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Serie: Bretton Woods, la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale: il 70 ° anniversario (Parte 2) – In un clima da caccia alle streghe, la Banca Mondiale è sempre al servizio dei potenti

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Parte 1 –  Sulla fondazione delle istituzioni di Bretton Woods

di: Eric Toussaint

Contrariamente alla credenza comune, la missione della Banca Mondiale non è quella di ridurre la povertà nei paesi in via di sviluppo. La missione della Banca, come originariamente concepito dai vincitori della seconda guerra mondiale, Stati Uniti e Gran Bretagna in particolare, è stata quella di contribuire a ricostruire l’Europa e, in secondo luogo, promuovere la crescita economica dei paesi del Sud, molti dei quali erano ancora sotto il dominio coloniale. Fu questa seconda missione che prese il nome di “sviluppo” e che è diventata sempre più importante. La Banca Mondiale ha prima prestato i soldi alle potenze coloniali (Gran Bretagna, Francia, Belgio) per aiutarli a sfruttare in modo più efficace le loro colonie. Poi, quando queste colonie divennero indipendenti, la Banca le ha considerate responsabili del debito che era stato contratto dai loro ex colonizzatori, per sfruttare al meglio le loro risorse naturali e la loro popolazione.

Nei primi 17 anni della sua esistenza, i progetti sostenuti dalla Banca Mondiale erano concentrati sul miglioramento delle infrastrutture di comunicazione e la produzione di energia. Il denaro prestato dalla Banca Mondiale doveva essere speso essenzialmente nei paesi industrializzati. I progetti approvati dalla Banca erano stati concepiti per migliorare le capacità di esportazione del Sud verso il Nord, rispondendo così alle esigenze dei paesi del Nord e per arricchire una manciata di multinazionali nei settori pertinenti. Durante questo periodo, non è stato intrapreso alcun progetto nel settore dell’istruzione, della sanità, nell’approvvigionamento di acqua potabile e per il trattamento delle acque reflue.

Fin dall’inizio, le missioni della Banca sono servite per aumentare la sua capacità di influenzare le decisioni adottate dalle autorità di un determinato paese, di cui ne avrebbero beneficiato i poteri azionisti e le loro società.

La politica della Banca Mondiale si è evoluta in risposta alla minaccia di diffusione della rivoluzione e della guerra fredda. Per i dirigenti della banca, gli aspetti politici erano una questione centrale: nei loro dibattiti interni sono stati fortemente sbilanciati verso gli interessi di Washington o di altri centri mondiali industrializzati.

La Banca mondiale cominciò ad operare efficacemente nel 1946. Il 18 giugno dello stesso anno, Eugene Meyer, editore del Washington Post ed ex banchiere, divenne il primo presidente della Banca. Restò in carica per sei mesi.

I primi giorni della Banca furono difficili. L’atteggiamento ostile di Wall Street era ancora acuto, anche dopo la morte di Franklin Roosevelt nel mese di aprile del 1945. Il mondo bancario diffidava di un’istituzione che, a loro parere, era ancora troppo influenzata dalle eccessivamente interventiste politiche pubbliche del New Deal. Avrebbero preferito che gli Stati Uniti si fossero concentrati sullo sviluppo della Export Import Bank. Furono invece felicissimi quando Henry Morgenthau lasciò il Tesoro | 1 |, non furono particolarmente contrari alla nomina di Eugene Meyer come presidente della Banca, ma in nessun modo accolsero con favore quei sostenitori entusiasti del controllo pubblico – Emilio Collado e Harry White – che furono nominati rispettivamente amministratori esecutivi della Banca Mondiale e del FMI.

Tuttavia, nel 1947, vennero apportate una serie di modifiche ai livelli più alti della Banca, che portarono un nuovo trio favorevole a Wall Street ad assumerne la guida: John J. McCloy venne nominato presidente della Banca Mondiale, nel febbraio 1947, coadiuvato da Robert Garner, vice presidente, mentre Eugene Black andò a sostituire Emilio Collado. Prima della nomina, John J. McCloy era stato un avvocato d’affari di primo piano a Wall Street, Robert Garner era vice-presidente di General Foods Corporation e Eugene Black vicepresidente della Chase National Bank. Nel frattempo, al FMI Harry White era stato licenziato. Wall Street accolse la mossa con favore. Con la cacciata di Emilio Collado e Harry White, erano ormai spariti gli ultimi sostenitori dell’intervento pubblico e del controllo dei movimenti di capitali. Il mondo finanziario poteva “mettersi al lavoro“.

La caccia alle streghe

Le operazioni presso la Banca Mondiale e al FMI furono in gran parte influenzate dalla guerra fredda e dalla caccia alle streghe lanciata negli Stati Uniti e in gran parte orchestrata dal senatore repubblicano del Wisconsin, Joseph McCarthy. Harry White, “padre” della Banca Mondiale e direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale, venne messo sotto inchiesta dall’FBI (Federal Bureau of Investigation) già nel 1945, sospettato di spionaggio per conto dell’Unione Sovietica | 2 |. Nel 1947, il suo caso fu portato davanti al gran giurì federale che si rifiutò di iniziare un processo. Nel 1948, venne interrogato dall’ Un-American Activities Committee. Perseguitato da una maligna e implacabile campagna di diffamazione, morì di infarto il 16 agosto 1948, tre giorni dopo la sua presenza di fronte all’ Un-American Activities Committee | 3 |. Nel novembre del 1953, durante la presidenza Eisenhower, il procuratore generale presentò accuse postume contro Harry White come una spia sovietica. Accusò anche il presidente Truman per la nomina di Harry White come direttore esecutivo del Fondo Monetario Internazionale, in quanto consapevole che l’uomo stava spiando per la Russia.

