«Gli Stati uniti si sono defilati, non bombardano più, hanno addirittura ritirato i loro mezzi più potenti», sentenziava Vittorio Feltri in aprile a proposito della guerra di Libia. Convinzione diffusasi anche nella sinistra e tra i pacifisti: quella che Obama fosse stato trascinato nella guerra contro la propria volontà (non a caso è Premio Nobel per la pace), ma se ne fosse subito tirato fuori, lasciando la guida dell’operazione ai bellicosi Sarkozy e Cameron. Del tutto falso. «Sono gli Stati uniti che hanno diretto questa operazione», chiarisce ora l’ambasciatore Ivo Daalder, rappresentante Usa presso la Nato.
Esplicita quindi ciò che già avrebbe dovuto essere chiaro: il fatto che, il 27 marzo, la direzione è passata dal Comando Africa degli Stati uniti alla Nato comandata dagli Stati uniti. Sono loro, precisa Daalder, che hanno diretto l’iniziativa per ottenere dal Consiglio di sicurezza il mandato e far decidere la Nato a eseguirlo. Un vero e proprio record: perché la Nato si decidesse a intervenire in Bosnia, egli ricorda, ci vollero tre anni e un anno per intervenire in Kosovo, mentre per decidere l’intervento in Libia ci sono voluti appena dieci giorni. Sono sempre gli Stati uniti che hanno diretto la pianificazione ed esecuzione della guerra. Sono loro che all’inizio hanno neutralizzato la difesa aerea libica e continuato a sopprimere le difese per tutto il corso del conflitto, impiegando Predator armati. Sono loro che hanno fornito il grosso dell’intelligence, individuando gli obiettivi da colpire, e hanno rifornito in volo i cacciabombardieri alleati. Ciascuno di questi elementi, sottolinea Daalder, è stato decisivo per il successo dell’operazione, con la quale la Nato ha distrutto oltre 5mila obiettivi senza subire alcuna perdita. Dall’operazione aerea in Kosovo, dice, abbiamo imparato quanto sia importante avere munizioni a guida di precisione per provocare il massimo danno minimizzando gli effetti collaterali, e che tutti i paesi le posseggano. Diplomaticamente l’ambasciatore non dice che sono stati gli Usa a fornirle in gran parte agli alleati, i quali dopo 11 settimane avevano quasi esaurito le loro bombe, come hanno dichiarato il portavoce del Pentagono Dave Lapan e il segretario alla difesa Robert Gates. Né dice quanto minimizzati siano stati gli effetti collaterali degli oltre 8mila attacchi aerei, in cui si stima siano state sganciate oltre 30mila bombe. Gli Stati uniti, tiene a far sapere Daalder, hanno effettuato più raid aerei di qualsiasi altro paese, il 26% dei circa 22mila. Francia e Gran Bretagna, insieme, ne hanno effettuato un terzo e attaccato il 40% degli obiettivi. Un «lavoro straordinario», riconosce il rappresentante Usa presso la Nato, ma mette in chiaro che esso è stato reso possibile dal fatto che «gli Stati uniti hanno diretto questa operazione in modo tale che altri potessero seguire e contribuirvi». Loda quindi gli altri alleati, anche non appartenenti alla Nato: Giordania, Qatar, Emirati arabi uniti. Nessuna parola invece sull’Italia, che pur ha fatto tanto, mettendo a disposizione basi e forze aeronavali. Qui ne va dell’orgoglio nazionale dell’Italia. Che il presidente Napolitano scriva subito al presidente Obama, perché riconosca che c’è anche l’Italia sotto comando Usa.
Una foto pubblicata dal New York Times racconta, più di tante parole, ciò che sta avvenendo in Libia: mostra il corpo carbonizzato di un soldato dell’esercito governativo, accanto ai resti di un veicolo bruciato, con attorno tre giovani ribelli che lo guardano incuriositi. Sono loro a testimoniare che il soldato è stato ucciso da un raid Nato. In meno di cinque mesi, documenta il Comando congiunto alleato di Napoli, la Nato ha effettuato oltre 20mila raid aerei, di cui circa 8mila di attacco con bombe e missili. Questa azione, dichiarano al New York Times alti funzionari Usa e Nato, è stata decisiva per stringere il cerchio attorno a Tripoli.
