Scacco a Obama

Boston, le bombe israeliane su Damasco, la crisi (subito sopita) tra USA e Corea del Nord: segnali di una crisi più vasta, e anche Obama è in crisi.

obama

di Giulietto Chiesa.

L’attentato di Boston, i bombardamenti israeliani su Damasco, la crisi (scongiurata subito) tra Stati Uniti e Corea del Nord sembrano eventi del tutto scollegati, disconnessi tra loro. Io penso che non lo siano e che, anzi, siano tutti segnali del convergere - perfino piu’ rapido del prevedibile verso una crisi di più vaste proporzioni.
Mi pare di vedere una mano – più invisibile di quella, famosa, del “mercato” – che preme perché si verifichi una resa dei conti. Forse piu’ di una resa dei conti: diverse e lontane, ma riconducibili a un unicum di impressionante squilibrio, un “buco nero” nel quale stiamo andando tutti nel piu’ disastrante caos di idee dell’ultimo secolo. Ma più grande di quello che condusse alla seconda guerra mondiale. Continua a leggere

Il Corriere, le minacce in rete e le foto ab minchiam

Articolo inviato al blog

di: Cat-so-infelix - http://cat-so-infelix.blogspot.it/ -

FOTOUn importante uomo politico scomparso pochissimi giorni fa diceva che «a pensare male si fa peccato ma spesso si indovina». Un altro proverbio dice invece che «il diavolo si nasconde nei dettagli». E sono questi adagi che tornano in mente sfogliando il Corriere della Sera del 4/05/2013.
A pagina 19, infatti, compare un articolo sulle minacce rivolte in rete alla Presidente della Camera Boldrini. L’articolo, per chi volesse leggerlo, è disponibile anche in versione online sul sito della prestigiosa testata. Continua a leggere

Finanza, i robot e i nostri risparmi nelle sabbie della Cornovaglia

trading

di: Loretta Napoleoni

Le coste della Cornovaglia sono oggi oggetto di grande interesse da parte di società finanziariee di telecomunicazione. Ed infatti, nel 2012, la Crown Estate, impresa che gestisce il fondale marino nel Regno Unito e che vende licenze per tutto ciò che lo attraversa, ha registrato un aumento delle entrate del 104 per cento. Circa il 95 per cento delle notizie finanziarie viaggiano via cavo e non via satellite e questo spiega perché ogni anno si investono intorno ai 2 miliardi di dollari per produrre 50 mila chilometri di autostrade di fibre ottiche, lungo le quali viaggiano le notizie finanziarie al altissima velocità. L’arteria più importante è quella che attraversa l’Atlantico. I cavi partono dalla costa est e riemergono in Portogallo ed in Cornovaglia. Anche se il primo è il paese più vicino agli Stati Uniti, è sempre stato un mercato finanziario marginale, mentre in Gran Bretagna si trova la piazza affari più importante d’Europa. Continua a leggere

Debito pubblico: l’Italia migliore d’Europa (e non è uno scherzo)

debito

di: Marcello Foa

La fonte è molto autorevole: la Neue Zürcher Zeitung (Nzz). L’autore dello studio molto competente in materia: l’economista Bernd Raffelhüschen, professore di Scienze finanziarie presso l’Università di Friburgo, in Germania. La conclusione è molto sorprendente: l’Italia è il Paese che ha il debito pubblico più sostenibile d’Europa.

Possibile? Sì, se si considera oltre al debito esplicito anche quello implicito ovvero gli impegni già presi dallo Stato per i decenni a venire e legati in particolare all’invecchiamento della popolazione: dunque le pensioni in maturazione nei prossimi anni, la spesa sanitaria che dovrà essere sopportata da una popolazione più anziana; il tutto considerando il saldo primario dello Stato. Continua a leggere

Politiche di austerità in Europa intensificano le divisioni nazionali

austerity

di: Stefan Steinberg

Questo articolo è stato precedentemente pubblicato in inglese il 6 maggio 2013

Durante le ultime settimane, negli ambienti politici e nei media, ha imperversato il dibattito sul valore dell’attuazione delle misure di austerità in Europa.La causa delle polemiche è il rapido peggioramento della crisi economica e l’emergere di un’opposizione di massa alle politiche di austerità.

