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La lettera di Assad agli Stati Uniti: come la Siria sta attirando il presidente Obama nella sua ragnatela

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di: Robert Fisk

assadLa Siria ha chiesto a Washington di avviare una collaborazione militare e di intelligence per sconfiggere il loro nemico comune, l’ Isis, invitando deputati e senatori americani a visitare Damasco per discutere un’azione comune contro i jihadisti che minacciano sia l’America che il regime del presidente Bashar al-Assad.

Si tratta di una proposta che il presidente Barack Obama dovrà rifiutare – ma non senza un certo imbarazzo. Dopo aver deciso di bombardare le forze di Isis, l’autoproclamatosi Stato islamico, in Siria e in Iraq, Obama ha dovuto affrontare anche gli avvertimenti lanciati da Vladimir Putin che tale azione unilaterale in Siria sarebbe considerata “un atto di aggressione“.

Il Presidente degli Stati Uniti dovrà, ancora una volta, spiegare perché non può collaborare, contro gli “apocalittici” nemici dell’ America, insieme a quel regime siriano che Obama ha giurato di rovesciare – anche se questo regime sta combattendo esattamente gli stessi nemici.

La lettera alla Camera dei Rappresentanti invita i membri del Congresso e del Senato- che hanno condannato lo scorso anno il governo siriano per gli attacchi chimici nei sobborghi di Damasco – a collaborare “per salvare le vite dei siriani e degli americani da possibili sporchi attacchi terroristici” compiuti da Isis, Jabhat al-Nusra e altri gruppi.

L’offerta siriana, contenuta in una lettera inviata ieri dal presidente del mite parlamento siriano, Mohamed Jihad al-Laham, non avrebbe potuto essere scritta senza il sigillo di approvazione del regime ed è rivolta, tra gli altri, a John Boehner, presidente della Camera dei rappresentanti e a Nancy Pelosi, leader della minoranza.

Nella lettera viene affermato che l’opposizione siriana “moderata“, che gli Stati Uniti hanno promesso di aiutare e addestrare, è identica ai gruppi jihadisti che supportano l’Isis, (o Isil, come i siriani preferiscono chiamarlo, usando un altro acronimo dell’organizzazione).

Quella che è stata indicata come l’ “opposizione moderata” , scrive il presidente del parlamento di Assad, “ha venduto all’ Isil l’innocente giornalista statunitense che è stato poi decapitato. Non c’è nulla che impedisca a quei gruppi di vendere le armi degli Stati Uniti all’ Isil come … è loro dimostrata pratica comune “. “Armare questi individui,prosegue la lettera, “è una chiara violazione della risoluzione 2170 del Consiglio di Sicurezza [dell’ONU] … rendendo quindi necessaria,tra gli Stati membri, una cooperazione per combattere il terrorismo“.

La Risoluzione 2170, approvata il mese scorso, invita gli Stati membri “a sopprimere il flusso di combattenti stranieri, i finanziamenti e altre forme di sostegno ai gruppi estremisti islamici in Iraq e Siria” – identificati, nel documento delle Nazioni Unite, come Isis e il gruppo Jabhat al -Nusra, collegato ad al-Qaeda– e ” di evitare ai combattenti di lasciare i propri paesi per unirsi a questi gruppi“.

La Siria, naturalmente, insiste sul fatto che attualmente non esista nessuna opposizione “moderata” nel paese, una dichiarazione veritiera, e che tutti gli oppositori del governo di Assad erano, fin dall’inizio, jihadisti sunniti di ispirazione  wahhabita – ma di fatto non così. La lettera di Laham accusa l’Arabia Saudita, che finanzia i nemici di Assad, di sponsorizzare le scuole dove “viene insegnata l’ideologia dell’odio, il ‘takfiri’ [un musulmano che accusa un altro musulmano di apostasia] e la jihad come dovere sacro“.

Ribadendo il propria disprezzo verso il regime saudita, nella lettera si afferma che tutti i “terroristi” sono il prodotto di “questa ideologia salafita, wahhabita, jihadista – dall’ 11/9, agli attentati di Boston, alla decapitazione dei due giornalisti americani – decapitazione, che è una pratica legale governativa in Arabia Saudita“. Obama non dovrebbe costituire alcun coalizione al di fuori della Risoluzione 2170 delle Nazioni Unite, “in particolare con Stati che hanno un conflitto di interessi a causa dell’ ideologia che praticano“.

La lettera potrebbe essere stata influenzata da Khaled Mahjoub, un cittadino americano e uomo d’affari siriano che è anche un confidente personale di Bashar al-Assad, dato che ripete un osservazione, spesso citata, di Mahjoub. E cioè che solo la rieducazione delle famiglie e delle comunità “terroriste” tramite il “Sufismo” può riabilitare coloro che usano la violenza. Il Sufismo, con la sua poesia mistica e il suo desiderio di trovare l’amore divino, è considerato da molti siriani come il contrario del “jihadismo“; i missionari sufi diffondono l’Islam in Africa e in Asia centrale cosi come in India.

Tutto ciò è però ben lontano dalla titanica guerra civile in Siria dove le scuole “moderate” del sufismo sono al terzo posto rispetto agli armamenti militari e all’alleanza russo-iraniana nella battaglia del regime contro l’ Isis. In verità, gli agenti dei servizi segreti occidentali sono stati per molti mesi in contatto con le loro controparti siriane per assicurare, in segreto, il tipo di collaborazione che ora il regime offre apertamente – ma, va detto, senza molto successo.

Accomodati pure nel mio salotto, dice il ragno alla mosca. La ragnatela del regime siriano si è dimostrato essere di gran lunga più dura di quanto immaginato dall’America e in Europa – e la mosca principale ha esibito tutte le caratteristiche di debolezza, paura e indecisione che il ragno siriano ben comprende. Solo poco più di un anno fa, gli Stati Uniti stavano progettando di distruggere il regime siriano con bombe e missili – e ora che vogliono distruggere il regime dell’ Isis con bombe e missili, la Siria fisserà un prezzo riguardo a  qualsiasi tipo di assistenza che Washington cerca.

LINK: Assad’s letter to the US: How Syria is luring President Obama into its web

DI: InformazioneScorretta

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