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Occupy Wall Street e l’ “Autunno Americano”: è una “Rivoluzione Colorata”?
di: Michel Chossudovsky
C’è un movimento di protesta popolare che si sta dispiegando in tutta l’America, comprendente persone di ogni ceto sociale, di tutte le età, consapevoli della necessità di un cambiamento sociale e impegnati a invertire la marea.
La base di questo movimento rappresenta una risposta all’ “agenda di Wall Street” di frodi finanziarie e manipolazione, servite per innescare la disoccupazione e la povertà in tutto il paese.
Questo movimento costituisce, nella sua forma attuale, uno strumento di riforma significativa e di cambiamento sociale in America?
Qual è la struttura organizzativa del movimento? Chi sono i suoi principali artefici?
Il movimento o segmenti all’interno di esso sono stati cooptati?
Questa è una questione importante, che deve essere affrontata da coloro che fanno parte del Movimento Occupy Wall Street così come da coloro che, in tutta l’America, sostengono la democrazia reale.
Introduzione
Storicamente, i movimenti sociali progressisti sono stati infiltrati, i loro leader cooptati e manipolati, attraverso il finanziamento di organizzazioni non governative, sindacati e partiti politici. Lo scopo ultimo del ”finanziamento del dissenso” è quello di impedire al movimento di protesta di sfidare la legittimità dell’ elite di Wall Street:
“Con amara ironia, una parte dei fraudolenti guadagni finanziari a Wall Street, negli ultimi anni, sono stati riciclati alle fondazioni esenti da tasse delle élite e a quelle di beneficenza. Questi guadagni finanziari non sono stati utilizzati solo per acquistare i politici, ma sono anche stati convogliati alle ONG, agli istituti di ricerca, i centri sociali,gruppi religiosi, ambientalisti, media alternativi, per i diritti umani,ecc..
L’obiettivo interno è “fabbricare il dissenso” e stabilire i confini di un opposizione ”politicamente corretta”. A loro volta, molte ONG sono infiltrate da informatori che spesso agiscono per conto di agenzie di intelligence occidentali. Inoltre, un segmento sempre più ampio dei media progressisti di notizie alternative su internet è diventato dipendente dai finanziamenti di fondazioni private e associazioni di beneficenza.
L’obiettivo delle élite è stato quello di frammentare il movimento popolare in un vasto mosaico “fai da te” (Vedi Michel Chossudovsky, Manufacturing Dissent: the Anti-globalization Movement is Funded by the Corporate Elites, Global Research, 20 settembre 2010).
Fabbricare il dissenso
Allo stesso tempo, il” dissenso fabbricato” è intento a promuovere divisioni politiche e sociali (ad esempio all’interno e tra i partiti politici e i movimenti sociali). A sua volta, incoraggia la creazione di fazioni all’interno di ogni organizzazione.
Per quanto riguarda il movimento anti-globalizzazione, questo processo di divisione e frammentazione risale ai primi giorni del World Social Forum. (Vedi Michel Chossudovsky,Manufacturing Dissent: The Anti-globalization Movement is Funded by the Corporate Elites, Global Research, 20 settembre2010)
La maggior parte delle organizzazioni progressiste del periodo post seconda guerra mondiale, compresa la “sinistra” Europea sono state, nel corso degli ultimi 30 anni,trasformate e rimodulate. Il sistema di libero mercato (neoliberismo) è il consenso della ”sinistra”. Questo vale, tra gli altri, per il Partito socialista in Francia, il partito laburista in Gran Bretagna, i socialdemocratici in Germania, per non parlare del partito dei Verdi in Francia e Germania.
Negli Stati Uniti, il bipartitismo non è il risultato dell’interazione dei partiti politici del Congresso. Una manciata di potenti gruppi di lobby aziendali controllano sia i repubblicani che i democratici. Il “consenso bi-partisan” è stabilito dalle élites che operano dietro le quinte. E ‘applicato dai principali gruppi lobbistici, che esercitano una morsa su entrambi i maggiori partiti politici.