Le elezioni italiane del mese di febbraio sono state la più recente e più chiara espressione della crescente ostilità all’austerità. Il regime tecnocrate, non eletto, di Mario Monti, che aveva effettuato una serie di drastici tagli alla spesa pubblica per volere dell’Unione Europea e delle banche, ha subìto una sconfitta devastante. La destra populista del comico Beppo Grillo è stata la beneficiaria iniziale del diffuso sentimento anti-governativo, che ha esposto l’avversione di milioni, non solo verso il governo Monti, ma verso tutti i partiti tradizionali. Continua a leggere

La Repubblica di ” Napisan”

presid

Articolo inviato al blog

di: Gaspare Serra - http://gaspareserra.blogspot.it -

IL GOVERNO “ALF-ETTA”: PIU’ BIANCO NON SI PUO’!

 “L’Italia è un paese da distruggere, un posto bello e inutile, destinato a morire, dove tutto rimane uguale, immobile, in mano a dinosauri…” (da La Meglio Gioventù)

“THE WINNER IS…”

Giorgio Napolitano! Finalmente il Parlamento, dopo prolungato travaglio, è riuscito a partorire un nuovo nome per lo scranno più alto di Roma.
Beh, “nuovo” non è forse l’aggettivo più indicato… Diciamo che, quantomeno, la benamata “partitocrazia” ha cavato fuori qualcosa dal cilindro! Continua a leggere

Le mani invisibili del potere

andreotti

di: Manlio Dinucci

I «misteri della Repubblica» che Andreotti si è portato nella tomba non sono così misteriosi. Basta leggere il libro «La repubblica delle stragi impunite» del magistrato Ferdinando Imposimato, oggi presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione. Resta da vedere se quella dei «misteri» sia una pagina ormai chiusa della storia italiana.

Imposimato, in base a documenti, mette sul banco degli imputati il gruppo Bilderberg. Nato nel 1954 per iniziativa di «eminenti cittadini» statunitensi ed europei, esso ha svolto un ruolo fondamentale nelle operazioni segrete in Europa durante e dopo la guerra fredda. «Il gruppo Bilderberg – conclude il magistrato – è uno dei responsabili della strategia della tensione e quindi anche delle stragi» a partire da quella di Piazza Fontana nel 1969. Di concerto con la Cia e i servizi segreti italiani, con Gladio e Stay Behind, con la P2 e le logge massoniche Usa nelle basi Nato, con i gruppi neofascisti e le gerarchie vaticane.  Continua a leggere

L’Impero Finanziario e il carcere globale dei debitori

finanza

di: Jerome Roos

Non ci devono essere dubbi: viviamo nell’ epoca dell’ Impero Finanziario. A differenza delle conquiste militari che hanno guidato le espansioni territoriali degli imperi del passato, il moderno Impero Finanziario non consiste nell’esercizio visibile dell’ideologia del Grande Bastone (anche se, indubbiamente, l’imperialismo militare continua anche oggi), ma piuttosto assume la forma di una mano invisibile . Mentre alla fine del 19° e all’ inizio del 20° secolo  la logica del dominio è stata guidata dal potere strumentale degli stati imperiali, l’Impero del 21 ° secolo non ha più bisogno di alcun bastone per sottomettere gli stati sovrani: attraverso i meccanismi globali di applicazione della disciplina di mercato e dalle condizioni del FMI, il potere strutturale del capitale finanziario ora garantisce che tutti si inchineranno davanti ai mercati monetari. Continua a leggere

Andreotti fa paura anche da morto

andreotti

Articolo inviato al blog

di: Luciano Lago

Un atroce dubbio si diffonde a Roma nei palazzi della politica: Andreotti prima di morire avrebbe scritto un memoriale ed un testamento spirituale per alleggerirsi l’anima, lui cattolico praticante, prima di compiere il fatale passo.
Questo che è più di un sospetto (secondo indiscrezioni) agita i palazzi della politica poiché nel memoriale potrebbero essere contenute alcune rivelazioni scottanti su alcuni episodi mai chiariti della storia italiana ed in particolare sull’omicidio di Aldo Moro, sulla organizzazione Gladio e sulla “strategia della tensione”.
Relativamente all’omicidio di Aldo Moro, Andreotti potrebbe ad esempio aver scritto che la D.C. ricevette l’ordine di adottare la “linea dura” sulle trattative con le B.R. ( una vecchia questione sulla quale si è per anni discusso) e da quali centrali esterne sia venuta la disposizione di evitare di entrare in trattativa con le B.R.. Andreotti potrebbe averla finalmente chiarita nelle sue carte per alleggerirsi la coscienza. Furono forse i servizi segreti americani, la CIA? Il Mossad? Fu un ordine o un consiglio? Di sicuro Andreotti godeva di un rapporto privilegiato con Henry Kissinger ed altri esponenti del Dipartimento di Stato dell’epoca negli USA. Continua a leggere

