
Discorso di José Pepe Mújica, Presidente dell’Uruguay nel Vertice della CELAC (Comunità di Stati Latinoamericani) tenutasi a Santiago, in Cile, il 26 e 27 gennaio 2013.
di: Manlio Dinucci

Chi dubitava che Barack Obama non meritasse il Premio Nobel per la pace, ora deve ricredersi. Il presidente ha annunciato la creazione dell’Atrocities Prevention Board, un apposito comitato della Casa Bianca per la «prevenzione delle atrocità». Lo presiede la sua ispiratrice, Samantha Power, assistente speciale del presidente e direttrice per i diritti umani al National Security Council, formato dai più importanti consiglieri di politica estera. Nella scalata al potere (cui sembra predestinata dal suo cognome), la Power, aspirante segretaria di stato, ha sempre fatto leva sulla denuncia di presunte atrocità, attribuite a quelli che di volta in volta gli Usa bollano quali nemici numero uno. Sotto le ali del suo patron, il potente finanziere George Soros, la Power ha contribuito a elaborare la dottrina «Responsabilità di proteggere», che attribuisce agli Stati uniti e alleati il diritto di intervenire militarmente nei casi in cui, a loro insindacabile giudizio, si stiano per commettere «atrocità di massa». Con tale motivazione ufficiale, in specifico quella di proteggere la popolazione di Bengasi minacciata di sterminio dalle forze governative, il presidente Obama ha deciso l’anno scorso di fare guerra alla Libia. Ora la dottrina viene istituzionalizzata con la creazione dell’Atrocities Prevention Board. Attraverso la Comunità di intelligence (formata dalla Cia e altre 16 agenzie federali), esso stabilisce quali sono i casi di «potenziali atrocità di massa e genocidi», allertando il presidente. Predispone quindi gli strumenti politici, economici e militari per la «prevenzione». In tale quadro, il Dipartimento della difesa sta sviluppando «ulteriori principi operativi, specifici per la prevenzione e la risposta alle atrocità». D’ora in poi sarà l’Atrocities Prevention Board a preparare il terreno a nuove guerre. Ed è già al lavoro: di fronte alla «indicibile violenza cui è soggetto il popolo siriano, dobbiamo fare tutto ciò che possiamo», ha dichiarato il presidente Obama, sottolineando che, oggi come in passato, «la prevenzione delle atrocità di massa costituisce una fondamentale responsabilità morale per gli Stati uniti d’America». Peccato che l’Atrocities Prevention Board sia stato creato solo ora. Altrimenti avrebbe potuto prevenire le atrocità di massa di cui è costellata la storia statunitense, a iniziare dal genocidio delle popolazioni autoctone nordamericane. Basti ricordare, limitandosi agli ultimi cinquant’anni, le guerre contro Vietnam, Cambogia, Libano, Somalia, Iraq, Jugoslavia, Afghanistan, Libia; i colpi di stato orchestrati dagli Usa in Indonesia, Cile, Argentina, Salvador. Milioni di persone imprigionate, torturate e uccise. Per prevenire altre atrocità, l’Atrocities Prevention Board dovrebbe assicurare alla giustizia i responsabili, impuniti, delle torture e uccisioni ad Abu Ghraib, a Guantanamo e in decine di prigioni segrete della Cia. Dovrebbe anche acquisire agli atti i video con cui soldati Usa documentano, per divertirsi, l’uccisione di civili in Afghanistan*, che il Pentagono ha cercato prima di occultare e poi di sminuire. Se li guardi bene Samantha Power, per capire che cosa è veramente una «atrocità di massa».
*V. http://www.rollingstone.com/politics/news/the-kill-team-20110327
di: Adrian Salbuchi

Nel 2004 Denis Boneau, un giornalista francese che scrive per Rete Voltaire, ha pubblicato un articolo intitolato “The Science of World Domination” (www.voltairenet.org / The-Science-of-World-Domination ), facendo un eccellente riassunto delle principali pietre miliari nello sviluppo della strategia per la guerra psicologica globale degli Stati Uniti dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Boneau ha cominciato descrivendo la dottrina Truman di “contenimento” dell’ ex Unione Sovietica, basata sul cosiddetto “lungo telegramma” inviato al Dipartimento di Stato nel 1946 da un consigliere dell’ambasciata americana a Mosca – ed erudito membro del Council on Foreign Relations (CFR) – S. George Kennan.