La caccia alle streghe ebbe anche ripercussioni nelle Nazioni Unite e nelle sue agenzie specializzate, dal momento che, al termine del suo mandato, il 9 gennaio del 1953, il presidente Truman adottò un decreto che obbligava il Segretario generale delle Nazioni Unite e i direttori delle agenzie specializzate, ad informare gli Stati Uniti di tutte le domande presentate da cittadini degli Stati Uniti per lavori presso le Nazioni Unite. Gli Stati Uniti avrebbero poi svolto un’indagine completa per determinare se il ricorrente aveva probabilità di impegnarsi in attività di spionaggio o attività sovversive (come ad esempio la “difesa della rivoluzione … per alterare la forma costituzionale del governo degli Stati Uniti” | 4 |) . Durante questo periodo, il termine “anti-americano” fu un eufemismo comune utilizzato per descrivere il comportamento sovversivo. Un elemento sovversivo non poteva essere assunto dalle Nazioni Unite. L’interferenza negli affari interni delle Nazioni Unite fu molta intensa, come dimostra il tono e il contenuto di una lettera inviata dal Segretario di Stato dell’amministrazione Eisenhower, JF Dulles, | 5 | al presidente della Banca Mondiale, Eugene Black: “Il Segretario Dulles mi ha chiesto (scrive il suo assistente segretario) di condividere l’estrema importanza che egli attribuisce all’ottenimento della piena collaborazione di tutti i capi delle agenzie specializzate delle Nazioni Unite nella gestione dell’ Ordine Esecutivo 10422Egli ritiene che sia evidente che, senza questa piena cooperazione, gli obiettivi dell’Ordine non possano essere raggiunti e, senza tale condizione, il sostegno continuo a queste organizzazioni da parte degli Stati Uniti non può essere garantito “. | 6 |

Per prestare denaro ai suoi paesi membri, la Banca Mondiale ha dovuto prima prendere in prestito da Wall Street sotto forma di titoli obbligazionari | 7 |. Le banche private richiedono garanzie prima di concedere prestiti a un ente pubblico, soprattutto perché, all’inizio del 1946,l’ 87% delle obbligazioni europee erano in ritardo dall’essere ripagate, così come il 60% di quelle latino-americane e il 56% di quelle asiatiche | 8 |.

Con il triumvirato McCloy-Garner-Black al timone della Banca, i banchieri privati ​​erano disposti ad allentare i cordoni della borsa, in quanto contavano di recuperare la loro spesa e realizzare un profitto ancora maggiore. Non sbagliavano affatto.

Durante i suoi primi anni di attività, la Banca prestò principalmente ai paesi industrializzati in Europa. Fu solo con la massima prudenza che iniziò a concedere prestiti anche ai paesi in via di sviluppo. Tra il 1946 e il 1948, concesse prestiti per un importo complessivo di poco più di 500 milioni di dollari ai paesi dell’Europa occidentale (250 milioni alla Francia, 207 milioni ai Paesi Bassi, 40 milioni alla Danimarca e 12 milioni al Lussemburgo), mentre solo un prestito venne fatto ad un paese in via di sviluppo (16 milioni al Cile).

La politica di prestito della Banca Mondiale per l’Europa venne radicalmente destabilizzata e ridotta con l’introduzione del Piano Marshall, nell’aprile 1948. La portata del Piano superò di gran lunga le capacità della Banca. Per la Banca, una delle conseguenze immediate della presentazione del Piano Marshall, furono le dimissioni, un mese dopo, del suo presidente, John J. McCloy, che andò in Europa per assumere la carica di Alto Commissario degli Stati Uniti per la Germania. Eugenio Black prese il suo posto alla Banca e restò in carica fino al 1962.

Con la rivoluzione cinese del 1949, gli Stati Uniti persero un prezioso alleato in Asia, costringendo i leader a Washington ad integrare la dimensione di “sotto-sviluppato” nella loro strategia per evitare il “contagio” comunista. I termini del punto IV del discorso inaugurale del presidente Truman nel 1949 sono molto illuminanti: “Dobbiamo intraprendere un nuovo ed audace programma per mettere a disposizione i benefici dei nostri progressi scientifici e il nostro progresso industriale per il miglioramento e la crescita delle aree sottosviluppate. Più della metà delle persone del mondo vivono in condizioni prossime alla miseria. Il loro cibo è inadeguato. Sono vittime di malattie. La loro vita economica è primitiva e stagnante. La loro povertà è un handicap e una minaccia per loro e per le aree più prospere. […] Credo che dovremmo mettere a disposizione dei popoli amanti della pace i vantaggi del nostro bagaglio di conoscenze tecniche, al fine di aiutarli a realizzare le loro aspirazioni per una vita migliore. […] Con la collaborazione delle imprese, del capitale privato, dell’agricoltura e del lavoro in questo paese, questo programma può aumentare notevolmente l’attività industriale in altre nazioni e può aumentare notevolmente i loro standard di vita. […] Una produzione maggiore è la chiave per la prosperità e la pace. E la chiave per una maggiore produzione è un’applicazione più ampia e vigorosa delle moderne conoscenze scientifiche e tecniche. […] Speriamo di creare le condizioni che porteranno, alla fine, alla libertà personale e alla felicità per tutta l’umanità “. | 9 |

