del debito pubblico attraverso le privatizzazioni. La sinistra è senza idee e contraddittoria e va avanti a passi di gambero, come sulla patrimoniale e sull’Imu, mentre il governo dei tecnici si è visto cosa ha prodotto…”.

Nel caso in cui il 26 febbraio il centrodestra si ritrovi “vincitore azzoppato” delle elezioni, ossia privo di una maggioranza assoluta dei seggi al Senato, quali prospettive si aprono? Con quali partiti avversari, ed a quali condizioni, un’alleanza sarebbe possibile? In presenza di un Parlamento “balcanizzato”, poi, un governo di larghe intese con lo scopo di cambiare legge elettorale e tornare al più presto alle urne sarebbe auspicabile?

“Noi contiamo di vincere e a quel punto potremo fare quello che ci prefiggiamo. Monti e Bersani pensano all’inciucio senza fare i conti con l’oste, ovvero Vendola, che considera l’agenda Monti come fumo negli occhi e un’alleanza col premier un suicidio. Ciò significa che se dovesse vincere la sinistra ci sarà un’Italia ingovernabile.Nessun governo di larghe intese. Berlusconi ha solo detto che ci potrà essere un accordo per riformare la Costituzione, cosa che è assolutamente necessaria, visto, tanto per fare un esempio, che un premier non può nemmeno ‘licenziare’ un suo ministro”.

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 RIFERIMENTI ONLINE:

Blog: Panta Rei

Pagina facebook: Panta Rei

Gruppo facebook: Terza Repubblica

FONTE: http://gaspareserra.blogspot.it/2013/02/speciale-elezioni-2013-berlusconi-il.html

Quali interessi dietro il partito di Mario Monti?

parlamento

Articolo inviato al blog

di: Luciano Lago

Riepiloghiamo i fatti: il governo Monti, arrivato al vertice dell’esecutivo mediante un “golpe bianco”, appoggiato e diretto dalla finanza internazionale, in un momento di gravissima crisi economica, ha operato per salvaguardare gli interessi delle grandi banche e della finanza, attuando una politica di austerità e di prelievo fiscale che ha avuto il risultato di affossare decine di migliaia di piccole e medie imprese costrette a chiudere o a de localizzare all’estero, stritolando economicamente le famiglie italiane mediante tasse, imposte ed accise, oltre ai tagli di servizi pubblici e sottraendo alle famiglie italiane del ceto medio una buona parte del risparmio detenuto che era la principale risorsa e un vanto del paese. D’altra tutto questo era stato ampiamente previsto. 

Questo è stato possibile grazie al vile sostegno fornito dalle forze politiche di centro, di destra e sinistra (i Bersani, i Berlusconi, Casini, Fini ecc.), nonché ai sindacati, che hanno mirato a salvaguardare i propri interessi e le proprie posizioni di privilegio indifferenti all’affossamento dell’economia italiana ed all’arretramento delle condizioni di vita dei cittadini italiani con la complicità dei vescovi e del Vaticano, che hanno manifestato il loro appoggio indiretto al governo Monti, ovvero a coloro che sono dichiaratamente al servizio degli interessi della finanza e delle banche a discapito delle classi disagiate,delle famiglie in difficoltà, dei poveri, proprio quelli che la Chiesa dovrebbe tutelare secondo il messaggio evangelico.

http://www.repubblica.it/politica/2012/12/27/news/osservatore_romano_con_monti_vuole_recuperare_senso_alto_e_nobile-49526773/?ref=HREA-1

Si sono visti poi gli effetti delle politiche di austerità sulle fasce deboli della società italiana con scivolamento in miseria di alcuni milioni di famiglie e si sono visti anche i miliardi elargiti dal governo a sostegno degli istituti bancari (MPS e Morgan Stanley) e dei fondi finanziari di Brussels (MES/EFSM). Una politica davvero “evangelica” quella svolta dal “governo tecnico”.
http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2012/07/17/news/aumentano_i_poveri-39193256/

