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Tag: società

Karen Klein, la donna che ha commosso l’America

Il video di un gruppo di bulli, quattro ragazzini delle scuole medie che attaccano una donna di 68 anni,  sta facendo il giro del mondo grazie ad Internet. Questo video è un perfetto esempio del degrado sociale che sta distruggendo questa nazione. Stiamo crescendo una generazione di giovani che non hanno rispetto per niente e nessuno. 

Nel video, Karen Klein (ex autista per 23 anni e  che ora lavora come “supervisore” sullo scuolabus -NdA) ,68 anni, viene ripetutamente chiamata povera, grassa, brutta e un sacco di altre cose che non posso ripetere in questo spazio. I bulli fanno riferimento al “suo sudore” e “alla sua ciccia” più e più volte durante il video di dieci minuti. La definiscono un troll e un elefante e fanno numerosi commenti sessuali su di lei. Questo video è terrificante, ma la verità è che questo è il genere di cose che accadono nelle aule scolastiche e sugli scuolabus in tutta l’America ogni singolo giorno.

La buona notizia è che subito partita una iniziativa per regalare a Karen Klein una vacanza. All’inizio l’obiettivo era quello di raccogliere 5.000 dollari ma, in meno di 24 ore, si erano già raggiunti 250 mila dollari.

Allora, forse, ci sono ancora alcune persone di buon cuore là fuori.

Purtroppo, questo video di ragazzini che fanno piangere una donna di 68 anni non è un caso isolato. La realtà è che l’America sta allevando tutta una generazione di bambini dal cuore freddo che mancano di disciplina.

Un interessante e recente studio ha rilevato che le società che credono nell’inferno hanno un tasso di criminalità inferiore rispetto alle società che non ci credono. Forse, se quei ragazzini fossero stati messi al corrente che ci sono gravi conseguenze per chi tratta gli altri in questo modo non si sarebbero comportati così.

Tratto da:  Verbally Abusive Middle School Kids Make A 68 Year Old Bus Monitor Cry

DI: Coriintempesta

Petrolio e Popolazione

di: Peter Goodchild

In The Coming Chaos faccio due affermazioni che, in un primo momento, potrebbero sembrare difficili da integrarsi tra loro. Se sono affermazioni provate o meno, (il quale deve essere determinato esaminando l’ intero argomento) ci sono almeno alcuni semplici modi per controllare i dati e anche di correlare le due affermazioni, se posso essere perdonato per citare me stesso così liberamente.

I miei dati sulla presente e passata popolazione globale, comunque, sono tutti tratti da fonti delle Nazioni Unite. I dati relativi alla passata e presente produzione di petrolio si possono trovare in fonti come BP, Campbell e Laherrère e lo stesso MK Hubbert (vedi riferimenti sotto), anche se le cifre sulla prima produzione di petrolio sono curiosamente meno accessibili rispetto ai giorni in cui  Petroconsultants stava rilasciando tale dati.

In parole povere, la prima affermazione è che la popolazione mondiale deve diminuire in parallelo con il calo della produzione mondiale di petrolio: ad esempio, la produzione di petrolio scenderà a metà del suo picco nel 2030, e, quindi, anche la popolazione dovrà scendere a circa la metà del suo livello di picco . La seconda affermazione è che ci saranno circa 2,5 miliardi di ”extra” morti (carestia) e nascite perdute entro la fine del secolo.(Sì, queste sono tutte cifre molto approssimative).

La prima affermazione (p. 13) è la seguente.

“La popolazione mondiale è passata da circa 1,7 miliardi nel 1900 a 2,5 nel 1950, a quasi 7 miliardi nel 2010. . . . Un calcolo sulla futura popolazione può essere fatto osservando più attentamente l’ascesa e la caduta della produzione petrolifera. Il rapido aumento della popolazione nel corso degli ultimi cento anni non è solo coincidente con il rapido aumento della produzione di petrolio. E’ quest’ultimo che ha effettivamente permesso (la parola’ causato’potrebbe essere troppo forte) il primo: cioè, il petrolio è stato la principale fonte di energia all’interno della società industriale. E’ solo con quest’ ultimo in abbondanza che è possibile avere una popolazione di grandi dimensioni . . Quando la produzione di petrolio si riduce della metà del suo valore di picco, la popolazione mondiale deve a sua volta dimezzarsi. ”