A loro volta, i leader della American Federation of Labor and Congress of Industrial Organizations(AFL-CIO) sono stati cooptati dall’ establishment aziendale contro la base del movimento operaio degli Stati Uniti. I leader delle organizzazioni dei lavoratori partecipano alle riunioni annuali del Forum economico mondiale di Davos (WEF).Collaborano con il Business Roundtable. Ma al tempo stesso, la base del movimento operaio degli Stati Uniti, ha cercato di effettuare modifiche organizzative che contribuiscono a democratizzare la leadership dei sindacati.
Le élite promuoveranno un “rituale del dissenso” con alta visibilità dei media, con il supporto della rete televisiva, della stampa corporativa così come di internet.
Le élite economiche - che controllano le principali fondazioni – supervisionano anche il finanziamento di numerose organizzazioni della società civile, che storicamente sono state coinvolte nel movimento di protesta contro lo stabilito ordine economico e sociale. I programmi di molte organizzazioni non governative (comprese quelli coinvolti nel movimento Occupare Wall Street) si basano parecchio sui finanziamenti da fondazioni private tra cui la Ford, Rockefeller, MacArthur, fondazioni Tides,tra gli altri.
Storicamente, il movimento anti-globalizzazione emerso negli anni 1990 si è opposto a Wall Street e ai giganti del petrolio del Texas controllati da Rockefeller, et al. Eppure, le basi e le associazioni di beneficenza di Rockefeller, Ford et al hanno, nel corso degli anni, generosamente finanziato le reti progressiste anti-capitalista e gli ambientalisti , al fine di sorvegliare e in ultima analisi, dare forma alle loro varie attività.
Le “Rivoluzioni colorate”
Nel corso dell’ultimo decennio, le “rivoluzioni colorate” sono emerse in diversi paesi. Si tratta di operazioni di intelligence degli Stati Uniti consistenti nel sostenere segretamente i movimenti di protesta al fine di innescare il “cambio di regime” sotto la bandiera di un movimento pro-democrazia.Le “Rivoluzioni colorate” sono finanziate dal National Endowment for Democracy, l ‘International Republican Institute e Freedom House,tra gli altri. L’obiettivo finale di una “rivoluzione colorata” è quella di fomentare disordini sociali e utilizzare il movimento di protesta per rovesciare il governo esistente. L’obiettivo finale è, quindi, quello di instaurare un governo filo-americano (o un regime fantoccio).
Dalla Primavera Araba” a “Occupy Wall Street“: il ruolo di OTPOR
Nella “primavera araba” egiziana, le principali organizzazioni della società civile, comprese Kifaya (Basta!) e il Movimento Giovanile del 6 Aprile, non erano supportate solo da fondazioni basate negli Stati Uniti tra cui Freedom House e il National Endowment for Democracy (NED), ma hanno anche avuto l’approvazione del Dipartimento di Stato americano. (Per i dettagli si veda Michel Chossudovsky, The Protest Movement in Egypt: “Dictators” do not Dictate, They Obey Orders, Global Research, 29 Gennaio 2011

dissidenti egiziani -Freedom House

Il Segretario di Stato americano Hillary Clinton e dissidenti egiziani -Maggio 2009-
La cooptazione dei leader dei vari gruppi dell’ opposizione in Egitto è stata attuata attraverso vari canali tra cui Freedom House e il National Endowment for Democracy, entrambi i quali hanno legami con i servizi segreti americani.
Il Movimento Giovanile del 6 Aprile, il quale per un certo numero di anni è stato in collegamento permanente con l’ambasciata americana al Cairo, è stato addestrato dal Centre for Applied Non Violent Action and Strategies (CANVAS) della Serbia, una società di consulenza e formazione specializzata in ”Rivoluzioni”.
Il CANVAS è stato fondato nel 2003 dall’ OTPOR, un’organizzazione serba sostenuta dalla CIA,che ha svolto un ruolo centrale nella caduta di Slobodan Milosevic in seguito ai bombardamenti NATO della Jugoslavia nel 1999.
Appena due mesi dopo la fine dei bombardamenti della Jugoslavia del’99, l’ OTPOR svolgeva un ruolo centrale nell’installazione di un governo “ad interim” in Serbia sponsorizzato da USA-NATO. Questi sviluppi hanno anche aperto la strada verso la secessione del Montenegro dalla Jugoslavia, l’istituzione della base militare statunitense Bondsteel e la formazione dello Stato Mafioso in Kosovo.