Nella prima pagina della relazione annuale della Banca Mondiale, apparsa dopo il discorso inaugurale del Presidente Truman, la Banca annunciò che d’ora in poi avrebbe lavorato nello spirito del punto IV del discorso di Truman: “Alla data della presente relazione, tutte le implicazioni del programma del Punto IV, e il metodo preciso della sua attuazione, non sono ancora del tutto chiari. Dal punto di vista della banca, tuttavia, il programma è di interesse vitale. (…)Gli obiettivi di base della Banca in questo campo sono essenzialmente gli stessi del programma del Punto IV “. | 10 |.

Sembra di leggere il verbale di una riunione di partito intento ad eseguire un ordine proveniente dal comitato centrale. Detto questo, questa quarta relazione annuale, scritta sotto il duplice impatto della rivoluzione cinese e del discorso di Harry Truman, fu la prima a sottolineare che le tensioni politiche e sociali causate dalla povertà e dall’ineguale distribuzione della ricchezza sono un ostacolo allo sviluppo, come lo era la scarsa distribuzione della terra e i suoi duplici effetti di inefficienza e oppressione.

La relazione continuava affermando che malattie come la malaria | 11 | dovevano essere sradicate, il tasso di scolarizzazione andava aumentato, i servizi sanitari pubblici migliorati. Inoltre, sempre secondo la relazione, lo sviluppo del Sud era importante anche per i paesi sviluppati, perché la loro espansione dipendeva dai mercati che questi paesi sottosviluppati rappresentavano.

Nelle relazioni successive, i temi sociali sono gradualmente spariti e prese il sopravvento una visione più tradizionale.

Per quanto riguarda la sua politica di prestiti, la Banca Mondiale non fece praticamente nulla per abbracciare la dimensione sociale evocata dal punto IV. Non è stata in grado di sostenere qualsiasi progetto finalizzato alla redistribuzione della ricchezza e alla concessione della terra ai contadini. E per quanto riguarda i miglioramenti nella sanità, nell’istruzione e nella fornitura di acqua potabile, fu solo negli anni 1960 e 1970 che la Banca sostenne un piccolo numero di progetti e, anche allora, con la massima cautela.

Alcune caratteristiche della politica creditizia della Banca

Gli alti costi per chi prende in prestito il denaro

I prestiti concessi dalla Banca Mondiale ai paesi in via di sviluppo sono molto costosi: tassi di interesse elevati (pari a quelli praticati sul mercato o vicini ad essi) più una commissione di gestione e un periodo relativamente breve per il rimborso. Questo ha generato molto rapidamente le proteste da parte dei paesi in via di sviluppo, i quali proposero alle Nazioni Unite di istituire un’ alternativa, ovvero finanziamenti meno costosi rispetto a quelli offerti dalla Banca Mondiale.

Oggi, la Banca presta denaro ad un tasso vicino a quello di mercato nel caso di paesi in via di sviluppo con un reddito pro capite annuo di più di 965 dollari. Come qualsiasi banca tradizionale, è attenta a selezionare i progetti redditizi e fa in modo che siano imposte drastiche riforme economiche. Il denaro prestato proviene principalmente da obbligazioni emesse sui mercati finanziari. La solidità della Banca Mondiale, garantita dai paesi ricchi che sono i suoi principali azionisti, gli permette di procurarsi questi fondi ad un tasso favorevole. Il rimborso dei prestiti è realizzato su periodi che variano dai 15 ai 20 anni, con un periodo di tolleranza di tre-cinque anni durante il quale non vi è alcun rimborso del capitale. Questa attività di prestito è molto redditizia: la Banca Mondiale fa profitti di diversi miliardi di dollari l’anno a scapito dei paesi in via di sviluppo e dei loro popoli | 12 |.

Nessun prestito per una scuola fino al 1962

La Banca Mondiale presta denaro per progetti specifici: una strada, un infrastruttura portuale, una diga, un progetto agricolo, ecc…

Nei suoi primi diciassette anni di attività, la Banca non ha concesso alcun prestito per la realizzazione di una scuola, di una struttura sanitaria, per un sistema di drenaggio o per il trasporto di acqua potabile!

Fino al 1962, tutti i prestiti, senza eccezione, sono stati concessi per infrastrutture elettriche, di comunicazione (strade, ferrovie, ecc), dighe, macchine agricole, per la promozione delle colture di esportazione (tè, cacao, riso, ecc), o, in misura marginale, per la modernizzazione delle industrie di trasformazione.