La seconda affermazione (p. 32) è la seguente:

“Un eccesso di mortalità futura può quindi essere determinato - almeno in modo approssimativo - dal fatto che nella moderna società industriale è l’approvvigionamento di petrolio che determina quante persone possono essere alimentate. Un aumento della produzione di petrolio porta ad un aumento della popolazione, e una diminuzione della produzione di petrolio porta ad una diminuzione della popolazione.”

“In cifre tonde, la produzione mondiale di petrolio per l’anno 2008 è stata di 30 miliardi di barili e la popolazione era di 7 miliardi. Secondo l’opinione generale, nel 2050 la produzione di petrolio sarà di circa 2 miliardi di barili. La stessa produzione di petrolio del 1930,quando la popolazione era di 2 miliardi. La popolazione nel 2050 può quindi essere lo stessa del 1930: 2 miliardi. La differenza tra  7 miliardi di persone e 2 miliardi di persone è 5 miliardi, che sarebbe quindi il numero totale di morti dovute alle carestie e di nascite perse o evitate per quel periodo. (Una misura più precisa comporterebbe l’ osservazione del numero di sopravvissuti di ciascun anno e poi determinare quella che potremmo chiamare la ‘capacità di carico temporanea’ per lo stesso anno, sulla base del petrolio rimasto, ma il totale sarebbe all’ incirca lo stesso. ) “

Se ora scegliamo alcune date facili da ricordare, possiamo vedere come tutti questi dati si intreccino tra loro. Osserviamo per primo l’anno 2030. Con una diminuzione media annua del 3 per cento della produzione di petrolio (qui definita come “percentuale della quantità dell’anno precedente”), ci saranno 13 miliardi di barili prodotti. La stessa produzione di petrolio che si ebbe nel 1966, anno in cui la popolazione era di 3,4 miliardi, e, quindi, possiamo concludere che anche nel 2030 ci sarà una popolazione di 3,4 miliardi – molto vicina alla già citata “metà” del “picco della popolazione  ”(ossia la metà della popolazione dell’anno 2010).

1966: 13 miliardi di barili di petrolio —–> popolazione —->3,4 miliardi

2030: 13 miliardi di barili di petrolio —–> popolazione —->3,4 miliardi

Un altro anno da osservare è il 2050, che, con il 3 per cento di declino annuale, avrà la stessa produzione di petrolio dell’ anno 1934, e quindi la stessa popolazione: 2,4 miliardi:

1934: 1,6 miliardi di barili di petrolio —–> popolazione —–>2,4 miliardi

2050: 1,6 miliardi di barili di petrolio —–> popolazione——>2,4 miliardi

Qui, naturalmente, il fatto significativo è che la popolazione è scesa a 2,4 miliardi, che può essere sottratto dai 7 miliardi, il picco di popolazione, per darci il totale di 4,6 miliardi, che sono grosso modo, i “5 miliardi” accennati in precedenza come “il numero totale di morti dovute a carestie e nascite perse o evitate per quel periodo.”

LINK: Petroleum And Population

DI: Coriintempesta

REFERENCES:

BP. Global statistical review of world energy. (2010, June). Retrieved fromhttp://www.bp.com/statisticalreview

Campbell, C. J. & J. H. Laherrère. (1998, March). The end of cheap oil. Scientific American.

Goodchild, Peter. The Coming Chaos (abridged).

http://bravenewworld.in/wp-content/uploads/2011/07/CHAOS-ABRIDGED.pdf

Hubbert, M. K. (1956). Nuclear energy and the fossil fuels. American Petroleum Institute. Retrieved from http://www.hubbertpeak.com/hubbert/1956/1956.pdf

Peter Goodchild is the author of Survival Skills of the North American Indians, published by Chicago Review Press. His email address is prjgoodchild{at}gmail.com

http://www.countercurrents.org/goodchild310811.htm

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