Nell’agosto del 1999, la CIA pare abbia creato un programma di formazione per OTPOR a Sofia, capitale della Bulgaria:
“Nell’estate del 1999, il capo della CIA, George Tenet, ha messo su un reparto a Sofia, in Bulgaria” per educare “l’opposizione serba, come confermato lo scorso 28agosto[2000] dalla BBC.
Il programma della CIA è un programma per fasi successive. Nella fase iniziale, essi lusingano il patriottismo e lo ‘spirito di indipendenza” dei serbi, agendo come se essi rispettassero queste qualità. Ma dopo aver seminato confusione e distrutto l’unità del Paese, la CIA e la NATO si spingerebbero molto b en più lontano. ”
(Gerard Mugemangano e Michel Collon,”To be partly controlled by the CIA ? That doesn’t bother me much.”, Interview with two activists of the Otpor student movement, International Action Center (IAC),To be partly controlled by the CIA ? 6 Ottobre 2000. Vedi anche “CIA is tutoring Serbian group, Otpor“,The Monitor, Sofia, tradotto da Blagovesta Doncheva, Emperors Clothes, 8 settembre 2000).
Il” Business della Rivoluzione”
Il Centre for Applied Non Violent Action and Strategies (CANVAS) dell’OTPOR si descrive come “una rete internazionale di formatori e consulenti” coinvolti nel ”Business Revolution”. Finanziato dal National Endowment for Democracy (NED), costituisce consulenza e formazione di gruppi di opposizione sponsorizzati dagli Stati Uniti in oltre 40 paesi.
L’ OTPOR ha giocato un ruolo chiave in Egitto.
Egitto -Tahir Square: quello che sembrava essere un processo di democratizzazione spontaneo era una operazione di intelligence accuratamente pianificata. Guarda il video qui sotto.
Sia il Movimento Giovanile del 6 Aprile che Kifaya (Basta!) hanno ricevuto una formazione preliminare dal CANVAS a Belgrado “nell’ambito delle strategie di rivoluzione non violenta”. ”Secondo Stratfor, le tattiche utilzzate dal Movimento e da Kifaya” provenivano direttamente dal programma di addestramento del Canvas. ”(Citato in Tina Rosenberg, Revolution U, Foreign Policy,16 febbraio 2011)

Logo del Movimento Giovanile del 6 Aprile, Egitto
Vale la pena notare la somiglianza dei loghi e dei nomi coinvolti nelle “rivoluzioni colorate” sponsorizzate da CANVAS-OTPOR. Il Movimento Giovanile del 6 Aprile in Egitto ha usato il pugno chiuso come suo logo, Kifaya (“Basta!”) ha ripreso lo stesso nome come il movimento di protesta giovanile supportato da OTPOR in Georgia, che era stato chiamato Kmara! (“Basta!”). Entrambi i gruppi sono stati formati dal CANVAS.
Il ruolo del CANVAS-OPTOR nel Movimento Occupy Wall Street
CANVAS-OPTOR è attualmente coinvolto nel Movimento Occupy Wall Street.
Diverse importanti organizzazioni attualmente coinvolte nel movimento Occupare Wall Street hanno avuto un ruolo significativo nella ”Primavera araba”. Di rilevanza, ” Anonymous “ è stato coinvolto nel condurre attacchi informatici su siti web del governo egiziano, in piena “primavera araba”.
Lo scorso agosto, ” Anonymous ” ha condotto simili attacchi informatici contro il Ministero della Difesa siriano. Questi attacchi informatici sono state intrapresi a sostegno dell’ “opposizione” siriana in esilio, che è in gran parte integrata dagli islamisti. (Vedi Syrian Ministry Of Defense Website Hacked By ‘Anonymous’, Huffington Post, 8 agosto 2011).