Vogliamo sperare che non tutti i cittadini italiani siano completamente intontiti e cloroformizzati dalla velenosa e sottile propaganda mistificatoria dei poteri dominanti che controllano i media ed utilizzano le TV per istupidire la parte meno acculturata e critica della popolazione con le “farse” tipo festival di S.Remo condotte da presentatori milionari (Fazio e Litizzetto) profumatamente pagati con soldi pubblici per “distrarre” l’opinione pubblica dai problemi essenziali quali il lavoro che non c’è, l’arretramento delle condizioni di vita e l’annientamento dei diritti operato dai signori del potere politico.
Risulta evidente (e neanche tanto nascosto) l’interesse delle centrali finanziarie di Brussels, Francoforte e Londra ad ottenere in Italia una prosecuzione del governo dei “fiduciari” delle banche per continuare l’opera di spoliazione ed inaugurare una fase di nuove “privatizzazioni” del patrimonio pubblico italiano che consentirà ai potentati finanziari ed alle grandi corporations estere di acquisire a prezzi di saldo aziende importanti come Finmeccanica, ENI, ENEL per ottenerne il controllo e fare profitti (come già avvenuto nel 93 grazie ai Mario Draghi, Amato, Ciampi, D’Alema e Prodi).
Operazione questa di cui si iniziano a vedere le prime avvisaglie con la magistratura che sembra operare per neutralizzare con provvedimenti giudiziari strumentali ad hoc la capacità di penetrazione sui mercati esteri delle aziende italiane. I magistrati italiani, nella loro infinita supponenza, hanno stabilito che non si devono pagare gli intermediari per ottenere le forniture di armi ed attrezzature su paesi come India e Nigeria (sic!!), non è necessario secondo loro, basta presentarsi, negli uffici dei committenti di quei paesi, con la giacchetta ben stirata, la cravatta in tinta ed i cataloghi in carta patinata degli elicotteri,accompagnati magari da un interprete del posto.
Quasi lo stesso che andare a vendere i tortellini ed il parmigiano reggiano all’estero, basta il marchio “made in Italy”.
Le persone con minimo senso critico avevano intuito da tempo che l’Italia aveva ceduto la sua residua sovranità nazionale alle centrali di potere sovranazionale ma forse non si immaginava una azione tanto pianificata di accaparramento delle risorse nazionali da parte della finanza predatoria attraverso i suoi fiduciari.
Nonostante tutto però, qualcosa ci dice che la “ciambella” non uscirà perfetta con il buco, come sperano i signori della finanza, visto che qualcuno inizia a fare le valigie e“fuggire” in Germania, come la ministra Fornero che si dice delusa ed “avvilita” dopo che ha massacrato i diritti all’aspettativa di pensione di tanta gente lasciata in mezzo alla strada e senza tutele. http://it.ibtimes.com/articles/43206/20130215/fornero-lascia-italia-avvilita.htm

Evidentemente la signora ha subdorato l’ambiente ed avrà visto le piazze riempite da Grillo, l’unico che riesce a canalizzare una massiccia protesta anti casta, quelle piazze che non ci fa vedere la TV di regime anche a Torino, la città della Fornero, di Fassino e degli Agnelli, segnali questi che non promettono niente di buono per i fiduciari della finanza. Questo perché quando è troppo e troppo e la gente sarà intontita ma non del tutto anestetizzata.
A nostro parere, alle elezioni bisogna andarci ma sarà importante dare un segnale non votando i partiti di centro, destra e sinistra che sono stati “compagni di merende” di Monti e dei suoi soci, corresponsabili dello sfascio e che adesso fingono di essere opposizione, molto meglio astenersi o dare il voto a formazioni minori che si siano espresse chiaramente contro il dominio della la finanza ed il partito assoluto dell’EURO e dell’”Europa che ce lo chiede”.
Sarà importante far suonare una “campana a morto” nelle orecchie di chi detiene il potere perché nella Storia qualche volta i popoli si sollevano contro il potere e manifestano con forza la loro collera.