E intanto l’Italia versa altri 2,8 miliardi al Fondo Salva Stati (e banche)

euro
di: Paolo Cardenà
In questi giorni gli italiani  sembrano particolarmente interessati al matrimonio di Valeria Marini, piuttosto che allo scudetto della Juventus, o alla morte di Andreotti.
Le cose serie, come al solito,  vengono poste in secondo piano grazie alla complicità della stampa sussidiata che non ne parla affatto, o che, nella migliore delle ipotesi, riserva minimi spazi alle notizie che invece meriterebbero maggior risalto e una profonda riflessione da parte di tutti: mondo politico in primis. Continua a leggere

I segreti di Wikileaks e il governo Letta

alfano letta

di: Matteo Guinness

Per capire meglio alcune caratteristiche del governo Letta è utile spulciare alcuni documenti riservati diffusi da Wikileaks.

Nella Public library of US diplomacy, aggiornata proprio dalla piattaforma che diffonde i segreti di alcuni apparati diplomatici, è possibile leggere due telegrammi dell’ex ambasciatore Usa Ronald Spogli, in cui questo comunica al ministro degli esteri Condoleeza Rice alcune mosse per ricondurre alla ragione il governo Prodi riguardo la guerra in Iraq. Infatti Prodi, spinto da alcuni nella sua coalizione, il 18 maggio 2006 chiedendo la fiducia al Senato, dichiarò che la guerra in Iraq era stato un errore e annunciava un veloce ritiro delle truppe. Continua a leggere

Non chiamatelo populista! Nigel Farage va preso sul serio

nigel farage

di: Marcello Foa

Sarà perché sono cresciuto alla scuola di Indro Montanelli, ma a me quelli che parlano chiaro e hanno il coraggio di esporsi in persona piacciono; li ammiro anche quando non sono del tutto d’accordo con loro o lo sono solo in parte. Nigel Farage, il leader del Independence party (Ukip) che ha appena vinto alle elezioni britanniche, appartiene a questa stirpe. Lo seguo da tempo ammirandone l’eloquio, straordinario, e l’audacia dei suoi interventi all’Europarlamento contro le lobby e la nomenklatura che domina l’Europa. Ogni volta che l’ho ascoltato, ho pensato: questo ha una marcia in più. Continua a leggere

Si squarcia il velo delle menzogne sulla Siria

armi chimiche

Articolo inviato al blog

di: Luciano Lago

Denuncia choc dell’incaricata dell’ONU per la Siria, Carla Del Ponte: nel corso di una trasmissione ai microfoni della Radio Svizzera, la Del Ponte ha affermato che “le Nazioni Unite hanno le prove che – finora – ad utilizzare “armi chimiche”, a partire dal letale “gas sarin”, in Siria sono stati gli insorti e non gli uomini fedeli al regime di Bashar al Assad”.
Inoltre ha aggiunto che “questo utilizzo e’ stato fatte da parte degli opponenti…dei ribelli e non dalle autorità governative”. La Del Ponte punta il dito però non sui siriani anti-Assad ma contro le frange qaediste sottolineando che, “il fatto non ci sorprende perché negli opponenti si sono infiltrati combattenti stranieri”. Continua a leggere