Le azioni di ” Anonymous “ in Siria sono coerenti con il quadro delle”rivoluzioni colorate”. Essi cercano di demonizzare il regime siriano e creare instabilità politica. (Per l’analisi sulle opposizionidella Siria, si veda Michel Chossudovsky, SYRIA: Who is Behind The Protest Movement? Fabricating a Pretext for a US-NATO “Humanitarian Intervention” , Global Research, 3 maggio 2011)
Sia CANVAS che Anonymous sono ora attivamente coinvolti nel Movimento Occupy Wall Street. [http://anonops.blogspot.com]
Il ruolo preciso del CANVAS nel Movimento Occupy Wall Street resta da valutare.
Ivan Marovic, uno dei leader del CANVAS, ha recentemente tenuto un discorso dinanzi i manifestanti a New York City.
Marovic ha già riconosciuto in passato che non c’è nulla di spontaneo nella progettazione di un “evento rivoluzionario”:
“Sembra come se le persone fossero appena scese in strada. Ma è il risultato di mesi o anni di preparazione. E ‘molto noioso fino a quando non si arriva al punto dove è possibile organizzare manifestazioni di massa o scioperi. Se è attentamente pianificato, dal momento in cui ha inizio, si conclude tutto nel giro di settimane “. (Citato in in Tina Rosenberg,Revolution U, Foreign Policy,16 febbraio 2011)
Questa dichiarazione del portavoce di OTPOR Ivan Marovic suggerisce che i movimenti di protesta nel mondo arabo non si sono diffusi spontaneamente da un paese all’altro, come invece viene ritratto dai media occidentali. I movimenti di protesta nazionali sono stati pianificati con largo anticipo e anche la cronologia e la sequenza di questi movimenti sono state previste.
Allo stesso modo, la dichiarazione di Marovic suggerisce anche che il Movimento Occupy Wall Street è stato oggetto di attenta pianificazione avanzata da un certo numero di organizzazioni chiave riguardo la tattica e la strategia.
Vale la pena notare che una delle tattiche dell’ OTPOR è “non cercare di evitare gli arresti”, ma piuttosto di” provocarli e usarli a vantaggio del movimento.” , come strategia di pubbliche relazioni. (Ibid)
Il Pugno Chiuso del Movimento Occupy Wall Street su http://occupywallst.org

La PARTE II del presente articolo esaminerà il fulcro del movimento Occupy Wall Street , compreso il ruolo di organizzatori delle ONG.
LINK: Occupy Wall Street and “The American Autumn”: Is It a “Colored Revolution”?
DI: CoriInTempesta
Soros liquida i soci: ora potrà speculare da solo
La notizia che George Soros, uno dei simboli più odiati della speculazione finanziaria, abbia deciso di liquidare le quote degli investitori esterni del suo Quantum Fund e trasformarlo in un fondo che gestirà esclusivamente le risorse di famiglia, non è arrivata inaspettata. Le nuove regole, imposte in nome di un minimo di decenza dalla Casa Bianca alle società finanziarie non personali, in primis la registrazione, quindi più controlli e trasparenza, hanno spinto il finanziere a operare la svolta.

Niente controlli vuol dire mantenere le mani libere per operare e speculare solo per il tornaconto personale su quei mercati internazionali che hanno permesso al profugo ungherese di accumulare, in circa 40 anni, una fortuna personale di circa 25 miliardi di dollari. E Soros che negli ultimi tempi ha avuto anche la faccia di bronzo di tuonare contro i finanzieri che investono allo scoperto, in altre parole senza disporre dei capitali necessari, non può dimenticare di avere guadagnato cifre esorbitanti proprio grazie a tale meccanismo difeso a spada tratta dai repubblicani Usa.
Ed è paradossale ricordare quanto Soros, arrivato in America nel 1956, odi il partito di George Bush e Sarah Palin e come il Quantun Fund e le società collegate abbiano invece versato consistenti finanziamenti ai democratici. La spiegazione è perfettamente consequenziale all’impostazione di base del capitalismo finanziario. Un partito come i repubblicani viene visto da Soros, e dai suoi consimili, come il partito non tanto della guerra quanto dell’industria degli armamenti che è in continua ricerca di eserciti da armare, non solo quello Usa, e che rappresenta quindi un elemento di disturbo delle strategie del capitalismo finanziario che necessita invece di una relativa calma nelle relazioni internazionali per poter spostare senza troppi problemi i capitali da un mercato ad un altro. Soros sogna e vuole una “società aperta” di tipo globale, un concetto che ha mutuato dalle idee di Karl Popper, suo professore alla London School of Economics, un filosofo austriaco fuggito in Gran Bretagna per sfuggire alle persecuzioni razziali.