Investimenti orientati all’esportazione

E’ facile vedere quali erano le priorità: l’idea era di aumentare la capacità dei paesi in via di sviluppo di esportare materie prime, combustibili e prodotti agricoli tropicali necessari per il benessere dei paesi più industrializzati.

Un’analisi dei progetti accettati o respinti dalla Banca Mondiale mostra chiaramente che, con poche eccezioni, la Banca non era disposta a sostenere progetti industriali volti a soddisfare la domanda interna dei paesi in via di sviluppo, in quanto questo si sarebbe tradotto in una riduzione delle importazioni provenienti dai paesi più industrializzati. Le eccezioni a questa regola riguardano una manciata di paesi strategicamente importanti che possiedono un potere di contrattazione reale. L’India era uno di questi.

Il denaro prestato al Sud ha fatto ritorno al Nord

La Banca Mondiale fece i suoi prestiti a condizione che il denaro venisse speso dai paesi in via di sviluppo su beni e servizi ordinati dai paesi industrializzati. Durante i primi diciassette anni, oltre il 93% del denaro prestato tornava ogni anno nei paesi più industrializzati sotto forma di acquisti. Le cifre annuali sono state fornite dalla stessa Banca Mondiale fino al 1962. Dall’anno successivo ad oggi, questo tipo di dati è non è più stato reso pubblico. La spiegazione è semplice: fino al 1962, i paesi ricchi, con maggiore influenza nella Banca, erano abbastanza felici di dimostrare che il denaro prestato dalla Banca ritornava a loro in tempi brevi. Erano orgogliosi di dimostrare che la Banca era un’attività estremamente redditizia per loro. Ma col passare del tempo, sempre più paesi, insieme a quelli da poco diventati indipendenti, si unirono alla Banca mondiale e divenne quindi imbarazzante mostrare, nella relazione annuale della Banca, che dalle sue attività avevano beneficiato maggiormente i paesi più ricchi.

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Fonte: Banca Mondiale – Relazioni Annuali, dal 1946 al 1955

Prestiti odiosi alle potenze coloniali …

Dieci anni dopo la sua creazione, la Banca Mondiale contava solo due membri dell’Africa sub-sahariana: l’Etiopia e il Sud Africa. In stretta violazione del diritto dei popoli all’autodeterminazione, la Banca Mondiale concesse prestiti a Belgio, Francia e Gran Bretagna per finanziare progetti nelle loro colonie | 13 |. Come gli storici della Banca mondiale hanno riconosciuto: “Questi prestiti, che servivano per alleviare la carenza di dollari delle potenze coloniali europee, sono stati in gran parte diretti verso interessi coloniali, soprattutto nel settore minerario, sia attraverso investimenti diretti o assistenza indiretta, come nello sviluppo dei trasporti e del settore minerario “. | 14 | Questi prestiti hanno permesso alle potenze coloniali di rafforzare il dominio sui popoli che avevano colonizzato. Hanno aiutato a fornire alle potenze coloniali minerali, prodotti agricoli e carburante. Nel Congo Belga, i milioni di dollari prestati alla colonia per progetti stabiliti dal Belgio, sono stati quasi interamente spesi dall’amministrazione coloniale del Congo sui prodotti esportati dal Belgio. Il Congo Belga ha ricevuto un totale di 120 milioni di dollari in prestiti (in 3 fasi), 105,4 milioni dei quali sono stati spesi in Belgio | 15 |.

… che creano un pesante fardello per le giovani nazioni indipendenti

Quando le colonie sopra citate ottennero l’indipendenza, i principali azionisti raggiunsero un accordo per trasferire il debito contratto dalla potenza coloniale a queste nuove nazioni.

Un esempio lampante è rappresentato dalla Mauritania. Il 17 marzo 1960, la Francia rimase garante per un prestito di 66 milioni di dollari sottoscritto dalla Société Anonyme des Mines de Fer de Mauritanie (MIFERMA). La Mauritania stava vivendo i suoi ultimi mesi da colonia, l’indipendenza era stata proclamata il 28 novembre dello stesso anno. Il prestito doveva essere rimborsato tra il 1966 e il 1975. Secondo la relazione annuale della Banca di sei anni più tardi, la Mauritania indipendente aveva un debito con la banca di 66 milioni di dollari | 16 |. Il debito era stato contratto su richiesta della Francia, mentre la Mauritania era sua colonia, e divenne un debito della Mauritania pochi anni dopo. Il trasferimento dei debiti contratti da un potere coloniale al nuovo stato indipendente era una pratica corrente presso la Banca Mondiale.

Un caso simile si era già verificato in passato ed era stato deciso dal Trattato di Versailles. Quando la Polonia fu ricostituita e reso uno stato indipendente dopo la Prima Guerra Mondiale, fu stabilito che i debiti contratti dalla Germania per colonizzare la parte della Polonia sotto il suo dominio non sarebbero stati trasferiti al nuovo stato indipendente. Il Trattato di Versailles del 18 Giugno 1919 stabiliva che: “La parte del debito che, a parere della Commissione delle riparazioni, è attribuibile alle misure adottate dai governi tedesco e prussiano per la colonizzazione tedesca della Polonia, è escluso dalla ripartizione che deve essere fatta a norma dell’articolo 254 “|17|.