Decalogo contro l’intervento in Siria/ Stop the intervention in Syria

Articolo inviato al blog

di: mcc43

Siria: 10 Ragioni per opporsi all’intervento 

01 L’intervento in Siria avrà enormi conseguenze regionali e globali. Il conflitto si sta  già diffondendo in Libano e Turchia e potrebbe innescare una guerra regionale che coinvolgerebbe Arabia Saudita, Qatar, Iraq e Iran. Come l’ex segretario generale dell’ONU Kofi Annan ha ammesso “La Siria non è la Libia, non imploderà, esploderà al di là dei suoi confini.”
02 Nel corso degli ultimi dieci anni, la guerra al terrorismo ha drasticamente destabilizzato il Medio Oriente. L’intervento degli Stati Uniti e dei suoi alleati non ha portato altro che sangue e distruzione in Iraq e Afghanistan. Non vi è alcun motivo per credere che il risultato sarà diverso in Siria.
03 L’intervento straniero negherà al popolo siriano il diritto di determinare il proprio futuro. Si metterà la leadership dell’opposizione nelle mani delle potenze occidentali e dei loro alleati che agiranno nel loro stesso interesse.
04 Le molteplici violazioni del regime degli  Assad in materia di diritti umani non hanno preoccupato le potenze occidentali in passato. Gli Stati Uniti hanno inviato prigionieri  per interrogatori e torture in Siria come parte della “guerra globale al terrore”. Aerei militari siriani si sono uniti gli Stati Uniti ad attaccare l’Iraq nel 1991.
05 I principali alleati dell’Occidente nella intervento, in particolare l‘Arabia Saudita e Qatar, non hanno alcun interesse per la democrazia in Medio Oriente.Sono tra i regimi più autoritari della regione e hanno fatto del loro meglio per schiacciare il movimento democratico. Continua a leggere

Torture e 11 settembre 2001: stretta interconnesione

11 settembre

di: Giulietto Chiesa

Sono lieto di annunciare, con largo anticipo che, a cominciare dal prossimo settembre, dodicesimo anniversario dell’attentato terroristico dell’11/9, partirà su scala mondiale una campagna di sensibilizzazione promossa da ben 12 organizzazioni, in maggioranza statunitensi. E’ utile darne l’elenco per fare in modo che tutti coloro che vogliono possano verificare la solidità del loro lavoro. Continua a leggere

Il cerchio si chiude intorno alla Siria

siria

Articolo inviato al blog

di: Luciano Lago

Israele lancia un nuovo attacco aereo sulla Siria. La tv di Stato siriana parla di immagini di una “palla di fuoco” proprio sul centro di ricerche che sarebbe stato colpito da razzi israeliani. Il primo attacco avrebbe avuto come obiettivo un carico d’armi destinato probabilmente agli Hezbollah libanesi. Non ci sono ancora conferme ma lo stesso Libano parla di oltre una quindicina di sorvoli di aerei israeliani nei due giorni del primo attacco.
La difesa aerea della Siria avrebbe abbattuto uno degli aerei israeliani che avevano lanciato l’attacco con missili e bombe contro obiettivi nei dintorni di Damasco durante la scorsa notte. I piloti sarebbero stati presi prigionieri. Le batterie di difesa siriane avevano individuato gli aerei israeliani e risposto al fuoco. All’attacco fatto con le possenti armi a disposizione di Israele, segue naturalmente la solita vergognosa manipolazione di notizie da parte dei media occidentali relativamente a presunte stragi ed efferatezze compiute dalla truppe lealiste dell’Esercito Nazionale Siriano, occultando il terrorismo dei “ribelli”, quello fatto con autobomba in centro città a Damasco e le tante esecuzioni di massa di civili favorevoli al regime di al Assad (documentate in decine di filmati e foto ignorate dai media allineati con gli USA ed Israele). Continua a leggere

L’austerità prosegue imperterrita in Italia

inciucio

di: Chris Marsden

Questo articolo è stato precedentemente pubblicato in inglese il 2 maggio 2013

Ci sono voluti solo un giorno e una visita a Berlino, per rendere chiaro che le promesse del nuovo primo ministro italiano Enrico Letta di passaggio dalle politiche di austerità alla crescita economica sono una miscela di false promesse, manovre diversive e pure bugie.

Letta, del Partito Democratico (PD), è a capo di una grande coalizione che include il PdL (Popolo della Libertà), del magnate dei media Silvio Berlusconi. La coalizione è stata costituita per volontà del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, un vecchio stalinista, al fine di continuare le feroci misure di austerità, imposte dal precedente governo tecnocratico non eletto di Mario Monti. ?Compito non facile, data la straordinaria crisi in cui versa il capitalismo italiano. Continua a leggere