Quel Popper, il cui relativismo dottrinario, l’idea che non ci siano verità certe e immutabili e che tutto possa e debba essere messo in discussione, da certe correnti politiche e filosofiche liberali o liberiste, viene presentate come il toccasana ad ogni totalitarismo. In realtà esso, nelle sue applicazioni, si trasforma in un sistema dogmatico che, per certi aspetti, è stato funzionale a far passare l’idea della superiorità del modello occidentale (soprattutto gli Usa) e della necessità di imporlo in tutto il mondo.
Una concezione politica, che è nell’originario Dna americano, e che è condivisa dai repubblicani, sia pure sotto l’influsso dei neo conservatori, e dai democratici. Se differente è il contenitore, il contenuto è esattamente lo stesso. E Soros ci ha messo molto di suo, creando lui stesso e finanziando apertamente con l’Open Society Institute (che ha filiali in circa 60 Paesi) e la Soros Foundation, diversi gruppi di giovani organizzati attraverso i quali operare un cambiamento nei Paesi europei dell’Est, appena usciti dall’esperienza comunista ma ancora non convertiti abbastanza al Mercato. Il tutto attraverso manifestazioni di piazza che non si sono limitate a
spingere sui governi ma che in alcuni casi li hanno rovesciati. E’ stato il caso di Otpor in Serbia, di Kmara in Georgia e di Pora in Ucraina. In Russia e Bielorussia, le cose sono andate meno bene perché i governanti erano fatti di un’altra pasta. Recentemente il fenomeno si è ripetuto al Cairo dove gli studenti egiziani protagonisti degli scontri di piazza sono andati a scuola dai “colleghi” di Belgrado. I gruppi sorti con i soldi di Soros, e che si sono subito collegati gli uni agli altri in una sorta di internazionalismo liberale su web, sono stati però solo la punta dell’iceberg. E’ infatti dalla caduta del Muro di Berlino che Soros si è messo a finanziarie fondazioni culturali nei Paesi dell’ex Patto di Varsavia per fare passare la sua filosofia occidentalista. Si tratta pure di un retaggio culturale essendo Soros il figlio dello scrittore esperantista ebreo-ungherese Tivadar Schwartz che ben prima di Popper gli trasmise questo amore per un mondo senza frontiere, una società aperta nella quale le differenze etniche, culturali e religiosi si trasformassero in un ingombrante fardello del passato.
Soros è in ogni caso l’esempio di quel capitalismo rampante che i governi non hanno mai voluto stroncare sul nascere e soprattutto impedirgli di operare perché le sue speculazioni hanno provocato effetti devastanti per Paesi di peso sul panorama mondiale. Come l’attacco speculativo del settembre 1992 contro la sterlina che obbligò la Banca di Inghilterra a svalutare la propria moneta ed uscire del Sistema monetario europeo. Stessa sorte toccò il mese seguente alla lira con Soros questa volta in combutta con la City londinese (i grandi paradossi del capitalismo). La nostra moneta, dopo un’inutile difesa da parte della Banca d’Italia di Ciampi, che vi prosciugò le nostre riserve valutarie, venne svalutata del 30% permettendo alla finanza anglosassone di comprare scontate molte delle nostre imprese pubbliche che erano state messe sul mercato, dopo la Crociera del Britannia.
Questa sua attività tesa alla promozione della democrazia e dei diritti gli procurò incredibilmente una laurea honoris causa da parte dell’Università di Bologna il 31ottobre 1995, esattamente un anno dopo la speculazione contro la lira, con gli auspici di un Romano Prodi che gli fu accanto quel giorno alla presentazione del suo ultimo libro, accompagnata da feroci contestazioni. Il che la dice lunga su quali sono le frequentazioni di quello che all’epoca era l’Ulivo e che oggi è il Partito Democratico.
di: Filippo Ghira
f.ghira@rinascita.eu
Rinascita.eu
Soros chiude il suo fondo”Restituisco i soldi, ho sbagliato” – LaRepubblica.it -

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