Gli attacchi sono divenuti sempre più precisi, distruggendo le infrastrutture libiche e impedendo così al comando di Tripoli di controllare e rifornire le proprie forze. Ai cacciabombardieri che sganciano bombe a guida laser da una tonnellata, le cui testate penetranti a uranio impoverito e tungsteno possono distruggere edifici rinforzati, si sono uniti gli elicotteri da attacco, dotati dei più moderni armamenti. Tra questi il missile a guida laser Hellfire, che viene lanciato a 8 km dall’obiettivo, impiegato in Libia anche dagli aerei telecomandati Usa Predator/Reaper.
Gli obiettivi vengono individuati non solo dagli aerei radar Awacs, che decollano da Trapani, e dai Predator italiani che decollano da Amendola (Foggia), volteggiando sulla Libia ventiquattr’ore su ventiquattro. Essi vengono segnalati – riferiscono al New York Times i funzionari Nato – anche dai ribelli. Pur essendo «mal addestrati e organizzati», sono in grado, «per mezzo delle tecnologie fornite da singoli paesi Nato», di trasmettere importanti informazioni al «team Nato in Italia che sceglie gli obiettivi da colpire». Per di più, riferiscono i funzionari, «Gran Bretagna, Francia e altri paesi hanno dispiegato forze speciali sul terreno in Libia». Ufficialmente per addestrare e armare i ribelli, in realtà soprattutto per compiti operativi.
Emerge così il quadro reale. Se i ribelli sono arrivati a Tripoli, ciò è dovuto non alla loro capacità di combattimento, ma al fatto che i cacciabombardieri, gli elicotteri e i Predator della Nato spianano loro la strada, facendo terra bruciata. Nel senso letterale della parola, come dimostra il corpo del soldato libico carbonizzato dal raid Nato. In altre parole, si è creata ad uso dei media l’immagine di una «resistenza» con una forza tale da battere un esercito professionale. Anche se ovviamente muoiono dei ribelli negli scontri, non sono loro che stanno espugnando Tripoli. E’ la Nato che, forte di una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu, sta demolendo uno stato con la motivazione di difendere i civili. Evidentemente, da quando un secolo fa le truppe italiane sbarcarono a Tripoli, ha fatto grandi passi in avanti l’arte della guerra coloniale.
Una nuova fase della guerra si sta svolgendo verso un processo di escalation militare e nell’atterraggio finale di commandos USA-NATO sulle coste della Libia.
E’ in corso uno spiegamento di potenza navale nel mediterraneo senza precedenti
Il 1 ° giugno, gli Stati membri dell’Alleanza atlantica (NATO) a Bruxelles hanno deciso di “rinnovare la missione”, vale a dire estendere la guerra in Libia “per altri 90 giorni fino alla fine di settembre”.
La USS George HW Bush , la nave più moderna nell’arsenale della marina statunitense, è entrata nel Mediterraneo, fino ad unirsi con la Sesta Flotta a Napoli.
La super portaerei USS George HW Bush (CVN77) è la più grande nave da guerra del mondo: “ quattro ettari e mezzo di spazio sul suo ponte di volo che la rendono in grado di ospitare 90 aerei ed elicotteri con 5.500 membri di equipaggio”. Dotata di sofisticati sistemi di guerra elettronica, è la più grande “base militare mobile” del mondo (Manlio Dinucci, “Boots on the Ground”: Sarkozy and Cameron Prepare to Land in Libya, Global Research).
Il gruppo di battaglia della USS George HW Bush è stato inviato nel suo “viaggio inaugurale” verso l’area delle operazioni navali della Sesta Flotta, ovvero il Mediterraneo. E’ stato “certificato pronto per le operazioni di combattimento” un mese prima dell’inizio della guerra in Libia.USS George H.W. Bush Strike Group Certified Combat Ready , 21 febbraio 2011)
Le dimensioni della USS George HW Bush, i suoi sistemi avanzati di armi, le sue capacità distruttive, per non parlare del suo costo, sono l’espressione pura e semplice delle ambizioni imperiali impazzite dell’ America’.