Bolivia, “cacciata” agenzia Usa per lo sviluppo. Morales: “Cospiratori”

bolivia

Usaid dovrà lasciare il Paese. “Così noi intendiamo farci rispettare da chi ha ancora una mentalità di dominio e di sopraffazione”, ha spiegato il presidente. Stesso destino nel 2008 anche per l’ambasciatore degli Stati Uniti e la Dea (Drug Enforcement Administration)

di: Angela Nocioni

Evo Morales ha deciso che l’agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale Usaid deve lasciare la Bolivia. L’accusa è di “cospirare contro il governo”. Per le stesse ragioni fu espulso nel settembre del 2008 l’ambasciatore americano Philip Goldberg. “Confabula con l’opposizione”, fu allora la spiegazione del governo. Cacciata in quel periodo, per lo stesso motivo, anche l’agenzia statunitense antidroga Dea che operava soprattutto nel Chapare, zona di produzione di foglie di coca. Morales, nell’annunciare la decisione, ha detto: “Così noi intendiamo farci rispettare da chi ha ancora una mentalità di dominio e di sopraffazione”. E ancora: “E’ una protesta nei confronti del ministro degli esteri (il segretario di Stato, John Kerry n.d.r.), che dice che l’America latina è il cortile di casa degli Stati uniti”. Continua a leggere

Non solo nucleare: USA e URSS volevano distruggersi a colpi di piogge acide e tornado

uragano

Durante la guerra fredda Usa e Urss pensavano a come annientarsi a vicenda, e l’ultima frontiera era il controllo della natura – Gli Usa progettarono di deviare corsi di fiumi, sciogliere i ghiacci o provocare tsunami – I russi non erano da meno: studiavano come manipolare gli uragani…

1 – GUERRA FREDDA, QUANDO GLI USA USAVANO LA NATURA COME ARMA

Paolo Mastrolilli per “la Stampa

Giacomo Leopardi si lamentava della natura perché era «matrigna», ma chissà cosa avrebbe detto se avesse saputo che gli uomini avrebbero cercato di trasformarla in una vera arma, per sterminare i propri simili. Cambiamenti climatici generati per affamare i nemici, scioglimenti dei ghiacci per affogare le città portuali avversarie, deviazioni delle correnti marine e ostruzioni degli stretti per mutare i fenomeni meteo, perfino esplosioni nucleari finalizzate a provocare tempeste radioattive e incendi istantanei su enormi spazi abitati. Tutto questo immaginato, se non progettato, da scienziati che durante la Guerra Fredda lavoravano a tempo pieno sul concetto strategico della «environmental warfare», la guerra condotta attraverso il catastrofismo ambientale indotto. Leggere «Arming Mother Nature», il libro dello storico Jacob Darwin Hamblin che uscirà a maggio, è come entrare negli incubi più terrificanti del dottor Stranamore. Solo che non si tratta della sceneggiatura di un film. Continua a leggere

Una grande coalizione per l’ austerità in Italia

governo

di: Chris Marsden

Questo articolo è stato precedentemente pubblicato in inglese il 29 aprile 2013

La formazione di un governo di grande coalizione, centrata sul PD del Primo Ministro Enrico Letta e sul PdL di Silvio Berlusconi, mette in chiaro fino a che punto l’oligarchia finanziaria domini la vita politica.

La descrizione ufficiale di questo governo come una coalizione di “sinistra” e “destra” mette in evidenza solo il fatto che tali termini, utilizzati per descrivere i partiti dell’estabilishment, sono stati svuotati di ogni serio significato. Il nuovo governo è un regime di austerità, installato in spregio alla chiara volontà degli elettori e che agisce esclusivamente nell’interesse dello strato parassita dei super-ricchi. Continua a leggere

“Cala lo spread. Fiducia nel nostro Paese? No, merito di Stati Uniti e Giappone”

borsa

di: Loretta Napoleoni

ANALISI DELL’ECONOMISTA LORETTA NAPOLEONI. Le nostre obbligazioni fanno gola per due motivi: i rendimenti sono alti rispetto a quelli del resto dei paesi occidentali e la caduta dei tassi d’interesse in atto ne fa crescere il valore

