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Quando a Bersani e a Nichi piaceva l’ acqua privata

4 giugno 2011
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Tratto da: Libero-News.it

Il video che sbugiarda il segretario PD. E in Puglia Vendola non fa nulla per cambiare.


C ‘ era un tempo, non troppo lontano, in cui Pier Luigi Bersani si era trasformato nel paladino delle liberalizzazioni, nel teorico del nuovo mercato e della competizione. Tra 2006 e 2008, da ministro dello Sviluppo economico per il secondo governo Prodi, l’attuale segretario del Pd si era esibito, per esempio, in riforme spericolate su banche, farmaci da banco e taxi, non senza polemiche. Più che da ministro, Bersani ha sempre preferito ragionare da amministratore locale, attento cioè agli equilibri (e le esigenze) di tutte le parti in causa. Non solo i cittadini, dunque, ma anche aziende, fossero esse municipalizzate o private. Anche nella rossa Emilia, dove spesso potere politico e potere economico vanno a braccetto, se non addirittura sotto la stessa giacca. E così non deve stupire che nel settembre 2008, ormai ex ministro, il buon Pier Luigi fosse intervenuto a Carpi, un tiro di schioppo da Reggio Emilia, per sostenere la campagna del Pd locale a favore di una privatizzazione un po’ particolare: quella dell’acqua. Ricapitolando: nel 2008 Pd e Bersani favorevoli alla privatizzazione dell’acqua, a Carpi, perché, ricordava il segretario, “un conto sono le infrastrutture, che devono essere pubbliche, e un conto la gestione delle stesse, che possono, anzi devono andare a chi le sa utilizzare al meglio”. E chi le sa utilizzare al meglio, sottolineava Bersani, sono i privati perché “più specializzati”. La posizione non è da poco e infatti aveva creato molti malumori negli attivisti del Movimento 5 stelle di Beppe Grillo, da sempre ultra-sostenitore dell’acqua pubblica. Nel video che potete vedere su LiberoTv, Bersani spiega con eloquio pacato (a tratti soporifero) perché restare legati al passato (cioè al pubblico) sia deleterio.

“L’acqua bene comune è un dibattito che è arrivato persino da Porto Alegre, un po’ da terzomondismo, da Teologia della Liberazione. In Brasile hanno il problema dei padroni dell’acqua, che te la danno se vogliono loro. Noi in Italia abbiamo il problema degli acquedotti che perdono metà dell’acqua, che è un altro film”. Così Bersani prende le distanze dai radicali, un po’ freak e un po’ utopisti. E’ un amministratore pane e salame, lui, e non accetta la solita retorica. “L’acqua non è un bene comune, l’acqua è un bene di Dio”, arriva ad esclamare nello sgomento dell’auletta. “Le infrastrutture che la governano, per garanzia, sono di proprietà pubblica. Poi però subentra la questione della gestione. Come faccio a far perdere meno acqua? Che si depuri bene? Che si facciano investimenti sensati? Devo chiamare uno che è capace di fare quel lavoro lì”. L’esempio arriva dalla Francia, dove “due grandissime società, multinazionali che gestiscono l’acqua anche in India (Veolia e Suez, ndr), sono arrivate a specializzazioni eccezionali”. E’ quello, il futuro (anche se poi nel 2010 Parigi ha ristabilito la gestione pubblica dell’acqua). Perché Carpi la rossa deve avere paura di privatizzare l’Aimag, società che gestiva acqua, gas e rifiuti? Il Comune, in fondo, sta facendo “una partnership industriale per rafforzare le nostre gestioni”. Tutto qua, nessuno scandalo dunque. Né macchinazioni o oligarchie dei privati. Un po’ lo stesso atteggiamento di Nichi Vendola, che in Puglia ha basato la sua rielezione a governatore in Puglia sul ritorno alla gestione pubblica dell’acqua e che non ha mai mantenuto la promessa, tenendosi stretta la Spa che gestisce la risorsa primaria e meritandosi da Beppe Grillo la nomea di supercazzolaro. Strano, però, che sia Bersani e il Pd sia Vendola e Sel siano tra i più combattivi sostenitori al sì del 12 e 13 giugno, che vedrà anche due quesiti sull’acqua. Da far tornare pubblica, naturalmente. Piroette che a Pier Luigi e Nichi riescono facili facili, quanto bere un bicchiere d’acqua.


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5 Responses to Quando a Bersani e a Nichi piaceva l’ acqua privata

  1. fracatz on 31 gennaio 2012 at 19:23

    le privatizzazioni sono vere quando IO cittadino il giorno dopo ho la possibilità di poter scegliere tra 4 o 5 fornitori da cui acquistare il bene (come per il telefono).
    Non è vero che gli acquedotti perdono, piuttosto con il passare degli anni sono aumentati gli attacchi senza contatore fatti agli amici degli amici, anche dagli stessi operai che forano la condotta ed installano un’utenza.
    Chi ci garantisce che il gestore privato si mette a cercare gli attacchi senza contatore ?
    Se si vede cosa è successo in itaja dove hanno fatto la privatizzazione (cosiddetta)
    Andate ad intervistare i cittadini di Aprilia .
    Noi qui a roma, nonostante l’acea sia la migliore azienda come pagamento di alti stipendi ai suoi dipendenti, non possiamo lamentarci, certo al sud ci saranno comuni amministrati da mafiosi che impongono prezzi cari e razionamento della risorsa, ma questi aspetti locali devono essere risolti dalle persone residenti sul territorio, magari trasferendosi tutti al nord

    • giubilo on 31 gennaio 2012 at 22:51

      guarda che la bolletta dell’acqua è piu’ bassa in Puglia che a Roma e il problema delle perdite è stato progressivamente risolto.
      Al Nord vacci te

      • svb67 on 12 febbraio 2012 at 05:12

        Un conto è volere la privatizzazione, e un’altro conto sono le perdite delle liee, che centrano le bollette dove sono + o meno care!

  2. roberto de falco on 31 gennaio 2012 at 21:00

    questo filmato chiarisce ogni dubbio su come la pensa bersani.
    ma che il pd fosse uguale al pdl si e’ sempre saputo.

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