Poco tempo dopo, Kennan venne richiamato negli Stati Uniti per fornire informazione più dettagliate ai suoi superiori e le sue raccomandazioni vennero poi pubblicate sul numero di Luglio del 1947 di Foreign Affairs, la rivista ufficiale del CFR, nell’articolo “ The Sources of Soviet Conduct“. Questo divenne noto come l’articolo “X”, perché è così che Kennan lo firmò, in quanto vi erano ancora accese discussioni sul fatto se, quanto riportato da Kennan nel suo scritto, avrebbe dovuto trasformarsi nella politica estera ufficiale degli USA.
Lo diventò. Con il suo articolo, Kennan diede alla luce la politica statunitense di “contenimento” dell’Unione Sovietica, che consisteva nel bloccare l’espansione del comunismo attraverso il controllo dei movimenti d’emancipazione nazionale che avessero l’intenzione di portare al potere dei dirigenti filosovietici o filosocialisti.
Come politica ufficiale, il ”contenimento” ha richiesto la collaborazione di esperti in grado di fornire dati geografici, economici, culturali, psicologici e sociologici utili alle Forze Armate degli Stati Uniti e alla comunità di intelligence, lavorando quindi a stretto contatto con think tank come il CFR.
Scoppia cosi la Guerra Fredda, che Kennan e il governo degli Stati Uniti credevano avrebbe dato agli USA una storica opportunità per assumere la guida di quello avrebbero poi descritto come il “mondo libero“.
Con il tempo, mentre l’Elite del Potere Globale diventava sempre più profondamente radicata all’interno delle strutture di potere pubbliche e private degli Stati Uniti e della Gran Bretagna (e dei loro alleati chiave), divenne chiaro che la “leadership” sarebbe passata dal “mondo libero” a praticamente l’intero pianeta.
Come parte di questa strategia globale, il 1947 vide anche l’amministrazione Truman sancire il National Security Act che, tra le altre cose, diede vita alla Central Intelligence Agency (CIA) con il compito di progettare, pianificare ed eseguire azioni di “propaganda, guerra economica, azione diretta preventiva,sabotaggio, anti-sabotaggio, distruzione, sovversione contro Stati ostili, assistenza ai movimenti di liberazione clandestini, guerriglia, omicidi, assistenza a gruppi indigeni che si oppongono ai paesi nemici del ‘mondo libero’ … ”
Qual è la guerra psicologica?
Boneau definisce la Guerra Psicologica (PsyWar) come una serie di azioni che vanno dalla propaganda via radio alla tortura e che necessitano di informazioni complete sulle popolazioni mirate. In un documento scritto nel 1948, le forze di terra americane definiscono la “guerra psicologica” come segue:
“Si basa su mezzi morali e fisici diversi da quelli su cui si basano le ortodosse tecniche militari. Il suo scopo è: (a) distruggere la volontà e lo spirito combattivo del nemico ed evitare il sostegno da parte dei suoi alleati e (b) aumentare nelle nostre truppe e quelle dei nostri alleati la volontà di vincere “.
La Guerra Psicologica utilizza ogni arma e strumento possibile per influenzare e incidere la volontà del nemico. Queste “armi” sono etichettate come “psicologiche” per l’ effetto che producono e non causa della loro natura. Questo è il motivo per cui, la propaganda aperta (“bianca“), quella segreta (“nera“) o quella “grigia” – sovversione, sabotaggio, omicidi, operazioni speciali, guerriglia, spionaggio, pressioni politiche, economiche e razziali ed etniche – sono tutte considerate utili armi di guerra psicologica.
Per mettere in pratica tutto ciò, i servizi segreti reclutano specialisti nel campo delle scienze comportamentali in grado di inventare la “semplice, chiara e ripetitiva” propaganda bianca e la propaganda nera volta a provocare “disordini, confusione e … terrore” all’interno delle forze nemiche.