La missione della Banca Mondiale

La Banca Mondiale è solita inviare specialisti in missione verso alcuni paesi membri. Nei suoi primi vent’anni, questi specialisti erano, nella maggioranza dei casi, inviati dagli Stati Uniti.

In principio, il paese “test” più visitato era senza dubbio la Colombia, paese chiave dal punto di vista degli interessi strategici degli Stati Uniti. Una delle priorità di Washington era di impedire che la Colombia cadesse nel campo sovietico o nella rivoluzione sociale.

Nel 1949, la Banca inviò un gran numero di esperti in Colombia. Oltre appunto agli specialisti  della Banca, erano presenti anche quelli del FMI, della FAO e dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità). Il loro compito era quello di studiare i bisogni e determinare una strategia di sviluppo globale per il paese. I progetti concreti sostenuti dalla banca riguardavano l’ acquisto dagli Stati Uniti di 70 bulldozer, 600 trattori e attrezzature per tre centrali idroelettriche!. Nel 1950, si seppe che il governo colombiano stava studiando la relazione elaborata dalla Commissione al fine di formulare un programma di sviluppo su queste basi. L’anno successivo – il 1951 – una commissione di esperti indipendenti colombiani portò a conclusione l’ elaborazione di un tale programma di sviluppo, che il governo mise poi in atto: riforme finanziarie e bancarie; riduzione e flessibilità alle restrizioni alle importazioni; flessibilità riguardo i controlli sui cambi; l’adozione di un atteggiamento liberale e accomodante nei confronti del capitale straniero.

I consulenti designati congiuntamente dalla Banca e dal governo colombiano elaborarono inoltre proposte riguardanti le ferrovie, l’aviazione civile, l’ investimento industriale e l’emissione di titoli del debito pubblico. Un consulente economico nominato dalla Banca venne assunto nel Consiglio Nazionale di Programmazione Economica della Colombia. Questo è ciò che una delle persone più importanti al Fondo Monetario Internazionale, Jacques Polack | 20 |, ha avuto da dire sulla sua partecipazione ad una missione in Colombia: “Le istruzioni orali che ho ricevuto come capo della missione del Fondo (FMI) in Colombia nel 1955, formulate in un incontro tra il vice-presidente della Banca e il vice direttore generale del Fondo, convogliavano lo stesso concetto, espresso nel più sostanzioso linguaggio di questi giorni: ‘Tu torcigli il braccio destro e noi provvederemo a torcergli il sinistro‘ “.| 21 |

Come si può vedere, in generale, queste missioni servivano essenzialmente ad aumentare la capacità della Banca (e delle altre istituzioni, in particolare del FMI) di influenzare le decisioni adottate dalle autorità di un determinato paese, in un modo vantaggioso per i soci e le loro aziende.

La politica della Banca Mondiale si è evoluta in risposta alla minaccia di diffusione della rivoluzione e della guerra fredda

Nel 1950, gli USA e i suoi alleati nella Banca Mondiale espulsero la Cina, quando questa divenne uno stato comunista, e diedero il seggio al governo anti-comunista del generale Chiang Kai-shek, che aveva stabilito il quartier generale sull’isola di Taiwan | 22 |. Per evitare il contagio al resto dell’Asia, vennero intraprese varie strategie e alcuni paesi furono al centro di un sistematico intervento da parte della Banca Mondiale. Tale era il caso di India | 23 |, Pakistan, Thailandia, Filippine e Indonesia. Fino al 1961, la Banca non era autorizzata a trattare con la Corea del Sud,  dominio esclusivo degli Stati Uniti. La Polonia e la Cecoslovacchia, che facevano parte del blocco sovietico, abbandonarono presto la Banca| 24 |. La Jugoslavia, espulsa dal campo sovietico, ricevette invece il sostegno finanziario della Banca.

Nel 1959 ,un tremendo ciclone rivoluzionario scosse le Americhe: a Cuba, la lotta per la rivoluzione trionfò sotto il naso dello Zio Sam | 25 |. Washington fu costretta ad accordare concessioni ai governi e ai popoli dell’America Latina per cercare di prevenire che la rivoluzione si diffondesse a macchia d’olio in altri paesi.

Lo storico della Banca, Richard Webb, ex presidente della Banca Centrale del Perù, ha ricordato gli effetti di questo fenomeno: “Tra il 1959 e il 1960, l’America Latina ha ricevuto il massimo beneficio della rivoluzione di Fidel Castro. I primi effetti si ebbero con la decisione di istituire una Banca dello Sviluppo Interamericana e con una resa  – dopo una lunga resistenza – alle richieste dell’America Latina per una stabilizzazione dei prezzi delle materie prime, nel settembre 1959 venne firmato un accordo sul caffè . L’aiuto è aumentato all’inizio del 1960, a seguito delle radicali espropriazioni di Cuba, il suo patto commerciale con l’URSS e il viaggio di Eisenhower in Sud America. ‘Al mio ritorno’ scrisse Eisenhower, ‘ho deciso di cominciare … ad intraprendere misure storiche volte a realizzare riforme sociali a beneficio di tutti i popoli dell’America Latina.’ “| 26 |.