"Freedom at Work" è il “logo umanitario” della USS GHWB
Sotto la dottrina “Shock and Awe” , la USS George H. W. Bush è destinata a stupire e a sottomettere completamente il nemico.
Escalation militare
Sono state condotte, dall’inizio della guerra il 19 marzo, circa 10.000 incursioni . La NATO riconosce un totale di 9.036 incursioni, di cui 3.443 d’attacco nel corso di un periodo di due mesi (31 marzo 2011-31 maggio 2011).
Il dispiegamento della USS George HW Bush e del suo Gruppo di battaglia insieme ad altre navi da guerra degli alleati, schiude una nuova fase della guerra.
Le operazioni militari non sono più limitate ad una campagna di bombardamenti ad alta quota, dove gli obiettivi sono “pre-approvati” e pianificati in anticipo. Sono previsti elicotteri e operazioni aeree a bassa quota . Quest’ ultime servono per supportare i commandos USA-NATO e le forze ribelli a terra.
L’HMS Ocean , la più grande nave da guerra inglese e schierata a Cipro, è attrezzata come portaelicotteri, per gli elicotteri Apache.
A metà maggio, si sono svolte esercitazioni navali al largo della costa di Cipro che coinvolgono navi da guerra della marina britannica e olandese con l’ HMS Ocean protagonista come portaaerei. ”L’esercitazione comprendeva difesa aerea e fuoco dal vivo in mare con esercitazioni anfibie nelle acque costiere”.
A sua volta, la Francia ha confermato che avrebbe dispiegato i suoi elicotteri da combattimento Tiger.
Possiamo quindi aspettarci nelle settimane a venire un importante cambiamento nella natura delle operazioni militari; l’invio di commandos a sostegno delle operazioni di terra, con elicotteri e aerei a bassa quota che svolgono un ruolo importante. (Questi voli a bassa quota non sarebbero limitati ai droni Predator).
Il carattere delle operazioni di volo, pertanto, diventerà più mirato. L’obiettivo dichiarato è di “portare la campagna aerea più vicina al terreno”. La USS GNWB e il suo gruppo di battaglia avranno un ruolo chiave nell’attuazione della fase successiva della guerra.
Simulare il teatro di guerra del Mediterraneo: i Giochi di guerra “Saxon Warrior”
Nella settimana prima del suo “viaggio inaugurale” per il Mediterraneo, la USS HW Bush (CVN77) insieme con i suoi Carrier Strike Group 2, ha partecipato a giochi di guerra su vasta scala al largo della costa della Cornovaglia (UK) sotto l’egida della HM Royal Navy (19-26 maggio 2011).
Soprannominati “Exercise Saxon Warrior”, i giochi di guerra sono stati effettuati in un ambiente marittimo, con la partecipazione delle navi da guerra inglesi, americane, francesi, tedesche, svedesi e spagnole. Alla fine, i giochi di guerra hanno visto la partecipazione di 26 unità navali distinte. ( EGFE Movements » Exercise Saxon Warrior ).
I “Saxon Warrior” sono tra i più grandi giochi di guerra condotta dalla Royal Navy, in stretto collegamento con la Marina degli Stati Uniti, la NATO e il Pentagono:
“[Sono] destinati a perfezionare le competenze del gruppo Carrier Strike Bush … in modo che possa funzionare senza problemi con le forze europee nel corso della sua implementazione corrente.[Nel Mediterraneo nei confronti della Libia ((MC)]
“Il gruppo di battaglia della George HW Bush è ben preparato per questa implementazione,” ha detto l’ammiraglio Nora Tyson, comandante del gruppo di lavoro e prima donna ammiraglio di una forza di trasporto statunitense.
