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Russia e rublo sotto attacco

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LA MACCHINA RUSSA GIRA A PIENO RITMO

Non appena si alza un alito di vento sui mercati finanziari si odono le voci dei catastrofisti, dei complottisti e dei dietrologi ad ogni costo secondo i quali c’è un attacco ordito da qualche centro occulto, c’è un piano per destabilizzare i nemici dell’occidente e ci si approssima ad una nuova Armageddon.
Così è stato anche per il caso russo, sul quale un’improbabile semplificazione dei termini ha associato le sanzioni economiche all’attacco speculativo sul Rublo per giungere alla conclusione che è in atto una guerra non convenzionale contro la Russia.

IMPIEGO DELLE RISERVE

Guardiamo anzitutto i numeri, e poi cerchiamo con mente aperta di trarre qualche conclusione. E’ vero che durante il 2014 la Russia ha impiegato circa $90 miliardi di riserve in valuta estera, ma non lo ha fatto per “sostenere il cambio” come si vorrebbe dimostrare. In realtà, non casualmente, tale importo coincide con la riduzione del debito verso l’estero che lo Stato ed i privati russi hanno sperimentato durante il 2014. In tal caso, si tratta di risorse ben spese, cioè impiegate per ridurre l’esposizione verso i mercati finanziari internazionali.
Questa è una strategia che la Russia sta perseguendo con sistematicità da tempo, con la consapevolezza che il debito pubblico e soprattutto estero è in realtà uno strumento di governo…

DEBITO/PIL

Per quel che conta, e certamente in gran parte conta, va ulteriormente ricordato che la Russia ha un dato tendenziale a fine 2014 di rapporto Debito/Pil pari al 13,4%, dato peraltro in diminuzione graduale rispetto agli ultimi 3-5 anni. Vale la pena ricordare che a proposito di Debito/Pil l’Italia ha da poco superato il 130% con un trend in inesorabile crescita. Notare, peraltro, che i due numeri sono certamente comparabili in quanto i due Paesi si equivalgono in termini di PIL, avendo la Russia da poco superato i $2.000 miliardi di PIL, scavalcando quindi anche il PIL italiano… Questo è importante perché in finanza pubblica le dimensioni assolute contano.

IL RAPPORTO RUBLO-DOLLARO-ORO
Con questi numeri alla mano, anche a voler essere complottisti (che è un’impostazione mentale quasi sempre sbagliata), si capisce che non c’è una regia dietro i recenti attacchi al Rublo….c’è, al più, la dimostrazione che i mercati finanziari possono colpire in qualsiasi momento se fiutano qualche opportunità di facile profitto, ma non è detto che partano con l’idea di “distruggere” un Paese.
Qui l’opportunità era semplice: l’economia russa è paragonabile ad una gigantesca obbligazione garantita da petrolio e gas naturale (in gergo si chiama “commodity backed bond”, ovvero obbligazione garantita da materia prima). Se il valore della materia prima sottostante (che garantisce l’obbligazione) crolla, allora il valore dell’obbligazione si aggiusta verso il basso, ovvero il valore del Rublo diminuisce rispetto alle altre valute. E’ una nota legge del mercato.
Ciò aiuta anche a sfatare la credenza che la diminuzione del prezzo del petrolio in sé sia un problema per la Russia. Infatti, a certe condizioni, la diminuzione del prezzo del petrolio può essere neutrale per la finanza pubblica russa.
Per capire questo teniamo conto che quasi il 50% delle entrate russe deriva dalla vendita di petrolio. Se il Rublo si deprezza vuol dire che ci vogliono più rubli per acquistare un dollaro. Oggi, a causa della diminuzione del prezzo del petrolio, lo stesso barile di petrolio viene venduto dalla Russia ad un prezzo in dollari inferiore rispetto ad un anno fa, tuttavia i (minori) dollari incassati dalla vendita di petrolio sono cambiati per una quantità di rubli maggiore rispetto ad un anno fa, appunto perché il Rublo si è svalutato verso il Dollaro. Quindi, tradotto in Rubli, la Russia incassa oggi circa lo stesso di quanto incassava un anno fa.
Nel breve, dunque, la Russia non presenta fattori di vulnerabilità finanziaria rispetto alla prospettiva di attacchi speculativi internazionali e non è vulnerabile al livello del prezzo del petrolio.
Anche se la Russia gode teoricamente di piena sovranità monetaria, gli attacchi speculativi possono sempre accadere, ma non in quanto la finanza pubblica è fragile. Il problema russo, infatti, è l’eccessiva dipendenza dell’economia dall’export di materia prima, un export ancora in gran parte denominato in dollari. E’ su questo che gli speculatori possono avventarsi, ma si tratta di scommesse “matematiche”, finalizzate al profitto, senza una visione “politica” e men che meno “geo-politica”.
Le sanzioni applicate alla Russia non c’entrano nulla con l’attacco al Rublo, essendo le sanzioni un fatto politico, concertato a tavolino, contrariamente all’attacco al Rublo che è un fatto speculativo, risultante dalla coincidenza di interessi di numerosi operatori che scommettono sull’incapacità (o sulla non volontà) della Russia di difendere il cambio al suo livello attuale con le attuali riserve a disposizione della banca centrale.
Nel gioco speculativo sui mercati finanziari, va anzi detto che anche la Russia sta giocando la sua partita. Da mesi si ha notizia di acquisto di quantitativi importanti di oro, il cui prezzo è sceso sensibilmente negli ultimi 12-18 mesi soprattutto se lo si misura in valute diverse dal dollaro.

Peraltro, il fatto che sia l’oro che il petrolio stiano registrando una considerevole diminuzione di prezzo rispetto alle media degli ultimi anni è ANCHE indicativo di una più generale congiuntura recessiva, di una deflazione che è figlia della crisi economica indotta dalla rarefazione monetaria nell’Eurozona, che parte dalla domanda di beni e servizi e arriva a toccare il prezzo delle materie prime. Tutto tragicamente spiegabile dalla globalizzazione.
Da questo punto di vista anche la Russia è un’altra vittima dell’Eurozona… ne importa la recessione economica, ne subisce le sanzioni commerciali, ne sperimenta la speculazione finanziaria.
La vera fragilità della Russia, dunque, non è finanziaria, ma COMMERCIALE. Ecco perché la Troika ha spinto per l’applicazione delle sanzioni commerciali. Sanzioni, va detto, che hanno più un valore simbolico che pratico dato che se portate alle estreme conseguenze si ritorcerebbero anche contro le economie dell’UE, già segnate dalla palude recessiva che emana dall’Eurozona. E c’è da scommetterci che Putin sia ben consigliato a tale proposito….
La Russia sta giocando la sua partita su tutti i tavoli, e per il momento sta facendolo piuttosto bene.

Orlando Beneduce – http://www.krisis.info/2014/12/russia-e-rublo-sotto-attacco/

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