Sempre Eisenhower: “Di continuo, davanti a noi, si poneva la questione di quello che poteva essere fatto circa il fermento rivoluzionario nel mondo. (…) Abbiamo bisogno di nuove politiche che possano raggiungere la radice del problema, questo fermento rivoluzionario dei popoli. (…) Un suggerimento era (…) di aumentare la retribuzione degli insegnanti e di aprire centinaia scuole professionali. (…) Abbiamo dovuto abbandonare alcune delle vecchie  (…) per  evitare che il mondo libero vada in fiamme “. | 27 |.

Continua Richard Webb : “Nel mese di aprile, il Segretario di Stato Christian A. Herter informò l’Unione Pan – Americana di un brusco cambiamento nella politica estera americana verso l’America Latina, tra cui la decisione di sostenere una riforma fondiaria. Dillon presentò un nuovo programma di aiuti al Congresso nel mese di agosto, che prevedeva 600 milioni di dollari di finanziamenti per prestiti agevolati da parte della Banca dello Sviluppo Interamericana e  sottolineò le spese sociali per affrontare le disuguaglianza di reddito e le istituzioni obsolete, due gravi impedimenti al progresso. Il disegno di legge venne prontamente emanato.

La percezione della crisi nella regione proseguì nel 1961 e Kennedy intensificò la risposta: ‘Insieme a Berlino, è l’area più critica. (…) L’intera area potrebbe presto esplodere. (…) Non so se il Congresso mi sosterrà. Ma è ora il momento, mentre sono tutti preoccupati che Castro possa estendere la sua rivoluzione in tutto l’emisfero. ‘Nel marzo del 1961, Kennedy chiese che fossero prese misure per evitare il caos in Bolivia. Il suo staff  decise però di ‘ignorare le proposte sia del Fondo Monetario Internazionale che del Dipartimento di Stato, che volevano attuare in Bolivia un pacchetto di misure di austerità e anti-inflazionistiche invece di offrire assistenza economica immediata. (…) Le cose erano già abbastanza cupe senza la necessità di ricorrere ad ulteriori sacrifici da parte di chi non aveva più nulla da dare. Una settimana dopo, Kennedy annunciò l’Alleanza per il Progresso con l’America latina, un programma decennale per la cooperazione e lo sviluppo incentrato sulle riforme sociali, con aiuti su larga scala per i paesi che ‘faranno la loro parte’ “. | 28 |

L’annuncio delle grandi riforme non impedì comunque alla Banca e agli Stati Uniti di sostenere regimi corrotti e dittatoriali come quello di Anastasio Somoza in Nicaragua. Il 12 aprile 1961, appena cinque giorni prima della pianificata spedizione militare degli Stato Uniti contro Cuba dal territorio nicaraguense | 29 |, i direttori della Banca accordarono di concedere un prestito al Nicaragua, anche se pienamente consapevoli che il denaro sarebbe stato utilizzato per rafforzare il potere economico del dittatore. Era il prezzo da pagare per il suo sostegno all’assalto contro Cuba. Di seguito è riportato un estratto del verbale ufficiale della discussione tra gli amministratori della Banca, il 12 aprile 1961 | 30 |:

Mr. [Aron] Broches: Ho appreso che la famiglia Somoza è in ogni cosa e sarebbe difficile trovare qualcosa in Nicaragua senza colpire loro.

Mr. [Robert] Cavanaugh: Mi preoccupa apparire come coloro che favoriscono un accordo in base al quale le persone saranno spinte a vendere la terra ambita dal presidente

Mr [Simon] Cargill: Se il progetto è di per sé soddisfacente, non credo che l’interesse del presidente sia un problema che vada sorretto

Mr Rucinski: Sono d’accordo sul fatto che sia troppo tardi per tornare indietro.

Mr. Aldewereld: Il problema della struttura fondiaria e della famiglia Somoza è increscioso, ma lo sapevamo fin dall’inizio e penso che ora sia troppo tardi per sollevare la questione.

Pochi mesi dopo, nel giugno 1961, gli stessi direttori della Banca stavano dibattendo la questione di un prestito all’Ecuador. Il contenuto di questa discussione è indicativo dei reali interessi politici globali che stanno dietro le azioni della Banca | 31 |:

Qual è il rischio politico degli indiani invisibili, che rappresentano la metà o due terzi della popolazione, che sono ancora completamente al di fuori del quadro politico ed economico?

Mr [John] de Wilde: L’Ecuador ha una buona condotta. (…) Non è questo un momento strategico per le agenzie (…) come la Banca, di entrare nel contesto (…) ed evitare un deterioramento della situazione politica?

Mr Knapp: (…) Questo è il genere di lavoro che gli Stati Uniti dovrebbero effettuare.

Mr. Broches: Dove si colloca l’Ecuador rispetto all’indice delle ingiustizie sociali a cui si sta riferendo Mr. Kennedy?