Abbiamo quindi cominciato a capire che la cosiddetta “Primavera Araba” non è proprio esplosa improvvisamente e spontaneamente nel 2011, ma era piuttosto nata da un “uovo” di decenni fa e covato con pazienza dai servizi segreti.
Propaganda “Bianca”
Iniziò negli anni ’40 e ’50 con il Progetto Troy, che mobilitò i migliori studiosi al fine di identificare i mezzi di trasmissione disponibili per trasmettere la “verità” (ovvero la propaganda degli Stati Uniti) dall’ altro lato della cortina di ferro attraverso potenti radio – trasmettitori come ad esempio Voice of America, la rete di radiodiffusione creata dall’International Information Service (IIS), un altro istituto per la guerra psicologica nato sotto l’amministrazione Truman.
Voice of America venne usato per promuovere i “valori” statunitensi della cosiddetta “democrazia“, l’ “American Way of Life“, la “libertà” e il capitalismo delle grandi imprese. Un leader chiave del Progetto Troy fu James Webb, consigliere del segretario di Stato Dean Acheson e un gran sostenitore della ”guerra psicologica“, che consigliò ad esperti universitari e al governo di lavorare a più stretto contatto.
Ben presto però si resero conto che Voice of America non bastava per penetrare la cortina di ferro e allora, sostenuti dalla Marina degli Stati Uniti e la CIA, vennero suggeriti altri canali per implementare la propaganda “bianca“: gli scambi universitari, la pubblicazioni di libri, informazioni per posta , riviste specializzate, pubblicazioni commerciali e industriali.
Truman creò inoltre lo Psychological Strategy Board, incoraggiando gli studi della “società sovietica” attraverso un programma di reclutamento di dissidenti denominato Progetto CENIS – Centre for International Studies - presso il MIT (Massachusetts Institute of Technology) diretto da Max Millikan del CFR.
Tale strategia funzionò cosi bene che, nel 1950, la US Air Force commissionò e finanziò ricerche analoghe sulla popolazione coreana. A Wilbur Schramm, il padre fondatore del paradigma della comunicazione di massa, John Ridley e Fredericks William venne dato il compito di intervistare rifugiati anti-comunisti per elaborare una adeguata strategia di propaganda verso la Corea. Lo studio portò anche alla creazione del “Public Opinion Quarterly” (POQ), la rivista ufficiale della comunità della “guerra psicologica“.
Nel 1963 venne invece istituitò il Progetto Camelot, che definiva i modelli di processo che portano alle rivoluzioni nazionali nei paesi del Terzo Mondo per facilitare le operazioni di contro-insorgenza. Camelot è un buon esempio del rafforzamento delle relazioni tra gli studiosi comportamentali e la comunità di intelligence degli Stati Uniti ( università, grandi aziende, think-tank e le forze armate). Facilitò gli interventi in Yemen, Cuba e Congo, e contribuì a prevedere e prevenire il rischio della rivoluzione.
In Cile, operando attraverso lo Special Operations Research Office (SORO), il Project Camelot, col sostegno della CIA, pianificò il rovesciamento del governo democraticamente eletto di Salvador Allende per imporre, l’11 settembre 1973, la giunta militare del generale Augusto Pinochet.
Lo sviluppo della Strategia della Guerra Psicologica globale può anche contare sulle più importanti università che si occupano di Scienze della Comunicazione per sviluppare il paradigma della “comunicazione di massa”, tramite i finanziamenti da parte dei militari degli Stati Uniti, dalla CIA e dal Dipartimento di Stato. Ciò permise quindi l’ elaborazione di una efficace propaganda per penetrare la cortina di ferro con mezzi diversi, tra cui opuscoli e radiodiffusione. Il campo di studio della disciplina è ampio: si va dalle tecniche di persuasione, a sondaggi, interviste, mobilitazioni politiche e militari, diffusione dell’ideologie …
Oggi, soprattutto grazie a importanti scoperte nel campo delle tecnologie delle comunicazioni e dell’informazione, la propaganda e la guerra psicologica sono state in gran parte esternalizzate e privatizzate. Le loro armi di guerra psicologica principali sono TV, radio, stampa e internet, come Fox, CNN, MSNBC, ABC, CBS, PBS, New York Times, Newsweek, BBC, RTVE, RAI, Time, Daily Telegraph, Sun, Mirror, Daily News,Reuters, Jerusalem Post e le loro filiali e dipendenti a livello mondiale.