Se gioca bene le sue carte, il nuovo governo italiano potrebbe, almeno nel breve periodo, trarre vantaggio dalle mutate condizioni del mercato delle obbligazioni di stato, e cioè la corsa all’acquisto del debito della periferia di Eurolandia. Ci troviamo di fronte ad uno di quegli spettacolari colpi di scena che l’alta finanza sferra quando uno meno se lo aspetta? Pare proprio di sì, ma chi pensa che dietro ci sia l’ennesima dietrologia di organizzazioni come il Bilderberg sarà deluso: ciò che sta avvenendo è frutto di politiche economiche e monetarie rivoluzionarie perseguite principalmente da due paesi: gli Stati Uniti ed il Giappone. Politiche che nell’era della globalizzazione hanno un raggio di gettata che va ben oltre i confini nazionali. Continua a leggere

Il Parlamento illegale e il Governo di Famiglia

governo

di: Matteo Guinness

L’Italia è una Repubblica democratica fondata sulla famiglia. Quante volte abbiamo avuto modo di pensare che il primo articolo della nostra Costituzione dovrebbe essere questo per descrivere meglio il carattere del nostro Paese. E non stiamo parlando dell’amore famigliare, bensì del carattere più radicato nella nostra società, quello di agire e pensare solo il termini di affiliazione. La “famigghia”, concetto mafioso, è in Italia la vera e unica istituzione funzionante: manda avanti la macchina amministrativa e sociale fra raccomandazioni e favori alle proprie clientele; trovare lavoro, avere un appuntamento per una visita, vincere un appalto e via dicendo sono risultati conseguibili più facilmente grazie al proprio clan di riferimento. Continua a leggere

Un segnale d’allarme per i politici del Palazzo

Articolo inviato al blog

di: Luciano Lago

castaDopo la cura del “governo tecnico” di Monti e della Fornero, “cura” che ha prodotto circa un milione di nuovi disoccupati in Italia, un numero stimato di circa 390.000 “esodati”, senza più né lavoro né pensione, qualche cosa come 50.000 aziende chiuse nel solo 2012, con la conseguenza di circa un milione di famiglie senza reddito, un numero di sfratti per pignoramento delle abitazioni in crescente aumento e tutto il corollario di una serie impressionante di suicidi di piccoli imprenditori, artigiani e disoccupati, ecco che arriva un giorno di “ordinaria follia” a Roma con sparatoria davanti a Palazzo Chigi di un disoccupato disperato che, secondo le prime indicazioni, aveva deciso di non suicidarsi da solo, mirava ai politici ma ha colpito dei carabinieri di guardia al palazzo. Continua a leggere

Le domande a Yoani Sánchez che i media non rivolgeranno

Domenica la giornalista, blogger e dissidente cubana Yoani Sánchez è stata contestata da un gruppo di italiani filo-castristi prima dell’evento a cui ha partecipato al Festival del Giornalismo di Perugia. I contestatori, circa una ventina di persone, l’hanno accusata di essere filo-americana e le hanno lanciato contro falsi dollari con disegnata sopra la sua faccia. Dopo la contestazione Sánchez ha ringraziato i suoi oppositori dicendo che si augura che anche nel suo paese i personaggi pubblici possano venire contestati. (IlPost.it)

di: Salim Lamrani

Il Professor Salim Lamrani, dalla Sorbona di Parigi, ha preparato 40 domande da fare alla blogger. Domande che i grandi media non le rivolgeranno.

1. Chi organizza e finanzia il suo tour mondiale? Continua a leggere

Perché l’Italia non è un paese democratico


Articolo inviato al blog
democraziadi: Andrea IaconoGli Idioti e Il Potere

Sono molteplici i motivi per cui il nostro paese può non essere considerato democratico.

La parola Democrazia deriva dal greco δῆμος (démos): popolo e κράτος (cràtos): potere, ed etimologicamente significa governo del popolo.

Le ragioni per cui l’Italia non può essere considerata una democrazia non sono indipendenti tra loro, ma l’effetto sinergico che ne deriva dall’interazione delle stesse ne amplifica il risultato definitivo.

Cominciamo dal primo (ed estremamente palese) motivo: la nostra legge elettorale.