Mr. Knapp: L’Ecuador sembrerebbe essere il prossimo paese a diventare”Fidelista”

Mr. [Orvis] Schmidt:  Se ci sono grandi disparità nella distribuzione della ricchezza in Ecuador, queste sono comunque inferiori a quelle di altri paesi dell’America Latina. (…) Gli indiani sui monti sono ancora tranquilli, anche se il governo non ha davvero fatto molto per loro.

Mr. Demuth: Nel guardare i paesi feudali dell’America latina, (…) dobbiamo essere realisti e renderci conto che le rivoluzioni stanno per accadere. Dobbiamo solo sperare che [i nuovi governi] onoreranno gli obblighi dei precedenti governi(…)

Mr. Aldewereld: Il colonialismo è certamente cattivo in Ecuador (…) anche (…) peggio che in Estremo Oriente. Qualcosa di violento sta per accadere. (…) Penso che i nostri progetti servano per alleviare le pressioni interne. (…) Sono d’accordo che potremmo considerare di fornir maggior denaro dall’ IDA ( International Development Association) per mitigare questi rischi politici.

Mr Knapp: (…) Ma le condizioni politiche portano al default .

Non si sarebbe potuto essere più chiari…

LINK:  The WB assists those in power in a witch-hunting context

DI: InformazioneScorretta

Note

| 1 | Henry Morgenthau, stretto collaboratore di Franklin Roosevelt, si scontrò con il suo successore, il presidente Truman, prima della Conferenza di Potsdam del luglio 1945 ed rassegnò le sue dimissioni.

| 2 | Secondo R. Oliver, Harry White è stato un progressista in termini politici, simpatizzando con le cause dei lavoratori in tutto il mondo e fraternizzando con i comunisti. Vedi Oliver, Robert W. 1975. International Economic Co-operation and the World Bank, pp. 81-85.

| 3 | Nel corso di tale udienza, ebbe un primo attacco cardiaco.

| 4 | Ordine Esecutivo 10422 del 9 gennaio 1953, parte II. 2. c.

| 5 | Dwight D. Eisenhower, generale e politico repubblicano, succedette ad Harry Truman come Presidente degli Stati Uniti nel mese di gennaio 1953. Venne rieletto nel 1957 e concluse il suo secondo mandato nel 1961.

| 6 | Lettera, John D. Hickerson, Assistente Segretario di Stato, al Presidente Eugene Black, 21 febbraio 1953, in Kapur, Devesh, Lewis, John P., Webb, Richard. 1997. The World Bank, Its First Half Century, Volume 1, p. 1173

| 7 | Dal 1953, la Banca Mondiale non si è limitata a contrarre prestiti all’interno degli Stati Uniti: ha emesso anche  obbligazioni in Europa, poi in Giappone. Nel 1970, quando i prezzi del petrolio sono aumentati, la Banca ha inoltre accettato prestiti dal Venezuela e dai paesi arabi produttori di petrolio.

| 8 | Kapur, Devesh, Lewis, John P., Webb, Richard. 1997. The World Bank, Its First Half Century, Volume 1, p. 917.

| 9 | Estratti dal punto IV e la conclusione del discorso inaugurale presentata da G. Rist, Le développement. Histoire d’une croyance Occidentale, Paris, Presses de Sciences Po, 1996, pp. 116-121. Altre questioni riguardano il sostegno al sistema delle Nazioni Unite, la creazione della NATO e l’introduzione del Piano Marshall.

| 10 | BIRS (Banca Mondiale), quarta relazione annuale 1948-1949, Washington DC.

| 11 | Quasi sessant’anni dopo, la Banca Mondiale sta ancora investendo per l’eliminazione della malaria, la malattia dei poveri. Vedi Castro Julie, Millet Damien, “Malaria and Structural Adjustment: Proof by Contradiction”, in Boete Christophe, Genetically Modified Mosquitoes for Malaria Control, Landes Bioscience, 2006..

| 12 | D’altra parte, il dipartimento per i prestiti agevolati della Banca Mondiale, chiamato IDA (vedi capitolo successivo), dedicato esclusivamente ai paesi più poveri, presta loro i soldi dai paesi ricchi e dai paesi che hanno contratto debiti con la BIRS ad un tasso inferiore a quello di mercato (circa lo 0,75%) per lunghi periodi (di solito tra i 35 ei 40 anni, con un periodo iniziale di tolleranza di 10 anni).

| 13 | Le colonie interessate dai prestiti della Banca Mondiale furono, per il Belgio, il Congo belga, Ruanda e Burundi; per la Gran Bretagna, l’Africa orientale (tra cui il Kenya, l’Uganda e la futura Tanzania), la Rhodesia (Zimbabwe e Zambia), la Nigeria e il Guiana britannico in Sud America; per la Francia, Algeria, Gabon, Africa occidentale francese (Mauritania, Senegal, Sudan francese – che divenne il Mali, Guinea, Costa d’Avorio, Niger, Haute-Volta – che divenne Burkina Faso, Dahomey – che divenne Bénin).

| 14 |Kapur, Devesh, Lewis, John P., Webb, Richard. 1997. The World Bank, Its First Half Century, Volume 1, p. 687.