Cosa più importante, questo processo include anche quell’ importante arma dell’ ingegneria sociale e della deformazione del pensiero, conosciuta come l’ “industria dell’intrattenimento“, con Hollywood come suo perno centrale e fiore all’occhiello.
Il dipartimento dei Trucchi Sporchi
Fin dall’inizio, la tortura era considerata un campo di ricerca delle scienze sociali. Durante la guerra di Corea, il BSSR (il principale centro di ricerca della propaganda “nera“) è stato incaricato di svolgere studi per l’esercito al fine di identificare i “target e fattori di debolezza ” delle popolazioni dell’Europa dell’Est, definendo diversi “aspetti di violenza psicologica“. Il BSSR elaborò relazioni sugli effetti delle tecniche tradizionali di interrogatorio – scosse elettriche, percosse, droga – (finanziate in parte dalla CIA) in particolare sulle popolazioni del Vietnam e dell’ Africa, destinate a migliorare l’ efficienza delle torture.
Il paradigma della comunicazione di massa si inserisce in un più ampio piano intellettuale, consistente nella divisione della mappa del mondo in relazione alla logica degli strateghi americani. Il patriarca di questa disciplina, Wilbur Schramm (come Leo Strauss), ha offerto una prospettiva di questa dimensione riduzionista delle scienze della comunicazione basata sull’ antagonismo “buoni / cattivi“, dove il comunismo simboleggiava il ”male” e l’ America il ”bene“. Questo venne condiviso dalla maggioranza degli intellettuali e scienziati che supportavano il governo degli Stati Uniti nella lotta contro l’espansionismo sovietico, dove la neutralità era considerata pari al tradimento.
Nel 2001, l’amministrazione Bush ha riattivato questi meccanismi della Guerra Fredda, ma non per combattere l’Unione Sovietica bensì per imporre un “Nuovo Ordine Mondiale“. Dopo l’11 settembre 2001, la scusa per questa riattivazione è stata “la guerra al terrorismo.” Ancora una volta i servizi di intelligence si sono rivolti alle università: il direttore della ricerca scientifica della CIA, John Philips, ha preso il controllo del Rochester Institute of Technology, Michael Crawl, vice direttore della associazione economica mista della CIA nel settore informatico è stato nominato preside della University of Arizona e Robert Gates (ex direttore della CIA sotto la presidenza Bush senior), prima di diventare capo del Pentagono del governo Bush / Obama, è stato presidente della Texas A & M University. Ahimè!… Niente di nuovo sotto il sole …
L’articolo è stato originariamente pubblicato su New Dawn 131 (http://www.newdawnmagazine.com/latest-issue/new-dawn-131-march-april-2012).
LINK: PsyWarfare: “The Battle for the Mind”
DI: Coriintempesta
Per favore pregate per il Giappone.
Le immagini della devastazione causata dal terremoto di magnitudo 8,9 in Giappone sono assolutamente strazianti. E ‘stato il peggior terremoto della storia del Giappone ed e’ uno dei cinque più grandi terremoti che sia mai stato registrato. Questo terremoto di magnitudo 8.9 ha scatenato uno tsunami assolutamente senza precedenti in quella parte del mondo. Un muro d’acqua alto 30 piedi ha spazzato fino a 6 chilometri verso l’interno. Auto e case sono state spostate dall’acqua come se fossero giocattoli per bambini. Dal terremoto iniziale sono seguite più di 100 scosse di assestamento di magnitudo 5.0 o maggiore. Centinaia di cadaveri sono stati scoperti finora e secondo una relazione ,quasi 88.000 persone sono attualmente disperse. Non si sa quanto sarà alto alla fine il numero dei morti. Grandi aree di terra sono ora completamente sotto l’acqua e 4,4 milioni di famiglie nel nord-est del Giappone non hanno energia elettrica.