“Siamo felici di essere protagonisti nei Saxon Warrior. Rappresentano l’occasione ideale per tutte le navi del gruppo per migliorare la nostra capacità di operare in modo trasparente ed efficace con le altre unità della NATO. “( George Bush bound for Portsmouth after war games with Royal Navy enfasi aggiunta)
I giochi di guerra hanno una relazione diretta con la “vera guerra”. I Saxon Warrior hanno simulato sia la struttura di comando multi-nazionale sia la configurazione navale della guerra condotta dalla NATO nel Mediterraneo, ovvero a livello di marina, aviazione, schieramento degli elicotteri e le eventuali operazioni di forze di terra. I 5500 marinai a bordo della USS George HW Bush sono destinati ad essere utilizzati in caso di sbarco del commando in territorio nemico:
[Il Saxon Warrior è] “un esercizitazione per sviluppare le competenze nello specifico teatro di guerra, ma anche per rafforzare la cooperazione tra le forze multi-nazionali e le agenzie governative. … Saxon Warrior presenta una miriade di sfide per la forza multi-nazionale e multi-piattaforma attraverso la creazione di un vario e imprevedibile ambiente di guerra sulla base di fittizi scenari geo-politici e militari. “ (George H.W. Bush Strike Group Participates in Saxon Warrior,http://www.navy.mil/search/display.asp?story_id=60543, eenfasi aggiunta)
Poichè condotta sotto l’egida della Marina britannica, esercitazioni con aerei militari a bassa quota e con elicotteri sono state effettuate anche nel Sud Ovest dell’Inghilterra e in parti del Galles , simulando le condizioni di un fittizio paese nemico. L’attenzione per le operazioni con elicotteri e volo a bassa quota è pienamente coerente con la fase successiva della guerra in Libia (come discusso in precedenza).
I giochi di guerra “Saxon Warrior” sono visti dai militari USA come fornire “un’opportunità, come un dispiegamento di forze, per integrare i partner della coalizione nella nostra struttura di comando e questo sta accadendo per la prima volta,” ( Capt. Patrick. O. Shea, USS Gettysburg commanding officer, Military News: Gettysburg Participates in Saxon Warrior, 24 Maggio 2011).
Mentre La Royal Navy ha coordinato i giochi di guerra, la forza navale statunitense, in termini di schieramenti militari e di “strutture di comando simulato” era di gran lunga l’attore principale.
L’esercitazione di otto giorni ha coinvolto scenari indipendenti di “single-mission” ”che comprendono combattimenti di superficie, sottomarini e aerei.” L’esercitazione si è conclusa il 26 maggio ”con una guerra simulata” in un ambiente marittimo.
Anche se sulla base di “immaginari” scenari geopolitici e militari, i partecipanti a “Saxon Warrior” erano profondamente consapevoli che si stavano addestrando per la guerra in Libia:
“Ci stiamo addestrando in una operazione di schieramneto, in modo da migliorare la nostra disponibilità se dovessimo essere coinvolti in operazioni nel mondo reale”. (Ibid, enfasi aggiunta)
I Saxon Warrior presentano l’opportunità di affrontare una varietà di situazioni geopolitiche che cambiano di giorno in giorno, …
“Saxon Warrior ci offre un ambiente stimolante in cui utilizzare le nostre abilità di combattimento di guerra”, “Dobbiamo pensare in fretta al di fuori dei schemi. Più siamo agili, più saremo pronti per qualsiasi missione che si presenta durante il dispiegamento. Questa è la bellezza di Saxon Warrior “.
“La bellezza di operare con i partner della coalizione è che noi facciamo pratica con loro, imparariamo i loro punti di forza e quindi questi punti di forza si fondono insieme per rendere la coalizione la più potente possibile.” George H.W. Bush Strike Group participates in Saxon Warrior 11 –norfolknavyflagship.com, maggio 26, 2011, enfasi aggiunta)
L’Asse Militare Anglo-Americano
Questi giochi di guerra sono parte di un quadro di collaborazione militare avanzata tra Londra e Washington, che prevedono l’integrazione de facto delle strutture di comando britannico e statunitense. I giochi di guerra sono stati pianificati in modo da coincidere con la visita di Stato ufficiale del presidente Barack Obama nel Regno Unito, evidenziati come ”Special Relationship” tra Gran Bretagna e America.