| 15 | Il fatto che il Belgio è stato il beneficiario di prestiti al Congo Belga si può dedurre da un grafico pubblicato nella Quindicesima Relazione della Banca mondiale per l’anno 1959-1960. BIRS (Banca Mondiale), Quindicesima Relazione annuale 1959-1960, Washington DC, p. 12.

| 16 | BIRS (Banca Mondiale), Quindicesima Relazione annuale 1959-1960, Washington DC, p. 52; BIRS (Banca Mondiale), Quindicesima Relazione annuale 1965-1966, Washington DC, p. 79.

| 17 | Citato da Sack, Alexander Nahum. 1927. Les Effets des Transformations des Etats sur leurs Dettes Publiques et Autres Obligations financières, Recueil Sirey, Paris, p. 159.

| 18 |  Sack, Alexander Nahum. 1927 p. 158.

| 19 | I risarcimenti dovrebbero essere richiesti dalle ex potenze coloniali attraverso la Corte internazionale di giustizia dell’Aia. Va notato che, fintanto che le Agenzie delle Nazioni Unite, di cui la Banca Mondiale è parte, continuano a godere dell’immunità, e finché non sarà modificato lo statuto della Banca, gli Stati membri della Banca Mondiale avranno difficoltà ad intraprendere azioni legali contro essa. D’altra parte, le associazioni dei cittadini che rappresentano le vittime, possono portare la Banca in tribunale sia nel proprio paese o in un paese in cui la Banca ha un’agenzia o dove sono stati rilasciati i prestiti. Questo punto verrà sviluppato nella parti successive di questa serie.

| 20 | Jacques Polack partecipò alla conferenza di Bretton Woods del 1944 ed è stato direttore del dipartimento di ricerca del Fondo monetario internazionale dal 1958 al 1980 e direttore esecutivo del FMI per i Paesi Bassi dal 1981 al 1986.

| 21 | Kapur, Devesh, Lewis, John P., Webb, Richard. 1997. The World Bank, Its First Half Century, Volume 2: Perspectives, p. 477.

| 22 | Questa situazione durò fino al 1980, quando la Cina tornò alla Banca Mondiale e al FMI. Alle Nazioni Unite, la situazione è durata fino al 1971.

| 23 | Vedi Millet Damien, Toussaint Eric, “India, 60 years after the long struggle for independence when will India’s new liberation come ?”, in Tsunami Aid or Debt Cancellation! The Political Economy of Post Tsunami Reconstruction, VAK, Mumbai, 2005, Capitolo 4.

| 24 | La Polonia si ritirò dalla Banca Mondiale nel marzo 1950 e la Cecoslovacchia nel dicembre del 1954; la Banca aveva rifiutato di concedere loro un unico prestito.

| 25 | L’Avana è a circa 200 chilometri dalla costa degli Stati Uniti, che controllava Cuba dal 1898.

| 26 |Kapur, Devesh, Lewis, John P., Webb, Richard. 1997. The World Bank, Its First Half Century, Volume 1, p. 163.

|27 | D. Eisenhower, Waging Pace, pp 530-537.

| 28 |Kapur, Devesh, Lewis, John P., Webb, Richard. 1997. The World Bank, Its First Half Century, Volume 1, p 163-164

| 29 | La spedizione ebbe luogo il 17 aprile 1961. Più di 1 500 mercenari anti-Castristi sbarcarono nella Baia dei Porci. La spedizione si rivelò un fiasco monumentale.

| 30 | Questo testo è tratto da Kapur, Devesh, Lewis, John P., Webb, Richard. 1997. The World Bank, Its First Half Century, Volume 1, p. 165

| 31 | Questo testo è stato preso da Kapur, Devesh, Lewis, John P., Webb, Richard. 1997. The World Bank, Its First Half Century, Volume 1, p. 166.

Éric Toussaint è uno storico con un dottorato in Scienze Politiche presso l’Università di Parigi VIII e Liegi. E’ il presidente del CADTM Belgio (www.cadtm.org). Ha scritto numerosi saggi sulla geopolitica tra cui  The World Bank: A Critical Primer, Pluto Press, London, 2008, (http://cadtm.org/The-World-Bank-A-c… ), The Life and Crimes of an Exemplary Man, CADTM, 2014 (http://cadtm.org/The-Life-and-Crime… ) e A Glance in the Rear View Mirror. Neoliberal Ideology from its Origins to the Present, Haymarket Books, Chicago, 2012.  Ha scritto diverse opere con Damien Millet, incluso Debt, the IMF, and the World Bank: Sixty Questions, Sixty Answers, Monthly Review Press, New York, 2010, http://cadtm.org/Debt-the-IMF-and-t.. Vedi anche la  tesi di dottorato in scienze politiche di Eric Toussaint, presentata nel 2004 presso le Università di Liegi e Parigi VIII:“Enjeux politiques de l’action de la Banque mondiale et du Fonds monétaire international envers le tiers-monde” (” Aspetti politici della Banca mondiale e le azioni del Fondo monetario internazionale verso il Terzo Mondo “), http://cadtm.org/Enjeux-politiques-…

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