Nel dicembre 2005 la legge formulata principalmente dall’allora Ministro per le Riforme Roberto Calderoli, che definì «una porcata» in un’intervista televisiva (per questo venne definita porcellum) viene approvata ed è attualmente in vigore. Continua a leggere

La ricorrenza del 25 Aprile ed il paradosso della Storia


Articolo inviato al blog

di: Luciano Lago

25 aprileLa ricorrenza del 25 Aprile dell’anno in corso, celebrata dai rappresentanti delle istituzioni con il solito fiume di retorica, quale data simbolica che vorrebbe rappresentare una presunta “liberazione” dell’Italia dalla dominazione tedesca e fascista, in realtà coincide in pieno con il massimo apice di una dominazione in Europa di cui si è resa protagonista la stessa Germania, oggi principale potenza economica ed industriale nel vecchio continente che detta la sua linea e le sue regole agli altri paesi europei.  In pochi forse si sono accorti del paradosso della Storia, quasi segnando in ritorno di un ciclo che sembrava superato dagli avvenimenti di 70 anni fa, confermando quasi le teorie di Vico dei cicli storici che si alternano nella evoluzione delle vicende dei popoli e delle Nazioni. Continua a leggere

Letta, Grillo, Berlusconi e le dieci bugie oggi di moda

beppe grillo

di: Andrea Scanzi

“E’ tutta colpa di Grillo”. E’ sempre colpa di Grillo. Se cade il governo, se piove, se c’è il sole. La tesi autossolutoria del Pd – il cui elettorato tende incredibilmente a ingoiare di tutto, passando dalla fregola per l’iper-democrazia al giubilo per l’abbraccio mortale con Berlusconi – è ora quella di ripetere che “il governissimo c’è perché Grillo ci ha portato a farlo”. Sarebbe vero se non ci fosse stata l’apertura Rodotà. Ma quell’apertura c’è stata. Nel gioco delle percentuali, il Pd ha il 70% delle colpe e l’ortodossia di Grillo il 30%. Il M5S ha sbagliato a non fare un nome al secondo giro di consultazioni (non sarebbe cambiato nulla, ma avrebbe tolto alibi al Partito Disastro), ma da Rodotà in poi è stato impeccabile: appoggiate questo nome (più vostro che nostro) e faremo un percorso insieme. A dire no è stato il Pd. Perché? Perché ha sempre voluto – nella maggioranza dei suoi parlamentari – l’inciucio. Infatti è stato scelto Enrico Letta, lo zio di suo zio. Quello che “è meglio votare Berlusconi che Grillo”. Continua a leggere

I “Muri della vergogna”: il mondo di muri, zone di sicurezza e recinzioni elettrificate

di: Arthur Kalmeyer

Pubblicato originariamente in russo e redatto da Global Research

muri

MAROCCO

Il Grande Muro marocchino conosciuto come la “zona di sicurezza”. Questo muro, 2720 km di lunghezza, protegge il Marocco dalle azioni ostili dei guerriglieri del Polisario. Continua a leggere

La teoria del complotto in America Latina: spunti per interessanti riflessioni

chavez

di: William Bavone

Di seguito riportiamo la traduzione di parte di un’intervista rilasciata da Percy Francisco Alvarado Godoy (1) dal titolo Confermando un’ipotesi: Chavez è stato assassinato dalla CIA (2) e parte di un articolo dello stesso Godoy, pubblicato sul proprio blog e dal titolo Non solo si cerca di assassinare Maduro in Venezuela (2). Tali contributi non vogliono “imporre” al lettore una visione complottista delle dinamiche che interessano l’America Latina, ma perlomeno suscitare quesiti ed una visione critica e attenta di ogni singolo evento che avviene in quello o in qualsiasi altro continente. Non sempre esistono complotti (ovviamente), ma spesso si verificano eventi di dubbia “spontaneità”. Continua a leggere

Come le nostre menti vengono modellate dai media – Il modello di propaganda

PROPAGANDA

Articolo inviato al blog

di: Gli Idioti e Il Potere

Il modello di propaganda è una teoria avanzata da Edward S. Herman e Noam Chomsky che tenta di fornire un modello di funzionamento della propaganda.

Con il termine propaganda definiamo il conscio, metodico e pianificato utilizzo di tecniche di persuasione per raggiungere specifici obbiettivi atti a beneficiare coloro che organizzano il processo nei mass media (ivi incluse le forme di pregiudizio sistemico).

« Il XX secolo è stato caratterizzato da tre sviluppi di grande importanza politica: la crescita della democrazia, la crescita del potere economico, e la crescita della propaganda per proteggere il potere economico dalla democrazia »

(Alex Carey, Taking the Risk out of Democracy: Corporate Propaganda versus Freedom and Liberty, University of Illinois Press, 1997, p.19) Continua a leggere