Vedremo più terremoti come questo? Ci sono altri segni che l’”Anello di Fuoco”sta tornando in vita? Se non avete mai sentito parlare dell’”Anello di Fuoco”, sarebbe il momento ideale per iniziare a studiarne qualcosa. Purtroppo, ne sentiremo probabilmente parlare un bel po ‘di più nei mesi a venire. Di seguito è riportato come Wikipedia definisce l’ “Anello di Fuoco “….
L’Anello di fuoco del Pacifico (o talvolta solo l’Anello di Fuoco)è una zona caratterizzata da frequenti terremoti ed eruzioni vulcaniche, estesa per circa 40.000 km tutto intorno all’oceano Pacifico, con una forma che ricorda quindi grossolanamente un ferro di cavallo. È caratterizzata dalla presenza di numerosissimi archi insulari, fosse oceaniche e catene montuose vulcaniche.

L'Anello di Fuoco
Circa il 90 per cento dei terremoti nel mondo si verificano lungo l’Anello di Fuoco. Circa il 75 per cento dei vulcani del mondo si trovano lungo l’Anello di Fuoco.
Vi ricordate lo tsunami in Indonesia del 26 dicembre 2004? Questo è successo lungo l’Anello di Fuoco. Inoltre, anche il terremoto di magnitudine 8,8 che ha colpito il Cile centrale lo scorso febbraio era nell’Anello di Fuoco.
Ma questo terremoto in Giappone è stato l’evento più drammatico che abbiamo avuto lungo l’Anello di Fuoco….
Quindi vi è l’evidenza che il resto dell Anello di Fuoco sta tornando in vita?
Beh, considerariamo i seguenti fatti ….
* Il mese scorso, un grande terremoto ha completamente devastato Christchurch, in Nuova Zelanda.
* Due vulcani nella Kamchatka ,in Russia, sono eruttati quasi nello stesso momento esatto in cui il terremoto di magnitudine 8,9 ha colpito il Giappone.
* Uno dei vulcani più attivi in Indonesia, il Monte Karangetang, è eruttato appena un paio d’ore dopo il terremoto che ha colpito il Giappone.
* Il vulcano Fuego in Guatemala è eruttato di nuovo alla fine di febbraio .
* Pennacchi di cenere alti 800 metri si sono alzati dal vulcano Santiaguito in Guatemala verso la fine di febbraio .
* Un certo numero di altri vulcani lungo l’Anello di Fuoco hanno eruttato recentemente.
* Anche se non sull’ Anello di Fuoco, il vulcano Kilauea nelle Hawaii è nell’Oceano Pacifico ed è stato anche molto attivo ultimamente. Ha sputato lava per 65 piedi in aria lo scorso fine settimana.
Nel 2011 si sta avendo un’ aumento di attività lungo l’Anello di Fuoco, iniziato lo scorso anno. Si scopre che il 2010 è stato un anno eccezionale per numero di eruzioni vulcaniche nell’Anello di Fuoco.
* Anche la costa occidentale degli Stati Uniti è lungo l’Anello di Fuoco. L’anno scorso, più di 2000 terremoti hanno colpito il sud della California in una sola settimana .
* Un terremoto di magnitudo 8,8 ha scosso il centro del Cile lo scorso febbraio e ha prodotto uno tsunami che ha ucciso 524 persone.
Purtroppo, l’elenco di esempi potrebbe continuare a lungo.
–Per leggere il resto clicca qui -
In questo video, una animazione grafica del fenomeno dello tsunami che è lo spostamento di una grande massa d’acqua. Questo evento si verifica quando si ha un forte movimento del fondale oceanico, ad esempio a causa di un terremoto, nei dintorni di una faglia terrestre. Lungo l’anello di fuoco del Pacifico, l’area con la più intensa attività sismica al mondo che va dall’Alaska fino a Sumatra, c’è una parte della crosta terrestre detta placca che scivola sotto un’altra. Questo movimento esercita una pressione sulla massa oceanica in superficie provocando l’innalzamento dell’acqua. La forza accumulata sul fondale spinge l’onda che si propaga sulla terraferma con una potenza inarrestabile.
Terremoto Giappone, come nasce uno tsunami di TMNews
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