Di notevole importanza, le riunioni di alto livello tra il presidente Barack Obama e il primo ministro David Cameron erano propizie alla costituzione formale di una National Security Board comune, con il compito di coordinare il processo decisionale militare, nonché la politica estera. Guidata dagli Stati Uniti e da consiglieri per sicurezza nazionale della Gran Bretagna, la National Security Board comune intende consolidare ulteriormente l’asse militare anglo-americano
La prossima fase della guerra in Libia
Ciò che si sta svolgendo è una escalation delle operazioni militari, che nello stesso tempo sta portando ad una guerra di lunga durata.
Questo cambiamento nella direzione delle operazioni militari orientate verso il sostegno di aerei ed elicotteri ai commandos ” sul terreno” non porterà necessariamente ad una totale invasione, almeno nel futuro prevedibile.
L’USS HW Bush e il suo gruppo vettore comune avranno un ruolo chiave nel sostenere le operazioni di terra attraverso elicotteri e aerei a bassa quota .
” La portaerei George H.W. Bush è affiancata da un gruppo di battaglia formato dai cacciatorpediniere lanciamissili Truxtun e Mitscher, dagli incrociatori lanciamissili Gettysburg e Anzio e da otto squadriglie aeree. Va a rafforzare la Sesta flotta, il cui comando è a Napoli, affiancandosi ad altre unità, tra cui i sottomarini nucleari Providence, Florida e Scranton. Si è aggiunto alla Sesta flotta anche uno dei più potenti gruppi da attacco anfibio, guidato dalla Uss Bataan, che da sola può sbarcare oltre 2mila marines, dotati di elicotteri e aerei a decollo veriticale, artiglieria e carrarmati. È affiancata da altre due navi da assalto anfibio, la Mesa Verde e la Whidbey Island, che ha effettuato il 13-18 maggio una visita a Taranto. Ha quattro enormi mezzi da sbarco a cuscino d’aria che, avendo un raggio d’azione di 300 miglia, possono trasportare velocemente fin sopra la costa 200 uomini alla volta, senza che la nave sia in vista. Manlio Dinucci, “Boots on the Ground”: Sarkozy and Cameron Prepare to Land in Libya, Global Research, 31 Mag 2011)
Le forze speciali sono state sul campo in Libia fin dall’inizio della campagna aerea.
Come parte di una strategia “Shock and Awe”, saranno sganciate sulla Libia bombe bunker buster BLU 109 da 2000 libbre con i caccia Tornado della RAF (Royal Air Force) della Gran Bretagna. Shock and Awe è parte della “dottrina del dominio rapido” o “forza decisiva”, utilizzata per intimidire l’avversario fino alla sottomissione, come pure per terrorizzare la popolazione civile. (Vedi video sotto)
Armi nucleari contro la Libia
Val la pena notare che è stato previsto l’uso di armi nucleari tattiche Shock and Awe contro la Libia come parte di questa “guerra umanitaria”. Nel 1996, la Libia è stato il “paese scelto” in Medio Oriente e Nord Africa per essere preso di mira con un’arma nucleare tattica B61-11. Quest’ultima è una bomba distruggi-bunker dotata di una testata nucleare.
Il piano per bombardare la Libia non è mai stato scartato. Di massima importanza, poco dopo l’inizio della campagna di bombardamenti il 19 marzo, il Pentagono ha ordinato la verifica della funzionalità della bomba nucleare B61-11. Questi test sono stati condotti utilizzando le stesse B2 Stealth Bombers, fuori dalla stessa base militare americana in Missouri, le quali sono state utilizzate per coordinare i bombardamenti B2 Stealth sulla Libia all’inizio della guerra il 19 marzo. (vedi Michel Chossudovsky, Dangerous Crossroads: Is America Considering the Use of Nuclear Weapons against Libya? Global Research, 7 aprile 2011)
Queste diverse evoluzioni mirano ad un pericoloso processo di escalation militare, che potrebbe potenzialmente estendersi oltre i confini della Libia. Le più ampie implicazioni economiche e geo-strategiche di questa guerra sono di vasta portata.
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